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La linguistica diacronica

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Giada Matassa

on 12 December 2016

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Transcript of La linguistica diacronica

La linguistica diacronica
Cambiamenti fonetici
La linguistica diacronica
Conclusioni
Cause dei cambiamenti fonetici
studia l'evoluzione della lingua nel tempo, ossia "il rapporto tra termini successivi che si sostituiscono gli uni agli altri nel tempo".
Il suo primo oggetto di studio è la FONETICA che studia l'evoluzione dei suoni nel tempo.
Solo una parte dell'evoluzione è fonetica.
Esempio:la flessione del verbo forte germanico (g
e
ben
>
g
a
b
>
g
e
geben), fondata sull'alternanza delle vocali radicali, fatto fonetico, ma ha poi visto anche tutta una serie di processi, hanno comportato la scomparsa di interi tempi verbali.
Questo giustifica un approccio diacronico anche nella grammatica.
Regolarità assoluta:

I cambiamenti fonetici
riguardano i suoni - fonemi;
avvengono in diacronia;
sono regolari;
esempi:
Tedesco
i > ei > ai
W
i
n > W
ei
n
Latino
s >

r

gene
s
is > gene
r
is
Condizioni dei cambiamenti fonetici

I cambiamenti fonetici sono legati alle condizioni in cui si presenta il fonema che si trasforma
Latino:
s intervocalica >

r
(
gene
s
is

> gene
r
is)
Tedesco:
i

>

ei
,
ai
, in sillaba tonica (W
i
n

> W
ei
n) .

fenomeni fonetici spontanei:

prodotti da una causa interna
- la trasformazione di
o
indoeuropea in
a
germanica;
-
t
protogermanica che rimane in inglese mentre in tedesco diventa
z
(
t
en >
z
ehn
)
fenomeni fonetici combinatori:
dovuti alla presenza di altri fonemi (es. la trasformazione del latino
ct
,
pt
nell'italiano
tt

fa
ct
um
>
fa
tt
o
; l'Umlaut tedesco è dovuto alla presenza di
i
nella sillaba seguente:
gasti

gesti
,
Gäste
.

Un fatto fonetico combinatorio è sempre condizionato; un fatto spontaneo non è necessariamente assoluto in quanto può essere condizionato negativamente dall'assenza di fattori di cambiamento.
Esigenze metodologiche:


Per distinguere i fenomeni spontanei e quelli combinatori bisogna analizzare tutte le fasi della trasformazione.
Nel caso di
gene
s
is > gene
r
is
in latino avvengono due passaggi:
1° passagio
s
> z (cambiamento combinatorio)

2° passaggio
z > r (cambiamento spontaneo)

Ma:

causa e risus
rimangono tali perché al momento del cambiamento
"s"
non era in posizione intervocalica dato che si diceva
caussa e

rissus.
Stato generale della nazione in un dato momento:
Esiste un legame tra instabilità politica ed instabilità linguistica: i rivolgimenti esterni sopravvenuti nella situazione nazionale fanno precipitare l'evoluzione linguistica, e ciò accade perchè la lingua torna allo stato di libertà in cui segue il suo corso regolare.
Esempio: i rivolgimenti più significativi del latino nel suo passaggio alle lingue romanze coincidono con l'epoca turbolenta delle invasioni.
Quest'ordine di cause riguarda però solo i cambiamenti grammaticali, non i cambiamenti fonetici: infatti non è possibile citare alcuna epoca che non abbia conosciuto qualche cambiamento fonetico.

Il sostrato linguistico anteriore:
Secondo questa ipotesi, certi cambiamenti linguistici sono dovuti alla lingua di sostrato, cioè la lingua parlata dalla popolazione indigena e assorbita da nuovi venuti.

Carattere illimitato e incalcolabile dei cambiamenti fonetici
Possiamo constatare, in un dato momento, come i suoni di una parola si siano trasformati, ma non possiamo prevedere come diventeranno, né è ipotizzabile un momento in cui il processo di mutamento si arresti; e ciò dipende dal carattere arbitrario del segno linguistico che non ha legame col significato.
Carattere cieco dell'evoluzione dei suoni
il fenomeno fonetico può toccare qualsiasi tipo di segno, sia che si tratti di una desinenza, un prefisso, un sostantivo ecc. Infatti, il fenomeno fonetico è diacronico, laddove la grammatica è un fatto sincronico.
Non soltanto i suoni ma anche le parole e le categorie grammaticali si evolvono.
Alcuni mutamenti ritenuti grammaticali si spiegano, in realtà, con un mutamento fonetico.
Ad esempio:
beta-hus
"casa di preghiera", il cui primo elemento sostantivale è poi divenuto verbale.
Tale mutamento è dovuto a un fatto fonetico: caduta della vocale finale del primo elemento (bet
a
> bet...) che è stato assimilato a una radice verbale; da qui Bethaus, " casa per pregare".
Razza:

si pensa che la razza influisca a priori sulla fonetica ma non sono state rinvenute differenze nell'apparato fonatorio da una razza all'altra, si è invece constatata una differenza nell'apparato fonatorio da un individuo all'altro e pertanto questa ipotesi non appare veritiera.
Adattamento alle condizioni territoriali e climatiche:

l'ipotesi si basa sulla presenza di lingue consonantiche al nord e vocaliche al sud, ma mostra i suoi limiti nel momento in cui, si evidenzia accanto alle lingue scandinave, la presenza di idiomi ricchissimi di vocali, come quelli finlandesi e lapponi o quando si osserva che l'accumulazione delle consonanti nel tedesco contemporaneo è spesso un fenomeno di recente attuazione, dovuto alla caduta di vocali post-toniche.
Legge del minimo sforzo:
sostituirebbe due articolazioni con una sola o una articolazione difficile con una più comoda. Questa legge sembra spiegare un buon numero di casi, come la caduta di numerosissime sillabe finali in tante lingue, i fenomeni di assimilazione (
tn
>
nn

a
tn
os
>
a
nn
us
in latino), la monottongazione dei dittonghi (
ai
>
e
in francese) ecc..; ma in altrettanti casi accade il contrario ( ad es. se la perdita dell'aspirazione è considerata una diminuizione di sforzo, non si spiega, nel tedesco, la sua introduzione dove non esisteva
T
anne
,
P
ute
pronunciati
Th
anne
,
Ph
ute
). In realtà, non si può stabilire per ogni lingua ciò che è più facilmente pronunciabile o meno.
Educazione fonetica dell'infanzia:
il bambino arriva a pronunciare le parole dopo svariati tentativi e correzioni; secondo questa ipotesi, alcune inesattezze, non corrette nel tempo, potrebbero permanere nell'individuo e potrebbero fissarsi nelle successive generazioni. Non si spiega, però, perché vengano conservate certe inesattezze e non altre, essendo tutte ugualmente naturali.
Moda:

Questa debole ipotesi accosta i cambiamenti fonetici a quelli della moda, i quali dipendono dalle leggi di imitazione. Il principio dei cambiamenti fonetici sarebbe così puramente psicologico.
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