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La Fotografia

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by

mattia gualandi

on 25 June 2015

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Transcript of La Fotografia

Era un fredda notte di Dicembre, una notte di luna piena. Elizabeth, una giovane ragazza inglese, decise di vivere la sua avventura nel buio e nel gelo di una Liverpool avvolta in un assordante silenzio e in un pieno vuoto.
Era quasi mezzanotte a casa di Elizabeth. Lei era stanca, ma non riusciva a dormire; si alzò dal letto e si affacciò alla finestra.
Vide solo un accecante buio, contornato da una debole luce che passava attraverso le finestre di una casa vicina, la Luna imprigionata dalle grigie nuvole che incorniciavano le sere inoltrate di Liverpool.
Fuori non si riconosceva nulla, se non qualche edificio in penombra che lei scorgeva coi suoi occhi scaltri.
Prese così la decisione di avventurarsi nel mistero di quell'oscura nottata.
Elizabeth si preparò senza far rumore e uscì silenziosamente , accompagnata solo dal lieve tintinnio delle chiavi di casa , cercando di non svegliare la tutrice che la sorvegliava quando i genitori erano fuori città.
Arrivata sul pianerottolo, cominciò però a riflettere sulla voglia che predominava in lei: la ragione e quindi la paura dell'ignoto, oppure la curiosità di scoprire cosa si nascondesse in un nulla cosi onnipresente. Pensò qualche minuto ferma sulla soglia della porta, si fece un buona iniezione di coraggio e varcò la porta, uscendo dalla sua accogliente casa, entrando contemporaneamente in una realtà totalmente diversa da quella a cui era abituata.
Uscì dalla porta, uscì dalla città, proseguendo verso le colline che facevano da sfondo al paesaggio urbano. . La Luna pareva così vicina , eppure era così lontana; a lei però non importava dove fosse veramente, la percepiva davvero poco distante e così voleva credere Elizabeth.
Si sdraiò sull'erba umida della collina a guardare la buia sagoma di Liverpool, con il viso baciato dalla Luna, e gli occhi pieni di luce, come quelli di un bambino quando si realizza il suo piccolo sogno.
Vedeva tutta la città, dall'alto, vicino al satellite, si sentiva leggera, per la prima volta, libera, senza limiti.
Erano ormai le 03.00 del mattino e le nuvole che offuscavano sembravano le onde del mare durante un tramonto, sulla riva con il Sole all'orizzonte, l'unica differenza era un tramonto in bianco e nero.
Educazione fisica
Il 1966 è stato un anno importante in America rispetto alla lotta contro la segregazione e per i diritti civili.
In ambito sportivo, nel mondo del basket collegiale americano, si distingue una squadra su tutte: i Western Texas Miners guidati da coach Don Haskins.
The racial segregation
The segregation
Cole field house, college park
19 marzo 1966
La Fotografia
Mattia Gualandi III°A 2014/2015
Italiano
GIORNO 3
Caro diario,
Oggi, dopo giorni di riflessione, tensione, pensieri che mi frullano nella testa, credo di aver preso una decisione, la più importante, penso, di tutta la mia permanenza sulla Terra: donerò il mio corpo per il bene delle persone del mio paese, della mia patria e di ciò in cui crediamo e per cui combattiamo.
10.00: Si avvicina secondo per secondo, il momento che cambierà la giornata di molti mioei “colleghi umani” e la mia, soprattutto la mia.
10.37: Stiamo scendendo a Roma, capitale del Cristianesimo, la religione occidentale per eccellenza, di quell'Occidente che ha portato mali su mali a noi popoli mediorientali.
11.00: Usciti dall'aeroporto c rifugiamo in un magazzino abbandonato dove mi sto “vestendo” per il mio giorno di gloria davanti al resto del mondo; i vestiti non sono affatto comodi, ma sono il mezzo per arrivare alla fine.
12.00: Il pranzo della “vittoria”, un abbondante buffet in mio onore.
14.24: Abbiamo finito di mangiare, il cibo era delizioso. Mi consegnano la chiave che mi servirà ad entrare dove conta, per ciò che conta.
E si avvicina il mio momento...
15.00: Esco dal magazzino, i miei “compagni”sono rimasti dentro e mi hanno detto all'uscita:”Tu vai fino alla sponda, oltre ti ci portiamo noi con questo tasto”. Annuisco e me ne vado-
16.00: Affitto una macchina da un negoziante in nero, niente moduli, i soldi per la vettura.
Parto per Piazza San Pietro, affollata di gente, mi tuffo a massima velocità in mezzo alla folla e so che a breve quel bottone farà il suo corso. Nel frattempo mi passano davanti tutte le tappe di questo viaggio: sto giungendo al traguardo, l'ultimo saluto ai miei ca.....
Storia di un fanatico
GIORNO 1
Caro diario,
Apro gli occhi, e come ogni mattina tutti i problemi arrivano, passando tra sguardi e pesanti respiri, entrano dentro di me.
La voglia di liberarmi di tutto aumenta con l'affluire di problemi e di pensieri su ciò che è giusto fare per arrivare lassù, dove è importante.
13.45: Finito il pranzo vado a trovare un amico di famiglia, uno psicologo credo, e vado a parlargli di tutto ciò che mi passa per la testa, con o senza volontà.
Parlo di ciò che penso riguardo alla giustizia e all'odio verso l'Occidente che tanta disperazione ha portato alle nostre popolazioni.
Mi propone di andare con lui e dei suoi colleghi a Roma, con la scusa di un Erasmus in Italiadove potrei assecondare il mio destino e parte di quello in cui credo..
19.45: Rifletto su ciò che mi ha detto lo psicologo e, senza cenare, vado a dormire.
GIORNO 2
Caro diario,
06.58: Ho dormito tre quarti d'ora ad essere ottimisti, stanotte, ho pensato alle sue parole tutto il tempo, ma ancora non so decidermi sull'atto che potrei compiere. Ho deciso però di partire comunque per Roma, se deciderò che non sarà ancora arrivato il momento di salire lassù, ritornerò indietro dicendo che hanno cambiato i programmi dell'Erasmus e che sono dovuto tornare a casa.
10.23: Ho appena finito di preparare la valigia e mi accingo ad andare a salutare le persone che amo di più su questa terra, non so se sarà uno ciao, un arrivederci o un addio. Ma forse, non sapendo come finirà, l'addio mi sembra più prudente.
10.48: Vado a salutare i parenti più lontani, dopo quelli dopo quelli che abitano in una casa abbastanza grande assieme a me. In seguito mi reco dai più stretti amici per portare un saluto, forse l'ultimo.
22.32: Mi preparo dopo una giornata dedicata alla mia partenza, ad andare a dormire, sapendo che dovrò decidere stanotte.
Buonanotte diario, a domani, spero di aver deciso ciò che voglio davvero.
Un tramonto in
bianco e nero
Cadere poi rialzarsi, piangere e poi sorridere
Professori:
Roberto Agostini
Giacinta Alleva
Paola Bondi
Beatrice Ciucchi
Diana Ligue Denis
Patrizio Imparato
Daniela Leone
Roberto Sabattini
Elisabetta Scala
Roberta Segalla
IC9 Bologna "Il Guercino"
settimana della letteratura:
https://prezi.com/l4qm03f6tujf/il-viaggio-come-metafora/
Western Texas Miners
Don Haskins
"Il coach che buttò il razzismo nel cesto"
Ogni emozione, momento, espressione ha un culmine; possiamo immaginarlo quasi come la cima di una montagna: da scalare, dalla quale non scivolare, da sognare, da ammirare, da vivere. Il clue di un sentimento è come un fulmine, può essere una tempesta e portare con sé emozioni forti oppure una piccola pioggerella con un piccolo lampo sempre vissuto come si deve. Potrebbe non capitarti più, vivilo e non scordarlo; scordare fa male. Bello o brutto che sia l'istante.
Una fanciulla di paese, una dolce ragazzina proveniente dai paesi dell'est con grandi occhi azzurri, capelli lunghi e biondi che parevano quasi luce del sole e un sorriso innocente che splendeva come fosse una scacchiera di cristalli. Abitava nel suo piccolo paesino di campagna, in una piccola casetta di legno con sua nonna e Tobias, un cucciolo di San Bernardo che era il suo migliore amico. La piccola era dolce, misteriosa, parlava poco e solamente per estrema necessità e nemmeno sua nonna riusciva a rapportarsi con lei. Gli unici affetti che sentiva erano per il suo cane e il suo posto preferito, segreto, dove andava per pensare e riflettere sulle sue emozioni. Era la cima di una collina, la più alta in quella zona. Era la cima di una collina, la più alta in quella zone, c'era un cucuzzolo più alto degli altri e sembrava fosse suo, che avesse un legame con quella zona. Era sempre sopra le nuvole, e un velo di nebbia la divideva dal cielo. Andava lì con il suo amico, la sua vita e tutto si rifletteva su di lui e i sorrisi dolci dipendevano da lui: una scodinzolata, un abbaio, un salto, ogni suo gesto era importante. Erano amici. Si amavano.
Quando era triste, sopra la nebbia si vedeva l'oscuro, la pioggia che batteva forte e si dissuadeva prima di toccare la pelle delicata della bambina, ma lei aveva paura e stringeva l'onnipresente e instancabile amico; quando era serena oltre quel muro semi-trasparente di nebbia, appariva una luce, ma non sempre accesa e lei si chiedeva perché, nonostante fosse al settimo cielo, il sole non c'era mai.
La piccola non aveva i genitori e pensava di non vederli mai più; non aveva chiaro il concetto di sparire, dell'addio, della morte, che sapeva aver preso la sua mamma e il suo papà; ma lei non si arrendeva, continuava a sperare nel loro ritorno di ciò che aveva perso.
L'unica a sapere che i parenti della fanciulla non erano morti, era la nonna, ma nessuno sapeva se sarebbero tornati, e non lo disse a sua nipote.
Passarono un paio di anni, la bimba diventava sempre più grande, ma la sua vita non cambiava: né il suo migliore amico né quel luogo paradisiaco. Un giorno due persone si presentarono e la ragazza chiese alla nonna chi fossero, nessuna risposta. Li fecero entrare e tutti guardavano la fanciulla.
La giovane chiese di nuovo: “Chi siete?” Ancora nulla. Dopo qualche secondo, senza dire una parola si strinsero intorno alla ragazza e le due persone le dissero:”Sappiamo dove sono i tuoi genitori” Lei:”Dove sono?” Loro ribatterono:”Ti vogliamo bene, ora siamo qui.”
Scoppiarono sorrisi e pianti ma la felicità era alle stelle.
Dopo il dolce ritrovo, prima di andare a dormire, la fanciulla andò u quella cime. Era buio, ma per la prima volta si accese un vero, verissimo raggio di luce su di lei. Era felice davvero, e il mondo si illuminò col suo sorriso. Poi guardò il suo amico negli occhi profondamente e lo strinse, perché non le importava chi fosse, anche se era un cane, era ciò che di più bello aveva.
Così ricorderà il suo giorno più bello: “Ho fatto bene a non arrendermi, a non smettere di credere, ho visto la vera luce, ho sorriso, ho il mio amico, il mio tutto, e ho vinto. Sono caduta, ma mi sono rialzata. Oggi è oggi e sarà sempre l'oggi”...
Robert Capa, miliziano colpito a morte
cerro muriano, còrdoba
1936 (guerra civile spagnola)


Il miliziano colpito a morte
Robert Capa
Robert Capa (Budapest, 22 ottobre 1913 – Provincia di Thai Binh, 25 maggio 1954), è stato un fotografo ungherese.

I suoi reportage rendono testimonianza di cinque diversi conflitti bellici tra cui la guerra civile spagnola (1936-1939), la seconda guerra mondiale (1941-1945), la guerra arabo-israeliana (1948).

Nato in Ungheria, Capa abbandona in giovane età la terra natale a causa del proprio coinvolgimento nelle proteste contro il governo di estrema destra; milita nel Partito Comunista locale.

Si trasferisce poi a Berlino ma nel 1933 lascia la Germania alla volta della Francia a causa dell'avvento del nazismo (Capa era di origini ebraiche).
.
Dopo qualche anno in Spagna, nel 1947 fonderà l'agenzia fotografica Magnum Photos in Francia.
Guerra Civile Spagnola
Seconda guerra mondiale
Guerra arabo-israeliana (1948)
-sbarco in Sicilia (estate 1943)
-sbarco in Normandia (6 giugno 1944)
L'arte durante la guerra

Lo stretto rapporto tra la produzione artistica e la società fa sì che anche nel caso della guerra la produzione ne presenti tracce evidenti.
Numerosi pittori e scultori hanno cercato di esprimere il dolore, l’angoscia, il senso di morte e desolazione che ogni conflitto porta con sé, ognuno secondo le proprie modalità stilistiche.



Invasione francese della Spagna del 2 maggio 1808.

Il dipinto si divide in due parti: a sinistra le vittime, a destra i carnefici.
Vittime:
a terra i cadaveri,
un altro gruppo è in piedi pronto a subire la morte.

L’uomo con la camicia bianca che, candida, riflette la luce della lampada.


Picasso raffigura gli effetti del bombardamento da parte dell’aviazione nazista della cittadina spagnola di Guernica avvenuto il 26 aprile 1937, durante la guerra civile.

Bianco e nero: l’artista infatti venne a conoscenza del bombardamento di Guernica da radio e giornali mentre si trovava a Parigi, sulle pagine dei quotidiani vide fotografie in bianco e nero che influenzarono la sua scelta.

Picasso realizzò questo dipinto in occasione dell’Esposizione universale di Parigi del 1937. Decise di realizzare un’opera che facesse conoscere al mondo intero il terribile avvenimento che aveva sconvolto la Spagna.
Un giorno l’ambasciatore tedesco a Parigi riferendosi al dipinto domandò a Picasso: “Ha fatto lei questo?”, e Picasso rispose “No, l’avete fatto voi”.

Il dipinto di Picasso fa riferimento alla guerra tra Corea del Nord (dittatura sotto URSS) e Corea del Sud (dittatura sostenuta dagli USA) avvenuta tra il 1950 e il 1953. Il conflitto causò oltre quattro milioni di morti.

Il dipinto di Picasso mostra una derivazione dall’opera di Goya.

Il suo dipinto non vuole essere una denuncia nei confronti di uno specifico esercito, bensì un universale grido d’orrore contro la guerra in senso assoluto, dove vittime e carnefici possono appartenere a qualsiasi nazione.
Il gruppo Art workers coalition ha rielaborato la foto scattata dal fotoreporter americano Ronald Haeberle che mostra il massacro di civili vietnamiti accaduto a My Lai nel marzo del 1968 durante la guerra contro gli Stati Uniti.
"Il coach che cambiò colore al basket"
Don Haskins ebbe il coraggio – e forse anche la sfrontatezza – di farlo nel momento meno atteso e nel modo più sorprendente. Forse voleva solo vincere una partita; si guadagnò l’ingresso nella storia! -Nunzio Spina
«Io misi in campo, semplicemente, i migliori giocatori della squadra, e risultò che erano tutti neri…» -Don Haskins

Era duro ed esigente negli allenamenti [...] voleva con lui solo giocatori motivati e disposti a sacrificarsi. E soprattutto, aveva una voglia matta di vincere! -Nunzio Spina
Nel 1997 vide entrare il suo nome nella più prestigiosa galleria del basket mondiale, la Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.
Nel 1965-1966, allenati da Don Haskins, vinsero a sorpresa il campionato NCAA. L'episodio rimase celebre perché fu la prima squadra ad inserire ben 7 giocatori afroamericani nella sua rosa, in un momento in cui nel sud degli Stati Uniti non erano presenti nelle squadre universitarie giocatori di colore.

Jerry Armstrong (52)
Orsten Artis (20)
Louis Baudoin (54)
Willie Cager (10)
Harry Flournoy (44)
Bobby Joe Hill (14)
Dave Lattin (43)
Dick Myers (40)
David Palacio (15)
Togo Railey (30)
Nevil Shed (33)
Willie Worsley (24)

44
33
15
40
Con un ultimo atto di discriminazione verso i vincitori nessuno portò la scaletta per il taglio simbolico della retina del canestro, e allora Shed salì sulle spalle di Worsley e la strappò via. Uno strappo che sancì la definitiva vittoria della libertà anche nella pallacanestro.
Donald Lee "Don" Haskins (Enid, 14 marzo 1930 – El Paso, 7 settembre 2008)
Durante la sua permanenza a Texas Western ha collezionato un record di 719 vittorie e soltanto 353 sconfitte.
Francisco Goya, Le fucilazioni del 3 maggio 1808, 1814.
Indifferenza e anonimato dei carnefici
Routine
Purezza
Buio derlla ragione
Madre disperata, figlio morto
Soldato morto, fiore, spada spezzata, lotta vana per la vita
Toro simbolo di tutta la Spagna colpita
Cavallo: colpiti persone e animali indifferente
mente
Ragione dell'uomo
vita che può spegnersi
Dolore, casa in fiamme, donna che cerca di uscire dalle macerie
Pablo Picasso, Guernica, 1937
Linee spezzate:distruzione
Pablo Picasso, Massacro in Corea, 1951.

Donne nude e bambini, l'innocenza e l'impossibilità di difesa
Soldati come macchine, indifferenti e freddi
Villaggio in fiamme, distruzione
Art Workers Coalition, Q.: and babies? A.: and babies, 1968
Questa foto è diventata rapidamente un’icona del pacifismo per via dell’impatto violentissimo che ha in chi la vede.
art kane, great day in harlem
harlem (new york), 1958
https://prezi.com/ympgkrjcmlna/blues/
A Great Day in Harlem o Harlem 1958 è una foto in bianco e nero di 58 musicisti jazz fotografati in una via di Harlem, New York City. La foto è considerata un importante oggetto di studio nella storia del jazz.

Nomi più importanti
-New Orleans style: Mary Lou Williams, Pee Wee Russell, Red Allen 
-Swing: Roy Eldridge, Count Basie, Lester Young, Rex Stewart, Coleman Hawkins
-Cool jazz: Gerry Mulligan
Louis Armstrong & His Hot Seven, "Potato Head Blues" (1927)
New Orleans Style (anni 20')
Swing
Cool Jazz
Mary Lou Williams, nata Mary Elfrieda Scruggs (Atlanta, 8 maggio 1910 – Durham, 28 maggio 1981),
E' stata una pianista, arrangiatrice e compositrice statunitense di musica jazz.
Ha guadagnato un posto di rilievo nella storia del jazz per la sua grande versatilità che le permise negli oltre cinquant’anni di carriera di percorrere fasi musicali stilisticamente diverse.
Glenn Miller & HIs Orchestra, "In The Mood" (1946)
George Russell Sextet, "Nardis" (1961)
E' stato un sassofonista, compositore e arrangiatore statunitense, uno dei fondatori e massimi esponenti della scuola conosciuta come cool jazz.
Gerry Mulligan (New York, 6 aprile 1927 – Darien, 20 gennaio 1996)
Fonti:

- http://www.ic9bo.gov.it/moodle/course/index.php?categoryid=16 (musica, arte, tecnica)
- libri di testo (exam trainer, Musica Intorno vol.A,
- Wikipedia (western texas miners, Don Haskins, Robert Capa, Mary Lou Williams, energia nucleare, uranio,
-http://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/musica/Il-Jazz/Dal-cool-allo-hard-bop/Introduzione.html
-http://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/musica/Il-Jazz/Swing-craze--swing-band/a-Swing-Era-.html
-http://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/musica/Il-Jazz/Le-origini-della-musica-nera/Introduzione.html
-http://www.sapere.it/enciclopedia/Eldridge,+David+%E2%80%9CRoy%E2%80%9D.html
-http://www.avvenire.it/Sport/Pagine/COACH-.aspx
-http://cacinski.altervista.org/robert_capa/miliziano.htm
-https://www.nazioneindiana.com/2010/04/25/nagasaki/
-http://www.basketcatanese.it/2012/07/22/don-haskins-il-coach-che-cambio-colore-al-basket/
-https://www.greatmodernpictures.com/pictures.htm.
-http://www.docsity.com/it-docs/Marie_Curie_
Racial segregation is a restriction of civil rights of a discriminated population.

It is characterized by the separation in the daily life.
Thanks to people like Rosa Parks and Martin Luther King, now the segregation laws are abolished and the the discrimination is stopped.

Rosa Parks Martin Luther King
Yosuke yamahata, torii del santuario di sanno
Nagasaki
10 agosto 1945
Federico Borrell Garcia, detto Taino, era viveva ad Alcoy. Aveva 24 anni il 5 settembre 1936 quando arrivò a Cerro Muriano, fra i rinforzi della Colonna Alcoyana.
Combatteva dalla parte dei lealisti, i miliziani repubblicani, contro le truppe fasciste del generale Francisco Franco. . Era arrivato solo quel giorno a Cerro Muriano con altri cinquanta rinforzi.
Secondo archivi statali spagnoli, Taino fu l’unico miliziano a morire quel giorno.
Battaglia di Rio Segre
Rivista francese "Vu"
Il bianco della camicia simboleggia la purezza che nulla può contro l’orrore della guerra. Il buio simboleggia invece il buio della ragione che spinge l’uomo a massacrare i propri simili.
nero: lutto
bianco:esplosioni
vittime
soldati
"OSSERVARE,
FANTASTICARE,
SCRIVERE."

AMOS OZ, CONTRO IL FANATISMO
L'energia nucleare
Con energia nucleare si intendono tutti quei fenomeni in cui si ha produzione di energia in seguito a reazioni nucleari, che coinvolgono il nucleo dell'atomo.


Rosa Parks (February 4, 1913) was an African-American Civil Rights activist, whom the United States Congress called "the mother of civil rights movement"

On 1st December 1955, Rosa Parks took the bus and a white man wanted her seat but she refused.
She was arrested and she had to pay a fine.

After her arrest black people stopped to use the bus as a protest.

at the end of the protest the Supreme Court decided segregation on public transport was illegal.

Rosa Parks died on 24th October 2005.
Martin Luther King was born on 15th January 1929 in Georgia.

He was the leader of the bus boycott in 1955.

King was the leader of the non-violent civil rights movement.

With hi s non-violent fight he became the symbol of the civil rights movement.

He won the Nobel Peace Prize in 1964.

He was assassinated on 4th April 1968 in Memphis.
L'uranio

Trova impiego come combustibile nei reattori nucleari e nella realizzazione di armi nucleari.

Tracce di uranio sono presenti ovunque: nelle rocce, nel suolo, nelle acque, persino negli organismi viventi.
principali paesi estrattori
La centrale nucleare
La scissione nucleare
Durante la scissione una piccola
parte di materia “sparisce” e si
trasforma in energia. Se accanto
al primo atomo di uranio 235 ve
ne sono molti altri si può ottenere
una reazione a catena.
https://prezi.com/2kcg8beilaby/a-une-passante/
https://prezi.com/3glytmpx1qho/il-futurismo/
Gli anni trenta appartenevano allo swing, nel jazz, per swing si intende il tipico modo di suonare con un ritmo "saltellante"

Gli anni della "Swing Era" sono stati gli anni d'oro per le big band jazzistiche, sia quelle composte da bianchi che quelle composte da neri.

La loro musica visse momenti di enorme popolarità presso i frequentatori dei ballroom, i mille templi in cui venne vissuta.
Fra la metà degli anni Quaranta e la metà degli anni Cinquanta vi fu una straordinaria proliferazione dei generi musicali jazzistici.

Questo periodo era il regno del Be Bop, duro e aspro, suonato per lo più da band e jazzisti neri; a questo si aggiunse un jazz più "cool", appunto, rilassato, fresco che fosse diverso rispetto all'infuocato Bop.

La popolarità di questo genere non durò a lungo, ma ancora qualche musicista continuava a praticarlo.
Con il termine New Orleans ci si riferisce a quel jazz degli albori (prima registrazione ufficiale 1917).

Le radici del jazz si trovano in Africa. Le trapiantarono in America gli schiavi neri e per questo le lontane origini del jazz cantano il dolore dell'uomo in catene e la sua speranza di liberazione. Sucessivamente il jazz si sviluppa a New Orleans grazie alla jam session e alle prime "jazz band".
E' stato un trombettista jazz statunitense . Solista tra i più importanti del periodo swing, grande improvvisatore, fu la figura dominante della tromba jazz in quel periodo.

Solo di rado diresse gruppi propri, preferendo piuttosto ingaggiare spettacolari “duelli” con celebri colleghi.
Roy Eldridge (Pittsburgh 1911-New York 1989)
Il jazz con il tempo si modificherà e diventerà una musica commerciale con lo
swing
per poi tornare alle origini con il
bebop.
Il jazz è un genere musicale nato tra la fine del '800 e l' inizio del '900.
I primi a cantare questo stile musicale furono gli schiavi afroamericani i quali improvvisavano queste canzoni.
Il Jazz si sviluppa prima nelle piantagioni a mericane, poi con l' avvento della
jam session,
ovvero una improvvisazione collettiva di più suonatori e le
jazz band,
complesso di suonatori
.
Il Jazz
Esame di stato
scuola secondaria di primo grado "Il Guercino" A.S 2014/2015 classe 3^A
Mattia Gualandi

Michael Newton, Regno Unito (Le Fleurs du Mal VII).
https://prezi.com/i6v6c5d695mm/l-eclissi-solare/
https://prezi.com/your/
https://prezi.com/mqrsq2rj8xsd/i-circuiti-elettrici/
L'eclissi solare
Marie Curie
Marie Curie est néé a Varsovie le 7 novembre 1867 et elle est mort a Sancellemoz le 4 juillet 1934.

Elle a été une physicienne polonaise naturalisé francais.

Elle a reçu en 1903 le prix Nobel de physique, et e 1911 le prix Nobel de chimie puor ses travaux sur le polonium et le radium.

Elle est la seule femme à avoir reçu deux prix Nobel.
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