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L'Eneide

Busto di Publio Virgilio Marone

Publio Virgilio Marone nasce nel 70 a.C. a Mantova.

Frequenta la scuola di grammatica a Cremona, la scuola di Milano e successivamente la scuola di retorica a Roma; compone la prima raccolta di poesie, le Bucoliche, tra i 28 e i 31 anni. Quest’opera lo farà entrare nel circolo di Mecenate, il gruppo di poeti e intellettuali al servizio del princeps di Roma Ottaviano Augusto. Dopo la sua seconda opera, le Georgiche, Virgilio si dedica alla sua opera più impegnativa, l’Eneide, composizione che acclama, esalta e rispecchia debolezze e instabilità dell’Impero Romano. Virgilio per perfezionare al meglio la figura di Enea, protagonista dell’Eneide, intraprende un viaggio in Grecia, durante il quale si ammala; tenta di tornare a casa però la febbre peggiora, a quel punto decide di chiedere agli amici di bruciare l’Eneide da lui ritenuta incompleta ma, per intervento di Augusto, l’opera viene salvata.

Muore a Brindisi, nel 19 a.C., a cinquantuno anni, lasciando l’Eneide priva della revisione finale.

L'autore

Tomba di Virgilio, Napoli

L’Eneide è un poema diviso in dodici libri che narra le vicende dell’eroe troiano Enea, che abbandona la sua terra natia e arriva nel Lazio, dove fonda una comunità che sarà all’origine di Roma e del popolo romano. 

Il poema inizia con Enea che fugge dalla città di Troia, oramai distrutta dalle fiamme, e approda sulle coste dell'Africa, dove lo accoglie la regina di Cartagine, Didone. In quattro giorni i due si innamorano perdutamente per volere della dea Venere, madre del protagonista. Enea però, dopo essere stato richiamato da Giove per ricordargli di portare a termine la missione a lui affidata, è costretto a ripartire e Didone, per il dolore, si uccide.

Enea approda prima in Sicilia e poi a Cuma e, consultando la Sibilla, decide di scendere negli inferi con lei, dove il padre Anchise gli preannuncia il grandioso destino che avrebbe avuto nel Lazio.

Arrivato, stringe un patto con il re Latino, chiedendogli la mano di sua figlia Lavinia. Questo sarà l'inizio di un grande conflitto tra Latini e Troiani nel quale gli dèi decidono di lasciare tutto in mano al destino; la guerra si concluderà infatti con la vittoria di Enea.

SINTESI DELL’ENEIDE

Publio Virgilio Marone

Davide Zotti e Andrea De Renzo

La discesa di Enea negli inferi

Enea

In sogno, durante una sosta in Sicilia, compare l’ombra di suo padre Anchise il quale dice a Enea di recarsi a Cuma per scendere negli Inferi e conoscere il proprio futuro. Enea grazie all’aiuto della sacerdotessa di Apollo, Sibilla, riesce ad accedere agli Inferi. Lì Enea si avvicina ai Campi del Pianto dove incontra l'ombra di Didone.

Fabrizio Bottalico

Creusa si perde nella notte della caduta di Troia. Enea riempie di richiami le strade per ricercare la moglie quando scorge la sua ombra. L’eroe tace per l’orrore, i capelli ispidi sul capo. Creusa parla riferendo ad Enea che lei non può venire con lui per volontà degli dèi, poiché assunta in cielo per servire Cibele, la Grande Madre. In un toccante addio, l’ombra della donna ripone in Enea il suo amore per il figliolo Ascanio. Enea protende le braccia per abbracciare Creusa, ma per tre volte egli stringe aria e l'ombra di Creusa scompare in un soffio di vento. (Libro II)

Enea e Creusa

Fabrizio Bottalico

Dopo lo scontro tra Paride e Menelao, Pandaro che si trova sul carro con Enea, viene ucciso da Diomede, uno dei principali eroi achei. Successivamente Enea lascia incustodito il carro per difendere l’amico e affronta Diomede che gli scaglia un masso contro. Il guerriero troiano in fin di morte, viene salvato dalla madre che colpita da Diomede scappa. Apollo scende in soccorso portando Enea nel suo tempio, e al suo posto combatte un fantasma con le sue sembianze.

Enea contro Diomede

Federico Ventura

La notte in cui i Greci hanno attaccato Troia tramite l’inganno del cavallo, Ettore appare in sogno ad Enea che gli annuncia la caduta della città. Durante l’incendio, cerca di difendere i propri compagni ma dopo aver capito che tutto è perduto, fugge portando con sé suo padre Anchise, il figlio Ascanio e la moglie Creusa, che muore durante la fuga e successivamente appare agli occhi del marito sotto forma di fantasma rivelando il suo destino.

La Pietas e l'eroismo di Enea

Federico Ventura

Questo episodio è tratto dall'ultimo libro dell'Eneide in cui viene narrato il duello finale tra Enea e Turno.

Nel passo entrambi i guerrieri si contendono le nozze con Lavinia, la figlia del vecchio re del Lazio, Latino, aspirando allo stesso tempo al trono.

Il duello di Enea e Turno

Raffaello Filograno

La scena raffigura l'incontro dell'eroe, accompagnato dal suo compagno Acate, con la madre Venere in veste di cacciatrice, la quale appare al figlio appena sbarcato in Africa per annunciargli il prossimo incontro

con Didone e il loro nascente amore.

Venere appare ad Enea in veste di cacciatrice

Raffaello Filograno

Il fatto raccontato non è reale, e per la precisione è tratto dal testo dell'Eneide di

Virgilio: la scena rappresentata vede sulla sinistra la regina Didone, la quale sta

dando il via ai lavori per la costruzione della fiorente città di Cartagine; spostando lo

sguardo sulla sinistra, proprio accanto a Didone, è possibile scorgere un uomo con

l’armatura, identificato quasi certamente con la figura di Enea, protagonista

dell’opera ed amante della regina. Oltre a questo, è possibile notare sull’altro lato

del fiume, sul lato destro della composizione, la tomba del defunto marito di

Didone, Sicheo, che potrebbe alludere al tragico futuro della città; nel contempo,

poco più giù rispetto alla donna protagonista, si scorgono tre bambini che giocano

con una barca di carta: anche questo potrebbe essere un simbolo che ricorda la

leggendaria flotta cartaginese, estremamente distruttiva ma anche non molto

resistente. Al centro della composizione domina una forte luce proveniente dal Sole, che

sembra quasi irraggiare tutta la scena, rendendo visibile quasi tutto il panorama:

essendoci stata l’eruzione del Monte Tambora proprio in quell’anno, probabilmente

Turner ha studiato la forte luminosità generata da questo evento e l’ha riportata

all’interno di questo ed anche altri lavori.

Didone

Jacopo Lamacchia

Didone ancora non sa che non sarà la sposa predestinata di Enea. Ma, ormai, la passione non le dà tregua: la regina infatti, da tempo piegata da un vivo desiderio verso l’amato Enea, porta nelle sue vene le ferite e si strugge della segreta fiamma dell’ardore che nutre per lui. Didone non è felice, piegata da profondo tormento, soffre per quella malattia chiamata Amore.

L'illusione

di Didone

Luca Greco

La figura di Didone è percorsa da emozioni fortissime: in lei si agitano il dolore per l’amore deluso, il rimorso per aver affidato la sua felicità e la cura del suo popolo ad un uomo che l’ha tradita, l’odio e il desiderio di vendetta per il torto subito. La reazione della regina all’abbandono del su amato è scomposta, i tratti del suo viso sono alterati dalla passione, i suoi gesti sembrano folli. Prova vergogna per la dignità inutilmente sacrificata per Enea.

Le emozioni di Didone

Luca Greco

Il soggetto del quadro si basa sul poema Eneide di Virgilio. Enea, difensore di Troia, abbandonata la città in fiamme, nelle sue peregrinazioni approda a Cartagine dove incontra la regina Didone, che si innamora appassionatamente di lui. Tuttavia, seguendo il comando di Giove, Enea ha dovuto lasciare Cartagine, e allora presa dalla disperazione Didone si suicida. Didone viene raffigurata nell'istante in cui si dà alle fiamme. Nella zona destra dell'opera sono raffigurati Enea e Jarba il re di Libia respinto da Didone. Per accentuare l'espressività emotiva della scena, Tiepolo rappresenta Enea mentre assiste alla morte di Didone. Le austere linee rette delle colonne doriche sembrano evidenziare il pathos e la dinamica tensione nella zona sinistra della composizione. Nella pittura quasi monocroma si colgono delicatissime sfumature di tonalità lilla, brune, verdi, azzurro chiaro, rosa e giallo-ambra, che si addensano e acquistano il proprio vertice di intensità nelle vesti di Didone ed Enea.

La morte di Didone

Jacopo Lamacchia

Enea e Didone durante un Banchetto

Didone durante il banchetto chiede ad Enea se può prendere tra le braccia il piccolo Iulo Ascanio, e mentre è concentrata a sentire le peripezie dell’ eroe, viene trafitta dalla freccia di Cupido; la regina, in quel momento, sente un fuoco dentro di lei che la consuma e capisce di essere innamorata di Enea.

Enea e Didone

Morris Frisone

Durante il banchetto in suo onore Enea, pregato dalla regina Didone e reprimendo il dolore che lo angoscia, comincia a narrare la caduta della città.

Davide Ancora

Il quadro ritrae Enea e Didone in una grotta, dove si rifugiano quando all’improvviso, durante una battuta di caccia, scoppia una tempesta.

Riccardo Cardinale

Enea e Didone nella grotta

Durante una battuta di caccia si sono dovuti riparare, a causa di una tempesta, in una grotta dove si scambiarono il loro amore.

Morris Frisone

Un amore crudele e ingiusto che consuma, in tutta la sua ferocia, i

due personaggi che sono vittime del capriccio del Fato.

L'amore impossibile tra Enea e Didone

Davide Ancora

Enea è costretto ad abbandonare l’amata per la pietas nei confronti degli Dei: il Fato gli impone di giungere nel Lazio dove darà origine alla stirpe che fonderà Roma.

La partenza di Enea da Cartagine

Davide Ancora

Il suicidio di Didone

Il Secondo quadro rappresenta invece (in maniera molto teatrale) il suicidio di Didone dopo aver ricevuto la notizia della partenza di Enea, e quindi l'addio al suo amato.

Riccardo Cardinale

Il libro VI dell’Eneide ha il suo epilogo negli Inferi, dove Enea è disceso per incontrare il padre Anchise. Durante la discesa, prima di arrivare ai Campi Elisi, Enea attraversa i Campi del Pianto (riservati ai suicidi per amore).

Tra le anime che si trovano in questa selva Enea scorge Didone e prendendo coscienza della sua morte inizia a piangere e a rivolgerle dolci parole.

Enea e Didone negli Inferi

Morris Frisone

L’ultimo incontro di Enea con Didone avviene negli Inferi, dove

ci sono le anime di coloro che sono morti a causa delle loro

passioni.

L’ultimo incontro di Enea con Didone avviene negli Inferi, dove ci sono le anime di coloro che sono morti a causa delle loro passioni.

L'ultimo incontro

Davide Ancora

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Sitologia

Lavoro svolto da:

Nicola Daniele, Enrico Lomonaco, Fabrizio Bottalico, Federico Ventura, Andrea De Renzo, Raffaello Filograno, Riccardo Cardinale, Davide Zotti, Davide Ancora, Jacopo Lamacchia, Morris Frisone e Luca Greco.

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