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Musicalità e Norma in Salviati

Leeds 2013.9.5
by

Paolo M. G. Maino

on 13 September 2013

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Transcript of Musicalità e Norma in Salviati

Musicalità e norma nella teoria e nella prassi linguistica di Lionardo Salviati
Qualche data:
Lionardo Salviati (1529-1589)
'Rassettatura Decameron (1582)
Avvertimenti (1584 e 1586)
Vocabolario della Crusca (1612)
La perfezion delle lingue [...] si considera secondo il fine: il fine è di significare i concetti: onde quella favella, che potrà piu appunto,
piu di leggieri, piu prestamente, e con minor fatica, e piu diletto degli uditori, i concetti significare, sarà eziandio piu perfetta
. [...] Ma quelle [cose] che paion quasi proprie piu d’un linguaggio, che d’un altro, sono
i vocaboli
, e’ modi del parlare, ed in questi altresì, e
la bellezza, e la vaghezza
consiste massimamente: sì come
la dolcezza dalla disposizion delle voci
, e da quel numero, che ne risulta,
deriva
senza alcun dubbio, la quale, avvengaché similmente con lo studio del ben parlare, in ciascuna favella paia doversi introdurre; si conosce però, che
in alcuna ha quasi un cotal seggio speziale, e natio, sì che dal semplice accozzamento delle sue voci, e maniere esce quasi senza fatica
[Avvertimenti 1584: 75-76]
Cotale era la lingua di quel fiorito secolo, e la cotale, fuor solamente in poche cose, che le moderne orecchie non vogliono udire, imitar dee quanto puo, chi ha cura di scrivere all’età, che verranno. Nell’altre cose è necessario
l’accordarsi con l’uso
[Avvertimenti 1584: 82]


la legatura delle voci v’è semplice, e naturale, niuna cosa di soverchio, niuna per ripieno, nulla di sforzato, niente d’artificiato, vi può scoprire il lettore: non per tanto in quella semplicità si vede
una cotal leggiadria, e bellezza, simile a quella, che noi veggiamo in vago, ma non lisciato viso di nobil donna
, o donzella. La qual vaghezza in quel secolo, la purità del linguaggio, accompagnava quasi naturalmente [Avvertimenti 1584: 101]
A proposito della prosa di Giovanni Villani
Ma ci hanno delle voci, che nel Mann. sono scritte in più modi, niun de’ quali all’uso, o alla ragion non contrasta: nelle sì fatte
andiamo il più secondando la varietà di quel libro
: massimamente che si può credere, che anche dall’Autore si scrivesser diversamente: come nipote e nepote; adunque e addunque; sentenzia e sentenza; diecimila e diecimilia; Dio e Iddio; giudicio e iudicio; conoscere e cognoscere; palafreno e pallafreno; onorevolemente e onorevolmente; piccola e picciola; e altre simili assai [...] Altre voci si truovano, che
’l predetto Mannelli scrive or bene e or male
, sì come per esempio nel giardin di Gennaio: sollicitandola e solicitandola; addomandare e adomandare e altre simili in altri luoghi si può dir senza numero; e in tal caso
s’è seguitato solamente nel bene
, scrivendo ognora d’un modo; in altre che male scritte nella sua copia si veggion comunemente dalla medesima sempre ci siam partiti. E diciam male, quantunque volte la scrittura discorda dalla pronunzia senza qualche ragione. E anche delle cotali veggano gli esempli sotto il lor proprio capo, e basti qui dire in genere che il Mann. per esemplo scrive doveva e ’l 27 e ’l 73 ha dovea, se sia in luogo che torni assai meglio, quanto al suono, si ci appigliamo all’ultimo, non ostante l’autorità di quel libro. E altrettanto nell’apostrofo, nel concorso delle vocali e ne’ vocaboli, o tronchi o terminati: si incominciò, s’incominciò; a ogni, ad ogni; ridere, rider; sieno, sien e sì fatti. E in alcuni lasciam sempre del tutto l’ortografia degli antichi, raddoppiando le consonanti che doppie si profferiscono, o faccianlo le copie o no [Avvertimenti 1584: 10]
E benché creder si possa che quella voce in quel tempo si pronunziasse in quel modo, nondimanco,
poiché il moderno uso della pronunzia nella miglior parte è contrario, crediamo in grazia dell’idioma vivo, massimamente in cosa dubbia, e con acquisto di dolcezza, possa sicuramente prendersi questo ardire
. [...] In altri difetti lasciamo quella scrittura: sì come nel disgiugner quelle parole che quelle copie appicano insieme contra la chiarezza de’ sentimenti, sevvi, setti per se vi, se ti e mill’altre di questa guisa. E parimenti nel ricongiugner quelle, che in quei libri si disuniscono, oltr’a ragione, scrivendo soprabbondare, che nel Mann. si legge spesso sopra abondare. [Avvertimenti 1584: 11]
Salviati 1582
Deputati 1573
Codice Mannelli
e hocci messo il PER GLI, che in antiche copie si legge molte fiate: non ostante, che egli da valentuomini, presupposta da loro una massima, che dopo il PER articolo seguir non possa, che non inizi con L, condennato fosse a gran torto, come straniero alla lingua nostra,
la quale eziandio nella viva voce l’ha forse per più dimestico che il PER LI: e

odelo tratto tratto, chi vi pon mente, nella bocca del nostro popolo
. [Salviati 1586: 152-3]
Una correzione a Bembo
Thank you
for your kind attention!

Paolo M.G. Maino
paolomaria.maino@unicatt.it
paolomg.maino@gmail.com

Sapete, voi Accademici, donde al vostro parlare viene questo privilegio? [...] La dolcezza, la dolcezza, vi dico, della vostra favella, percioché niun linguaggio fu mai e per quanto può giudicarsi delle cose avvenire, niuno ne sarà che alla vostra lingua in questa parte possa paragonarsi [Salviati 1575: 29]
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