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No, thanks

Utopia

No description
by

Cristina Pucher

on 22 January 2016

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Transcript of Utopia

Angelika Mair
Metropolis im Gebirge

www.angelika-mair.com
Ariadne Radi Cor
Phenomenological House - where we hugged

Studio Chantilly Cream (London, UK)

www.chantillycream.co.uk
The plan has been traced over the calendar August 2014 - August 2015 (each room being a month). The dotted areas represent the time spent with my partner, an architect.
Carlo Ratti
Carlo Ratti Associati

www.carloratti.com
Carlo Rosso
Holz und Glas

Studio di architettura Carlo Rosso
Claudio Ciccotti
Rigenerare la città

Studio architettura italiana, Roma

www.architettura-italiana.com
"Il progetto "purtroppo" è slegato dal contesto reale nella misura in cui vuole ripensare una porzione di tessuto urbano altamente degradata, secondo i principi di semplice sostenibilità e ripensando l'habitat a misura d'uomo.
Spazi verdi, piste ciclabili, collegamenti su ferro, integrazione con sistemi naturali.
Tutto all'insegna del minimo consumo di suolo e sviluppando gli edifici in altezza.
Complicato pensare di rigenerare una porzione "quartiere" di una città (nell'ipotesi verebbero ricollocati i circa 4.000 abitanti presenti), ma per me utopia è anche pensare che possiamo progettare per migliorare la qualità della vita nelle nelle nostre città..."

Commento
Claudio Ciccotti
David Calas
Città utopista

Studio Calas

www.studio-calas.net
Dora Aichner
Strukturen aus der Natur

Foto: Pragser Wildsee am 02.01. 2016

aichner_seidl Architekten

www.as-architekten.it
Flaviano Corletto
Titolo:
Villa

Studio di Architettura Corletto Flaviano
Friedrich Tasser
Utopie ZEIT

Architektengemeinschaft Tasser & Fistill

www.sabwaistorys.net
Julian Mahlknecht
next european city

freier Mitarbeiter Studio Lukas Mayr Architekt

www.lukasmayr.com
Leonardo Roperti
City of Organisms

Studio di architettura Leonardo Roperti, Merano

www.roperti.wix.com/roperti
disegno fatto a mano
Margareta Schwarz
Margareta Schwarz Architekturbüro

www.archschwarz.com
Matteo Sargentini
Imago Naturae

Città utopistica
Roberto Menza
Roberto Menza Architettura
Alberto Ulisse
Studio UNOAUNO
_spazioArchitettura

www.unoaunostudio.it
5B Fachoberschule für Bauwesen Bozen "Peter Anich"
TurtleHome

TurtleHome – Design

info.turtlehome@gmail.com
"TurtleHome ist eine mobile Wohnunterkunft für Flüchtlinge und kann durch das Nut und Feder System schnell und einfach auf- und abgebaut werden."

Kommentar
"In qual parte del nuovo mondo si trovi Utopia, né a me è venuto in mente di domandare, né a lui di dire"

Nel 1516 viene pubblicata la prima edizione di
Utopia
, l’opera con cui Thomas More non inventa un genere letterario e filosofico, ma gli assegna un nome. Da allora, le opere che descrivono un mondo altro, separato nello spazio e/o nel tempo dal mondo dell’autore, si definiscono
utopie
, un termine di natura piuttosto ambigua, che potrebbe procedere etimologicamente da
ou-topos
(non-luogo) o
eu-topos
(luogo buono), oppure da una fusione dei due prefissi.
A 500 anni dalla sua prima pubblicazione, si celebra il testo di More non semplicemente in quanto opera letteraria di importanza capitale, ma come occasione per ricordare come Utopia non sia un luogo a cui approdare, quanto più una direzione a cui tendere, un’ipotesi di alterità che ci permetta di ripensare il nostro mondo da una prospettiva radicalmente differente.
Klimahouse è la sede ideale di questa celebrazione, perché la sua vocazione utopistica, che si traduce in una spinta costante verso l’innovazione, sembra rigenerarsi anno dopo anno, progetto dopo progetto, proposta dopo proposta. Da qui il senso più profondo dell’ideale utopico: non un progetto
inattuabile
, ma una tendenza
inesauribile
.

"Chi conosce una sola città le conosce tutte, tanto sono interamente simili tra loro, per quel che consente la natura del luogo"

Utopia
a Klimahouse prende le forme di due «isole di isole», due luoghi immaginari – eppure visitabili – in cui sono raccolte, e in qualche modo raccontate, un certo numero di utopie.
Da una parte vi è l’isola dell’architettura contemporanea, nata dall’appello agli architetti proposto da Klimahouse in collaborazione con l’unione architetti delle alto adige. L’invito è stato di partecipare con il proprio contributo, sotto forma di schizzo di progetto, a una riflessione collettiva sull’utopia dell’abitare: idee di città, edifici e interni libere dalle costrizioni delle contingenze, immaginate per un mondo che non è ancora.
Dall’altra vi è l’isola della storia dell’utopia letteraria, la mappa originale della terra immaginata nel 1516 da More le cui 54 città sono, in questa installazione, altrettante opere significative all’interno del variegato universo letterario dell’utopia. A partire dalla capitale Utopia (posta nel luogo in cui More immagina la capitale del suo regno utopico, Amauroto), si può esplorare la storia della letteratura utopica come se fosse un Paese sconosciuto, con le sue prossimità e le sue differenze. Oltre alla capitale, altri nove «capoluoghi» – ovvero nove testi chiave – orientano questa ipotesi di riepilogazione, traducendosi in edifici immaginari, che vogliono raccontare il senso del testo da cui traggono origine.

L’invito al pubblico è di esplorare queste isole, alla ricerca della propria utopia…

Realizzazioni grafiche delle illustrazioni
il Funambolo 
 (Marco Furgeri, Guido Laino, Tiziana Poli) 

Progettazione installazione
arch. Ute Oberrauch

Stampa materiali
Cuccia

Fornitura e montaggio
Ditta Unionbau
Fornitura sedie
Ditta Plank
Fornitura luce
Selectra
Progetto a cura di
Klimahouse

ideato e realizzato con
il Funambolo

in collaborazione con
Fondazione Architettura Alto Adige
Utopie dell'abitare Wohnutopien
"Architetture naturali emergono dalla Terra in una spirale di emozioni lontane. Vetro e materiali vegetali si uniscono dando vita a eteree fortezze, ove la Natura cullerà e custodirà gli Uomini."
"Weder ist es mir in den Sinn gekommen, danach zu fragen, noch ihm, es zu sagen, in welcher Gegend jenes neuen Erdteils Utopia liegt."

1516 erscheint die erste Ausgabe von „
Utopia
“ des englischen Staatsmannes und Humanisten Thomas More. Mit diesem Werk erfand More zwar kein literarisches und philosophisches Genre, er gab aber den Anstoß zum Genre der Sozialutopie. Seitdem werden nämlich Romane, die eine erfundene Welt beschreiben, die räumlich und/oder zeitlich von der Welt des Autors entfernt sind, als
Utopien
definiert, ein recht zweideutiger Begriff, dessen etymologische Herkunft
ou-topos
(„Nichtort“) oder
eu-topos
(„guter“ Ort) oder eine Fusion beider Präfixe sein könnte.
500 Jahre nach seiner Erstauflage feiert man den Test von More nicht einfach als literarisches Werk grundlegender Bedeutung, sondern man nutzt den Anlass, um daran zu erinnern, dass Utopia kein Ort ist, den man erreichen muss, sondern vielmehr eine Richtung vorgeben will, der man folgen soll, eine Vermutung der Alterität, die es uns erlaubt, unsere Welt aus einer völlig anderen Perspektive neu zu überdenken.
Klimahouse bietet den idealen Rahmen für diese Feier, denn ihre utopistische Formel, die stets zur Innovation drängt, scheint sich Jahr um Jahr, Projekt nach Projekt, Vorschlag nach Vorschlag zu regenerieren. So erklärt sich der tiefere Sinn des utopischen Ideals: kein
nicht umsetzbares
Projekt, sondern eine
grenzenlose
Tendenz.

"Wer eine Stadt kennt, kennt alle: so völlig ähnlich sind sie einander, soweit nicht die Beschaffenheit des Geländes dem entgegensteht."


Utopia
“ nimmt auf der Klimahouse die Formen von zwei „Inseln von Inseln“, zweier Fantasieorte ein – die man aber besichtigen kann – in denen eine gewisse Anzahl von Utopien versammelt sind und auch erzählt werden.
Auf der einen Seite ist da die Insel der zeitgenössischen Architektur. Sie entstand aus dem an die Architekten gerichteten Appell, der von Klimahouse in Zusammenarbeit mit der Architektengemeinschaft Südtirol vorgeschlagen wurde. Die Architekten waren eingeladen, mit einer Projektskizze zu einer gemeinsamen Überlegung zur Utopie des Wohnens beizutragen: Ideen von Städten, Gebäuden und Innenbereichen, die frei von Kontingenzzwängen sind und für eine Welt ersonnen wurden, die noch nicht ist.
Dem gegenüber steht die Insel der Geschichte der literarischen Utopie, die 1516 von More ersonnene originale Weltkarte, deren 54 Städte - bei dieser Installation - ebenso viele bedeutende Werke innerhalb des abwechslungsreichen literarischen Universums der Utopie sind. Ausgehend von der Hauptstadt Utopia (die an dem Ort liegt, an dem More sich die Hauptstadt seines utopischen Inselreichs Amauroto vorstellt), kann man die Geschichte der utopischen Literatur wie ein unbekanntes Land mit seinen Ähnlichkeiten und Unterschieden erforschen. Neben der Hauptstadt richten sich weitere neun „Städte“ – d. h. neun Schlüsseltexte – nach dieser Zusammenfassungstheorie aus und zeigen imaginäre Bauwerke, die den Sinn des Textes, dem sie entsprungen sind, erzählen möchten.

Das Publikum ist dazu eingeladen, diese Inseln auf der Suche nach ihrer eigenen Utopie zu erforschen
Projektleitung
Klimahouse

Idee und Umsetzung
il Funambolo

in Zusammenarbeit mit
Architekturstiftung Südtirol

grafische Umsetzung der Illustrationen
il Funambolo
  (Marco Furgeri, Guido Laino, Tiziana Poli) 

Planung der Installation
Arch. Ute Oberrauch

Druck
Cuccia

Material und Aufbau
Unionbau
Stühle
Plank
Beleuchtung
Selectra
Diego Speraddio
“Vorrei dare una riflessione collettiva sull’utopia dell’abitare e lo vorrei fare con la mia Tesi di Laurea che il recupero e la ridestinazione delle aree militari dismesse della città di Corinto, in Grecia attraverso una nuova caratterizzazione che ne privilegi la dimensione pubblica, rappresentativa e ambientale. L’introduzione di connessioni geometriche circolari permette di integrare l’attuale disgregazione volumetrica e il verde diviene elemento costruttivo in grado di risolvere ambientalmente e figurativamente lo spazio pubblico. Il nuovo complesso potrà essere utilizzato per il riposo, il gioco, il pranzo, fiere settimanali o altro attraverso la realizzazione di un palasport uno studentato, palazzi amministrativi, il parco urbano, aree commerciali e di primo servizio.
Con questa riprogrammazione di elementi, il complesso risulterà attrezzato in tutte le sue superfici e alla gerarchia spaziale stabilita dai volumi corrisponderà il carattere pubblico degli edifici con un forte carattere unitario, quale segnale d’identità.”
Commento
Diego Speraddio
Recupero e riqualificazione dell'area dell'ex caserma di Corinto - Kòrinthos (GR)

studio D achitettura speraddio D
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