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Egizi

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by

Maria Campanile

on 17 February 2016

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Transcript of Egizi

2002 March
(cc) image by jantik on Flickr
GLI EGIZI
IL PAPIRO
LA RELIGIONE
LA PIRAMIDE SOCIALE
Come la maggior parte delle religioni antiche, quella egizia era politeista e abbondava di divinità zoomorfe, considerate sacre per la loro funzione.
Tuttavia quella più importante era il Sole. L'anima del sole fu chiamata Amon o Amon-Ra.

Il Nilo
LE PIRAMIDI
La ricchezza dell'Egitto è data dal
Nilo
, fiume navigabile che sfocia nel Mediterraneo,
con la foce a delta.
La sua valle è una delle
più fertili del paese.
Il Nilo
ogni anno straripava
con regolarità (da luglio a
novembre - il calendario era basato su tre stagioni) e lasciava
il limo
, grazie ai canali le acque del fiume venivano indirizzate verso le zone più aride.
Erodoto (storico greco del V secolo a.C.) definì l'Egitto
dono del Nilo.
IL CULTO DEI MORTI
IL FARAONE
La parola "Faraone" significa "
grande casa
".
Era una sorta di re-dio che aveva potere assoluto, di vita e di morte, sui propri sudditi. Doveva mantenere l'ordine e la pace, presentare ogni giorno offerte agli dei e viveva in uno
splendido palazzo
.
In quanto rivestito di altissima sacralità, il suo regime rappresenta la prima forma di TEOCRAZIA della storia.
Le fasi di lavorazione del papiro
Il papiro cresceva spontaneamente nell’antico Egitto, lungo le rive del Nilo e nelle paludi del suo delta. Poteva raggiungere i tre o quattro metri d'altezza.
Vi si ricavavano cibo, combustibile, cordami, farmaci, vesti, calzature e piccole imbarcazioni, oltre al materiale scrittorio omonimo, di cui il paese era l’unico produttore e anche esportatore.
Per gli Egizi era una risorsa importantissima.
LA SCRITTURA
ATTIVITA' ECONOMICHE
aaa
Il sistema di scrittura sacra degli Egizi era costituito da circa 3000 pittogrammi. I testi geroglifici sono scritti indifferentemente in orizzontale o in verticale, da sinistra a destra o viceversa: la direzione di lettura è indicata dalla posizione delle figure rivolte verso l'inizio del testo.

Ciò fatto occorreva disidratare il corpo, che veniva lavato e lasciato immerso nel natron, un sale raccolto nei laghi salati, che ha la proprietà di assorbire l’acqua. Una volta disidratata la salma veniva frizionata con vino di palma, che contiene molto alcool e quindi limita lo sviluppo dei batteri, e con prodotti balsamici, come resina, cera d’api, oli aromatizzati e anche bitume.

Il faraone veniva raffigurato con la barba, ricurva o fissata al mento da un nastro.
Altri simboli dichiaravano il suo potere, come la corona, bianca quella dell'Alto Egitto, rossa quella del Basso Egitto, doppia quella del Paese unificato.

TEOCRAZIA
=
theòs + kràtos
. Indica un tipo di ordinamento politico nel quale il potere è emanato da un dio e viene esercitato da una casta sacerdotale o da un sovrano considerato di natura divina.
Essa durava 70 giorni e richiedeva l’intervento di specialisti. Per prima cosa occorreva togliere dal cadavere gli organi interni, i primi a decomporsi. Attraverso le narici, il cervello veniva rimosso con un uncino metallico dal naso. Nell’ addome si faceva un’incisione e si asportavano i diversi organi, deposti in vasi speciali detti canopi, che venivano collocati nella tomba vicino alla mummia.
Le mummie sono tra i reperti più noti e inquietanti lasciati dalla civiltà egizia. Il termine latino
mumia
, da cui deriva l’italiano
mummia
è di età medievale e deriva dalla parola araba che indica il bitume, impiegato per frizionare la salma.
Poiché il mondo era stato creato dalla forza vitale dell'universo, lo
spirito eterno
, doveva tornare, quando il suo percorso terreno giungeva al termine, all'ordine e all'armonia.
Per far sì che ciò avvenisse, l'anima aveva bisogno che il corpo non si corrompesse o si disperdesse.
Per questo era necessario conservarlo intatto attraverso il processo di
imbalsamazione o mummificazione.
Il processo di mummificazione poteva essere naturale o artificiale. Nel primo caso avveniva tramite il calore del deserto, il solo che la maggioranza della popolazione poteva permettersi. Per i membri della famiglia reale, i maggiori funzionari e gli altri personaggi di rilievo, vi era la mummificazione artificiale, chiamata anche imbalsamazione, poiché prevedeva il ricorso a unguenti e balsami.

Il corpo svuotato era riempito con pezzi di stoffa, segatura e altro materiale impregnato di balsami, infine l’incisione addominale era coperta con una placca metallica detta occhio di Horus. A questo punto si fasciava il cadavere con bende di lino.
Durante l’estrazione degli organi interni, era riservata una particolare attenzione al cuore del defunto che, oltre ai reni, veniva lasciato nel corpo. Se il cuore veniva tolto, lo si sostituiva con uno scarabeo sacro. Secondo gli Egizi, il cuore, doveva restare nel corpo perchè era la sede del pensiero e delle emozioni e perciò responsabile del carattere di ciascun individuo.
Quando il defunto arrivava nell'Aldilà, era sottoposto al giudizio di Anubi: il suo cuore veniva posto su uno dei piatti della bilancia, mentre sull'altro c'era una piuma. Se il cuore si rilevava più leggero della piuma, significava che il defunto si era comportato rettamente in vita e poteva quindi godere della vita eterna.
Il primo passo verso la decifrazione avvenne nel 1799, quando fu ritrovata la celebre stele di Rosetta che riportava la trasposizione dei geroglifici nella scrittura demotica e in greco. Nel 1802 il francese S. de Sacy e lo svedese J. D. Akerblad, confrontando il demotico col greco, interpretarono il nome di Tolomeo. Nel 1822 l'egittologo francese J. F. Champollion finalmente riuscì a decifrare completamente i geroglifici incisi sulla stele di Rosetta. Nella sua Lettera al signor Dacier espose il principio essenziale della scrittura geroglifica, che era essenzialmente fonetica.
Questo sistema di scrittura fu abbandonato intorno al III secolo d. C. dinnanzi alla necessità di una semplificazione con un sistema corsivo ieratico. Per questo motivo il significato dei geroglifici andò perso, e per molti secoli essi rimasero indecifrati: gli autori greci e romani attribuirono loro soltanto un valore di ideogramma.
Nell'antico Egitto le attività artigianali erano abbastanza diffuse, anche se gli artigiani raramente lavoravano in proprio: più spesso erano al servizio del faraone o del tempio e per la loro attività ricevevano in cambio cibo, vestiti, utensili per il lavoro, cure mediche, alloggio, ma non ricevevano un vero e proprio compenso.
Diffuso era l'
artigianato orafo
. L'oro veniva fuso su dei forni e lavorato con delle tenaglie. L'oro liquido veniva messo a solidificare in appositi stampi in modo da ottenere statue, maschere funebri, gioielli.
I
vasai
lavoravano con le loro mani l'argilla in uno stampo ottenuto con sabbia indurita. In questo modo realizzavano vasi che venivano ricoperti con una vernice vetrosa che diventava solida con la cottura dell'oggetto in forno.
La lavorazione del
vetro
è attestata in Egitto sin dal IV millenio a.C.
Gli egizi scoprirono che, mescolando sabbia ricca di notevoli quantità di quarzo
e acido silicico puro in forma cristallina con il sodio (che ricavavano dalle ceneri delle alghe)
e gli alcali calcarei, e scaldando il tutto alla temperatura di ottocento gradi,
era possibile ottenere una pasta di vetro (faiace).
I
falegnami
intagliavano il legno e lo impreziosivano con intarsi.
L'economia dell'antico Egitto era basata soprattutto sull'agricoltura e sull'allevamento.
Gli Egizi allevavano soprattutto bovini. In particolare veniva allevata una razza con le corna lunghe che oggi si trova solamente nel Sudan. Successivamente questa varietà fu sostituita da un'altra con le corna più corte e le zampe più magre.
Vi erano delle grosse mandrie possedute da grandi proprietari, ma anche i contadini allevavano animali che fornivano loro carni, latte e pelli.
Tra le specie allevate vi erano anche capre, pecore, maiali e asini: questi ultimi erano usati anche per i lavori nei campi e nei trasporti.
La pesca era diffusa lungo il fiume Nilo ricco di pesci commestibili.
Gli animali venivano alimentati forzatamente: veniva loro aperta la bocca nella quale veniva introdotta una palla di cibo, in genere formata con farina.
Diffusi erano anche la caccia e la pesca.
La caccia agli uccelli era considerata per i nobili un passatempo. Gli uccelli venivano colpiti con dei bastoni appuntiti, con archi, con frecce e con lance.
I pescatori usavano reti intrecciate con fibre vegetali e fiocine.
Per le persone più povere il pesce era un importante alimento che spesso sostituiva la carne. Per i ricchi, invece, la pesca era spesso uno svago.
Alcune specie di pesci erano considerate sacre.
Nell'antico Egitto era diffuso il commercio interno basato sul baratto: esso era praticato nei mercati cittadini solamente tra le classi inferiori.
Il commercio con altri paesi fu, invece, molto limitato. Divenne importante soprattutto in un secondo momento della vita del paese, dopo la conquista di alcuni territori stranieri. Del commercio estero si occupavano soprattutto i Fenici e successivamente i Greci.
L'Egitto importava metalli e legno (quest'ultimo dal Libano) impiegato per la costruzione delle navi, ma anche vini dalla Grecia e dalla Fenicia e spezie dall'India.
Le esportazioni riguardavano manufatti e prodotti locali come il grano, le stoffe, il lino, il papiro e oggetti in metallo e vetro.
Due civiltà a confronto
Un po' di storia
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