Introducing
Your new presentation assistant.
Refine, enhance, and tailor your content, source relevant images, and edit visuals quicker than ever before.
Trending searches
L'etica
Serena Armellino, Erminia Di Biase e Lorenzo Melotta
Alla base dell'etica vi è l'idea secondo la quale ogni essere tende a conservare se stesso in armonia con l'ordine perfetto del mondo.
Questa tendenza viene indicata con il termine "oikeiosis" che significa "adattamento" , e che richiama appunto l'idea dello sforzo compiuto dal singolo individuo per "conciliare" se steso con il Tutto.
In questo processo entrano in gioco due forze ugualmente infallibili:
L'etica degli stoici è una teoria dell'uso pratico della ragione, cioè dell'utilizzo della ragione allo scopo di stabilire un accordo tra uomo e natura.
Zenone aveva già adottato la formula del "vivere secondo natura". questo è il fine dell'uomo e la massima fondamentale dell'etica stoica.
Per tutti gli stoici la natura è l'ordine razionale , perfetto e necessario: il destino, o Dio stesso, per cui la massima stoica "vivere secondo natura" equivale a "vivere secondo ragione".
La filosofia stoica afferma che l'uomo deve vivere secondo natura per poter vivere il meglio possibile e il più a lungo possibile. per vivere secondo natura l'uomo deve vivere secondo ragione evitando le passioni e le emozioni, che sono degli stravolgimenti innaturali, sono nemici del "logos", sono da reprimere in maniera seria.
"DOVERE": è la nozione fondamentale dell'etica perché è l'azione che si prospetta con forme all'ordine razionale.
si distinguono due tipi di doveri:
Alla prevalenza della nozione del dovere su quella della virtù e della felicità conduce gli stoici a una delle dottrine tipiche della loro prospettiva etica: concezione del suicidio.
E' esso giustificabile quando le condizioni contrarie all'adempimento del dovere prevalgono su quelle favorevoli.
E' vero che alla morte è preferibile la vita ma, in certi casi, alla vita è preferibile la morte, ossia in quei casi in cui la vita sia di impedimento per l'esercizio della virtù.
E' attraverso la ragione che si può conoscere il bene, cioè la virtù.
Dato che il contrario della ragione è la pazzia l'uomo che non è saggio è pazzo.
Il principio secondo cui la virtù è il solo bene in senso assoluto, in quanto costituisce la realizzazione nell'uomo dell'ordine razionale del mondo, porta gli stoici a formulare un'altra dottrina tipica della loro etica: quella delle cose indifferenti.
Dato che la virtù, con i suoi beni (saggezza, giustizia, sapienza...) è il solo bene, le cose che non sono virtù (come la vita, la salute, la bellezza...) e i loro contrari sono considerate cose indifferenti perchè non sono nè i beni nè i mali.
Alcuni di esse sono degne di essere scelte, queste costituiscono dei valori (cioè ogni contributo ad una vita conforme a ragione).
Altre invece sono da respingere perchè rappresentano dei disvalori.
Emozioni: sono vere e proprie malattie che colpiscono lo stolto esse non hanno alcuna funzione e consistono nel "giudicare di sapere ciò che non si sa" (Cicerone).
per gli stoici c'è la negazione totale delle emozioni.
Emozioni fondamentali:
Volontà, gioia e precauzione nel sapiente sono stati normali di calma ed equilibrio razionale.
Apatia: condizione del sapiente di indifferenza ad ogni emozione.
Secondo la dottrina della legge naturale, al di sopra delle leggi umane, esiste una legge della natura, non scritta, ma più importante di tutte le altre, in quanto uguale per tutti e superiore a tutte le usanze e tradizioni dei popoli.
La legge del diritto naturale che governa la comunità umana è quella legge che si ispira alla ragione divina. E' superiore, riconosciuta da tutti gli uomini, non suscettibile di correzioni o miglioramenti.
Lo stoicismo sostiene l'idea del cosmopolitismo, secondo cui il cosmo è un'unica grande società guidata dalla ragione divina.
Di conseguenza il cosmopolitano è l'uomo che si conforma alla legge ed è quindi cittadino mondo. Appartiene alla città universale dove non esistono schiavi ma solo uomini liberi.
La schiavitù è solo per gli stolti i quali sono schiavi delle proprie emozioni.
Il cosmopolitismo allontana la figura del saggio stoico dalla vecchia polis per integrarlo nel basso sistema politico ellenistico.
La posizione di Platone
"La più bella e più grande delle armonie si può dire che sia la più grande sapienza, di cui è partecipe chi vive secondo ragione"
(Platone, Leggi,689d)
Il bene e la felicità consistono nell'esercizio della ragione.
"La felicità è il sommo bene [...] Se propria dell'uomo è l'attività dell'anima secondo ragione [...], allora il bene proprio dell'uomo è l'attività dell'anima secondo virtù"
(Aristotele, Etica micomachea, 1097b ss.)
La vita "buona" e felice è una vita "secondo ragione"
"Bello e virtù e le altre cose del genere vanno onorate se valgono a procurare piacere, se no si mandino in pace"
(Epicuro, Sentenze e frammenti, 31)
Il bene e la felicità coincidono con il piacere
"La virtù è una predisposizione alla coerenza morale, ed è degna di scelta per sé, e non sulla spinta della speranza o del timore per un qualche bene esterno. In essa sta la felicità."
(Crisippo, Etica, 39)
Il bene e la felicità consistono nel dovere