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Transcript

Il pianto solitario

Properzio e l'elegia

Properzio

  • Nasce ad Assisi nel 47 a.C. e muore a Roma dopo il 16 a.C.;

  • 30 a.C. si avvicina al circolo di Mecenate;

  • Scrive le Elegie;

  • Ebbe molta fortuna anche nei secoli successivi.

Il pianto solitario

Haec certe deserta loca et taciturna querenti

Et vacuum Zephyri possidet aura namus.

Hic licet occultos proferre inpune dolores,

Si modo sola queant saxa tenere fidem

Unde tuos primum repetam, mea Cynthia,fastus?

Quod mihi das flendi, Cynthia, principium

Qui modo felices inter numerabar amantes,

Nunc in amore tuo cogor habere notam;

quid tantum merui quae te mihi crimina mutant?

An nova tristitiae causa puella tuae?

Sic mihi te referas levis, ut non altera nostro

Limine formosos intulit ulla pedes

Quamvis multa tibi dolor hic meus aspera debet,

Non ita saeva tamen venerit ira mea,

Ut tibi sim merito semper furor et tua flendo

Lumina deiectis turpia sint lacrimis

An quia parva damus mutato signa colore,

Et non ulla meo clamat in ore fides?

Vos eritis testes, si quos habet arbor amores,

Fagus et Arcadio pinus amica deo

Ah, quotiens teneras resonant mea verba sub umbras,

Scribitur et vestris Cynthia corticibus!

En tua quot peperit nobis iniuria curas

Quae solum tacitis cognita sunt foribus!

Omnia consuevi timidus perferre superbae

Iussa neque arguto facta dolore queri

Pro quo divini fontes et frigida rupes

Et datur inculto tramite dura quies;

Et quodcumque meae possunt narrare querelae,

Cogor ad argutas dicere solus aves

Sed qualiscumque es, resonent mihi "Cynthia" silvae,

Nec deserta tuo nomine saxa vacent.

Tema:

  • Elegia 18, libro1;
  • Ispirato all'elegia di Callimaco, ripresa da Aristeneto;
  • Il tema principale è l'amore per Ciniza, che lo porta a soffrire.

Tema e

stile

Stile e struttura:

  • Il metro utilizzato è il distico elegiaco;
  • Elegia "soggettiva";
  • Elegia "romanizzata", uso del linguaggio giuridico;
  • Topos elegiaco del paraclausityron;
  • Captatio benevolentiae, narratio, conclusio.
  • Callimaco è nato a Cirene nel 315 a.C. circa e muore nel 240 a.C.;

  • Scrive molte opere di vario genere, tra cui gli Aìtia;

  • Da qui Aristeneto, scrittore di lingua greca, riprende la vicenda di Aconzio e Cidippe.

Callimaco

Callimaco e Aristeneto

Aconzio e Cidippe

Trama:

Aconzio, giovane bellissimo nota Cidippe durante una festa in onore di alcune divinità e grazie all'aiuto di Eros riesce a sposare la ragazza.

Analogie e differenze:

Confronto con il testo di Properzio

  • Quella di Callimaco è un'elegia più "oggettiva", mentre in quella di Properzio, lui è lo stesso Aconzio;

  • Entrambi cercano rifugio nella solitudine della natura. ("Solo pianto, non sonno recavano le notti al giovane, poichè egli aveva ritegno a piangere durante il giorno e riservava le lacrime per la notte.");

  • Si rivolge alla natura e agli animali come suoi interlocutori e testimoni. ("Aconzio, seduto al riparo di quercie o olmi conversava con loro in questo modo...").

Francesco Petrarca

Petrarca

  • Nasce Arezzo 1304 e muore ad Arquà 1374;
  • Interessato agli studi classici;
  • In Francia si fece fare una copia di un codice di Properzio;
  • Considerato il "padre" della poesia lirica italiana.

Solo e pensoso

Solo et pensoso i più deserti campi

vo mesurando a passi tardi et lenti,

et gli occhi porto per fuggire intenti

ove vestigio human l’arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi

dal manifesto accorger de le genti,

perché negli atti d’alegrezza spenti

di fuor si legge com’io dentro avampi:

sì ch’io mi credo omai che monti et piagge

et fiumi et selve sappian di che tempre

sia la mia vita, ch’è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge

cercar non so ch’Amor non venga sempre

ragionando con meco, et io collui.

"Solo e pensoso" è un sonetto di Francesco Petrarca tratto dal Canzoniere

In questo sonetto il poeta affronta il motivo della sua solitudine, cercando solo la compagnia della natura, che diventa anche la sua confidente.

Analogie:

  • "Deserti campi"="deserta loca";
  • Entrambi ci parlano del loro desiderio di rimanere soli;
  • Properzio prende rocce ed alberi come testimoni, Petrarca invece crede che questi lo conoscano nel profondo;
  • Parlano della loro "malattia d'amore";
  • Simile il messaggio finale.

Confronto con l'elegia di Properzio

Differenze:

  • Properzio vede nella natura una valvola di sfogo, Petrarca un luogo di riflessione;
  • L'amore del poeta italiano è più calmo rispetto a quello di Properzio.
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