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Umanesimo

Lezione 4A ottobre 2012
by

annalisa perrotta

on 14 October 2012

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Transcript of Umanesimo

A UMANESIMO PARADIGMA visione del mondo. Nell’epistemologia contemporanea il termine ha avuto larga diffusione nel significato attribuitogli dal filosofo americano Thomas Kuhn (1922-1996), come insieme di pratiche, regole metodologiche, ipotesi euristiche e modelli esplicativi che orientano la ricerca scientifica in una data epoca: a mutamenti di p. sarebbero in tal senso riconducibili le cosiddette rivoluzioni scientifiche. CHI SONO GLI UMANISTI - Nell'Italia settentrionale e centrale acquista potere un patriziato di origine mercantile, una nuova aristocrazia che influisce particolarmente sulle istituzioni cittadine e poi regionali
- tra i nuovi ceti dirigenti (giuristi, medici, notai, maestri delle "ars dicendi") che affollano le Cancellerie delle città repubblicane e le "segreterie" dei signori e dei principi si manifesta una nuova sensibilità per il nuovo tipo di cultura proposta da Petrarca e dai suoi primi seguaci Sotto la guida di Boccaccio e del cancelliere Coluccio Salutati e del teologo agostiniano Luigi Marsili si forma presso la chiesa di Santo Spirito il più importante sodalizio umanistico del Quattrocento, che si sviluppò anche per l'appoggio dell'oligarchia. Firenze - primato della vita attiva
- considerare il mondo in cui si vive "la via dei mortali, la guida e la traccia del nostro pellegrinaggio" (C. Salutati, De saeculo et religione)
- contrapposizione al modello di virtù monastica e ascetica: "la santità attiva è ragione di edificazione per molti, perché è evidente a molti; e porta molti con sé all'accesso al cielo perché ad essi si porge un esempio (C. Salutati, Epistolario)
- Poggio Bracciolini, De Avaritia: difende la necessità sociale del giusto desiderio di ricchezza;
- Lorenzo Valla, De voluptate: tutte le arti umane sono volte a soddisfare i bisogni necessari a rendere la vita ornata ed elegante; le arti sono frutto del desiderio - naturale e razionale - del piacere; voluptas bene e gioia voluta da Dio nella vita degli uomini, sia terrena, sia ultraterrena VITA ACTIVA: AL CENTRO L'UOMO E LA VITA TERRENA Sarebbe infatti difficile a dirsi, o meglio impossibile, quali godimenti l’uomo ottengadalla visione chiara ed aperta dei bei corpi, dall’audizione di suoni e sinfonie e armonievarie, dal profumo dei fiori e di simili cose odorate, dal gustare cibi dolci e soavi,e infine dal toccare cose estremamente molli. E che diremo degli altri sensi interni? Nonpossiamo dichiarare a sufficienza con parole quale diletto rechi seco quel senso che ifilosofi chiamano comune nel determinare le differenze delle cose sensibili; o qual piacereci dia la varia immaginazione delle diverse sostanze e accidenti, o il giudicare, il ricordare, e infine l’intendere, quando prendiamo a immaginare, comporre, giudicare,ricordare ed intendere le cose già apprese mediante qualche senso particolare. Perciò segli uomini nella vita gustassero quei piaceri e quei diletti, piuttosto che tormentarsi per lemolestie e gli affanni, dovrebbero rallegrarsi e consolarsi invece di piangere e di lamentarsi,soprattutto poi avendo la natura fornito con larghezza copiosa numerosi rimedi delfreddo, del caldo, della fatica, dei dolori, delle malattie; rimedi che sono come sicuri antidotidi quei malanni, e non aspri, o molesti, o amari, come spesso suole accadere con ifarmachi, ma piuttosto molli, grati, dolci, piacevoli- Giannozzo Manetti (1396-1459), De dignitate et excellentia ominum AUCTORES: QUALE RAPPORTO CON I CLASSICI? 1. Imitazione 2. Attualizzazione: affermazione del diritto della ragione umana a far proprio uno straordinario patrimonio di conoscenze di cui si avvertiva l'attualità 3. Gli umanisti riscoprono davvero i classici, perché vogliono intendere la loro lingua, cultura e idee originarie, senza confondere il presente con il passato, lontano ormai, e frutto di una civiltà che bisogna ricostruire per ricavarne gli insegnamenti utili per il presente Leonardo Bruni, Ad Petrum Paulum Istrum dialogus Gli umanisti si propongono davvero di parlare con Omero, Platone, Demostene e gli altri filosofi ed oratori de' quali tante e sì mirabili cose si dicono. Vogliono leggerli faccia a faccia, apprendendo la loro lingua, verificando la loro tradizione, cercando di porre rimedio ai guasti che il tempo e l'incuria umana hanno recato alle loro parole e alla intelligenza dei loro discorsi. Poggio Bracciolini trova Quintiliano (Lettera a Guarino Guarini, Costantia, 15 dicembre 1416) Recupero degli auctores --> mito della rinascentia Un caso fortunato per lui, e soprattutto per noi, volle che, mentre ero ozioso a Costanza, mi venisse il desiderio di andar a visitare il luogo dove egli era tenuto recluso. V’è infatti, vicino a quella città, il monastero di S. Gallo, a circa venti miglia. Perciò mi recai là per distrarmi, ed insieme per vedere i libri di cui si diceva vi fosse un grannumero. Ivi, in mezzo a una gran massa di codici che sarebbe lungo enumerare, ho trovato Quintiliano ancor salvo ed incolume, ancorché tutto pieno di muffa e di polvere.Quei libri infatti non stavano nella biblioteca, come richiedeva la loro dignità, ma quasi in un tristissimo ed oscuro carcere, nel fondo di una torre, in cui non si caccerebbero neppure dei condannati a morte. Ed io son certo che chi per amore dei padri andasse esplorando con cura gli ergastoli in cui questi grandi son chiusi, troverebbe che una sorte uguale è capitata a molti dei quali ormai si dispera.Trovai inoltre i tre primi libri e metà del quarto delle Argonautiche di Caio Valerio Flacco, ed i commenti a otto orazioni di Cicerone, di Quinto Asconio Pediano, uomo eloquentissimo, opera ricordata dallo stesso Quintiliano. Questi libri ho copiato io stesso,ed anche in fretta, per mandarli a Leonardo Bruni e a Niccolò Niccoli, che avendo saputo da me la scoperta di questo tesoro, insistentemente mi sollecitarono per lettera a mandar loro al più presto Quintiliano. - valore esemplare delle scoperte
- emulazione
- costruzione di una nuova biblioteca: impresa entusiasmante per gli intellettuali e per i loro finanziatori
- nascita di un fiorente mercato di manoscritti
- cresce il prestigio degli studia humanitatis
- la perizia filologica degli intellettuali si raffina
- formazione di importanti biblioteche private: Coluccio Salutati, Niccolò Niccoli (mercante in origine, poi umanista), Palla Strozzi (patrizio), grandi biblioteche di corte: a Urbino quella dei Montefeltro, a Pavia quella dei Visconti. Conseguenze delle nuove scoperte GIOVANNI AURISPA (1376-1459)
- nasce a Noto, in Sicilia; dopo aver frequentato a Bologna i corsi di diritto civile si dedicò alla sua vera passione, quella della riscoperta del grande patrimonio della cultura classica. Con vari viaggi in Oriente, imparò il greco (che insegnerà poi in Italia) e acquistò numerosi codici greci a Costantinopoli. A Magonza e ad Aquisgrana acquistò poi preziosi codici latini. Insegnò in varie Università italiane e nella maturità, fattosi sacerdote, fu Segretario Apostolico di due Papi
- 1413 acquista a Chio codici di Sofocle ed Euripide; di ritorno da un viaggio in Oriente, porta in Italia codici di Tucidide, Omero, Diogene Laerzio
1421 campagna di ricerca in Grecia: acquista 238 codici, tra cui opere di Aristofane, Aristotele, Callimaco, Demostene, Erodoto, Eschilo, Luciano, Platone Salterio in ebraico, greco e latino, fatto a Firenze su commissione di Federico da Montefeltro (1476) San Cipriano, manoscritto di origine fiorentina con rappresentazione a piena pagina del santo nel suo studiolo San Bernardo, manoscritto di origine fiorentina con raffigurazione a piena pagina del santo inginocchiato CHE COS'E' L'UMANESIMO: DEFINIZIONE E TRADIZIONE STORIOGRAFICA la definizione di Medioevo, Umanesimo, Rinascimento, poggia sul rapporto tra elementi di continuità ed elementi di frattura con le epoche precedenti la periodizzazione del passato è legata a una valutazione/collocazione di sé nel presente. E' dunque legata alle attese e alle preoccupazioni ideologiche delle epoche che producono tali periodizzazioni
Umanesimo e Rinascimento hanno assunto per noi il valore di categorie permanenti, congiunte alla nostra rappresentazione del passato
le epoche definite con il nome di "rinascita" o "rinascimento" sono legate al cambiamento dei paradigmi intellettuali tradizionali studia humanitatis, relativamente alle lettere, in opposizione alla professione dei giuristi, medici, teologi, gli altri mestieri intellettuali dell'epoca tardo medievale. comune convinzione che lo studio delle lingue, della poesia, dell'eloquenza, della storia della filosofia degli antichi sia la via da percorrere per rinnovare i valori etici e politici, ma anche per fondare un modello di formazione intellettuale che restituisca la conoscenza di sé e del proprio destino ARRIVA IL GRECO!! 1397 Emanuele Crisolora, dotto bizantino,dopo lunghe trattative condotte da due discepoli di Salutati, Roberto de' Rossi e Iacopo Angeli, inizia il suo insegnamento del greco a Firenze, assai ben pagato. Ebbe come discepoli Leonardo Bruni e Pier Paolo Vergerio L'esempio di Firenze fu seguito presto dal duca milanese e poi da altri mecenati e istituzioni. Personaggi come Guarino Veronese e Francesco Filelfo arrivano fino a Costantinopoli per perfezionare la conoscenza del greco. 1405 Leonardo Bruni è in grado di tradurre in latino i dialoghi platonici Fedone, seguono il Gorgia (1409), Critone ed Epistole (dopo 1427). Le traduzioni sono fondamentali nella ripresa del platonismo quattrocentesco
Ma Bruni preferisce Aristotele: e non l'Aristotele metafisico che si insegnava nelle scholae, bensì quello etico e politico dell'Etica nicomache e della Politica, più in linea con la sua idea di impegno intellettuale NASCITA DELLA FILOLOGIA LORENZO VALLA
(1407-1457) POLEMICA

IMPEGNO
INTELLETTUALE 1) contro coloro che non mettono mai in discussione certezze e auctoritates
2) che rimangono attaccati a delle credenze senza aver nessuna consapevolezza del proprio linguaggio, del linguaggio altrui, della tradizione di un testo o di una dottrina
3) il linguaggio tende sempre più a separarsi dalle cose
4) nuova scienza filologica --> nuova consapevolezza delle lingue --> base necessaria a tutte l scienze UMANESIMO CENTRI Firenze Roma Venezia Napoli Nascita di cenacoli o "contubernia" umanistici

Sotto la guida di Boccaccio e del cancelliere Coluccio Salutati e del teologo agostiniano Luigi Marsili si forma presso la casa di Salutati, il convento di Santo Spirito, la villa suburbana degli Alberti il più importante sodalizio umanistico del Quattrocento, che si sviluppò anche per l'appoggio dell'oligarchia. La politica Le organizzazioni culturali I protagonisti - Firenze ha una forte tradizione repubblicana e attrae intellettuali con ideali politici vicini alla forma di governo di Firenze.
- Tale immagine di Firenze viene sostenuta dal patriziato cittadino, di origine mercantile e finanziaria, che controllava di fatto le istituzioni cittadine
- dopo l'inizio dela criptosignoria medicea, non si interrompe il sostegno nei confronti della cultura umanistica Firenze espande i possedimenti territoriali:
1409 acquista e riesce a sottomettere Pisa
1411 acquista Cortona
1421 acquista Livorno
1439 acquista Volterra
L'espansione regionale di Firenze è coeva alla
espansione delle altre grandi città dell'Italia settentrionale: Milano e Venezia
1425-1433 pace di Ferrara Dopo la pace di Ferrara, che conclude la guerra
contro Milano, le finanze di Firenze sono dissestate:
1434 Cosimo de' Medici (1434-64) instaura a Firenze una criptosignoria (signoria non nelle forme, ma di fatto) Sotto Cosimo de' Medici:
alcuni umanisti come Filelfo e Giannozzo
Manetti seguono nell'esilio Palla Strozzi, fiero avversario dei Medici Altri umanisti, come Niccolò Niccoli,
Poggio Bracciolini manifestano apertamente
il loro appoggio ai Medici 1439 a Firenze si tiene il concilio per la riunificazione delle chiese di Occidente e di Oriente. Assistono all'evento numerosi umanisti, come P. Bracciolini, L. Bruni, G. Manetti, C. Mersuppini.
Artisti e architetti come Brunelleschi, Donatello, Ghiberti, musicisti come Squarcialupi, matematici e astronomi come Toscanelli, arricchivano ulteriormente questo inedito consesso di personalità eccellenti, ingegni e artefici straordinari sullo sfondo di una Firenze già culla dell'umanesimo e del nuovo stile rinascimentale, ora eletta a luogo di incontro e fulcro pacificatore della cristianità.
Per l'avvenimento, arrivo anche di dotti bizantini. Accademia platonica
- si raccoglie intorno a Marsilio Ficino (1433-1499), che la fonda nel 1463. -diviene l'organo mediceo di trasmissione culturale e di sostegno della politica del Medici
- la riflessione e la rielaborazione della filosofia platonica coinvolge i diversi ambiti della cultura: la poesia di Lorenzo de'Medici, quella di Poliziano, l'arte di Botticelli Botticelli, Nascita di Venere, 1482-85 Attività di Ficino nell'Accademia. Il sostegno al potere mediceo. 1) Argumentum, premesso alla traduzione in latino dell'ottavo libro della Repubblica Come nella costruzione di un edificio il sapiente architetto coordina il lavoro degli operai, così anche nella gestione dello Stato è necessario un unica figura che diriga le altre. (Attenzione: parallelismo con il grande artefice dell'edificio mondano, cioè Dio).
Il potere deve essere di uno solo, guisto e saggio nocchiero, che preserverà i cittadini dai danni di oligarchia, tirannide, democrazia Platone stesso si congratulerebbe con Lorenzo, perché ha unito la massima autorità alla massima sapienza filosofica. 2) Proemio della Theologia
platonica (1469-74): in Lorenzo
si raggiunge la perfezione del
sovrano filosofo Umanesimo "civile" del primo Quattrocento Coluccio Salutati (1332-1406) - definisce un modello intellettuale basato sulla vita activa e sull'impegno civile e sul nesso tra lo studio dei classici e la vita civile
- erede ideale di Petrarca (1304-74) e suo corrispondete
- cancelliere della repubblica
fiorentina 1375-1406 (politica estera)
- sostenitore del florentina libertas, modello politico da contrapporre ai regimi assoluti
- attenzione per gli studia
humanitatis (lezione di Petrarca)
e all'impegno civile (coinvolgimento
nella vita politica di Firenze); chiama
Emanuele Crisolora a Firenze Opere:
- De vita associabili et operativa
(poco prima 1375, non pervenuto)
- De laboribus Herculis (1378-83)
- De nobilitate legum et medicinae (1399)
- De fato, fortuna et casu (1396-99)
- De tyranno (1400)
- Invectiva in Antonium Luschum
Vicentinum (1403) Non posso credere che il mio Antonio Loschi, che ha visto Firenze, o alcun altro,
chiunque l’abbia vista, a meno che non sia del tutto folle, possa negare che essa sia davvero
il fiore d’Italia e la sua parte più bella. Qual città, non soltanto in Italia ma in tutto il
mondo, è più salda nella cinta delle sue mura, più superba di palazzi, più adorna di templi,
più bella di edifizi, più splendida di porticati, più ricca di piazze, più lieta di ampie
strade, più grande di popolo, più gloriosa di ciadini, più inesauribile di ricchezze,
più feconda nei campi? Qual mai ha un luogo più bello, un cielo più salubre, quale è
più linda, più ricca di pozzi, più dolce di acque, più operosa di arti, più ammirabile in
tutto? Quale più ricca di ville20, più potente di borghi, più abbondante di municipi, più
dotata di agricoltori? Qual città, priva di porto, ha tanto traffico di merci? Dove maggiore
il commercio, più ricco per varietà di scambi, più abile per sottili accorgimenti?
Dove uomini più illustri, e per tacer degl’infiniti che sarebbe fastidioso ricordare, così insigni
per imprese, valenti nelle armi, potenti per giusti domini, e famosi? dove Dante,
dove Petrarca, dove Boccaccio?
C. Salutati, Invectiva... Leonardo Bruni (1370ca-1444) - allievo di Coluccio Salutati, coetaneo di Niccolò Niccoli e Poggio Bracciolini
- di origine aretina, ricopre cariche quali segretario apostolico (fino 1415); cancelliere di Firenze (dal 1427)
- conosce molto bene il greco e traduce numerose opere dal greco al latino
- sostiene l'ideale del primato di Firenze e della florentina libertas
- riflette sul rapporto latino-volgare e sul rapporto/conflitto antichi/moderni e tenta la mediazione c Opere di Leonardo Bruni
- Laudatio Florentinae Urbis (dopo 1402)
- Dialogi ad Petrum Paulum Histrum (dopo 1402)
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- De interpretatione recta (1420)
- Isagogicon moralis disciplinae (1421-24)
- De studiis et litteris (1422-29)
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- De militia (1421)
- Commentarius de primo bello punico (1421)
- Commentaria rerum graecarum (1439)
- De bello italico adversus Gothos gesto (1441)
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- Historiae florentini populi (1415-1444)
- Commentarius rerum suo tempore gestarum (dopo 1440) Mito di Firenze città-stato e il mito della florentina libertas Commentarii rerum suo tempore gestarum
Punto di partenza: visione della grandezza del popolo fiorentino e della sua vocazione alla libertà repubblicana (consolidata durante la guerra vs Milano) Siccome i grandi alberi alle piccole piante, quando sono vicini, danno impedimento al crescere, così l'amplissima potenza di Roma offuscava questa e tutte le altre città d'Italia. [...]
Quivi (a Roma) era la frequenza degli uomini; quivi la facoltà del vendere e finire le sue mercatanzie; di loro erano i porti, e le isole, e i luoghi commodi agli esercizi. E pertanto, se alcuno nasceva nelle città vicine di buono ingegno, avendo l'occasione i tante commodità, facilmente se ne andava a Roma. E a questo modo veniva a forire Roma, e le altre città d'Italia venivano a mancare in ogni facoltà di uomini eccellenti. E questo effetto si può comprendere per la esperienza delle città che furono reputate innanzi alla grandezza dello imperio romano, e similmente dopo la sua diminuzione, in tal forma che parve che quello che l'accrescimento di Roma aveva tolto alle altre città, dipoi la sua diminuzione rendesse loro. Poggio Bracciolini (1380-1459) - studia a Firenze con Salutati e il suo circolo
- 1403-18 è a Roma segretario apostolico di papa Bonifacio IX.
- Periodo di massima attività come rinvenitore di codici
- 1418- 23 accompagna in Inghilterra il cardinale Enrico di Beaufort, vescovo di Winchester
- 1423-53 è al servizio della curia
- 1453-58 è cancelliere della repubblica a Firenze
- si ritira a vita privata con la moglie Selvaggia Buondelmonti, sposata in tarda età, da cui ebbe sei figli
- rinnova la grafia, definisce le forme della scrittura umanistica su modello della scrittura dei codici del X-XI secolo Opere
- Historia convivialis disceptativa de avaritia (1428-29)
- De nobilitate (1440)
- De infelicitate principum (1440)
- Historia de varietate fortuna (1448)
- Contra hypocritas (1448)
- Historia florentina (non pubblicata)
- Facetiae Giannozzo Manetti (1396-1459) - oratore, uomo politico e letterato
- appartiene ad una stagione di trapasso, mentre si rafforza la signoria medicea
- si forma nel circolo umanistico di Santo Spirito
- è profondamente religioso
- la novità del suo De dignitate et excellentia hominis sta nella rivalutazione di tutto ciò che è legato all'uomo e al suo corpo
- lavora per papa Niccolò V, di cui è biografo, ed è in rapporto con Alfonso e Ferdinando di Napoli
- termina la sua vita a Napoli, in esilio

Opere di Giannozzo Manetti - tenta una traduzione dei Salmi dall'ebraico
- Adversus Judaeos et gentes pro catholica fide
- De illustribus longaevis
- Vite parallele di Socrate e di Seneca
- 1438 In latino e in volgare il Dialogus consolatorius de morte filii
- 1448 Dialogus in domestico et familiari quorundam amicorum symposio
- 1445-52 De dignitate et excellentia hominis Umanesimo volgare (secondo Quattrocento) Leon Battista Alberti (1404-1472) - Architetto, teorico dell'arte, scrittore latino e volgare, una delle personalità più geniali del Rinascimento
- figlio di Lorenzo Benedetti Alberti e Bianchina Fieschi, esuli da Firenze
- studia a Padova con il latinista Gasparino Barzizza (maestro anche di Guarino Veronese)
- prende gli ordini minori
- è abbreviatore apostolico preso pap Eugenio IV
- 1438 scrive la Vita, la prima autobiografia umanistica
- 1441 bandisce a Firenze il Certame Coronario, gara poetica in volgare sull'amicizia Opere di Leon Battista Alberti Opere letterarie
- I421-40 Intercoenales
- 1424 Philodoxeos, commedia a lungo creduta un originale latino
- 1428 Ecatomfila, Deifira, sull'amore
- prima del 1450 Momus sive de principe
Trattati
- 1428-29 De commodis litterarum atque incommodis
- 1430-1460 De statua
- 1433-39 Della famiglia
- 1435-36 De pictura
- 1440 Grammatica della lingua toscana
- 1452 De re aedificatoria
- 1450-52 Ludi mathematici (geometria pratica)
Rimini, Tempio Malatestiano (1450) Firenze, Palazzo Rucellai, 1456 Firenze, Santa Maria Novella 1470 Mantova, chiesa di San Sebastiano (1460-1472) Lorenzo il Magnifico (1449-1492) - uomo politico di statura straordinaria, letterato colto e raffinato
- è figlio d Lucrezia Tornabuoni, esponente di una famigia dell'oligarchia cittadina
- studia letteratura con Cristoforo Landino, filosofia con Marsilio Ficino, greco con l'Argiropulo
- 1469 assume il potere a Firenze alla morte del padre
- 1476 Raccolta Aragonese
- 1478 Scampa alla congiura dei Pazzi
- anni 1480 e seguenti: è l'ago della bilancia della politica italiana
- 1492 muore Opere di Lorenzo de' Medici - Nencia da Barberino
- Comento de' miei sonetti
- Sacra rappresetazione di San Giovanni e Paolo
- Canti carnascialeschi Angelo Poliziano (1454-1494) - Traduttore, filologo, professore, poeta
- fa parte del circolo ristretto di casa Medici
- è precettore di Piero, figlio di Lorenzo
- concepisce e realizza insieme a Lorenzo la raccolta aragonese
- intraprende la carriera ecclesiastica
- la sua produzione comprende opere in latino e opere in volgare
- dal 1480 professore di latino e greco allo Studio fiorentino Opere di Poliziano - traduce alcuni canti dell'Iliade
- 1475-78 Stanze per Giostra (incompiute)
- 1478 Commentarium Pactianae Coniurationis
- 1479-80 Fabula d'Orfeo
- 1481 Sylvae e epigrammi
- 1489 Miscellanea, di argomento filologico
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