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LA FAMIGLIA DEI

CORONAVIRUS

che cosa sono?

I coronavirus sono stati scoperti negli anni sessanta dalle cavità nasali dei pazienti con raffreddore

comune e sono virus a RNA positivo. Essi si trasmettono tramite respirazione di goccioline emesse

da un individuo infetto e oggetti contaminati . Il nome "coronavirus"; deriva dal termine latino

"corona" ciò si riferisce all'aspetto visibile al microscopio elettronico. Questo aspetto è dato dalla

presenza di "spike" (spicole) rappresentate dalla glicoproteina che attraversa il pericapside,

raggiungendo il coat proteico.

Una particella di coronavirus è costituita da 4 protene strutturali: nucleocapside, pericapsoide, membrana e spicola.

Il nucleocapside forma ilnucleo generico, incapsulato in una bolla formata dalle proteine del pericapside e della membrana. Qui si ritrova il genoma costituito da un ssRNA+ (un filamento di RNA singolo a polarità positiva) che codifica per 7 proteine virali ed è associato alla proteina N.

Il pericapside è costituito da un doppio strato fosfolipidico di origine cellulare; tra questi due strati si interpone un coat proteico costituito dalla proteina M (matrix o matrice).

NeI coronavirus si attaccano alla membrana cellulare delle cellule bersaglio grazie alle loro proteine S che interagiscono con l'enzima aminopeptidasi N della membrana.

struttura

All'interno del citoplasma della

cellula infetta ,il coronavirus rilascia il suo RNA a singolo filamento positivo che si attacca ai ribosomi, dove viene tradotto. La traduzione comporta la produzione di una RNA-polimerasi, RNA-dipendente che trascrive un RNA a singolo filamento negativo da cui poi è possibile ottenere nuovi RNA a filamento positivo del coronavirus, nonché le sette proteine che esso codifica. A ciascun nuovo filamento di RNA positivo si associa la proteina N, mentre le proteine del pericapside si integrano nella membrana del reticolo endoplasmatico. Un traslocatore trasferisce i nuovi nucleocapsidi nel

lume del reticolo endoplasmatico; successivamente da questo nascono vescicole che costituiscono i nuovi virioni che possono essere rilasciati per esocitosi.

I 7 CORONAVIRUS

I 7 coronavirus , che causano infezioni che vanno dal semplice raffreddore all'attuale infezione mortale, sono:

229E

coronavirus comuni

NL63

OC43

HKU1

MERS-CoV

SARS-CoV

Covid-19

229E

COS'E' IL 229E ?

Questo coronavirus è un tipo di virus che infetta l'uomo e i pipistrelli. E' un virus RNA, come gli altri di questo gruppo, a singolo filamento avvolto con senso positivo che entra nella sua cellula ospite legandosi a un recettore detto APN. Questa specie appartiene al gruppo Alphacoronavirus ed è uno dei virus responsabili del raffreddore. E' associato a vari sintomi respiratori dal comune raffreddore alla polmonite. Questa infezione è associata a malattia asintomatica o lieve.

NL63

COS'E' L'NL63 ?

Questo è un virus a singolo filamento avvolto che entra nella cellula ospite tramite il recettore ACE2 e fa parte della famiglia degli Alphacoronavirus. Le malattie causate da questo virus infettano il tratto respiratorio dei bambini e anziani. Il virus può sopravvivere fino a una settimana in soluzioni acquose e 3 ore su superfici asciutte. Quando il virus entra nella cellula ospite si lega ai recettori cellulari e, grazie a vari enzimi, alla cellula bersaglio. L'ingresso nella cellula avviene tramite fusione cellulare con la membrana plasmatica o endocitosi. Essendo questo un virus a RNA a singolo frammento positivo i processi di replicazione tramite trascrizione avvengono nel citoplasma della cellula infetta.

OC43

COS'E' L'OC43 ?

Questo virus è originato da topi infetti, fa parte dei Betacoronavirus e come gli altri si manifesta con sintomi che vanno dal semplice raffreddore alla polmonite. E' un virus RNA, come tutti di questo gruppo, a singolo filamento avvolto a senso positivo che entra nella cellula ospite grazie al recettore dell'acido, come l'OC43, N-acetil-9-O (ACETILNEURAMINICO)

HKU1

COS'E' L'HKU1 ?

E' un virus di tipo Betacoronavirus che infetta l'uomo e il bestiame. Esso è un virus RNA a singolo filamento avvolto con senso positivo che entra nella cellula ospite grazie al recettore dell'acido N-acetil-9-O. Esso, insieme al 229E, causa nel 10/15% dei casi il raffreddore comune.

COS'E' IL MERS-COV?

MERS-CoV

La sindrome respiratoria medio-orientale (MERS) è una malattia infettiva provocata da un Coronavirus, identificata per la prima volta nel 2012, in Arabia Saudita. Chiamato MERS-CoV acronimo di "Middle East Respiratory Syndrome Coronavirus".

La MERS si manifesta con caratteristiche cliniche che variano dalla malattia asintomatica o lieve alla sindrome da stress respiratorio acuto, fino all'insufficienza multiorgano che conduce al decesso.

Nella maggior parte delle persone, comunque, l'infezione da MERS-CoV si manifesta con febbre, tosse e difficoltà respiratorie.

CAUSE MERS

Inizialmente chiamato N-CoV (New Corona Virus), questo agente virale è stato individuato per la prima volta dal virologo egiziano Ali Mohamed Zaki, a cui era stato sottoposto il caso di un sessantenne deceduto per una grave e misteriosa forma di polmonite.

Il virus della MERS (MERS-CoV) isolato da questo paziente presentava caratteristiche simili a quello della sindrome acuta respiratoria grave (SARS-CoV).

MERS-CoV è un virus a RNA a senso positivo, a filamento singolo.

La sequenza genomica indica che MERS-CoV è strettamente legato ad alcuni Coronavirus dei pipistrelli (da cui l'ipotesi che questi animali potrebbero rappresentare il serbatoio naturale dell'infezione).

CONTAGI E TRASMISSIONI MERS

Sebbene la maggior parte dei casi di MERS sia insorta in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, sono stati riferiti casi anche in Europa, negli Stati Uniti e in Asia in persone che avevano viaggiato o che avevano contatti con chi si era recato in Medio Oriente.

Dromedari e cammelli sono implicati nella trasmissione diretta o indiretta agli esseri umani, sebbene non siano state ancora confermate le esatte modalità di trasmissione. Il contagio interumano appare invece limitato e sembra avvenire prevalentemente attraverso goccioline di saliva (droplets) o per contatto diretto.

Al momento, non esiste un trattamento farmacologico specifico per la MERS e le misure igieniche per prevenire la diffusione dell'infezione risultano cruciali. La comprensione del virus e della malattia che provoca è in continua evoluzione.

SINTOMI

L’ immunosoppressione in alcuni pazienti potrebbe giustificare i segni clinici della malattia, e dovrebbe essere presa in considerazione come un fattore di rischio; si ipotizza, inoltre, che la malattia abbia un periodo di incubazione di 12 giorni.

Nei soggetti ricoverati e trattati in Francia la presentazione clinica iniziale della patologia comprendeva febbre, brividi e in un paziente anche diarrea. I sintomi respiratori si sono evoluti in insufficienza respiratoria acuta, molto rapidamente. Tutti i pazienti hanno sviluppato anche insufficienza renale acuta.

Non ci sono, ancora, buoni dati sulla durata della sopravvivenza del Mers-CoV nell'ambiente.

L'origine animale del virus rimane sconosciuta, ma sono in corso indagini rivolte a chiarire quest'aspetto.

Non vi è alcuna evidenza che le persone possono trasmettere il virus prima che si abbiano i sintomi, in tal senso le informazioni sono ancora limitate.

COS'E' IL SARS-CoV?

SARS-CoV

Il coronavirus da sindrome respiratoria acuta grave, abbreviato SARS-CoV (Severe Acute Respiratory Syndrome-Coronavirus), è un virus che causa una malattia virale, la quale interessa le vie aeree. Si tratta di una patologia contagiosa e potenzialmente mortale, provocante nei casi più gravi una Polmonite Atipica, capce di indurre un'insufficienza respiratoria.

CAUSE SARS

CAUSE SARS

La causa della SARS è, appunto, un virus appartente alla famiglia dei coronavirus, detto SARS-CoV. Virus come questo sono virus a RNA a singola elica, che procano, generalmente, infenzioni enteriche (cioè intestinali) e/o delle vie aeree (cioè respiratorie).

Fino a quando non comparì la SARS, gli unici coronavirus noti per gli effetti letali sull'organismo contagiato erano quelli animali. Ciò indusse a pensare, allora, che il virus umano della SARS derivasse da un virus di origine animale, che, in seguito a una mutazione, si sarebbe adattato alla specie umana (zoonosi). Gli animali inizialmente imputati di aver dato origine al virus umano della SARS furono dei carnivori selvatici e dei gatti domestici. Successivamente, alcuni ricercatori scoprirono che c'erano notevoli analogie tra il virus della SARS umano e quello dei pipistrelli abitanti il sud-est asiatico. Alla luce di quest'ultima scoperta, le indagini si fecero più approfondite e, qualche anno più tardi, nacque l'ipotesi che i pipistrelli fossero stati i portatori sani della malattia, il cosiddetto serbatoio del virus.

Cos'è una zoonosi? approfondimento

Con il termine zoonosi s'intende qualsiasi malattia infettiva che riesce a trasmettersi dagli animali all'uomo. Molto spesso, queste malattie non provocano particolari problemi, se non nel soggetto che le contrae. Tuttavia, in alcuni casi, può capitare che l'agente infettivo (virus o batterio), che le scatena, muti e si adatti alla specie umana. In tali frangenti, la malattia può assumere caratteri epidemici.

Esempi tipici di zoonosi sono la peste bubbonica, la malattia di Lyme, la salmonella e la febbre West Nile.

TRASMISSIONE E CONTAGI

TRASMISSIONE E CONTAGI SARS

Come altri coronavirus e come i virus dell'influenza, anche il SARS-CoV si diffonde attraverso goccioline volatili di saliva, espulse da un individuo contagiato quando parla, starnutisce, tossisce o respira.

Tuttavia, si è constatato che esistono altre modalità di trasmissione, di tipo indiretto. È possibile, infatti, che il virus si diffonda attraverso il contatto con oggetti o ambienti contaminati: per esempio, toccare pulsanti, telefoni, maniglie, servizi igienici ecc, recentemente utilizzati da un malato di SARS, può determinare l'insorgenza dell'infezione. Analogo discorso per la condivisione di stoviglie e posate.

- Modalità di trasmissione della SARS

Dirette:

Goccioline volatile dovute a starnuti, colpi di tosse, respiro

Indirette:

Contatto con oggetti contaminati (telefoni, pulsanti ecc)

Contatto con liquidi organici di un paziente (feci)

CONTAGI

chi è a più rischio?

Considerate le modalità con cui si trasmette, il virus della SARS si diffonde più facilmente quando una persona è a stretto contatto con un soggetto infetto. Per stretto contatto, s'intende il cosiddetto rapporto faccia a faccia, che in ambito medico-epidemiologico significa a meno di un metro di distanza. Non a caso, all'inizio dell'epidemia, le prime persone ad ammalarsi furono quelle che assistevano i malati, come i familiari o i medici.

La trasmissione aerea del virus, invece, non è mai stata dimostrata (per trasmissione aerea s'intende il contagio tra individui posti a una distanza superiore a un metro).

SINTOMI E COMPLICANZE

SINTOMI E COMPLICANZE DELLA SARS

COS'E' IL SARS-CoV-2

Covid-19

Il coronavirus 2 da sindrome respiratoria acuta grave, abbreviato in SARS-CoV-2 , in precedenza nominato nuovo coronavirus del 2019 (2019-nCoV) e conosciuto informalmente anche come coronavirus di Wuhan, è un ceppo virale della specie SARS-CoV, facente parte del genere Betacoronavirus (famiglia Coronaviridae), scoperto intorno alla fine del 2019. Si tratta del settimo coronavirus riconosciuto in grado di infettare esseri umani. Il nome ufficiale è COVID-19.

STRUTTURA

Il virus ha morfologia rotondeggiante e dimensioni di circa 100-150 nm di diametro.

Partendo dallo strato più esterno e procedendo via via verso l’interno del virus, è possibile notare diverse componenti:

Glicoproteina S (“spike”): il virus mostra delle proiezioni sulla propria superficie, della lunghezza di circa 20 nm. Tali proiezioni sono formate dalla glicoproteina S (“spike”, dall’inglese “punta”). Tre glicoproteine S unite compongono un trimero; i trimeri di questa proteina formano le strutture che, nel loro insieme, somigliano a una corona che circonda il virione. La glicoproteina S è quella che determina la specificità del virus per le cellule epiteliali del tratto respiratorio.

Proteina M: la proteina di membrana (M) attraversa il rivestimento (envelope) interagendo all’interno del virione con il complesso RNA-proteina.

Dimero emagglutinina-esterasi (HE): questa proteina del rivestimento, più piccola della glicoproteina S, svolge una funzione importante durante la fase di rilascio del virus all’inter no della cellula ospite.

Proteina E: l’espressione di questa proteina aiuta la glicoproteina S (e quindi il virus) ad attaccarsi alla membrana della cellula bersaglio.

Envelope: è il rivestimento del virus, costituito da una membrana che il virus “eredita” dalla cellula ospite dopo averla infettata.

RNA e proteina N: il genoma dei Coronavirus è costituito da un singolo filamento di RNA a polarità positiva di grande taglia (da 27 a 32 kb nei diversi virus); non sono noti virus a RNA di taglia maggiore. L’RNA dà origine a 7 proteine virali ed è associato alla proteina N, che ne aumenta la stabilità.

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