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Iliade, XXIV Libro

Analisi e approfondimento del 24° Canto dell'Iliade.
by

Giacomo D'Auria

on 25 May 2014

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Transcript of Iliade, XXIV Libro

Iliade, XXIV Libro
Introduzione
Riassunto
Nel 24° libro dell'Iliade vengono affrontate le conseguenze della morte di Ettore: Achille, ancora terribilmente adirato per la fine di Patroclo, decide di martoriare il corpo di Ettore. L'eroe piange la propria solitudine e trascina i resti di Ettore intorno alla tomba di Patroclo mentre il corpo del principe troiano rimane miracolosamente intatto grazie alla protezione di Apollo.
Personaggi
Achille
: Figlio di Teti e Peleo, eroe indiscusso degli Achei e loro più forte guerriero. Dopo averlo straziato in preda al dolore per la morte di Patroclo, concederà il cadevere di Ettore al padre.
Personaggi Secondari
Ecuba
: Moglie di Priamo e madre di Ettore. Tenterà di persuadere il marito a non mettersi in pericolo andando nell'accampamento greco e in seguito gli consiglierà di offrire un sacrificio a Zeus.
Diverse tradizioni
Questo frammento è una delle prime testimonianze testuali dell'Iliade, poema prima concepito e trasmesso oralmente e in seguito, a partire dal VI secolo, in forma scritta.
Usi e Costumi
Brano Significativo
Lo scontro fra Achille e Ettore
La dicotomia tra i due eroi ha sempre affascinato i lettori dell'Iliade. Da una parte troviamo Ettore, colonna portante della resistenza troiana, dall'altra invece c'è Achille, invincibile guerriero Acheo che, a causa della sua ira, per poco non determinò la sconfitta di Agamennone e del suo esercito.
- Achille
Eroe acheo, Achille deve la sua parziale invulnerabilità alla sua natura di ibrido umano-divino. Da piccolo sua madre Teti lo ungeva con l'Ambrosia, bruciando le parti mortali del suo corpo, e questo gli donò la sua proverbiale forza e resistenza (secondo altre fonti fu immerso nello Stige). Solo un punto rimase vulnerabile: il suo tallone. La freccia di Paride lo colpi proprio lì, decretando la sua fine. L' intero poema ha come oggetto la sua Ira e le vicende che ne derivarono, rendendolo di fatto un sorta di punto focale dell'intera vicenda. La sua controparte è Ettore, un normale essere umano che si batte per la difesa della sua patria.
Achille
Achille, figlio di Teti
e Peleo, ha un ruolo di primissimo piano nelle vicende della Guerra di Troia. Reso invulnerabile dalla madre grazie all'Ambrosia e al fuoco (secondo altre fonti all'origine del suo potere ci sarebbe l'immersione nel fiume Stige), egli dimostra di essere più simile a un dio che ad un uomo. Sceglie di combattere
Ettore
Encliclopedie tribali
- Ecuba
- Priamo
v. 477 Entrò non visto il gran Priamo, e standogli accanto
strinse fra le sue mani i ginocchi d'Achille, baciò quella mano
tremenda, omicida, che molti figliuoli gli uccise.
Come quando grave colpa ha travolto un uomo,
che, ucciso in patria qualcuno, fugge in altro paese,
in casa d'un ricco, stupore afferra i presenti;
così Achille stupì, vedendo Priamo simile ai numi,
e anche gli altri stupirono e si guardarono in faccia.
Ma Priamo prendendo a pregare gli disse parola:
"Pensa al tuo padre, Achille pari agli dèi,
coetaneo mio, come me sulla soglia tetra della vecchiaia,
e lo tormentano forse i vicini, standogli intorno,
perché non c'è nessuno che il danno e il male allontani.[...]
Ma io sono infelice del tutto, che generai forti figli
nell'ampia Troia, e non me ne resta nessuno. [...]
v. 498 ma Ares furente ha sciolto i ginocchi di molti,
e quello che solo restava, che proteggeva la rocca e la gente,
tu ieri l'hai ucciso, mentre per la sua patria lottava,
Ettore... Per lui vengo ora alle navi dei Danai,
per riscattarlo da te, ti porto doni infiniti [...].
v. 507 Disse così, e gli fece nascere brama di piangere il padre:
allora gli prese la mano e scostò piano il vecchio;
entrambi pensavano e uno piangeva Ettore massacratore
a lungo, rannicchiandosi ai piedi d'Achille,
ma Achille piangeva il padre, e ogni tanto
anche Patroclo; s'alzava per la dimora quel pianto [...].
Il 24° Canto dell'Iliade è forse uno dei più particolari dell'intero poema. In sè racchiude diversi contrasti che ben rendono la complessità e la particolarità della psicologia umana. All'inizio troviamo un Achille "a cui nel seno nè amor del giusto nè pietà s’alberga, ma cuor selvaggio di lïon che spinto dall’ardir, dalla forza e dalla fame il gregge assalta a procacciarsi il cibo." mentre culmina con la famosa scena di Priamo e lo stesso Achille stretti nel pianto per i rispettivi lutti. In questo Libro si ha una sorta di chiasmo nei ruoli dei due in cui Priamo è padre in lutto, mentre Achille è figlio di un padre che a sua volta cadrà nella disperazione a per la morte del figlio.
per acquisire la gloria eterna, non curandosi delle conseguenze.
Egli tuttavia mostra un suo lato umano in occasione della caduta
Ettore è forse il personaggio del poema in cui possiamo maggiormente immedesimarci.
Egli non ha sangue divino che gli scorre nelle vene, nè è invulnerabile. Ettore è un uomo che cerca di difendere la sua patria e la sua famiglia, Andromaca e Astianatte. Fu lui l'artefice del ritorno di Achille: uccise Patroclo e prese le armi sottratte al Pelide dall'amico. Pagherà questo suo gesto cadendo per mano del figlio di Teti che strazierà il suo cadavere. La sua morte
determina il corso degli eventi nel 24° Libro e le sue spoglie saranno oggetto di contesa tra Achille e Priamo.
L' Iliade e l'Odissea non sono solo poemi epici: la loro importanza trascendeva quella del semplice testo letterario. Essi furono i primi compendiari della cultura Greca e la loro conoscenza fu tramandata per innumerevoli generazioni, prima oralmente e successivamente in forma scritta. Ogni aspetto della vita sociale, religiosa e privata di un individuo appartenente alla stirpe dei Greci era descritto con minuzia di particolari in questi poemi. In ogni momento, i discendenti degli
Achei potevano rivolgersi ai loro antichi antenati grazie a questi testi: in questo modo la cultura greca si preservava, l'identità di
una civiltà veniva cristallizzata e resa accessibile,
garantendo sapere, leggi e semplici insegnamenti sulla vita quotidiana e sulle tecniche belliche e agricole.
Riti Funebri
: Grazie all'Iliade ci viene fornita una precisa immagine di quelle che dovevano essere le antiche cerimonie funerarie. I riti comprendevano l'esposizione del cadavere (Próthesis) e il lamento delle donne (Góos), spesso accompagnato dalla tricotillomania. In seguito, dopo nove giorni, veniva eretta una pira e il corpo bruciato; a questo seguiva la tumulazione dell'urna contenente le ceneri. Si tenevano poi dei giochi funebri e dei bachetti per onorare il morto (come visto nel funerale di Patroclo). E' tuttavia doveroso far notare che nel Poema la grandezza delle celebrazioni è esasperata, proprio per far comprendere l'importanza degli eroi.
Riscatto e Pianto
: come abbiamo già visto con Crise e sua figlia, nella società arcaica era considerato empio e quindi punibile dagli dei colui che non onorava un riscatto. In questa occasione poi viene mostrato il comportamento da tenere riguardo ai corpi dei nemici: ogni parte ha diritto a piangere i propri morti. Lo stesso rispetto va portato alle spoglie stesse dei nemici: quando Achille strazia il cadavere di Ettore "pietà ne venne ai fortunati Eterni", cosa che, insieme al successivo intenvento degli Dei, rende chiara la natura empia dell'azione.
Priamo, in passato chiamato Podarce (Nella cosiddetta Prima guerra di Troia, espugnata la città da Eracle e ucciso Laomedonte, il giovane Priamo fu salvato dall'intercessione di sua sorella Esione al momento della divisione del bottino. Da allora venne chiamato Priamo, il riscattato, mentre fino a quel momento il suo nome fu Podarce
(il pié veloce), fu re di Troia e padre di Ettore oltre che di altri innumerevoli figli (alcune fonti ne contano 50). Sua moglie era Ecuba e un giorno ella diede alla luce il secondogenito del marito, Paride.
L'arrivo del bambino fu accompagnato da innumerevoli presagi e oscure profezie sulla distruzione della rocca di Ilio che costrinsero il Re a esporlo sul monte Ida. In seguito Paride fu riaccolto dal padre in occasione di una gara in cui Priamo lo riconobbe, segnando di consenguenza il destino della sua città e della sua gente. Nel 24° Canto, egli avrà un ruolo fondamentale: accompagnato da Hermes (per l'occasione trasformato in un mirmidone) si recherà del Pelide Achille per riottenere il cadavere del figlio e garantirgli una degna sepoltura.
Priamo prese in seconde nozze Ecuba di cui egli si era profondamente innamorato. Ella generò al marito diciannove dei cinquanta figli che Priamo ebbe in totale, tra cui Ettore, Paride, Cassandra, Eleno e il primo Polidoro. Ella fu una moglie fedele, anche se le sono attribuite alcune relazioni non proprio limpide (il che non sorprende, considerata anche l'inclinazione alla poligamia del marito).
Il matrimonio con Priamo permise ad Ecuba di affiancarlo nel governo della città e nelle esigenze dei loro sudditi. La regina, alternando alla politica l'allevamento e l'educazione dei suoi figli, si rivelò un'abile donna, anche capace di dare consigli utili al marito e alla sua numerosa prole.
Alcuni autori raccontano delle sue avventure con il dio Apollo. La divinità, delusa dall'ostinato rifiuto amoroso di una figlia di Ecuba, Cassandra, si consolò con la regina con la quale giacque per una notte.
Nel 24° Libro troviamo Ecuba fortemente preoccupata per la sorte del marito, costretto a dover andare nel campo dei
mirmidoni a negoziare per ottenere il corpo del figlio, Ettore. Non potendolo fermare, ella gli consiglia di offrire del vino a Giove, per
Priamo
: Re di Troia e padre di Ettore e Paride. Sarà lui a doversi recare nell'accampamento greco e riscattare il cadavere del figlio caduto, condividendo con Achille un momento di cordoglio che, da nemici, li unirà per un breve momento.
Ettore
: Pur essendo morto, il figlio prediletto di Troia gioca un ruolo fondamentale: attorno alle sue spoglie ruota l'intera vicenda del Canto.
di Patroclo e negli avvenimenti che seguiranno la morte di Ettore, narrati in proprio in questo Canto.
far si che lo protegga.
Patroclo
: amico di Achille, morto per mano di Ettore. La sua caduta sarà il catalizzatore per la discesa in campo del Pelide e per la morte del principe troiano.
Gli Dei
: Hermes, Era, Apollo, Zeus e Iris intervengono nel corso della Canto per facilitare la restituzione del cadavere di Ettore a Priamo.
Cassandra
: vede per prima l'arrivo del corteo funebre e avvisa, svegliandoli, tutti gli abitanti di Troia.
24° Libro dell'Iliade
Una presentazione di Giacomo D'Auria
Il sottoscritto non possiede i diritti di nessuna delle immagini che figurano in questa presentazione. Esse sono state utilizzate a scopo documentativo essendo ritenute di dominio pubblico e sono state trovate su internet. Qualora la pubblicazione non sia ritenuta consentita, il legittimo proprietario può contattarmi alla mail giacomodauria@gmail.com e io provvederò tempestivamente alla rimozione.
Disclamer
Dall'alto dell'Olimpo gli dei assistono a questo spettacolo con animo afflitto, tuttavia Era non riesce a perdonare Paride e i troiani. Ermes propone di portare via il corpo di Ettore ma nessuno fra gli dei gli risponde, Apollo allora rimprovera tutti con parole aspre, e una lite si accende tra lui ed Era. Interviene Zeus, che fa venire Teti e le dice che la condotta di suo figlio spiace agli dei: Achille deve rendere il corpo di Ettore a Priamo.
Teti si inchina agli ordini di Zeus e si allontana per andare dal figlio, così Iris, la messaggera degli dei, viene mandata a Troia, dove suggerisce a Priamo di offrire un grosso riscatto ad Achille in cambio del corpo di Ettore.
Priamo annuncia ad Ecuba la decisione che ha preso: la regina è inorridita, perché è convinta che Achille ucciderà il suo sposo, ma Priamo risponde che nulla potrebbe trattenerlo, Achille lo uccida pure, se proprio ci tiene, a lui poco importa, se prima di morire potrà stringere il corpo del figlio tra le braccia. Ciò detto, ordina ai suoi figli di radunare un tesoro e riempirne la sua biga.
Ecuba gli da una coppa d'oro, affinché il marito offra del vino a Zeus, con la speranza che questi lo faccia ritornare incolume. Per dimostrare che la preghiera del vecchio re sarà esaurita, Zeus manda la propria aquila a volare su Troia. Col cuore pieno di fiducia, Priamo si incammina con Ermes travestito da mirmidone che lo guida fino alla tenda di Achille.
Colpito dal coraggio del vecchio re, Achille tratta Priamo con rispetto: gli renderà il cadavere di suo figlio, poiché Teti glielo ha chiesto. Il comportamento del re di Troia lo commuove così tanto che quando Priamo gli dice di non aver potuto dormire dalla morte di Ettore, Achille lo persuade a riposarsi.
Tuttavia nel corso della notte Ermes sveglia Priamo poichè egli non deve riposare tra i nemici. Il re guida il corteo a Troia e Cassandra li avvista dalle mura. La figlia del re sveglia gli abitanti della città e poco dopo viene innalzato un immenso rogo funebre per Ettore, il nobile principe troiano.

L'Iliade si chiude con la descrizione dei riti funebri celebrati in onore di Ettore, che tutto il popolo piangerà per nove giorni.
Compianto di Andromaca sul corpo di Ettore, Jacques-Louis David, 1783 museo del Louvre, Parigi.
Cassandra offre una libagione ad Ettore. Kántharos attico a figure rosse, Pittore di Eretria (425-420 a.C. ca).
Jules Bastien-Lepage, Achilles and Priam
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