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Il Monaco

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by

Adelaide Morgigno

on 25 May 2014

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Transcript of Il Monaco

La letteratura gotica o romanzo gotico è un genere di narrativa fantastica, per lo più ambientata nel Medioevo, sviluppatasi nel corso del Settecento. La sua peculiarità è data da ambientazioni cupe e da personaggi il più delle volte malvagi e dagli atteggiamenti diabolici. L'amore perduto, i conflitti interiori, il paranormale sono temi frequenti nei romanzi gotici. In età contemporanea gotico è usato anche come sostantivato per indicare, oltre l'architettura e l'arte, tale genere di narrativa.

L'iniziatore del romanzo gotico è considerato Horace Walpole con il suo romanzo Il castello di Otranto del 1764. L'ultimo è considerato il racconto di Bram Stoker con il suo celeberrimo Dracula del 1897.

Storia
Il termine gothic (gotico) era originariamente applicato all'architettura del medioevo detta architettura gotica e all'arte. Il termine gothick fu adottato a partire dal XVIII secolo dai propositori del gothic revival, un precursore del Romanticismo. L'architettura neogotica, che divenne popolare nell'Ottocento, fu una reazione all'architettura neoclassica che era il marchio distintivo dell'era della ragione.

Nella narrativa la letteratura inglese del XVIII e XIX secolo fu alimentata da due temi caratteristici: il romanzo gotico, definito anche "romanzo spaventoso" per i personaggi e l'ambientazione angosciante e inaugurato dal già citato The Castle of Otranto di Horace Walpole e il romanzo storico di Walter Scott. Bisogna dire che c'è un rapporto fisico molto stretto tra architettura e romanzo gotico del quale i veri protagonisti diventano proprio l'ambientazione e la scenografia della narrazione. Non per niente in Inghilterra Horace Walpole ordinò la costruzione neogotica del castello di Strawberry Hill nei pressi di Londra. In questa fortezza, che ebbe un posto importante nell'architettura inglese, Walpole fece installare una tipografia nella quale si stamparono i suoi libri e quelli dei suoi amici.

Tra i fattori che hanno contribuito alla nascita del genere vi è senza dubbio anche il parallelo sviluppo in Europa del Romanticismo, con la sua attrazione verso i temi del misterioso, dell'esotico, del primitivo, del tenebroso, che, sviluppati secondo particolari canoni, diventeranno elementi base anche del romanzo gotico.

Il romanzo gotico conobbe dunque una certa fortuna anche nell'Ottocento, annoverando altri importanti scrittori quali Matthew Gregory Lewis, Ann Radcliffe e Mary Shelley. Sentimentalismo e romanticismo, rivolta contro il razionalismo illuminista, inquietudine per l’industrializzazione portano alla nascita del gothic revival, sottogenere che si sviluppa nella seconda metà del Settecento fino ai primi decenni del XIX secolo, proseguendo poi per tutto l'Ottocento con vari sviluppi che coinvolgono non solo la letteratura ma, come neogotico, anche l'architettura e le arti figurative.

Caratteristiche e ambientazione
Tipici di questo genere letterario sono il tema della morte, della possessione demoniaca, del male, delle antiche profezie.

Materia dei romanzi gotici sono il terrore (e di conseguenza il sublime) e i conflitti interiori senza soluzione. I personaggi che animano il romanzo gotico sono spesso ambigui, misteriosi, preda di passioni violente o tormentati da pene d'amore. Una delle figure fondamentali è la vergine perseguitata, già personificata dalla Clarissa di Richardson: nel Castello di Otranto di Walpole, e più ancora nella Radcliffe e in Lewis, giovani donne pure sono costrette a fuggire da biechi seduttori.

Il romanzo gotico è spesso ambientato nel medioevo o nel XIX secolo: epoca buia e misteriosa la prima, considerata più mistica e "borghese" la seconda. L’ambientazione non è più quella del mondo borghese settecentesco, ma cupi castelli medievali o bui conventi. La minaccia proviene e si manifesta spesso in paesi cattolici: a dispetto del fatto che le vicende narrate sembrano distaccarsi dalla realtà sociopolitica del tempo, secondo una visione apodittica "anglicanofila", il gothic revival ricorda agli inglesi la loro scelta di allontanarsi dal papato, per trovarsi un re di sicura fede protestante disposto a governare con un parlamento ed una costituzione che limita i suoi poteri (Glorious Revolution). Allo stesso tempo però, secondo tale prospettiva tutta da provare, si afferma che la letteratura inglese è stata osteggiata, messa in ombra perché appartenente ad un paese non cattolico.


Luoghi tenebrosi
In età preromantica, sempre riguardo al romanzo gotico e al gusto per il mistero e alla religiosità medievale, facili strumenti per ottenere il sublime e gli stati d'animo forti e incontrollati sono le ombre e l’oscurità (al contrario la luce rientra nel senso del bello); oggetti molto potenti, grandi, che incutono timore (come cannoni, palazzi possenti, catene, il celeberrimo elmo che campeggia, enorme e minaccioso all'inizio del "Castello di Otranto" di Walpole); rumori molto forti; il senso di vastità, di cose non misurabili; l’approssimazione (ad esempio John Milton nel Paradise Lost accennava solo vagamente all’aspetto e alle fattezze del diavolo); infine la mancanza di rapporto causa-effetto.

I luoghi in cui si svolgono le vicende sono spesso tetri e tenebrosi, come vecchi castelli (Dracula, Il castello di Otranto, I misteri di Udolpho), abbazie e conventi (La vergine perseguitata, "The monk" di Lewis, ma anche "L'italiano" della Radcliffe); più in generale in paesi cattolici che sembrano governati da monarchie assolute che non tutelano affatto i diritti dei cittadini. Il potere religioso agisce mediante immagini che invitano alla contemplazione di tipo emotivo. Ricorrenti le ambientazioni naturali, come le foreste, le Alpi o il Polo Nord, dove dominano neve e ghiacci (Frankenstein), ma anche il deserto come terra inospitale (Vathek).

Tutte queste tematiche e simboli presto diverranno emblematici del romanticismo inglese.

Il potere feudale e il dispotismo contribuiscono allo sfondo gotico sublime e sono temi poi ripresi nell’Ottocento dagli scrittori americani, che hanno vissuto i governi dispotici puritani (caccia alle streghe, ordalia; indiani = lingua incomprensibile, feroci e superstiziosi).

Il romanzo gotico
Il Monaco
Titolo: Il monaco
Autore: M. G. lewis
Anno di pubblicazione: 1796
Protagonista: Ambrosio
Personaggi principali: Don Lorenzo,
Matilda,Antonia, Agnes, Raymond

Breve sintesi dell’argomento:
Il romanzo si sviluppa principalmente nel medioevo a Madrid ed è incentrato su un insieme di storie che si sviluppano in parallelo e che conducono tutte alla figuraprotagonista di Ambrosio, il monaco più famoso della città considerato da tutti un santo. Egli inizialmente monaco esemplare, votato alla vita claustrale, abate del monastero e superiore dei frati cappuccini, si ritrova, nel corso del libro, ad esserecolpevole di violenze omicidi e riti demoniaci.L’intreccio di storie porta alla luce molti personaggi che insieme o contro ilmonaco contribuiscono a rendere la trama fitta ed intricata. A partire da chi lo aiuta a realizzare i suoi desideri, chi si dimostra suo amico e complice comeMatilda, fino ad arrivare a chi invece ne decreta la fine consegnandoloall’inquisizione, come Don Lorenzo.

Cosa notevole:
La cosa che più mi ha colpito del romanzo è la complessità della trama, unita nello stesso tempo, alla complessità dello stesso Ambrosio, personaggioprotagonista della storia. Andando avanti nel libro vengono fuori infatti svariatevicende, tra esse molto diverse, come quella di Raymond e Agnes, di Antonia edella sua sventurata madre e di Lorenzo intento a ritrovare sua sorella e aconquistare l’amata. Queste storie si affiancano a quella principale, di Matilda eAmbrosio, che le collega tutte facendo sembrare l’intero romanzo come unospecchio dei comportamenti e degli stati d’animo dello stesso protagonista. Ilmonaco infatti nei vari stadi del racconto assume posizioni sempre diverse espesso contrastanti riguardo le sue azioni. Egli si dimostra talvolta spietato ecompassionevole verso una stessa persona, a volte desideroso di far avverare isuoi intenti ma timoroso nel doverli poi realizzare.

Commento:
Il romanzo essendo denso di avvenimenti e ricco di colpi di scena riesce acoinvolgere con ritmo incalzante e serrato il lettore nelle vicende del racconto.Nonostante ciò, in alcuni punti, la trama sembra procedere per eccessi:compaiono elementi sovrannaturali e demoniaci, la violenza è sempre portata alle estreme conseguenze così come le passioni. L’ambiente in cui si muovono i personaggi è pervaso da un clima cupo e in alcuni momenti opprimente, quasi come se la descrizione dei luoghi riflettesse l’animo dei personaggi.

Rossana De Martino

Matthew Gregory Lewis
Matthew Gregory Lewis (Londra, 9 luglio 1775 – Oceano Atlantico, 14 maggio 1818) è stato un romanziere e drammaturgo britannico, famoso per il suo romanzo gotico Il monaco.

La monacazione forzata nella letteratura
La legge del Maggiorasco, allora vigente in tutta Europa, stabiliva che il patrimonio, alla morte del padre, non si dovesse dividere fra i vari figli (in parti uguali o no) ma dovesse passare tutto in eredità al primogenito. Gli altri figli, chiamati figli cadetti, per non far sfigurare la famiglia, erano costretti a mantenersi con le proprie forze attraverso la carriera ecclesiastica o quella militare. Va tenuto conto però che per i figli maschi c’era una maggior possibilità di scelta: essi potevano mettersi al servizio del primogenito, intraprendere il mestiere delle armi (che poteva a volte risultare particolarmente redditizio), arricchirsi per proprio conto nelle fila della borghesia cittadina o scegliere la carriera ecclesiastica.
Per le donne, invece, non c’era scelta: l’unica strada erano i voti e una vita in convento interamente dedicata alla preghiera. Anche il matrimonio era a volte categoricamente escluso, in quanto la dote da portare all’altare era di gran lunga maggiore di quella da versare al convento per la monacazione di una figlia.
Ad esempio, nella Repubblica di Venezia, la dote matrimoniale ammontava a 15.000 ducati, mentre il monastero si accontentava anche di 1.200.

A testimonianza di come questa pratica divenne ben presto un vero e proprio problema sociale, sta la disputa nata fra la Serenissima e la Chiesa riguardo la regola monacale. Dal momento che nella Repubblica lagunare si dava ormai per scontato che quasi tutte le monache che prendevano i voti negli ultimi tempi lo facevano contro la loro piena volontà (e in effetti così era), si tentava di smussare la durezza della regola monacale per quanto riguardava il vestire, il mangiare e i contatti fra le monache e l’esterno. Al contrario la Chiesa, esitante ad adattare la regola secolare alla pur evidente verità, voleva mantenere intatti, se non addirittura inasprire, tali obblighi e restrizioni.

Sono eloquenti le parole di un Magistrato veneziano addetto ai conventi: “Quelle che vivono in Monastero come in un deposito son in numero tale che se fossero libere sarebbe sovvertito l’ordine di tutta la città.”

La letteratura non rimase indifferente ai drammi della monacazione forzata, che fu un tema molto trattato da tutta la letteratura europea, in particolare quella italiana e francese. Così, ad esempio, in Inferno monacale la suora Arcangela Tarabotti, sfruttando l’unica libertà ancora pienamente concessale, e cioè quella di scrivere, denuncia con una forza dovuta alla simile esperienza vissuta sulla propria pelle, quel”luogo che i parenti presentano alle fanciulle come un paradiso terrestre e che a poco a poco si rivela loro come inferno […] perché privo di speranze di uscire”.Esempio memorabile è quello del La Religieuse, di Denis Diderot, che testimonia come tale condizione femminile persista nella Francia prossima alla Rivoluzione. Anche Verga dedicò un romanzo a questo tema: Storia di una capinera, ambientato nell’Italia meridionale della seconda metà dell’Ottocento, in cui la monacazione forzata è ancora una tradizione fortemente consolidata.Eppure è ne I promessi sposi, con il personaggio della monaca Gertrude, che si ha l’esempio più drammatico di questa condizione. Infatti Gertrude, più che con la forza, è costretta a prendere la toga attraverso una costante pressione psicologica dal momento della sua nascita, in cui lo stato di secondogenita aveva già segnato il suo destino. Da piccola, i suo regali consistevano in piccoli santini, bambole vestite da suora e lo sesso linguaggio che si usava con lei era finalizzato ad abituarla a quello del monastero. La monacazione sembra per Gertrude l’unica scelta possibile, perché è l’unica che riesce a immaginare. Le catene le vengono assicurate quindi non al corpo ma alla mente. Scopre troppo tardi, ormai già nel convento, gli istinti vitali che le erano stato negati, e finisce con l’innamorarsi dello scellerato e perverso Egidio, che la trascina nella complicità verso i suoi crimini, spingendola a tradire la stessa Lucia che nel convento si era rifugiata.
Nacque a Londra e venne avviato dalla famiglia alla carriera diplomatica presso la Westminster School e la Christ Church di Oxford, dove si dedicò più che altro allo studio delle lingue. Nel 1794 si trasferì a L'Aia con l'ambasciata britannica. Durante la sua breve permanenza, scrisse il suo romanzo Ambrosio o Il monaco, che venne pubblicato nell'estate dell'anno successivo. Lewis raggiunse immediatamente la notorietà, ma il romanzo venne ritirato l'anno successivo a causa dei suoi contenuti ritenuti scandalosi. Lewis pubblicò una seconda edizione in cui eliminò alcuni di quelli che riteneva essere i passaggi più problematici, pur senza eliminare alcuni tra i personaggi più terrificanti.

Nonostante i presunti problemi etici, il romanzo non impedì a Lewis di essere introdotto in società e a corte, e presto ottenne un posto alla Casa dei Comuni per il Wiltshire. Dopo il suo ingresso in parlamento, pubblicò:

The Castle Spectre (1796), un'opera teatrale in musica che ottenne una durevole notorietà
The Minister, traduzione dal tedesco Kabale und Liebe di Friedrich Schiller
Rolla (1797), una traduzione da Kotzebue
The Bravo of Venice (1804), un romanzo tradotto dal tedesco considerato la sua opera migliore dopo Il monaco.
Si dedicò inoltre al teatro d'opera e alla tragedia: la morte del padre lo lasciò con una consistente fortuna e nel 1815 partì per le Indie Orientali a visitare i propri possedimenti; durante questo viaggio, scrisse il Journal of a West Indian Proprietor, pubblicato postumo nel 1833. Fece un secondo viaggio in Giamaica nel 1817 per ottenere maggiori informazioni sulla condizione degli schiavi, riguardo alla quale aveva intenzione di scrivere un pamphlet in difesa. Il clima tropicale, tuttavia, gli fu fatale: morì di febbre gialla durante il viaggio di ritorno e il suo corpo fu gettato in mare in quanto la costa era ancora lontana.

Nel 1839 venne pubblicato, in due volumi, The Life and Correspondence of M. G. Lewis.
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