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Eraclito

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by

Massimo Moltoni

on 4 October 2015

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Transcript of Eraclito


ERACLITO

"Sebbene questa ragione (universale) sia sempre presente negli uomini, essi non se ne rendono conto, né prima di averla ascoltata, né dopo. Tutto accade secondo questa ragione: eppure essi, ogni volta che si provano, con parole o con atti del tipo di quelli di cui mi sto occupando, a distinguere nella natura una cosa dall'altra e a dire come ciascuna è, si comportano da inesperti. Ma la maggioranza degli uomini, anche da svegli, non hanno piena coscienza di ciò che fanno, allo stesso modo come non l'hanno quando dormono."
Frammento 1
Il significato
Diels e Kranz, principali raccoglitori dei testi presocratici, non sono riusciti a collocare in ordine logico i frammenti di Eraclito ma furono quasi sicuri che questo diede inizio alla trattazione. La parola ragione, in greco logos, si riscontra spesso in questo frammento, poichè ha una grande importanza.
Il logos infatti per Eraclito rappresenta una sorta di 'archè teorico' : esso è l'entità che governa il tutto ma anche una facoltà che caratterizza tutti gli uomini, anche se la maggior parte di essi tende a non farne buon uso, i cosiddetti "dormienti".
Frammento 21
"ciò che vediamo dormendo è sonno, ciò che vediamo da svegli è morte"
Coloro che non utilizzano correttamente il logos che possiedono e si fermano alle sensazioni che provano sono "dormienti" poichè non riescono a cogliere l'opposizione nei fenomeni che osservano; questi non conosceranno mai la realtà. Gli uomini "svegli" invece esercitano il logos attraverso il corretto uso dell'intelligenza (che Eraclito chiama nous e che talvolta non è ben distinguibile dal logos stesso) : questi sono veri filosofi poichè leggono profondamente nelle questioni e sono capaci di pensare e di parlare secondo un ordine preciso. La filosofia è infatti elitaria, ovvero un sapere per pochi, specialmente secondo Eraclito, aristocratico non solo di pensiero ma anche di sangue. Egli, inoltre, è descritto, dal dossografo Diogene Laerzio, come un uomo altero e superbo che vorrebbe cacciare Omero dalle piazze e che considera la politica del tempo, e con questa i cittadini di Efeso, non degna della sua partecipazione.
Frammento 10
"In stretto rapporto sono l'intero e il parziale, il concorde e il discorde, l'armonico e il disarmonico; da tutte le cose viene l'unità e dall'unità tutte le cose"
Frammento 36
"Per le anime è morte diventare acqua, e per l'acqua è morte diventare terra; ma dalla terra nasce l'acqua e dall'acqua l'anima"
Secondo Eraclito la nascita e la morte non esistono (me phynai, teoria della non-nascita), in quanto l'uomo fa parte della physis e come ogni ente, cioè ogni cosa che compone la physis e che quindi esiste, è continuamente coinvolto in processi di aggregazione e disgregazione del tutto. "Della natura siamo parte integrante, siamo natura, in una delle sue innumerevoli e svariatissime espressioni ", afferma il fisico Carlo Rovelli in un articolo sul quotidiano Il Sole 24 Ore. Egli ci dice quindi che ciò che Eraclito esprimeva nei suoi aforismi non era immaginazione bensì realtà ancora valida. Ogni aspetto di noi, esseri umani, è reale poichè 'determinato dai milioni di anni dell'evoluzione della nostra specie' dal Big Bang fino ad oggi la natura è sempre stata la nostra casa.
Frammento 30


"Quest'ordine universale, che è sempre lo stesso per tutti, non è stato fatto da qualcuno degli dei o degli uomini, ma è sempre stato, è e sarà fuoco vivo, che si accende e si spegne secondo giusta misura".

La physis e la legge che la governa, cioè il logos, inteso come unità dei contrari, ci sono sempre stati e sempre ci saranno, poichè nessuno li ha creati. L'unità dei contrari deriva dai processi di aggregazione e disgregazione dal tutto che determinano ogni ente; ciò avviene grazie al fuoco, elemento simbolo del contrasto.
Frammento 52
"Il tempo è un fanciullo che gioca a dadi; (il suo regno) è il regno di un fanciullo.
Enigmatico frammento : il tempo è quindi governato dalla necessità (ananche) come affermava Anassimandro o dalla casualità?
Anche qui bisogna parlare di logica polare: secondo il filosofo efesino le modalità con cui avviene un'aggregazione o una disgregazione dal tutto sono molteplici (casualità); ciò che non cambia è invece il risultato dell'aggregazione o della disgregazione, poichè comportano sempre alla fine del processo o una determinazione o un ritorno al tutto (necessità, cioè ordine).
Eraclito è il maggiore esponente della logica polare e questo frammento ne è il manifesto. Secondo Eraclito l'armonia del mondo è il conflitto e dal conflitto nasce l'unità delle cose. Il conflitto di cui parla Eraclito, in greco polemos, è quello che comunemente chiamiamo guerra e che provoca la nascita. Questo è lo stesso concetto che esprime Anassimandro affermando che la nascita è fonte di violenza e quindi di conflitto mentre la 'morte' è il ritorno all'apeiron di A. e alla pace e all'accordo di Eraclito. Il 'principium individuationis', tramite il quale ci differenziamo, dà origine al conflitto che l'uomo cerca di ovviare ricorrendo o alla politica o alla religione Lo stesso simbolo della filosofia eraclitea, il fuoco, rappresenta la polarità in quanto rigenera e distrugge allo stesso tempo.
Frammento 91
"Non è possibile scendere due volte nello stesso fiume"
Carlo Rovelli, fisico e filosofo
Eraclito, olio su tavola di Hendrick ter Brugghen, 1628
Questo frammento è, insieme a quello ipotizzato come il primo, il più significativo e rappresentativo del pensiero di Eraclito. In questo, infatti, il filosofo di Efeso ci dice come la seconda volta che si scende nello stesso fiume, l'acqua non è più la stessa di prima: è cambiata. In tale frammento si denota la dottrina dei contrari sostenuta fortemente da Eraclito. Secondo questa, nessuna cosa può esistere senza il suo opposto, sennò non avrebbe senso che esistesse. Ricollegandoci alle dieci opposizioni fondamentali dei pitagorici, possiamo dire che il bene non può esistere senza il male, così anche il dispari con il pari, l'unità con la molteplicità , il limite con l'illimitato e così via.
Strettamente connesso al frammento 91, è il seguente frammento <negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo>(22B49a-
Filosofia Antica
Casertano) Ancora una volta Eraclito manifesta la dottrina dei contrari : siamo dal momento che non siamo e, viceversa, se noi non fossimo, non potremmo certamente affermare che siamo. Non avrebbe alcun senso, poichè i contrari, secondo Eraclito, vivono l'uno in virtù dell'altro, non possono quindi stare l'uno senza l'altro.
Frammento 17
"La maggior parte degli uomini non comprendono queste cose quando si incontrano con esse, e non le conoscono neanche quando le imparano, anche se a loro sembra il contrario."
Alla base del pensiero di Eraclito vi è la ferma convinzione che gli uomini veramente capaci di pensare siano pochi. Benchè avendo incontrato il sapere, i più non sono in grado di comprenderlo né di conoscerlo, poichè si fermano alle sensazioni, incapaci di guardare oltre, incapaci di utilizzare correttamente l'intelligenza (nous) per arrivare allo sviluppo di un corretto logos.
"L'opposto concorda con l'opposto, e bellissima è l'armonia dei discordi."
Frammento 51
"Non comprendono come (la ragione), pur discordando da se stessa, con se stessa si accorda"
Anche se gli stessi non se ne accorgono, rimangono semplicemente "eruditi": enti informati ma non formati. I pochi in grado di comprendere andando oltre le sensazioni e che, utilizzando correttamente il nous, riescono ad assimilarle, sono detti "intellettuali". A differenza degli eruditi costretti nella parziale e scollegata visione del mondo, gli intellettuali ne colgono l'unità: il dinamismo dei contrari, in continuo cambiamento, non è altro che le infinite combinazioni di un'unica physis: le infinite parti compongono un unico tutto.
Eraclito, ritratto da Raffaello ne 'La scuola di Atene'
'Il gioco dei dadi' Murillo 1600
Eraclito oltre a sostenere l'unità dei contrari è sicuro del fatto che essi creino una bellissima armonia. Si pensi, ad esempio, all'equilibrio che si crea nell'alternanza del pari e del dispari, del bianco e del nero, della quiete e del movimento. Ogni cosa realizza se stessa trasformandosi nel proprio opposto, in questo modo all'interno di ogni cosa è presente un' "armonia discorde".
Yin e Yang
Qualche somiglianza..
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