Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Copy of FA.TE. FAVOLOSE TERRE

No description
by

Alessandra Verardi

on 27 January 2016

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Copy of FA.TE. FAVOLOSE TERRE

FA.TE. FAVOLOSE TERRE

Campagna di educazione alla sostenibilità sul tema della gestione dell’acqua e del territorio

IL CONSORZIO DI BONIFICA
Cos'è?
EVOLUZIONE DEL TERRITORIO
Se si osserva con attenzione la carta riportata, confrontando la linea di costa attuale e quella di circa 3500 anni fa, si può notare un avanzamento della terraferma, che giunge nel suo punto massimo a circa 25 km.
La configurazione assunta nei secoli dal Delta è la somma di più fattori che hanno influito con pesi diversi e variabili nel tempo. Tra questi:
le variazioni climatiche,
i movimenti verticali del suolo,
l’attività dell’uomo
l’incessante lavoro di due vere “forze della natura”: i fiumi e il mare.

Compito principale dei fiumi è dilavare, nei secoli, le montagne
e trasportare il materiale eroso fino al mare.
Compito del mare è distribuire, utilizzando correnti e moto ondoso, questi sedimenti, modellando così la costa. Ovviamente il
lavoro del mare dipende dalla quantità di carico trasportato dai fiumi, quanto più è abbondante, tanto più rapidamente il mare
costruisce e la costa avanza, se scarseggia, il mare inizia ad erodere e la costa arretra.
BONIFICA
I CANALI
IRRIGAZIONE
CANALE EMILIANO ROMAGNOLO
acqua e ricerca per l’agricoltura

I servizi del Consorzio
Cosa fa
Perch'è lo fa?
E' un ente di diritto pubblico obbligatorio per legge che
vanta un radicamento
plurisecolare nel territorio
Ha il compito di realizzare, mantenere e gestire opere
di difesa e regolazione idraulica
e idrogeologica, impianti di
provvista e distribuzione delle
acqua prevalente uso irriguo, interventi di salvaguardia e valorizzazione ambientale.

Con la sua attività protegge il territorio dai rischi di
dissesto e allagamento, resi sempre più elevati dai cambiamenti climatici, dalla subsidenza, dalla
crescente urbanizzazione; garantisce le condizioni
per il mantenimento e lo sviluppo dei centri abitati,
degli insediamenti produttivi e delle infrastrutture a
tutela e salvaguardia dell'ambiente.
Il Comprensorio
La particolare storia idrogeologica della pianura padana aveva reso difficile, se non impossibile, la creazione di insediamenti rilevanti nel periodo che va dal paleolitico al mesolitico. Quando però la linea di costa dell'Adriatico si stabilizzò, intorno al 7000 a.c., alcune popolazioni mediterranee delle zone dell'Europa occidentale e orientale, incominciarono a stabilirsi nelle zone pedemontane della Val Padana e a dissodarne le terre per creare le prime coltivazioni e, in seguito, anche le prime ceramiche. Le zone paludose centrali e litoranee rimasero spopolate per un lungo periodo di tempo, a causa del loro ambiente malsano e inadatto all'agricoltura. Il primissimo insediamento in una zona "basso-padana" è riscontrabile nel ferrarese, come luogo di incrocio di vie terrestri e fluviali, percorse per motivi di caccia, pesca e raccolta, così come i primi commerci.
L'Italia sommera nelle fasi interglaciali (a sinistra) e durante l'ultima glaciazione (a destra)
Ricostruzione di come poteva essere la rete idrografica verso la fine dell'Età del Bronzo (1200-1000 a.C.)
Ricostruzione del Delta padano in Età etrusca (VIII-VI sec. a.C.)
Attraverso canalizzazioni interne molto antiche, nelle lagune salmastre a ridosso delle dune costiere, le navi commerciali potevano percorrere a remi un tragitto sicuro, che collegava Spina con Adria e Ravenna. Questa canalizzazione fu poi ampliata e rinforzata in Età romana, così come la via di terra che si era sviluppata a ridosso del cordone dunoso litoraneo
Ricostruzione del Delta in epoca romana
.
L'età romana comprende di fatto più di un millennio, secondo le date canoniche 751 a.C. - 476 d.C., periodo nel quale il Delta padano subì numerosissime modificazioni.
Alcuni toponimi ci permettono di capire come doveva essere la condizione del suolo al momento della loro fondazione: ad esempio
Mutina
(Modena), che sta ad indicare la "mota", cioè il terreno fangoso città; in una grande palude, confinante con il Delta del Po che i romani chiamarono
Padusa Palus
o
Vallis Padusae
. I romani, pur consapevoli delle difficoltà di colonizzare le zone interne della Padusa, furono spinti a portare avanti una monumentale opera di canalizzazione, bonifica e costruzione di strade e città, al fine di controllare questa regione al centro di importante rete commerciale (pesca, caccia, sale e laterizi).
Il Delta nel Medioevo, tra il 476 e il 1152 d.C.
La rotta di Ficarolo fu l'evento più traumatico e determinante nella storia del Delta padano.
L'argine del fiume in piena cedette in un punto, vicino al paese di Ficarolo, dove c'era una curva. Da quel momento il corso del Po proseguì dritto, più a nord di Ferrara (che perse subito la prosperità commerciale, tano che alcuni pensano sia stata Venezia a "favorire" il cedimento nel 1152.
Il Delta dopo il Taglio di Po del 1604.
La preoccupazione principale di Venezia era di far sfociare i vari fiumi prima della laguna e il più lontano possibile.

Già dal Basso Medioevo era incominciata una grande opera di bonifica della
Padusa
promossa da autorità sia politiche, come i Duchi di Ferrara e Modena, sia ecclesiastiche. La maggiore opera idraulica in questo contesto si ebbe a partire dal 1740 per iniziativa di Papa Benedetto XIV, che diede avvio ai lavori per la creazione del cosiddetto Cavo Benedettino. Purtroppo, l'angolo troppo brusco che il Cavo imponeva al Reno, creava in quel punto frequenti esondazioni
Fu Napoleone, nel 1807, a risolvere il problema facendo costruire il Cavo Napoleonico, ossia un canale di collegamento tra il Reno e il Po. Quest'opera si rivelò estremamente efficace, soprattutto quando, a metà del '900, l'acqua in eccesso venne convogliata nel Canale Emiliano Romagnolo, il CER. La sua costruzione riuscì ad unire due scopi importantissimi: da un lato fare da scolmatore dell'acqua in eccesso, e dall'altro quello di irrigare la Bassa Emilia e la Romagna durante i periodi di siccità.
IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO PER DISTRIBUZIONE IRRIGUA
(50 impianti e 111 pompe)
RETI DI CONDOTTE DISTRIBUTIVE
(560 km - 92.000.000 mc/anno)
OPERE DI PRESA DA CANALE

INVASI MONTANI PER USO IRRIGUO
stazione sul CER
stazione intermedia
di S. Leonardo
stazione finale di
Selbagnone
AREA RONCO - BEVANO
AREA BEVANO - FIUMI UNITI
CER
Il Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo svolge da oltre 40 anni una intensa attività di ricerca e sperimentazione sull’irrigazione ed risparmio idrico.
I risultati vengono utilizzati per dare agli agricoltori, assieme all’acqua, tutte le informazioni necessarie per un impiego efficiente, economico e senza sprechi della risorsa idrica.
IRRINET E NETWORK CONSORZI
Oggi tutti gli agricoltori della regione Emilia-Romagna possono utilizzare IRRINET per decidere quando e quanto irrigare su tutto il territorio e su tutte le colture presenti; il consiglio irriguo è basato su un bilancio idrico personale e preciso
Eliminare le irrigazioni nelle fasi di bassa risposta irrigua, incrementa l'efficienza e può permettere una gestione economica, specie se l'acqua è limitata o costosa.
SPERIMENTAZIONI DI
TECNICHE IRRIGUE
INNOVATIVE
SPERIMENTAZIONE DI
MATERIALI INNOVATIVI
IMPIANTI IDROVORI
GRUPPO UTENZA
CASSE D'ARIA
CENTRALE ALIMENTAZIONE ADDUTRICE
CENTRALE DI POMPAGGIO IRRIGUA
POMPA DI
ASPIRAZIONE
CONDOTTE MOBILI
GRUPPO UTENZA
saracinesca
contatore
...e la loro manutenzione
La manutenzione degli alvei è fondamentale per preservare tutti questi parametri
Sono i vettori per mezzo dei quali le acque defluiscono.
Possono essere arginati e pensili (scolo acque alte "naturale") o scavati (scolo acque basse "meccanico").
Di norma il sistema bonifica è indipendente dal sistema fluviale.
A seconda della matrice e della giacitura dei terreni, hanno caratteristiche tecniche varibili (livellata di fondo, pendenza, scarpate, cadenze piezometriche, velocità di esercizio).
INTERVENTI DI MANUTENZIONE
espurghi,
sfalci,
difese spondali in pietrame
risagomature
rialzi arginali
E' un impianto dotato di pompe di sollevamento che prelevano le acque da un canale di arrivo e le immettono in un canale a quota maggiore o direttamente in mare.
Sono i siti nei quali le acque vengono sollevate per mezzo di apposite pompe denominate idrovore (la portata delle singole pompe varia da 1000 a 6000 l/sec.). Le apparecchiature meccaniche possono essere direttamente sorvegliate o telecontrollate.
Questi impianti sono ubicati in zone nelle quali le quote dei terreni da scolare sono inferiori al livello di magra del recipiente in cui versare le acque (mare).
Nel ravennate il limite è individuato dal cordone litoraneo dunoso-sabbioso.
Il dislivello da superare tra lo "zero di bonifica" ed il "medio mare" è circa 2 m.l.m (prevalenza pompa).
GLI INTERVENTI STRUTTURALI
le opere di difesa idraulica
cassa espansione di montaletto
vasca rodella
bypass Tagliata
SICUREZZA
IDRAULICA

Cesenatico 1996
Gatteo 1996
San Mauro Mare 1996
Cesena-2005 ponte cucco
Cervia 2005
Dal 7 all'8 ottobre 1996 200-220 millimetri di pioggia si riversarono in circa 48 ore sul comprensorio consorziale sud, mettendo in ginocchio il sistema idraulico della bonifica.
Ma ciò non basta, molto resta da fare per la MESSA in SICUREZZA del territorio
Il fenomeno si ripetè negli anni successivi (l'ultima risale al 5 e 6 febbraio 2015) ma, le opere realizzate a seguito dell'alluvione del 1996 hanno contribuito al presidio e alla difesa del territorio dalle sollecitazioni meteo, mitigandone i danni.
Le cause "dell'inatteso disastro" non possono essere addebitate alla sola durata e intensità delle piogge, sia pure eccezionali.
LE CAUSE CONCORRENTI
URBANIZZAZIONE E ANTROPIZZAZIONE
Carta del reticolo Consorziale

Anni '50
Anni '90
In Emilia Romagna la
perdita di suolo
dovuto a urbanizazione nel periodo 1976-2003 è stato pari a 8 ettari al giorno.
Nello stesso periodo 9 ettari al giorno di aree agricole sono state abbandonate e lasciate evolvere verso ecosistemi naturali.

L'urbanizzazione si è mangiata dal 1990 al 2008 più di 228.000 ettari di territorio, il 10% dell'intera sperficie della Regione:
provincia di Ravenna 11%
provincia di Forlì-Cesena 8.5%
provincia di Rimini 15.5%
SUBSIDENZA
La risposta della rete di bonifica
A - esercizio ordinario: peggioramento dell'azione drenante
diminuzione del franco di coltivazione
permanenza di ristagni
avanzamento del cuneo salino
B- esercizio eccezionale: vulnerabilità della difesa idraulica
maggiori dislivelli d superare per gli idrovori
diminuzione delle pendenze dei canali
aumento dei tempi di piena
La bonifica meccanica
1900 -1945
Avvento della forza motrice, avvio bonifica per prosciugamento
1946 -1975
Ricostruzione e completamento interventi di bonifica per l'eliminazione degli impaluimenti
1976 - 1996
Comparsa della subsidenza, trasformzione di bacini da scolo naturale a meccanico
dopo il 1996
Messa in sicurezza del territorio,
incremento delle difese passive: scolmatura, potenziamento impienti idrovori e regimazione degli scoli
MONTAGNA
Il territorio montano del Consorzio ha una superficie di 198.262 ha pari al 53% dell'intero comprensorio consortile.

Il comprensorio montano dei Fiumi Uniti comprende i bacini dei Fiumi Montone, Rabbi e Bidente.

Ha caratteristiche di interregionalità: ricade nelle provincie di Forlì-Cesena, Ravenna e Firenze
Il Consorzio si interfaccia con le comunità montane del Mugello, Fiorentina, Faentina, Forlivese, Cesenate e L'unione montana Acquacheta.
Il Consorzio di Bonifica ha rapporti diretti con 24 comuni che insistono nel territorio
INTERVENTI NEL TERRITORIO MONTANO E COLLINARE
BONIFICA E CONSOLIDAMENTO DEI VERSANTI
(sistemazione idraulica e idraulico-forestali)

REGIMAZIONE IDRAULICA
presidio e sistemazione idraulica dei torrenti

REALIZZAZIONE E MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA DI STRADE E PONTI
(380 km di strade consorziali e di viabilità miore di uso pubblico)
L'ufficio tecnico del distretto montano, ogni anno cura direttamente la manutenzione di 9 strade consorziali per un totale di 35km e di 137 strade vicinali per un totale di 191km, oltre a 1693 manufatti realizzati in ottant'anni di attività nel reticolo idraulico minore (briglie, difese spondali ecc.)
questo fa si che lo stato del comprensorio montano sia continuamente monitorato dalle maestranze consortili anche in aree montane remote e poco battute
BONIFICA E CONSOLIDAMENTO DEI VERSANTI
REGIMAZIONE IDRAULICA
REALIZZAZIONE E MANUTENZIONE
STRADE E PONTI
EMERGENZE
Briglia lignea in pali di castagno
Briglia in sasso naturale legato con malta cementizia e rivestimento in pietra squadrata
Opera di ingegneria idraulica concepita per ridurre il trasporto di materiale solido da parte di un corso d'acqua correggendo la naturale pendenza dell'alveo e l'effetto erosivo dell'acqua. La briglia costituisce infatti uno sbarramento che trattiene il materiale proveniente da monte e realizza salti di fondo nei quali "consuma" l'energia erosiva dell'acqua.
Intervento di ingegneria naturalistica per ripristino frana con palificata di sostegno in legno e graticciata
Intervento di manutenzione straordinaria di ponte stradale di 1° categoria
Il consorzio, a suo totale carico, in attesa degli enti statali, si è adoperato a realizzare interventi di emergenza soprattutto a favore della viabilità minore della collina e montagna romagnola.
Anche nelle avversità atmosferiche determinate dalle piogge alluvionali e dalle nevicate, il consorzio censisce, in accordo con i vari enti locali, i danni su tutte le infrastrutture pubbliche e/o private presenti su tutto il comprensorio montano, danneggiate o completamente distrutte (strade, acquedotti rurali, reti di scolo, opere pubbliche di bonifica ecc.). Tale elenco è poi inviato agli enti competenti in materia.
Full transcript