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Bernini, Borromini e Pietro da Cortona

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by

Barbara Neri

on 4 December 2018

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Transcript of Bernini, Borromini e Pietro da Cortona

Il BAROCCO: gli artisti

ARTISTI DEL BAROCCO
PIETRO da CORTONA 1596-1669
GIAN LORENZO BERNINI
:
scultore, architetto, pittore


FRANCESCO BORROMINI
:
architetto

PIETRO DA CORTONA
:
pittore e architetto

Figlio di uno scultore tardo manierista di nome Pietro,
Gian Lorenzo Bernini (1598-1680)
si dedicò precocemente alla scultura, divenendo ben presto il principale protagonista della vita artistica romana. A Roma, infatti, si svolse tutta la sua vita artistica, quasi sempre al servizio della corte papale. È lui senz’altro l’artista che più contribuì a diffondere in ambiente romano lo stile barocco.
G.L.BERNINI
Appena ventenne realizzò quattro importanti gruppi scultorei per il cardinale Scipione Borghese:
«Enea e Anchise», il «Ratto di Proserpina», «David» e «Apollo e Dafne».
Nel 1623, a soli venticinque anni, venne chiamato alla corte pontificia da Urbano VIII, appena eletto papa, che l’anno successivo gli commissionò il
baldacchino bronzeo per la basilica di San Pietro.
Inizia così la sua attività in San Pietro che si concluse con una delle sue opere più mirabili in campo architettonico: la realizzazione del
colonnato ellittico che definisce la piazza antistante la basilica.
APOLLO E DAFNE

1622-1625 - marmo di Carrara - cm 243 Roma, Galleria Borghese
La storia rappresentata riprende
il mito di Dafne
, la fanciulla che per sfuggire ad Apollo, innamoratosi di lei, per una freccia scagliata da Eros, chiese aiuto al padre Peneo che la trasformò in pianta di alloro.


Bernini
crea una messa in
scena teatrale
nella quale l'occhio dello spettatore segue lo sviluppo della trasformazione: Apollo dopo la corsa ha raggiunto l'amata.
Il volto di Dafne
è contratto in un grido sordo e spezzato, la natura umana la sta abbandonando: le mani divengono rami, le chiome si fanno fronde, le dita dei piedi radici, la pelle corteccia. Bernini rende il
senso di movimento nello spazio
attraverso lo studio sapiente della posizione dei due corpi: Apollo poggia interamente sulla gamba destra mentre Dafne, per scappare, si porta con uno slancio in avanti.
IL RATTO DI PROSERPINA 1621-22
1646-51
Chiesa di Santa Maria della Vittoria-
CAPPELLA CORNARO
Marmo di Carrara e bronzo dorato cm.350
- La Santa attraverso l’estasi raggiunge l’unione mistica con Cristo.
- Bernini sospende la figura della santa su un masso a forma di nuvola la cui base, arretrata e più scura, risulta a prima vista invisibile, così che il marmo della nuvola sembra sia sospeso in aria.
Ma ciò che dà il maggior effetto scenogra-
fico è la luce.
- Bernini, dietro il gruppo scultoreo, crea una piccola abside emiciclica, che fuoriesce dal perimetro della chiesa e in sommità apre una finestrella dalla quale entra un fascio di luce che illumina direttamente il gruppo scultoreo.
raggi di luce = presenza divina
- Un angelo, con una freccia sta per trafiggerle il cuore (
transverberazione
)
Colonnato di San Pietro - 1657

Si configura come un vero e proprio intervento urbanistico.
Venne commissionato al Bernini nel 1657 da papa Alessandro VII.
Una vasta
piazza di
forma ellittica
è delimitata da un colonnato formato da
284 colonne e da 88 pilastri
disposti su quattro file.
A coronamento del colonnato, sorretto da
capitelli di
ordine tuscanico
, vi è uno spesso
architrave sormontato da una cornice marmorea.
La
copertura è a capanna
, come nei templi classici, ma in prossimità della gronda si erge una
massiccia balaustra
sulla quale sono collocate, rivolte simbolicamente verso la piazza,
162 gigantesche statue di santi.
Il colonnato si congiunge alla facciata della basilica vaticana grazie a
due ali laterali
vistosamente divergenti.
Quattro
colonne tortili in bronzo

riempite di calcestruzzo
Ogni colonna è costituita da tre
rocchi
incastrati e sovrapposti
Capitelli compositi
Trabeazione concava
BALDACCHINO DI SAN PIETRO 1624-33
per volere di Papa Urbano VIII
Piedistalli a marmi colorati
Su ogni colonna decorazioni di rami di
alloro
(gloria),
lucertole
(resurrezione),
api
(stemma araldico della fam.Barberini)
Pendoni in bonzo
(come un tessuto)
Quattro
volute
sagomate a dorso di delfino
che partono dai piedi di quattro angeli
La copertura fatta in collaborazione con il Borromini
Glogo dorato sormontato da croce
Scanalature elicoidali
Il bronzo utilizzato venne fuso dal rivestimento in bronzo della cupola del Pantheon
Altezza totale 28m.
Colonne 11m.
ESTASI DI SANTA TERESA
PIANTA DELLA BASILICA e della PIAZZA
Architetto e sculture svizzero, il cui vero nome era Francesco Castelli, il
Borromini nasce il 25 settembre 1599 a Bissone, in Ticino, e muore suicida a Roma il 3 agosto 1667.

Dapprima scalpellino come il padre, lascia la Svizzera in tenera età e
si trasferisce a Milano, dove impara il disegno e la scultura.

Nel 1619 parte per Roma e vi resta per sempre
. Lavora dapprima alla Basilica di San Pietro come scultore ornamentale, sotto la direzione di Carlo Maderno.

La Città eterna gli apre degli ottimi orizzonti, ma gli mette sul suo cammino un
rivale di alto livello: il Bernini.

Nel 1634 realizza la sua prima opera personale: la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, detta il San Carlino
. La sua fama cresce e Francesco Borromini dirige numerosi cantieri. Gli vengono in particolare affidati importanti lavori di trasformazione della basilica di San Giovanni in Laterano e la costruzione dell’Oratorio dei Padri Filippini.

Depressivo, nell’estate 1667 mette fine ai suoi giorni gettandosi contro una spada. È sepolto nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini a Roma.

FRANCESCO BORROMINI
Depresso ,
Grande disegnatore e amante della cultura, la sua architettura è caratterizzata da
soluzioni spaziali raffinate e dalla forte illusione prospettica;
sia negli interni che nelle facciate emerge come carattere principale l'
ondulazione delle pareti
, resa più evidente dall'uso dell'ordine architettonico.
DISEGNI di ARCHITETTURA
Con il
BORROMINI
nasce il concetto di -
SPECIALIZZAZIONE
- cioè dedito ad una sola arte, contrario quindi a quanto era il
BERNINI
cioè "
ARTISTA UNIVERSALE"
(dedito a tutte le arti, concetto ancora pienamente rinascimentale)
OPERE del BORROMINI
:
- CHIESA DI SAN CARLO ALLE QUATTRO FONTANE (San Carlino) e relativo CHIOSTRO - Roma -
- CHIESA DI SANT' IVO ALLA SAPIENZA
- Roma -
- Scalone di Palazzo Barberini
- Roma -
CHIOSTRO
FACCIATA
INTERNO
angoliconvessi
-
Pianta quasi rettangolare (ottagonale, ma non regolare
), con angoli smussati, doppio ordine di
colonne tuscaniche
: ordine inferiore, con abaco prolungato che sostiene muratura o arco, ordine superiore con colonne trabeate.
- Nella parte inferiore : angoli smussati con muratura
CONVESSA
, ordine superiore: trabeazione rettilinea
angoliconvessi
La cupola ovale è decorata con un cassettonato a croci, esagoni e ottagoni con forte effetto plastico.
ABSIDI LOBATE
PROGETTAZIONE PER SCHEMI GEOMETRICI
NICCHIE
La costruzione parte da DUE TRIANGOLI che formano una stella a sei punte.
La pianta della Chiesa ha la stessa forma della cupola.
Cortile preesistente con una parete curva
Dalla cupola con facce convesse si innesta la LANTERNA, a facce concave separate da colonne binate sormontate da trabeazione e da candelabre fiammanti. La forma della lanterna è straordinariamente a ELICA che va a restringersi verso l'alto (crea un forte senso di movimento).
Sulla sommità lingue di fuoco, con archetti metallici sovrastati da una palla e da una croce
ABSIDI LOBATE
PROGETTAZIONE PER SCHEMI GEOMETRICI
NICCHIE
La costruzione parte da DUE TRIANGOLI che formano una stella a sei punte.
La pianta della Chiesa ha la stessa forma della cupola.
Dalla cupola con facce convesse si innesta la LANTERNA, a facce concave separate da colonne binate sormontate da trabeazione e da candelabre fiammanti. La forma della lanterna è straordinariamente a ELICA che va a restringersi verso l'alto (crea un forte senso di movimento).
Sulla sommità lingue di fuoco, con archetti metallici sovrastati da una palla e da una croce
A sinistra del porticato, si apre la Scala monumentale, del Bernini, che rispecchia la tipologia classica cinquecentesca detta a "pozzo quadrato" con un effetto luministico spettacolare che ben si può riferire alla sensibilità e all'ideale artistico di Bernini.

A destra del porticato, la scala a chiocciola elicoidale del Borromini, immetteva ai locali adibiti dal cardinal Francesco a biblioteca. La scala si snoda intorno ad un vano ellittico con estrema leggerezza.
PALAZZO BARBERINI: le due scale (Bernini e Borromini)
MITO CLASSICO IN CHIAVE BAROCCA
L'affresco è inserito sulla volta del salone principale e rappresenta l'apoteosi della fam.Barberini.
- Illusionistica cornice monocroma sorretta da ignudi (stile classicheggiante) che sorreggono quattro medaglioni con episodi di storia romana.
Trionfo della Divina Provvidenza-Pietro da Cortona - 1632/39 Affresco - Palazzo Barberini- ROMA
- Le figure fluttuano nello spazio
1 - La DIVINA PROVVIDENZA
con il braccio destro teso, indica il trionfo della religione e del papato e con la mano sinistra tiene lo scettro che governa il tempo.
1
2
3
2
- CRONO, Il Tempo
3
- L' IMMORTALITA' porta una corona di stelle in onore del Papa.
La Divina Provvidenza è accompagnata dalle altre Virtù: Giustizia, Misericordia, Eternità e Verità .
Sulle altre pareti della volta, altri quattro episodi allegorici
La figura femminile rappresenta
l'Eternità,
(figura allegorica che rappresenta una delle quattro VIRTU'
) che incorona lo stemma della fam.Barberini
(famiglia del papa Urbano VIII), rappresentato dalle tre api dorate dentro alla corona d'alloro (gloria).

1
1
1
1
: le tre donne rappresentano la FEDE la Speranza e la CARITA' che sorreggono la corona di alloro
2
2
: L'Eternità simboleggia Roma e tiene la tiara papale(copricapo), sulle
chiavi d'oro (la religione)
.
3
3
: le api rappresentano lo stemma dei Barberini
Progetto originale dove un altro braccio di colonnato doveva chiudere il giro della piazza.
Pittore ed Architetto
Il momento di maggior PATHOS è nell'attimo dell'azione
CLASSICITA' nell'ARMONIA delle proporzioni e fantasia e libertà espressiva nel MOVIMENTO
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