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streets and patterns_2

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by

luca di figlia

on 12 October 2015

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Transcript of streets and patterns_2

STREETS AND
PATTERNS
STREETS AND PATTERNS
CLASSIFICAZIONE TECNICA

A - Autostrade;
B - Strade extraurbane principali;
C - Strade extraurbane secondarie;
D - Strade urbane di scorrimento;
E - Strade urbane di quartiere;
F - Strade locali;
CLASSIFICAZIONE AMMINISTRATIVA

/Strada statale (SS)
/Strada regionale (SR)
/Strada provinciale (SP)
/Strada comunale (SC)
/Strada vicinale: ad uso pubblico o ad uso privato
Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) di Roma 2005

CLASSIFICAZIONE PER UTILIZZO

/Strada Carrabile
/Strada Pedonale
/Strada Ciclabile
/Strada Ciclo-pedonale
"Nuovo codice della strada", decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni. Le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali (Art. 2 "Definizione e classificazione delle strade").
Un'ulteriore classificazione viene fatta in base al demanio proprietario della strada e all'importanza della strada.
RETE DEI SERVIZI: (urbanizzazione primaria)

/Rete Idrica
/Rete Fognaria
/Rete Elettrica
/Rete del Gas
/Rete Telecomunicazioni
PS 2010 di Firenze- Tav. 9 Mobilità
Rappresentazione schematica della rete fognaria di Bologna- Gruppo Hera
STRADA COME PERCORSO PERCETTIVO:

"L'immagine della città" K. Lynch (1960)

/Percorsi: «Percorsi sono i canali lungo i quali l’osservatore si muove abitualmente, occasionalmente o potenzialmente. Essi possono essere strade, vie pedonali, linee di trasporti pubblici, canali, ferrovie. [...] La gente osserva la città mentre si muove lungo di essi, e gli altri elementi ambientali sono disposti e relazionati lungo questi percorsi.» (p. 65) [...]
/Margini
/Quartieri
/Nodi
/Riferimenti
Mappe di Boston
STRADA DISTINTA IN BASE ALLA FORMA:

/Regolare
/Irregolare
?
strada e modelli insediativi
cambiamento di rapporti
dimensionali della strada
modalità di classificazione/interpretazione della strada
Disegni per una città futurista di A. Sant'Elia (1914 "Manifesto dell'Architettura futurista")
Separazione strada/edificato
processo di sintesi astrattiva
esempi/molteplicità di patterns
Un
pattern
(modello, modulo, motivo, schema, combinazione, configurazione) per definizione scientifica è una regola o un insieme di istruzioni che governano una parte funzionante di un sistema più complesso.
Il pattern è un archetipo che costituisce la soluzione ad
un problema rilevante e ricorrente che si presenta
nell'habitat.
Poiché per definizione nessun pattern è isolato molti pattern costituiscono una struttura (la prima definizione che Alexander fornisce di pattern è “relazione”)
I 253 pattern delle categorie citta’, edifici, costruzione:

Dal pattern 1 a 94: livello CITTA’
(esempi: 1 Indipendent Region, 7 Countryside, 11 Local Transport Areas, 25 Access to Water, 30 Activity Nodes, 37 Cluster of Houses, 38 Row Houses, 61 Small Public Squares,67 Common Land, 68 Connected Play)
Dal pattern 95 a 204: livello EDIFICI
Dal pattern 205 a 253: livello COSTRUZIONE
C. ALEXANDER "A pattern language" (1977)
patterns of Stephen Marshall
patterns of Stephen Marshall
Cos’è un principio insediativo?
È l’atto originario, simbolico, rituale e concreto, che stabilisce una modalità di uso architettonico del suolo e la struttura virtuale delle sue possibilità di trasformazione fisica. I segni planimetrici (bidimensionali) mediante i quali si rappresenta il principio di reinsediamento, (linee, assi, figure geometriche, trame ecc.) contengono già elementi di un nucleo tipologico e morfologico che potrà diventare architettura (tridimensionale) del nuovo spazio urbano
la sfera della produzione di una idea di forma che poi porta alla “città”
la sfera della definizione di un progetto di strutture fisiche che unendosi insieme danno senso alla città
COLLEGARE INSIEME
Il principio insediativo è prima di tutto una trama
Per collegare abbiamo bisogno di due concetti:
1/la centralità
2/la forma
Il disegno del tutto ha come fondamento la maglia della rete
la forma, o meglio il disegno del tutto
Bari
Molfetta
Trieste
Torino
Genova
Roma
Firenze
Firenze
Palermo
Scicli (RG)
Vittoriana (RG)
Messina
Barcellona
Madrid
Buenos Arias
Il principio insediativo è prima di tutto una trama
+
=
STRUTTURA
strutture pubbliche
(piene)
strutture private
infra/strutture
(sistema mobilità)
strutture pubbliche
degli spazi aperti
temi collettivi
=
La città è punteggiata da temi collettivi dove la civitas - proprio come il singolo cittadino nella propria casa - in quanto soggetto olistico esprime la propria consapevolezza di sé rispetto ai suoi propri cittadini, che vi vedono simbolicamente rappresentata la loro identità collettiva, e rispetto alle altre città in un serrato confronto di rango.
I temi collettivi, che costituiscono il pegno di uno scambio simbolico della civitas con i suoi cittadini e di una città con tutte le altre, non sono regolati dalla razionalità dei fini e dei mezzi ma da quel vistoso e visibile spreco che caratterizza la sfera del dono: cattedrali, palazzi municipali, archi trionfali, strade monumentali, teatri, parchi, stadi sono spese gigantesche per un’utilizzazione pratica in genere molto ridotta, e devono inoltre ostentare un’architettura monumentale che a sua volta ne aumenta ulteriormente il costo.
I temi collettivi non vanno confusi con i servizi, che concernono prestazioni comunali cui il cittadino ha diritto in forza soltanto della solidarietà della civitas.
Questi, essendo edifici obbligatori, non pretendono spreco. Sulla loro realizzazione, al contrario che per i temi collettivi, non c’è contrasto tra i cittadini, perché nessuno potrebbe dichiarare che un cittadino non abbia diritto alla scuola o al presidio sanitario
La presenza dei temi collettivi testimonia ai cittadini la loro appartenenza a una civitas democratica della quale condividono il destino, e che è per loro come un organismo olistico - "un padre“ - con un proprio destino e una propria volontà di ordine, superiore a quella dei cittadini che la compongono.
Perché è stata rilevante l’influenza
dei paesi ad economia avanzata
Disegno di F. Hundertwasser
Visione futuristica di Le Corbusier
(1922).
Manuale dell'architetto (1946)/il nuovissimo Manuale dell'architetto (1996)
F. Selicato, F. Rotondo, Progettazione urbanistica. Teorie e tecniche, McGraw-Hill, Milano 2010
http://www.esteticadellacitta.it/
L. Piccinato, Progettazione urbanistica, Venezia, Marsilio 1988
vs.

Gibellina vecchia
vs.
Gibellina nuova
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