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Stereotipi e pregiudizi in Italia

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by

Giorgia Cake

on 3 July 2013

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Transcript of Stereotipi e pregiudizi in Italia


Pregiudizi e stereotipi in Italia
MILANESI:
arroganti
freddi
efficienti
VENETI:
bevitori
poco patriottici
ROMAGNOLI:
passionali
combattivi

UMBRI:
gentili
chiusi
PIEMONTESI:
falsi
cortesi
GENOVESI:
avari
tirchi
TOSCANI:
ironici
attenti alla natura
ROMANI:
rumorosi
burini
NAPOLETANI:
chiassosi
scaramantici
imbroglioni
bravi a fare la pizza
PUGLIESI:
orgogliosi
oppurtunisti
LUCANI:
ostinati
sospettosi
CALABRESI:
testardi
gelosi
SICILIANI:
mafiosi
omertosi
gelosi
SARDI:
fieri
pastori
testardi
PREGIUDIZIO

Il termine pregiudizio, dal punto di vista etimologico, indica un giudizio precedente all’esperienza, vale a dire un “giudizio prematuro” basato su argomenti insufficienti o su una conoscenza non completa o indiretta. Il pre-giudizio viene anche considerato come un giudizio errato, non corrispondente alla realtà oggettiva, in quanto preconcetto privo di prove.
Il pregiudizio inoltre si riferisce non tanto a fatti e a eventi sconosciuti ma piuttosto a specifici gruppi sociali valutati in modo sfavorevole secondo la tendenza a penalizzare piuttosto che favorire l’oggetto del giudizio stesso. Ciascuno di noi agisce e pensa in funzione dei suoi precisi orientamenti culturali e ideologici dai quali non può mai liberarsi del tutto e che condizionano le proprie scelte. Le valutazioni e i giudizi che ogni giorno esprimiamo sulle relazioni interpersonali e sugli eventi della vita quotidiana sono in qualche modo dei pre-giudizi. In questa prospettiva il concetto di pregiudizio si allarga troppo e dunque si vanifica: se tutto è pregiudizio allora niente lo è davvero.
I pregiudizi positivi sono altrettanto numerosi di quelli negativi: la maggior parte delle volte, infatti, la considerazione negativa dei gruppi diversi dal proprio è dovuta ad una considerazione esageratamente positiva di quello al quale si appartiene.

STEREOTIPO
Il pregiudizio non è altro che uno stereotipo usato in senso negativo.
Gli stereotipi fanno parte della cultura del gruppo e come tali vengono acquisiti e utilizzati dai singoli per una efficace comprensione della realtà esterna che, a causa della sua varietà e complessità, la mente umana non è in grado di comprendere.
Gli stereotipi sono immagini mentali, semplificazioni spesso grossolane e molto rigide.
Sono costituiti da tratti e caratteristiche generalizzati che vengono attribuiti a tutti i membri di una categoria ma che raramente corrispondono alla realtà in quanto difficilmente tutte le persone inserite nella categoria sociale possiedono effettivamente gli stessi tratti.
Si può parlare di stereotipi sociali solo quando questi vengono condivisi da grandi masse di persone all’interno di gruppi sociali o di una determinata cultura e la loro condivisione implica un efficace processo di diffusione.
Lo stereotipo può essere concepito come il nucleo cognitivo del pregiudizio: è possibile infatti avere pregiudizi nei confronti di una categoria poiché, attraverso lo stereotipo, possiamo riconoscere un gruppo omogeneo ben definito dalla categorizzazione sociale.
Le scienze sociali concentrano maggiormente l’attenzione sui pregiudizi poiché sono quelli che causano i più grossi problemi nella società, come ad esempio le discriminazioni.

CATEGORIZZAZIONE
SOCIALE

È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.
Albert Einstein

"Un gruppo esiste quando due o più individui si definiscono come membri della medesima categoria sociale (Turner, 1982)".

Per riuscire a comprendere l’estrema complessità del mondo e la sovrabbondante mole di dati che da esso provengono, il soggetto attua un processo cognitivo che divide il mondo sociale in categorie a cui si appartiene (ingroup) o non si appartiene (outgroup), riducendo e semplificando in questo modo la massa delle informazioni da trattare. Questo processo è detto categorizzazione sociale. Esso viene applicato sia al mondo fisico che a quello sociale, accentua la percezione delle somiglianze intracategoriali e delle differenze intercategoriali e produce differenziazioni sul piano sia valutativo che comportamentale. Questo modello comportamentale è da considerarsi non solo naturale e normale ma anche assolutamente inevitabile per conoscere, rapportarsi agli eventi e anche comunicare. L'attrazione e l'interdipendenza tra gli individui non sono condizioni necessarie per la formazione dei gruppi, in quanto è sufficiente imporre ai soggetti un'appartenenza condivisa di gruppo per ottenere una identificazione fra i membri pur senza contatto. Il consenso sociale è necessario affinchè l'appartenenza di gruppi risulti efficace nel determinare le uniformità del comportamento verso in-group e out-group.
Con il termine in-group si intende un gruppo verso cui proviamo senso di appartenenza (NOI). Gli appartenenti all’in-group tendono ad aiutarsi, attribuirsi caratteristiche positive, credono in certi stereotipi e si sentono diversi e migliori rispetto agli altri nei confronti dei quali hanno pregiudizi. L’out-group è visto come differente e anormale e i suoi membri sono le principali vittime di discriminazione. L’identificazione dell’individuo con l’ingroup è facilitata dal ripudio dell’outgroup e delle norme e valori che lo caratterizzano.

Nell’arte è stato da sempre utilizzato lo stereotipo attraverso personaggi di fantasia la cui personalità, il cui linguaggio e i cui comportamenti sono istantaneamente riconducibili ad un determinato ambito sociale.
Già dal XVI secolo con la nascita della commedia dell’arte cominciarono a comparire le prime maschere che rappresentavano gli stereotipi con cui vengono descritti gli abitanti dei loro luoghi di provenienza.

Napoli:
chiacchierone,
furbo,
personificazione
del dolce far
niente.
PULCINELLA
BALANZONE
Bologna:

serio,
sapiente,
presuntuoso.
PANTALONE
Venezia:
nervoso,
brontolone,
testardo,
avaro.
BRIGHELLA
Bergamo:
furbo,
imbroglione,
bugiardo,
spiritoso.
GIANDUJA
Torino:
galantuomo,
allegro,
coraggioso.
PEPPE NAPPA
Sicilia:

pigro,
goloso,
festaiolo.
Anche nel cinema alcuni attori italiani sono arrivati al successo attraverso l’interpretazione di un personaggio rappresentativo dello stereotipo del proprio paese di origine.
Totò e Peppino
Alberto Sordi
Carlo Verdone
Leonardo Pieraccioni
Tony Sperandeo
Checco Zalone
Sophia Loren
Anna Magnani
Ficarra e Picone
Così come nel cinema, anche nel mondo della musica abbiamo tanti esempi di cantanti resi celebri e rinomati grazie alla scelta di fare delle loro origini, del loro dialetto e della loro cultura l’elemento caratterizzante della loro carriera.
Antonello Venditti
Albano Carrisi
Gabriella Ferri
Gigi D' Alessio
Franco Califano
Lucio Dalla
Roberto Vecchioni
Massimo Ranieri
Sud Sound System
I pregiudizi sono così consolidati e irreversibili che anche di fronte a nuovi dati conoscitivi, non si cambierà idea ma si parlerà di “eccezione” che al solito conferma la regola.
Ritenere di non avere pregiudizi è il più comune dei pregiudizi. Nicolas Comèz Davila
L'ignoranza è meno lontana dalla verità del pregiudizio.
Denis Diderot
C'è il mito e c'è lo stereotipo. In mezzo, un confine quasi invisibile.
Antonio Scurati

Al termine della nostra riflessione sui pregiudizi e sugli stereotipi esistenti in Italia fra nord e sud e a livello regionale e data anche la nostra esperienza personale in questi anni da studenti fuori sede che ci ha permesso di conoscere ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia, ci viene da pensare che probabilmente basterebbe solo più conoscenza, più rispetto e una migliore educazione per sconfiggere i pregiudizi radicati nelle menti degli italiani.
“Prima di giudicare un uomo cammina per tre lune nelle sue scarpe”

(Proverbio Indiano)

ALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
SCUOLA DI LETTERE E BENI CULTURALI
CORSO DI LAUREA SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE


Pregiudizi e stereotipi in Italia
Giorgia Paoletti
Vitalba Stabile
Psicologia della comunicazione interculturale
Docente: Federico Montanari
-Gruppi umani e categorie sociali / Henri Tajfel. Bologna : Il mulino, 1995

-Stereotipi e pregiudizi / Bruno M. Mazzara. Bologna : Il mulino, 1997

-http://www.igorvitale.org/



-Benvenuti al sud, Luca Miniero, 2010

-Benvenuti al nord, Luca Miniero, 2012
Filmografia:

Bibliografia:
Fabrizio De Andrè
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