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I LEPIDOTTERI

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by

Chiara Maccario

on 3 April 2014

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Transcript of I LEPIDOTTERI

I LEPIDOTTERI
SI DIVIDONO IN 2 GRUPPI:
Etimologia
Il nome deriva dal greco antico λεπις (lepis): squama, scaglia e πτερόν (pteron): ala.
Fa riferimento alle piccole squame ovali che ricoprono le ali di questi insetti.
Le squame, disposte le une sulle altre come le tegole di un tetto, ad occhio nudo sembrano un semplice pulviscolo.
Phylum Arthropoda.
Vi sono poi i centopiedi (carnivori aggressivi) e i millepiedi (innocui erbivori).
Gli artropodi sono divisi in
3 GRUPPI PRINCIPALI:
aracnidi;
crostacei;
insetti.
CARATTERISTICHE:
hanno un esoscheletro, che cambia con la muta;
possiedono appendici articolate;
hanno antenne e/o recettori sensoriali;
crostacei ed insetti hanno occhi composti che permettono una visione molto precisa.
GLI ARTROPODI SONO SEGMENTATI, QUESTO SUGGERISCE LA PRESENZA DI UN ANTENATO COMUNE CON GLI ANELLIDI.
I SEGMENTI SI SONO UNITI A FORMARE TRE ZONE DIFFERENTI:
CAPO;
TORACE;
ADDOME.
IN ALCUNI CASI CAPO E TORACE SONO UNITI A FORMARE IL CEFALOTORACE CHE, NEL CASO DEI CROSTACEI, E' COPERTO DAL CARAPACE.
appendici specializzate.
trachee, canali interni a fondo cieco, fanno entrare l'aria nelle diverse regioni del corpo.
In alternativa vi sono i polmoni a libretto, così chiamati perchè assomigliano alle pagine di un libro parzialmente aperto.
le mandibole tagliano il cibo e i palpi ne fanno sentire il sapore.
il cervello è costituito da tre paia di gangli fusi insieme.
il sistema circolatorio è aperto.
Un cuore tubolare pompa il sangue negli spazi vuoti dei tessuti. Il sangue torna al cuore attraverso speciali valvole.
FARFALLE
FALENE
Alcuni autori del passato hanno proposto una distinzione tra Ropaloceri (farfalle) ed Eteroceri (falene) basata sulla forma delle antenne, che però non risponde ad una classificazione scientifica tassonomica.
Nei ropaloceri le antenne sono clavate, cioè terminano con un rigonfiamento, mentre negli eteroceri le antenne possono avere diverse forme: bipettinate, filiformi, a bastoncello, etc.
antenna clavata
antenna bipettinata
antenna filiforme
anatomia
La testa è piccola e arrotondata ed è occupata da un paio di occhi composti, così chiamati perché ognuno di essi è costituito da centinaia talvolta migliaia di piccole lenti.
Molte farfalle posseggono anche un paio di occhi semplici, detti ocelli, posti sopra a quelli composti.
Gli ocelli, ricoperti dalla peluria e dalle scaglie del capo, sono molto sensibili all'intensità luminosa.
Tra gli occhi sono poste le antenne, costituite da molti piccoli segmenti. Le antenne fungono da organi di senso (tattile e chimico).
Quasi tutti i Lepidotteri si nutrono di liquidi zuccherini, principalmente di nettare. Questo è aspirato grazie alla presenza di un apparato boccale succhiante, detto spiritromba, formato dai lobi esterni delle mascelle, che molto sviluppate si uniscono a formare un lungo tubo. A riposo, questa proboscide viene avvolta a spirale posizionandosi sotto il capo. La spirotromba può essere lunga quanto l'intero corpo.
spiritromba
I Lepidotteri posseggono due paia di ali membranose e quelle anteriori sono solitamente più grandi. La struttura alare della farfalla è costituita da tessuto vivo attraversato da svariate fibre nervose e da tubicini, detti trachee, che trasportano ossigeno.
L'intera superficie alare è ricoperta da scaglie microscopiche disposte come le tegole di un tetto.
ala di farfalla (disegno)
la forma particolare delle ali di una falena.
Il corpo dei Lepidotteri, come quello di tutti gli Insetti, è diviso in capo, torace e addome.
Il torace è composto da tre segmenti: protorace, mesotorace e metatorace che portano ciascuno un paio di zampe.
Il protorace non porta ali ed è molto piccolo. Il mesotorace è ben sviluppato, fornito lateralmente di tegulae (elementi mobili che coprono l'inserzione delle ali anteriori). L'altra coppia di ali, di dimensioni più piccole è inserita nel metatorace.
L'addome, più grosso nelle femmine, è fusiforme e privo di arti. In esso sono localizzati gli organi della riproduzione. E' costituito da 10 segmenti, in ognuno di essi vi sono un paio di stigmi (minuscoli orifizi che permettono l'ingresso dell'aria nel sistema respiratorio tracheale).

Gli ultimi due segmenti costituiscono generalmente l'apparato genitale esterno. Le diversità strutturali dell'apparato riproduttivo, presenti nei ropaloceri, hanno lo scopo fondamentale di non consentire l'incrocio tra le diverse specie.
il volo

Ogni specie ha un suo modo caratteristico di volare, i tipi di volo delle farfalle possono essere ricondotti a tre modelli generali.

IL VOLO ONDEGGIANTE è tipico della maggior parte delle farfalle diurne, consiste nel battere le ali ad intervalli abbastanza lunghi; ne risulta una traiettoria sinuosa e non ben definita ed una velocità assai modesta.

IL VOLO PARACADUTATO è invece adottato da alcune farfalle di piccole dimensioni, la cui ridotta superficie alare viene aumentata da frange di peli, particolarmente numerosi ai margini del secondo paio d’ali. Queste farfalle non volano nel senso stretto del termine, ma si lasciano trasportare dalle correnti d’aria, esattamente come fanno i paracadutisti.

IL VOLO VERO E PROPRIO si ha in quelle farfalle le cui ali anteriori sono particolarmente sviluppate ed aerodinamiche, i colpi d’ala sono potenti e rapidi, e la velocità che viene raggiunta può sfiorare i 60 km/ora. Questo tipo di volo è tipico delle farfalle migratrici le quali si spostano per centinaia e spesso migliaia di km.
i colori
...a proposito delle falene...
Sono attive nelle ore crepuscolari e notturne. Le loro antenne possono avere svariate forme ma non sono mai clavate.
Sono munite di ciuffi di forti setole che mantengono unite le ali di ciascun lato del corpo. A riposo le ali si chiudono ''a tetto'' in modo da formare il caratteristico triangolo.
Il volo delle farfalle avviene grazie ad una potente contrazione dei muscoli del torace, attività dipendente dalla temperatura.
E' stato infatti dimostrato che le ali delle farfalle non si muovono semplicemente ''su e giù'' ma descrivono una traiettoria a otto.
I colori delle farfalle possono avere due diverse origini.

I colori di ORIGINE FISICA sono dovuti alla rifrazione e all'interferenza della luce sulla microstruttura delle squame: queste ultime sono costituite da minuscole lamelle trasparenti attraversate dalla luce bianca.
Nell'immagine qui sotto è visibile (ad enorme ingrandimento) la microstruttura delle lamelle che costituiscono la superficie delle squame, ed attraverso le quali la luce viene rifratta.











I colori di ORIGINE CHIMICA sono invece dovuti alla presenza di particolari sostanze, dette pigmenti, disperse nelle squame.
Nella maggior parte delle farfalle la colorazione delle ali è il risultato della combinazione di colori fisici e di colori chimici.



fonti
fausernet.novara.
wikipedia
il giardino delle farfalle-ppt
angolodellamicizia.forumfree.it
insetti.org
il mimetismo
MIMETISMO CRIPTICO:

il mimetismo criptico è la capacità di essere invisibili ai predatori possedendo colorazioni simili a quelle dominanti nell'abiente o una forma del corpo che possa confondersi con elementi naturali.
MIMETISMO BATESIANO:

esistono specie che pur essendo prive di sostanze repulsive imitano livrea, aspetto e comportamento dei modelli protetti, ad esempio di vespe.
MIMETISMO MULLERIANO:

le specie velenose e quelle non commestibili hanno colori e disegni simili. Hanno tutte una livrea piuttosto vistosa.
il ciclo vitale
il comportamento
Comportamenti gregari sono abbastanza frequenti tra i bruchi. Le larve di varie specie vivono in gruppi e costruiscono nidi di seta che utilizzano come protezione. Gli adulti invece conducono in genere vita solitaria, ma si possono osservare affollamenti di farfalle migratrici nei luoghi di svernamento, assembramenti di individui sulla terra umida e raggruppamenti protettivi durante il riposo notturno.

Rituali di corteggiamento sono presenti in molte specie Essi possono anche comprendere comunicazioni tra i sessi basate su stimoli visivi (anche nella banda dell'ultravioletto) legati a particolari colorazioni delle ali. Altre volte sono coinvolti stimoli olfattivi con l'emissione di ferormoni sia da parte del maschio che della femmina. Quelli maschili agiscono in genere solo a corto raggio, mentre quelli femminili attirano il maschio anche a notevole distanza.

Mentre gli individui di alcune specie compiono solo spostamenti molto limitati, altre possono compiere migrazioni di oltre 2500 km.
fanno parte del
UOVO
Poco prima della schiusa, l'uovo diventa scuro e al suo interno si può vedere il giovane bruco il quale, prima ritaglia una sorta di "coperchio" circolare nell'involucro rigido dell'uovo, quindi spinge il corpo all'esterno contorcendosi.
Questa è una delle fasi di maggiore vulnerabilità.
Una volta uscito, il bruco generalmente mangia i resti dell'uovo. Ciò gli fornisce l'alimentazione necessaria alla sopravvivenza fino al momento in cui sarà riuscito ad individuare la sua pianta ospite.
BRUCO


Il bruco sceglie uno stelo adatto e tesse un cuscinetto di seta, al quale si attacca tramite la coda. Quindi fissa una "cintura" dello stesso materiale che fa passare attorno al centro del corpo e che rimane attaccata al supporto offerto dallo stelo. La cuticola del bruco si fende lungo il dorso e la pupa inizia ad emergere. Una serie di contorcimenti sospinge la cuticola del bruco verso la coda. Questa vecchia pelle viene abbandonata ed una serie di uncini della coda viene fissata al cuscinetto sericeo. A questo punto la pupa assume la sua forma definitiva.
PUPA
Poco prima della trasformazione in farfalla, il colore dell'insetto adulto diventa vagamente visibile. L'involucro della pupa si fende e la farfalla comincia faticosamente ad uscire.
Quando è completamente uscita, la farfalla emette dall'estremità dell'addome un liquido, detto meconio, contenente i prodotti di rifiuto accumulati durante lo stadio pupale.
Dopo la schiusa, la farfalla rimane con le ali ripiegate e penzolanti e le espande pompando emolinfa nelle nervature alari. È importante che le ali dell'insetto si espandano abbastanza in fretta prima di indurirsi; in caso contrario, rimarrebbero deformate in modo permanente.
ADULTO



La farfalla completamente sviluppata ha un tipo di vita totalmente differente da quella del bruco: mentre questo si nutre di foglie per crescere, la farfalla passa il tempo a succhiare il nettare dei fiori e ad accoppiarsi.

In genere la vita da farfalla è abbastanza breve: varia da qualche giorno a una settimana o due e, solo in alcuni casi, può raggiungere il mese. Per esempio, la Vanessa io, o Occhio di pavone (Inachis io), sverna in letargo prima di deporre gruppi di oltre 500 uova alla volta ad inizio primavera, quindi è in grado di superare due stagioni.
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