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Busto di Publio Virgilio Marone
Publio Virgilio Marone nasce nel 70 a.C. a Mantova.
Frequenta la scuola di grammatica a Cremona, la scuola di Milano e successivamente la scuola di retorica a Roma; compone la prima raccolta di poesie, le Bucoliche, tra i 28 e i 31 anni. Quest’opera lo farà entrare nel circolo di Mecenate, il gruppo di poeti e intellettuali al servizio del princeps di Roma Ottaviano Augusto. Dopo la sua seconda opera, le Georgiche, Virgilio si dedica alla sua opera più impegnativa, l’Eneide, composizione che acclama, esalta e rispecchia debolezze e instabilità dell’Impero Romano. Virgilio per perfezionare al meglio la figura di Enea, protagonista dell’Eneide, intraprende un viaggio in Grecia, durante il quale si ammala; tenta di tornare a casa però la febbre peggiora, a quel punto decide di chiedere agli amici di bruciare l’Eneide da lui ritenuta incompleta ma, per intervento di Augusto, l’opera viene salvata.
Muore a Brindisi, nel 19 a.C., a cinquantuno anni, lasciando l’Eneide priva della revisione finale.
Tomba di Virgilio, Napoli
Publio Virgilio Marone
Davide Zotti e Andrea De Renzo
In sogno, durante una sosta in Sicilia, compare l’ombra di suo padre Anchise il quale dice a Enea di recarsi a Cuma per scendere negli Inferi e conoscere il proprio futuro. Enea grazie all’aiuto della sacerdotessa di Apollo, Sibilla, riesce ad accedere agli Inferi. Lì Enea si avvicina ai Campi del Pianto dove incontra l'ombra di Didone.
Fabrizio Bottalico
Creusa si perde nella notte della caduta di Troia. Enea riempie di richiami le strade per ricercare la moglie quando scorge la sua ombra. L’eroe tace per l’orrore, i capelli ispidi sul capo. Creusa parla riferendo ad Enea che lei non può venire con lui per volontà degli dèi, poiché assunta in cielo per servire Cibele, la Grande Madre. In un toccante addio, l’ombra della donna ripone in Enea il suo amore per il figliolo Ascanio. Enea protende le braccia per abbracciare Creusa, ma per tre volte egli stringe aria e l'ombra di Creusa scompare in un soffio di vento. (Libro II)
Fabrizio Bottalico
Dopo lo scontro tra Paride e Menelao, Pandaro che si trova sul carro con Enea, viene ucciso da Diomede, uno dei principali eroi achei. Successivamente Enea lascia incustodito il carro per difendere l’amico e affronta Diomede che gli scaglia un masso contro. Il guerriero troiano in fin di morte, viene salvato dalla madre che colpita da Diomede scappa. Apollo scende in soccorso portando Enea nel suo tempio, e al suo posto combatte un fantasma con le sue sembianze.
Federico Ventura
La notte in cui i Greci hanno attaccato Troia tramite l’inganno del cavallo, Ettore appare in sogno ad Enea che gli annuncia la caduta della città. Durante l’incendio, cerca di difendere i propri compagni ma dopo aver capito che tutto è perduto, fugge portando con sé suo padre Anchise, il figlio Ascanio e la moglie Creusa, che muore durante la fuga e successivamente appare agli occhi del marito sotto forma di fantasma rivelando il suo destino.
Federico Ventura
Raffaello Filograno
La scena raffigura l'incontro dell'eroe, accompagnato dal suo compagno Acate, con la madre Venere in veste di cacciatrice, la quale appare al figlio appena sbarcato in Africa per annunciargli il prossimo incontro
con Didone e il loro nascente amore.
Raffaello Filograno
Il fatto raccontato non è reale, e per la precisione è tratto dal testo dell'Eneide di
Virgilio: la scena rappresentata vede sulla sinistra la regina Didone, la quale sta
dando il via ai lavori per la costruzione della fiorente città di Cartagine; spostando lo
sguardo sulla sinistra, proprio accanto a Didone, è possibile scorgere un uomo con
l’armatura, identificato quasi certamente con la figura di Enea, protagonista
dell’opera ed amante della regina. Oltre a questo, è possibile notare sull’altro lato
del fiume, sul lato destro della composizione, la tomba del defunto marito di
Didone, Sicheo, che potrebbe alludere al tragico futuro della città; nel contempo,
poco più giù rispetto alla donna protagonista, si scorgono tre bambini che giocano
con una barca di carta: anche questo potrebbe essere un simbolo che ricorda la
leggendaria flotta cartaginese, estremamente distruttiva ma anche non molto
resistente. Al centro della composizione domina una forte luce proveniente dal Sole, che
sembra quasi irraggiare tutta la scena, rendendo visibile quasi tutto il panorama:
essendoci stata l’eruzione del Monte Tambora proprio in quell’anno, probabilmente
Turner ha studiato la forte luminosità generata da questo evento e l’ha riportata
all’interno di questo ed anche altri lavori.
Jacopo Lamacchia
Didone ancora non sa che non sarà la sposa predestinata di Enea. Ma, ormai, la passione non le dà tregua: la regina infatti, da tempo piegata da un vivo desiderio verso l’amato Enea, porta nelle sue vene le ferite e si strugge della segreta fiamma dell’ardore che nutre per lui. Didone non è felice, piegata da profondo tormento, soffre per quella malattia chiamata Amore.
Luca Greco
Luca Greco
Jacopo Lamacchia
Enea e Didone durante un Banchetto
Didone durante il banchetto chiede ad Enea se può prendere tra le braccia il piccolo Iulo Ascanio, e mentre è concentrata a sentire le peripezie dell’ eroe, viene trafitta dalla freccia di Cupido; la regina, in quel momento, sente un fuoco dentro di lei che la consuma e capisce di essere innamorata di Enea.
Morris Frisone
Durante il banchetto in suo onore Enea, pregato dalla regina Didone e reprimendo il dolore che lo angoscia, comincia a narrare la caduta della città.
Davide Ancora
Il quadro ritrae Enea e Didone in una grotta, dove si rifugiano quando all’improvviso, durante una battuta di caccia, scoppia una tempesta.
Riccardo Cardinale
Durante una battuta di caccia si sono dovuti riparare, a causa di una tempesta, in una grotta dove si scambiarono il loro amore.
Morris Frisone
Davide Ancora
Enea è costretto ad abbandonare l’amata per la pietas nei confronti degli Dei: il Fato gli impone di giungere nel Lazio dove darà origine alla stirpe che fonderà Roma.
Davide Ancora
Il suicidio di Didone
Il Secondo quadro rappresenta invece (in maniera molto teatrale) il suicidio di Didone dopo aver ricevuto la notizia della partenza di Enea, e quindi l'addio al suo amato.
Riccardo Cardinale
Morris Frisone
L’ultimo incontro di Enea con Didone avviene negli Inferi, dove ci sono le anime di coloro che sono morti a causa delle loro passioni.
Davide Ancora
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Lavoro svolto da:
Nicola Daniele, Enrico Lomonaco, Fabrizio Bottalico, Federico Ventura, Andrea De Renzo, Raffaello Filograno, Riccardo Cardinale, Davide Zotti, Davide Ancora, Jacopo Lamacchia, Morris Frisone e Luca Greco.