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Transcript

Gender Equality e poligamia

Acentus Akuku "Danger"

Luigi Corvaglia

Uomo d'affari kenyota

130 mogli (80 divorzi)

210 figli

L'obiettivo è stato fissato nel 2015 nell'ambito del set di 17 SDG di Agenda 2030

Sustainable Development Goal 5 (SDG5)

"Nella mia vita sono stato considerato molto affascinante, nessuna donna riusciva a resistere al mio fascino, ero come una calamita, gli altri uomini di fronte a me scomparivano"

Marocco

Per molti uomini africani avere molte mogli che producono molti figli è senso di potenza oltre che di forza economica

Tunisia

Egitto

Lo statuto del 1956 ha abolito formalmente sia la poligamia, sia il ripudio, attraverso un audace lavoro di ijtihad (interpretazione), che ha portato a ritenere la poligamia implicitamente proibita dal Corano. Infatti, da una lettura coordinata del versetto IV, 3 del Corano (“Se temete di non essere giusti con gli orfani, sposate allora tra le donne che vi piacciono, due o tre o quattro, e se temete di non essere giusti con loro, una sola”) con il versetto IV, 129 (“Anche se lo desiderate, non potrete agire con equità con le vostre mogli”), si desume come la condizione di mantenere e di trattare equamente le mogli sia di fatto impossibile da realizzare, e quindi la poligamia non possa essere praticata.

L’art. 18 del codice di statuto personale tunisino, quindi, non solo inserisce una precedente unione tra gli impedimenti al matrimonio, ma sanziona il reato di bigamia con una multa e reclusione fino ad un anno e, ai sensi dell’art. 21, l’eventuale secondo matrimonio contratto in violazione al divieto di bigamia è nullo. Quanto al ripudio, atto che il diritto islamico considera riprovevole (come riportato in un hadith: “Dio non ha permesso nulla che Gli fosse più odioso del ripudio”), il codice tunisino lo abolisce. Il divorzio (introdotto in Tunisia quasi venti anni prima che in Italia) è quindi l’unica causa di scioglimento del matrimonio (artt. 29 e seguenti), ammesso soltanto in via giudiziale, in seguito a un tentativo di conciliazione da parte del giudice.

La legge 44/1979 limitava la poligamia, considerata un danno per la prima moglie e quindi presupposto per il divorzio in caso di un secondo. La legge fu abrogata e sostituita dalla successiva legge 100/1985. Viene meno l’equazione poligamia/danno alla moglie, e per ottenere il divorzio occorre provare di aver subito a causa della poligamia un danno economico o emotivo. Il marito dovrebbe comunque chiedere alla precedente moglie il consenso quando intende sposarne un'altra. Questa disposizione viene, tuttavia, spesso disapplicata dai giudici perché contraddice la Sharia, considerata (ex articolo 2 della Costituzione egiziana) la principale fonte del diritto.

La legge 1/2000 ha reso più accessibile il khul‘, cioè il diritto della moglie di richiedere direttamente al giudice il divorzio. L'avvento dei "Fratelli Mussulmani" sta mettendo in crisi questo assetto. Tra i sostenitori di un ritorno al passato c'è anche Rania Hashem, autrice del libro “Poligamia: un diritto religioso“.

Mudawana (2003): Il matrimonio poligamico, deve essere autorizzato dal giudice, l’autorizzazione è subordinata all’esistenza di una giustificazione oggettiva ed eccezionale e alle disponibilità economiche del richiedente (art. 41), e la conclusione del secondo matrimonio è condizionata dalla conoscenza e accettazione da parte della seconda moglie del carattere poligamico del matrimonio. Inoltre l’art. 40 dispone che l’autorizzazione è esclusa se c’è il rischio che le mogli non siano trattate equamente e, soprattutto, se la prima moglie ha incluso nel contratto di matrimonio una clausola di monogamia. In ogni caso resta salvo il diritto della prima moglie a chiedere il divorzio in caso di un secondo matrimonio (art. 45).

Durante il viaggio di nozze in corso, le è permesso di mangiare con i suoi mariti. Dorme con un uomo diverso nella sua capanna ogni due notti durante la fase del viaggio di nozze, ma a tutti gli uomini del villaggio è permesso di avere rapporti con lei durante il giorno. D'altra parte, una volta terminata la luna di miele, di solito le viene assegnato di stare con più di un marito e il numero può superare il cinque. Cucina il cibo per loro e ha rapporti sessuali con loro a casa sua. Ma è disponibile anche per il resto del villaggio fuori, essendo ancora la "moglie del villaggio". Ha anche l'autorità di eliminare i mariti dalla sua casa in circostanze tipiche. Non è finita qui. Il bambino nato da quella "moglie del villaggio" si chiama "mwanababola", che significa "figlio del villaggio" perché appartiene a tutti gli uomini. Il villaggio nel suo insieme dovrà pagare la dote per le future mogli a nome dei figli della "moglie del villaggio".

Nero: Stati in cui la poligamia è illegale e sanzionata

AFRICA: 26 Stati

ASIA: 21 Stati

Blu: Stati in cui la poligamia è proibita ma non sanzionata

Women and girls, everywhere, must have equal rights and opportunity and be able to live free of violence and discrimination and gender equality requires urgent action to eliminate the many root causes of discrimination that still curtail women's rights in private and public spheres.

Celeste: Stati in cui la poligamia è legale

India, Filippine, Singapore, Malesia e Sri Lanka la consentono solo ai cittadini di fede musulmana.

Verde: Stati in cui la poligamia è ammessa solo per i musulmani

Gabon

Rep. Dem. del Congo

In Gabon, sia le donne che gli uomini hanno il permesso di avere più di un coniuge, anche se in genere solo gli uomini seguono la pratica di mantenere più mogli. Prima di contrarre un matrimonio, la coppia deve dichiarare se intende perseguire una relazione poligama in futuro. Gli uomini possono in seguito ritrattare la loro decisione e optare per la poligamia se lo desiderano, ma le donne non hanno questa possibilità.

La pratica del "sexual cleansing" svolge un ruolo importante nell'aumentare il numero di HIV/AIDS nei paesi africani in cui viene praticato. La maggior parte degli uomini iena trasmette malattie sessualmente trasmissibili, tra cui l'AIDS, ma non rivelano mai le loro condizioni mediche.

La pulizia sessuale (aka kusasa fumbi) è una pratica in alcuni paesi africani n cui ci si aspetta che una ragazza o una donna abbia una copula con uno sconosciuto dopo aver raggiunto il menarca (il primo evento delle mestruazioni), dopo essere rimasta vedova o dopo aver abortito come rituale di pulizia. La pratica del "kusasa fumbi" viene talvolta eseguita da un futuro marito selezionato per una ragazza o in molti casi da un lavoratore retribuito. vere" (o "spazzolare via la polvere") che si riferisce a una ragazza che perde la verginità spesso senza protezione per diventare adulta. La pratica è diffusa in alcune parti del Kenya, Malawi, Zambia, Tanzania, Angola, Uganda, Congo e Costa d'Avorio.

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Fra le donne di etnia Lele, una su dieci diventa "moglie del villaggio" e le altre sono poliandriche. Le ragazze giovani tendono ad essere promesse in sposa a uomini più anziani e gli uomini più giovani, che aspettano che le proprie spose fidanzate diventino adolescenti, chiedono agli anziani del villaggio di avere una moglie comune, che possa essere condivisa da tutti gli uomini di una determinata fascia d'età. Questa donna, che inizia a vivere con più di un uomo, viene conosciuta come "moglie del villaggio". Viene trattata con molto onore e si gode la sua luna di miele che dura per un periodo di sei mesi o più. Durante questo periodo, rimane quasi come una regina senza cucinare il cibo, attingere l'acqua, tagliare la legna da ardere o qualsiasi attività domestica. Non mangia verdure, poiché i suoi adorabili mariti le portano ogni giorno uccelli e scoiattoli. Mangia il delizioso piatto a base di fegato di antilope.

Gender equality is not only a fundamental human right but a necessary foundation for a peaceful, prosperous and sustainable world

U

Secondo il Comitato per i diritti umani dell'ONU, la poligamia viola il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), citando la preoccupazione che la mancanza di "parità di trattamento per quanto riguarda il diritto di sposarsi" violi la dignità delle donne e dovrebbe essere messa al bando.

Uomini iena

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