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Mafia e Rifiuti Radioattivi

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by

ilaria costantino

on 22 April 2015

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Transcript of Mafia e Rifiuti Radioattivi

Mafia:
spazzatura e scorie nucleari.

ECOMAFIA
Aree di smaltimento abusivo
Il
sud Italia
è l'area dove la maggior parte di questi rifiuti vanno a finire, in particolare lungo le cosiddette "rotta adriatica" e "rotta tirrenica", dal nord verso la Puglia e verso la
Campania-Calabria
. Parte dei rifiuti viene sotterrata in
cave abusive.
Traffico di rifiuti
Il ruolo giocato dalle
mafie "tradizionali"
è generalmente molto importante nelle attività ecomafiose, ma spesso sono imprese private, amministratori locali e organi di controllo corrotti a costituire reti che compiono reati ambientali.
Tipi di reati
I reati possono avvenire ad ogni livello del
ciclo dei rifiuti
: produzione, trasporto e smaltimento.
Il produttore può dichiarare il
falso sulla quantità

o sulla tipologia di rifiuti da smaltire, oppure incaricare dell'operazione imprese che lavorano sottocosto.
A livello di trasporto,
possono venire manomessi i documenti
di classificazione della merce, in modo da dirottare il carico o farlo scomparire.
Nelle operazioni di smaltimento infine c'è
la maggior possibilità che avvengano truffe.
Le scorie nucleari
Le autorità italiane stanno indagando su un
clan mafioso accusato di traffico di scorie nucleari
negli anni '80 e '90.
Ilaria Costantino, Michele Cama, Santina De Marco, Francesco Condorelli, Aurora Patti,
Alessandro Cotroneo.

Nonostante l'attenzione e la repressione, secondo l'agenzia governativa Apat in Italia nel 1999 sono stati
prodotti 72.5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali
, di cui 23 milioni da imprese di costruzione e 4 milioni considerati rifiuti pericolosi. Legambiente ha stimato che nello stesso anno siano stati
smaltiti illegalmente 11.2 milioni di tonnellate di questi rifiuti.
Sono definite
ecomafie
le
associazioni criminali
dedite al traffico e allo smaltimento dei rifiuti
Nel
nord Italia
in più casi è stato accertato lo smaltimento di
fanghi tossici
come fertilizzanti in campi coltivati.
Ma l'Italia è anche crocevia di
traffici internazionali di rifiuti
, provenienti dai paesi europei e destinati in Nigeria, Mozambico, Somalia e Romania.
Lo smaltimento illegale di rifiuti tossici o di
scorie nucleari
da parte di aziende che hanno ricevuto l'appalto per la loro depurazione, gestione e messa in sicurezza è considerato da Legambiente il più pericoloso campo di attività delle ecomafie.
La
Ndrangheta
è indicata come la principale responsabile per le spedizioni illegali di scorie nucleari in Somalia. E per l' affondamento di navi " carretta" con rifiuti di plutonio nei mari italiani calabresi.
Ed è ormai quasi fuor di dubbio il perchè della morte della giornalista Rai Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin avvenute in Somalia durante la missione ONU “Restore Hope” nel 1994, sebbene l' autorità giudiziaria ad oggi non ha ancora accertato chi furono i mandanti del duplice omicidio.
Secondo l’avvocato di Giorgio e Luciana Alpi, gli inquirenti dovrebbero accertare che l’omicidio di Ilaria Alpi non sia stato proprio un omicidio “di Stato”. Infatti Ilaria Alpi stava da mesi indagando su un presunto traffico di armi e rifiuti tossici (soprattutto scorie nucleari) tra Italia e Somalia. Un traffico di interesse strategico per una nazione che ha bisogno di terreno per insabbiare rifiuti e l’altra (perennemente in guerra civile) che vuole essere pagata soprattutto con armi.
Ilaria Alpi aveva lasciato molte tracce in questa direzione, ma non sono mai state seguite. Se non da uno dei tre magistrati che ha preso in mano l’inchiesta: Giuseppe Pititto, il quale, nel ‘97, con una motivazione pretestuosa, è stato esonerato dall’incarico.


UNA SITUAZIONE PREOCCUPANTE
LA TERRA DEI FUOCHI
La terra dei fuochi comprende un territorio di 1076 km², nel quale sono situati 57 comuni, nei quali risiedono circa 2 milioni e mezzo di abitanti: 33 comuni situati nella provincia di Napoli e 24 comuni situati nella provincia di Caserta. È compresa quasi l'intera provincia napoletana, mentre del casertano è colpita soprattutto la parte meridionale e sud-occidentale.[3]

Si caratterizza per lo sversamento illegale di rifiuti, anche tossici, da parte della Camorra e, in particolare, dal clan dei Casalesi. In molti casi, i cumuli di rifiuti, illegalmente riversati nelle campagne, o ai margini delle strade, vengono incendiati dando luogo a roghi i cui fumi diffondono nell'atmosfera e nelle terre circostanti sostanze tossiche, tra cui diossina.

Da molti decenni, nelle campagne campane si sono verificati sversamenti di rifiuti industriali, rifiuti tossici e nucleari. In particolare, nelle zone di Succivo, Aversa, Caivano, Acerra e Giugliano in Campania si sono verificati roghi di rifiuti industriali, responsabili di un alto tasso di tumori che hanno colpito soprattutto giovani donne, al seno e alla tiroide, e bambini.

Nel 2011, secondo un rapporto dell'ARPA della Campania, un'area di 3 milioni di metri quadri, compresa tra i Regi Lagni, Lo Uttaro, Masseria del Pozzo-Schiavi (nel Giuglianese) ed il quartiere di Pianura della città di Napoli, risulterebbe molto compromessa per l'elevata e massiccia presenza di rifiuti tossici.
Inquinamento dei prodotti agroalimentari

L'inquinamento da diossina dei terreni è estremamente pericoloso perché introduce sostanze tossiche nella catena alimentare degli animali da allevamento e può raggiungere anche l'uomo. Nel 26 marzo 2008 furono riscontrate[5] presenze di diossina nel latte di bufala provenienti da allevamenti del casertano, attribuite all'inquinamento ambientale. A seguito di questi riscontri, che comunque riguardavano in maniera limitata gli allevamenti impiegati per produrre la mozzarella di bufala campana DOP[6], alcuni paesi, tra cui Corea del Sud e Giappone, bloccarono temporaneamente l'importazione della mozzarella campana. A seguito della notizia, la vendita di prodotti caseari della Campania è diminuita significativamente, non solo in Italia, ma anche all'estero.[7][8][9]. Recenti test della mozzarella di bufala svolti in Germania, comunque, non hanno rilevato alcuna traccia di diossina né di metalli pesanti[
Smaltimento illegale dei rifiuti

La zona sarebbe interessata anche da un consistente traffico di rifiuti, tra le cui attività rientrerebbe lo sversamento e l'eliminazione di materiali come copertoni o scarti di abbigliamento,[11] provenienti soprattutto dal Nord Italia, o il recupero del rame dai cavi elettrici.[12][13]

I roghi divennero più frequenti quando potevano essere confusi tra i numerosi roghi appiccati ai cumuli di immondizia durante la crisi dei rifiuti in Campania, tra il 2007 e il 2008. I carabinieri accertarono che solo tra il gennaio e il marzo del 2007 furono bruciati 30 000 kg di rifiuti in terreni agricoli, con un ricavo di oltre 118 000 euro.[12]

Le dichiarazioni del pentito di camorra, Carmine Schiavone, hanno evidenziato come la Campania fosse destinata a diventare una discarica a cielo aperto, soprattutto di materiali tossici tra cui piombo, scorie nucleari e materiale acido, che hanno inquinato le falde acquifere campane e le coste di mare dal basso Lazio fino ad arrivare a Castelvolturno.
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