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DOPING
Con il termine doping si intende l'uso di particolari sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell'atleta.
La legge afferma che è doping anche “attuare una condotta fraudolenta che porti a modificare i risultati dei controlli sull'uso di alcuni farmaci o di alcune sostanze”
"FAIR PLAY"
Con tale termine indica i principi di onestà, dignità, rispetto per i compagni di squadra, per gli avversari e per gli arbitri di gara.
Gli «aiuti» esistevano anche allora: bisognava vincere a tutti i costi
. In una società dai valori competitivi, qual era quella delle poleis greche, la vittoria era la prova del valore fisico e sociale .Esempi sono :
In un primo momento, dopo l'istituzione dei Giochi — quando alle gare partecipavano gli esponenti delle aristocrazie cittadine — il premio era solo simbolico: una corona di ulivo.
le poleis iniziarono a pagare gli atleti perché potessero dedicarsi esclusivamente allo sport
prima morte per doping del ciclista Linton nel 1886
Queste sostanze non erano vietate, ma erano gli sportivi stessi a dichiararne l'utilizzo
La lotta contro il doping iniziò dopo la morte del ciclista danese Jensen, alle Olimpiadi di Roma del 1960. L'autopsia mostrò che la causa della caduta non era stata una insolazione, ma un'intossicazione dovuta all'assunzione di una dose troppo forte di stimolanti. Il CIO ed alcune Federazioni sportive internazionali e nazionali, nominarono una task force medica per studiare delle strategie di contrasto al doping.
I regolamenti sportivi vietano il doping, regolamentando strettamente le tipologie e le dosi dei farmaci consentiti, e prescrivono l'obbligo per gli atleti di sottoporsi ai controlli antidoping.
Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e le federazioni sportive nazionali collaborarono nel 1998 per fondare l'Agenzia Mondiale Anti-Doping.
In aggiunta la WADA ha attuato il suo programma sul controllo delle droghe nello sport mediante l'emissione e il continuo aggiornamento del Codice Mondiale Antidoping.
Il Codice Mondiale Anti-doping WADA è un documento che stabilisce i regolamenti anti-doping in tutti gli sport e in tutte le nazioni.
---> Sono violazioni del codice anti-doping:
---> Le sanzioni per le violazioni anti-doping:
CONTROLLI ANTIDOPING
-->È un atto sportivo illecito per i seguenti motivi: . • costituisce un vantaggio acquisito slealmente . • un uso cattivo e improprio di medicamenti e sostanze attive provoca rilevanti danni organici; • ha una diffusione preoccupante tra i giovani; • si deve contrastare l’affermazione di una mentalità a favore del doping tra atleti, allenatori e sostenitori.
Il controllo antidoping:
1. Scelta degli atleti
2. Raccolta delle urine:
3. Trasporto dei campioni dal luogo di raccolta al laboratorio autorizzato all'analisi:
4. Conservazione dei campioni in laboratorio:
5. Procedimenti di analisi (sono più di uno, e procedono in parallelo) ed elaborazione dei dati sperimentali
6.Stesura del certificato di analisi e trasmissione dei risultati:
Il passaporto biologico è una tecnica antidoping introdotta dalla WADA che consiste nel tracciamento nel tempo dei parametri ematici dell'atleta. È una tecnica indiretta che non rileva la assunzione diretta del farmaco dopante, ma individua gli effetti anomali che tali sostanze inducono sull'organismo. La tecnica è in grado di rilevare indirettamente assunzioni solo di farmaci che agiscono sui parametri ematici (es. eritropoietina)
SOSTANZE SEMPRE PROIBITE
TESTOSTERONE-NANDROLONE-STANOZOLOLO
AZIONE:
sono in grado di aumentare la massa muscolare e la potenza, stimolando la sintesi di nuove proteine che costruiscono i muscoli. Ha come risultato l'aumento dell'apporto di ossigeno ai tessuti, quindi una maggiore resistenza allo sforzo.
EFFETTI COLLATERALI:
sono molto gravi. L'assunzione in età prepuberale blocca in modo irreversibile la crescita delle ossa lunghe. Nell’età adulta provocano azoospermia, impotenza e ipertrofia prostatica negli uomini e ipervirilizzazione nelle donne.
AZIONE:
riduzione o soppressione degli effetti collaterali dovuti all’uso di steroidi anabolizzanti
FUROSEMIDE-IDROCLOROTIAZIDE
AZIONE:
non sono in grado di migliorare le prestazioni degli atleti, ma sono utilizzati per favorire l’eliminazione urinaria, con lo scopo di diminuire il peso corporeo o di diluire ed eliminare più rapidamente altre sostanze dopanti, per cercare di sfuggire ai controlli.
EFFETTI COLLATERALI:
possono provocare disidratazione, difficoltà respiratorie e aritmie cardiache.
GLI ORMONI PEPTIDICI Sono sostanze costituite da catene di aminoacidi o proteine. Fanno parte di questo gruppo l’eritropoietina, la gonadotropina, l’insulina e l’ormone della crescita.
AZIONE: la loro azione consiste nell’aumento della massa muscolare, nel miglioramento dell’utilizzo degli zuccheri da parte dei muscoli e nell’aumento del numero di globuli rossi.
EFFETTI COLLATERALI: possono provocare tumori, soprattutto al pancreas, deformazioni ossee, insufficienza cardiaca ed alterazioni alla tiroide.
ORMONE PRODOTTO DALL'IPOFISI
AZIONE:
aumento transitorio del GH (ormone della crescita. growth hormone) con conseguente effetto anabolizzante
EFFETTI COLLATERALI:
ipertensione, aumento della glicemia, può interferire con la fertilità
SALBUTEROLO-FORMOTEROLO
AZIONE:
aumentare la massa muscolare e la potenza, stimolando la sintesi di nuove proteine che costruiscono i muscoli
EFFETTI COLLATERALI:
tachicardia, insonnia, infarto cardiaco
SOSTANZE PROIBITE IN COMPETIZIONE
ANFETAMINE-COCAINA-EFEDRINA
AZIONE:
sono caratterizzate da un’azione eccitante, provocano euforia e false sensazioni di forza e sicurezza nell’atleta. Agiscono a livello neurologico e permettono al corpo di non sentire la fatica, eliminando totalmente la percezione. Possono portare allo stremo, lasciando che lo sforzo fisico superi i normali limiti fisiologici della persona.
EFFETTI COLLATERALI:
provocano l’aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, con aumento della temperatura corporea. Queste possono sfociare nell’infarto. Causano inoltre insonnia, cefalea, rischio di emorragia cerebrale, allucinazioni e disturbi psicologici che dalla depressione possono arrivare alla paranoia ed alla schizofrenia.
ANALGESICI, MORFINA
AZIONE:
Vengono utilizzati per il trattamento del dolore cronico . Provocano una falsa sensazione di tranquillità e riducono la sensazione di fatica.
EFFETTI COLLATERALI:
Producono un elevato aumento della soglia del dolore, che porta all’incapacità dell’atleta di percepire i danni che il proprio corpo subisce. Causano dipendenza
Riducono la pressione e il tremore bloccando i recettori per gli ormoni adrenalina e noradrenalina e riducono notevolmente la forza di contrazione e la frequenza cardiaca. . Queste sostanze non sono nocive al corpo, per cui vengono vietate sono negli sport di precisione come il tiro con l’arco.
Il divieto assoluto vale per quelle discipline in cui è richiesta concentrazione (tiro con l'arco).
AZIONI:
Rilassa e evita tremori delle mani
EFFETTI COLLATERALI:
n
GLUCOCORTICOSTEROIDI
AZIONE
azione stimolante sulla psiche, eliminano sensazioni di dolore, combattono la fatica
EFFETTI COLLATERALI
diabete, ulcere gastriche, disturbi cardiovascolari, ritenzione idrica, alterazioni psichiche
cortisolo
AZIONE
azione calmante e rilassante , eliminano sensazioni di dolore, temporaneo stato di euforia.
EFFETTI COLLATERALI
alterano la coordinazione motoria e cognitiva, provocano
La somministrazione degli anestetici locali serve a ridurre la sensibilità al dolore di specifiche parti del corpo, lasciando comunque intatta la funzionalità del sistema nervoso centrale.
benzocaina
DI COSA SI TRATTA:
consiste nel prelievo, in un momento in cui l’atleta non gareggia, di una certa quantità di sangue e in prossimità della competizione, vengono reinfusi i globuli rossi prelevati facendo aumentare la concentrazione di emoglobina e quindi determinando una maggiore trasposto di ossigeno ossigeno.
PERICOLI:
innanzitutto l'atleta accusa una diminuita performance in allenamento nei giorni successivi al prelievo e vi è il rischio che si formino coaguli di sangue dopo la reinfusione, con possibilità di infarto, embolia ed ictus.
Consiste nella manipolazione, o tentata manipolazione, per alterare l'integrità e la conformità dei campioni raccolti in occasione di controlli Antidoping. (es. manipolazione urine)
I progressi ottenuti nell’ambito della terapia genica offrono possibilità di sperimentazione per il doping sportivo.
DI COSA SI TRATTA:
EFFETTI COLLATERALI:
Ancora sconosciuti a causa della recente diffusione di questo metodo. A Rio 2016 viene usato per la prima volta un test per scoprire se gli atleti in gara hanno cercato di manipolare il loro patrimonio genetico. Il test consiste nel rintracciare la presenza di geni per l’EPO, l’ormone eritropoietina
Ai Giochi Olimpici di St.Louis nel 1904, il primo caso clamoroso di doping fu quello dello statunitense Thomas Hicks, vincitore della maratona: durante la gara, Hicks andò in crisi ed il suo allenatore lo soccorse con un’iniezione. Sul traguardo, Hicks fu preceduto dal connazionale Fred Lorz, che però venne squalificato per essere stato trasportato in auto per 11 miglia, mentre l’uso dell’iniezione da parte di Hicks, fu ritenuto del tutto normale.
Nel 1924, il giornale Le Petit Parisien, svelò invece le pratiche dopanti necessarie ai ciclisti per portare a termine il Tour de France: in un’intervista, Henri Péllissier, vincitore nel 1923, disse che il Tour era “peggio di un calvario” e mostrò le sostanze utilizzate nella corsa: cocaina, cloroformio, linimento e pillole varie.
Alle Olimpiadi di Roma del 1960, il ciclista danese Knud Enemark Jensen cade durante la 100 chilometri a squadre ed entra in coma. All’inizio si pensa a un malore causato dalla calura estiva – quel giorno a Roma fanno 42 gradi – ma l’autopsia chiarirà che il ciclista danese aveva fatto uso di sostanze dopanti. Qualche anno dopo la tragedia, nel 1967, il Comitato olimpico (Cio) decide di istituire una commissione medica e di iniziare i controlli antidoping nei successivi giochi, quelli invernali ed estivi del 1968.
E proprio a Città del Messico il Cio applica la prima squalifica per doping. Con lo svedese Hans LilJenwall che sarà ricordato negli annali come il primo atleta nella storia dei Giochi olimpici ad essere escluso per uso di sostanze illegali. Gareggiava nel pentathlon e fu trovato con una quantità eccessiva di alcol nel corpo. Lui si giustificò dicendo che aveva bevuto due birre per stemperare la tensione, ma dovette comunque restituire la medaglia. La squalifica di LilJenwall valse il bronzo alla squadra atletica della Svezia.
Diego Armando Maradona, probabilmente il più grande calciatore di tutti i tempi, è stato squalificato due volte per doping. La prima volta nel 1991, quando fu trovato positivo alla cocaina: fu squalificato per due anni e l’episodio segnò la fine della sua carriera al Napoli. La seconda volta durante i mondiali di calcio del 1994, ai quali Maradona era arrivato dopo molte traversie fisiche e tecniche: giocò bene la prima partita, segnando anche un gol, ma fu trovato positivo all’efedrina, una sostanza stimolante, prima della fine del girone di qualificazione. La FIFA espulse Maradona dalla competizione
Uno dei casi di doping nello sport più particolari è quello di Andreas Krieger. L’atleta fino al 1997 era una donna, Heidi Krieger. Krieger era pesantemente dopata. Cominciò ad assumere steroidi all’età di 16 anni ed in gran quantità: soltanto nel 1986 assunse quasi 2.600 milligrammi di steroidi. L’assunzione di tutte queste sostanze dopanti trasformarono il suo corpo e le diedero grandi problemi di salute
Il ciclista italiano Marco Pantani, fu escluso dal Giro d'Italiad el 1999 a causa di un valore di ematocrito nel sangue superiore alla soglia consentita. Sarà sospeso per 15 giorni, trovandosi costretto a lasciare la gara, e non sarà mai squalificato per doping, per quanto gli alti valori di ematocrito segnalassero la possibile assunzione di eritropoietina.
E' un ex ciclista statunitense.Professionista, aveva conquistato per sette volte consecutive il Tour de France dal 1999 al 2005, ma queste vittorie, come tutti i suoi risultati ottenuti dal 1º agosto 1998 alla fine della carriera, sono state revocate dal CIO tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 in seguito a un'inchiesta condotta dall'United States Anti-Doping Agency , che ha accertato il sistematico utilizzo di pratiche dopanti da parte di Armstrong e della sua squadra.
Ha sempre negato il suo coinvolgimento, finchè nel 2013 ad una famosissima trasmissione, ha ammesso tutto, lasciando sconvolti i suoi interlocutori
E' un atleta italiano specializzato nella marcia. Dopo essere risultato positivo ad un controllo anti-doping venne squalificato dal Tribunale Nazionale Antidoping. Alex Schwazer ha confessato davanti ai magistrati di Bolzano di aver assunto sostanze proibite già dall’estate del 2011, e di aver collaudato il suo "piano doping" per Londra assumendo eritropoietina.
Rientrato in attività ottiene la qualificazione per i Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016.
Il 22 giugno 2016 viene comunicato alla FIDAL che Schwazer risulta nuovamente positivo ad un controllo anti-doping su un campione di urine prelevatogli in un controllo a sorpresa il 1º gennaio 2016 (la sostanza dopante sarebbe testosterone). Per questo la IAAF decide di sospenderlo in via cautelare in attesa della decisione finale.Il 10 agosto 2016 il TAS , considerata la seconda violazione delle norme antidoping, squalifica l’atleta per 8 anni. Come diretta conseguenza della squalifica, oltre a non poter partecipare ai Giochi olimpici di Rio 2016, tutti i suoi risultati sportivi del 2016 sono stati cancellati.
Il famoso “Doping di stato” fu una vera e propria pratica sistematica usata negli anni 70/80 dai paesi dell’Est Europa. Questi utilizzavano lo sport, con le strabilianti vittorie dei loro atleti, per dimostrare la superiorità del sistema comunista.
I massicci aiuti farmacologici ebbero però gravi effetti sulla vita di decine di uomini e donne. Dopo la caduta del Muro, plurimedagliati di nuoto e altri sport rivelarono il bilancio vero, fatto di tumori, problemi di sterilità, aborti e devastazioni psicologiche.
Il professor Richard McLaren, commissario dell’agenzia mondiale antidoping (WADA), ha Olimpiadi di Rio de Janeiro ha accusato la Russia, di aver promosso e coperto, tramite il ministero dello Sport, l'agenzia nazionale antidoping e i servizi segreti, un vasto programma di stato volto a somministrare sostanze dopanti agli atleti della nazionale, in occasione delle Olimpiadi invernali di Sochi del 2014. Quelle rivelazioni hanno aggravato la situazione già complicata della Russia nello sport internazionale e contribuito significativamente all’esclusione parziale della sua nazionale dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Oggi McLaren e i suoi collaboratori hanno confermato tutte le principali accuse rivolte alla Russia nel primo rapporto, e hanno affermato che più di mille atleti russi di trenta diverse discipline sportive, dall’atletica al calcio, sono stati parte di quel programma dal 2011 al 2015.
Yulia Stepanova
Volendo trovare un «paziente zero» di questa epidemia, forse può essere individuato in una atleta, specialista degli 800 metri, Yulia Stepanova, dai discreti risultati (giunge ottava ai Mondiali del 2011 con l’allora nome da nubile, Rusanova). Ma soprattutto, Yulia è la moglie di Vitalj Stepanov, uno dei capi dell’agenzia antidoping russa. La coppia finisce nel mirino dopo che Yulia, trovata positiva a un controllo a sorpresa, subisce una squalifica di due anni. E’ il 2014 e Vitalj decide di vuotare il sacco.». L’onda del doping ha completato la sua corsa con l’esclusione della Russia dai Giochi Olimpici di Tokyo nel 2020.
LE PRIME AMMISSIONI...La Russia ammette "finalmente" il doping, ma nega che si sia trattato di "doping di Stato". Un'ammissione "incompleta e tardiva" davanti ai risultati innegabili dell'inchiesta voluta da Wada e Cio. "Improbabile" che un sistema così sofisticato e che ha coinvolto i laboratori antidoping, abbia riguardato solo degli individui. E "non credibile" che il presidente Vladimir Putin non ne fosse a conoscenza.
Il “doping tecnologico” non è una frode, non fa male, ma sorpassa il precetto sportivo secondo cui, al centro di tutto, deve esserci l'atleta, l'uomo con la sua capacità di superare i propri limiti. L’uso della tecnologia va a influenzare troppo le performance degli atleti, andando a compensare i limiti del “fattore umano”. Pertanto, ci sono alcuni regolamenti sportivi che limitano l’abuso della tecnologia.ve ne sono alcuni che limitano l’abuso della tecnologia.
IAN THORPE (Australia)
- Oimpiadi 2000, Sydney
PHELPS (Stati Uniti)
- Olimpiadi 2008, Pechino
tutti i record dell'ora ottenuti fra il 1984 e il 1996, cancellati dall'albo d'oro perché la federazione ciclistica internazionale nel 2000, decise di annullare ex post tutti i primati ottenuti con biciclette modificate.
MERCKX
MOSER
BOARDMAN