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GOPP- Breve guida operativa

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by

Valentina Piersanti

on 6 May 2015

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Transcript of GOPP- Breve guida operativa

Il Wokshop GOPP

Breve
guida operativa

Matrice per analisi contributo per ambito
 
A cosa serve: Ciascuno viene a conoscenza della funzione degli altri partecipanti rispetto al tema oggetto della progettazione
 
Cosa fa il facilitatore:
Invita I partecipanti a scrivere su un cartoncino il possibile contributo (esperienza, ru, potere, locali, infrastrutture, competenze, ecc.)
Li attacca e li legge o li fa leggere
Invita a scrivere l’interesse/aspettativa o anche tornaconto
Chiede se secondo I partecipanti sono assenti organizzazioni importanti, e per ciascuna l’indicazione contributo/aspettativa

Output: matrice degli attori completa
2. Sessione di analisi degli attori-chiave
Definizione dell'entità
Analisi degli attori-chiave
Analisi dei problemi
Analisi degli obiettivi
Individuazione ambiti di intervento (clustering)
Le sessioni GOPP - La fase di analisi
 
I tipi di progetto a cui si fa riferimento nella metodologia GOPP:
Sono multi-attore
Sono destinati a creare benefici anche dopo la chiusura del progetto
Sono composti di più azioni (progetti integrati)
Seguiti costantemente durante tutto il loro ciclo
Il reale raggiungimento dei risultati attesi è oggetto di verifica
Progetto
Il facilitatore
Quali benefici e quali servzi il nostro progetto può produrre e per chi?
Quali attività si dovranno realizzare per fornire questi servizi?
Quali condizioni esterne al progetto dovranno realizarsi perchè il progetto raggiunga i suoi obiettivi?

A cosa serve: condividere un’idea chiara e definita del progetto
 
Cosa fa il facilitatore:
Introduce e spiega I livelli del quadro logico
Chiede quale tra gli obiettivi può essere considerato lo scopo del progetto
Verifica che ci sia consenso e lo posiziona nella matrice
Chiede di identificare I risultati
Individua e posizione Fuori dalla matricegli obiettivi che sono da considerare ipotesi/ condizioni esterne
Verifica attraverso l’algoritmo le condizioni da inserire in matrice
Per ciascun risultato invita il gruppo a definire le attività affinchè questo si realizzi

Output: quadro logico completato
 
7. Sessione di definizione della logica di intervento e analisi del rischio
A cosa serve: giungere a una visione approfondita delle singole priorità e interessi; individuare gli ambiti su cui avviare la progettazione
 
Cosa fa il facilitatore:
Invita a scrivere su cartoncino il contributo che essi intendo apportare al massimo sulla metà degli interventi
Chiede a ciascuno di spiegare nel concreto quanto scritto
Chiede di spiegare perchè hanno scelto quegli ambiti
Porta il gruppo a decidere su quali ambiti concentrare il progetto

Output: matrice che illustra I contributi di ciascuno per ambito
6. Sessione di scelta degli ambiti di intervento
scelta degli ambiti di intervento (scoping)
definizione della logica di intervento
analisi del rischio
Le sessioni GOPP - La fase di progettazione
A cosa serve: individuare gli ambiti di intervento esistenti nella loro visione futura
 
Cosa fa il facilitatore:
Invita il gruppo a clusterizzare gli obiettivi affini. Quali obiettivi possono essere raggiunti mettendo in campo le stesse competenze tecnico-professionali
Tratteggia in blu l’area del cluster individuato
Chiede come va denominata e lo segna su cartoncino rosso

Normalmente solo le cause in basso sono clusterizzabili

Output: obiettivi racchiusi in aree tratteggiate
5. Sessione di identificazione degli ambiti di intervento
A cosa serve: condividere una visione della situazione futura
 
Cosa fa il facilitatore:
Illustra la pratica di trasformazione da problema a obiettivo
Chiede di riformulare in positivo I problemi, cosa ci auspichiamo in futuro?
Verifica che ci sia consenso sulla riformulazione
Chiede di scriverlo sul cartoncino verde
Sovrappone il cartoncino verde a quello giallo
Verifica la validità dei nessi causa-effetto

È utile che gli obiettivi siano formulati usando il participio passato

Output: Albero degli obiettivi
4. Sessione di analisi degli obiettivi
B. “chiarimento dei problemi espressi”
Facilita la fase di Chiarimento/discussione
Legge uno a uno e chiede se è chiaro e chi lo vuole spiegare, se necessario fa riformula al gruppo I prob. Poco chiari e unisce problemi simili

C. “gerarchizzazione”
Introduce e spiega la gerarchizzazione
Chiede di selezionare 1 prob. Con molte cause e pochi effetti, un possibile “effetto finale” dell’albero, lo posiziona in alto a sinistra
Chiede di individuarne le cause e così finchè non arriva alla costruzione dell’albero
Verifica la correttezza dei nessi con il gruppo
Traccia le linee di connessione

Output: Albero dei problemi
A cosa serve: Condividere l’analisi della situazione di un determinato settore, territorio o tema
 
Cosa fa il facilitatore:
A. “identificazione dei problemi”
Spiega la logica che sta dietro alla costruzione dell’albero dei problemi (identificazione e gerarchizzazione in logica causa effetto)
Chiede a ciascun partecipante di scrivere 3 problemi 1 su un cartoncino giallo (grande e stampatello)
Li prende e li attacca sul lato destro in colonne
Legge tutti i cartoncini per avere un quadro generale
3. Sessione di analisi dei problemi
 
A cosa serve: condividere l’obiettivo dell’incontro
 
Cosa fa il facilitatore:
Presenta l’obiettivo e l’agenda dei lavori e lo segna sulla lavagna
Propone un rapido giro di presentazione
Segna sulla lavagna nomi e aspettative
Chiede conferma sull’iteresse rispetto all’obiettivo e al tema individuato

Output: Un pannello con le aspettative e un foglio con l’obiettivo del workshop
1. Sessione introduttiva
10 fogli (1X1,5 MT) di carta da pacchi marrone
100 cartoncini (10X21 CM) di colore giallo
100 cartoncini (10X21 CM) di colore verde
100 cartoncini (10X21 CM) di colore rosso
100 cartoncini (10X21 CM) di colore blu
30 pennarelli neri a tratto grosso
5 pennarelli rossi e blu
Un rotolo di scotch carta
Colla riposizionabile spray
Materiali necessari
Per Stakeholders si intendono tutti quei soggetti, che in qualsiasi modo, verrano a contatto con il progetto. Non solo quindi come parti attive ma anche come beneficiari del progetto stesso.
Una ampia e completa analisi delle aspettative e delle idee che ogni stakeholder ha in relazione al progetto diventa strumento indispensabile per la buona riuscita dello stesso.
Stakeholders
 Il GOPP prevede l’organizzazione di un workshop di progettazione partecipativa funzionale alla fase di individuazione e progettazione di massima.

Durata: 2/3 giorni full time

N. Partecianti ideale: max 15

Obiettivo: definire una matrice di progettazione in cui l’idea progettuale e’ sviluppata in tutti gli elementi fondamentali (obiettivi generali, scopo, risultati, attivita’, rischi, prerequisiti)


Output: schema progettuale condiviso
Workshop
è un consulente “di processo”
sa ascoltare,permette a tutti di esprimersi e
aiuta il gruppo di lavoro a progredire
è un animatore-moderatore esterno che è neutrale rispetto al tema in discussione
non impone il suo punto di vista
non prospetta
soluzioni che devono essere individuate dagli attori-chiave
Metodologia di progettazione orientata agli obiettivi 
E’ un metodo di lavoro di gruppo con cui un facilitatore neutrale conduce incontri di lavoro (workshop) in cui gli attori-chiave di un progetto intervengono in maniera partecipativa nei diversi momenti del suo ciclo di vita.
Durante il Gopp il facilitatore applica una procedura di lavoro strutturata e utilizza tecniche efficaci e innovative di comunicazione interpersonale e di visualizzazione.
Il metodo
A cosa serve:
Riflessione condivisa sui risultati del workshop

Cosa fa il facilitatore:
Invita I partecipanti a scrivere su un cartoncino le tre cose meno positive e su un altro le tre che più l’hanno soddisfatto
Giro di tavolo di lettura e commento delle cose scritte
8. Sessione conclusiva
Alcune accortezze nell'uso
dei post-it
SCRIVERE NON
PIU’ DI TRE
RIGHE
SCRIVERE UN
SOLO PROBLEMA
PER OGNI
CARTONCINO
SCRIVERE
GRANDE E IN
STAMPATELLO
Entriamo nel vivo...
Il setting dell’aula
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