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l'istruzione della donna

storia

art.3 della Costituzione Italiana

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

introduzione

art. 34 della Costituzione Italiana

"La scuola è aperta a tutti..."

La lotta di Malala e i dati UNICEF

Il cammino verso il riconoscimento dei diritti delle donne è stato particolarmente lungo e difficile, perché per secoli sono state considerate diverse e inferiori all'uomo.

Oggi la Costituzione della Repubblica Italiana afferma la parità fra i sessi, tuttavia nella gran parte del mondo, la donna è ancora lontana dal godere una piena parità dei diritti in campo economico , sociale, culturale e politico, e lotta per i propri diritti. Un esempio ne è Malala, vincitrice del premio Nobel per la Pace nel 2014 , e la sua coraggiosa e tenace lotta per garantire alle bambine e ragazze di studiare in tutti quei territori dove il terrorismo islamico non permette al genere femminile di accedere all’istruzione.

Secondo l' UNICEF, gli ostacoli alla scolarizzazione femminile nascono da discriminazioni e pregiudizi radicati in numerose culture: due terzi degli 875 milioni di adulti analfabeti nel mondo sono solo donne.

Inoltre, afferma ancora il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, l'esclusione delle bambine e delle ragazze dal sistema educativo non rappresenta soltanto la negazione di un diritto umano, ma anche una grave conseguenza sul futuro di una società.

letteratura

Per secoli la concezione maschilista diffusa affermava che le donne non necessitavano di un'istruzione come gli uomini poiché i loro compiti si limitavano al governo dei figli e alla cura della famiglia e della casa.

Per cui le donne interessate a colmare questi vuoti, lo fanno attraverso la lettura: una lettura individuale e casalinga, spesso furtiva e colpevole.

Gaetano Chierici

Edward John Poynter

Paolina Leopardi

Fortunata fu Paolina Leopardi, che nata nel 1800 in una famiglia nobile di Recanati, ricevette un'istruzione identica a quella dei fratelli.

Contrariamente all’uso del tempo, compì seri studi, tanto da diventare esperta traduttrice di lingue straniere e collaboratrice del padre nelle opere da lui prodotte.

Paolina aveva un rapporto di sintonia intellettuale con il padre Monaldo e con i fratelli, tanto che cooperò alla redazione dei giornali "La voce della ragione" e "La voce della verità" diventando di fatto la prima giornalista italiana.

Il padre si occupò in prima persona degli studi dei figli, ed ebbe il merito d'aver voluto per la figlia la stessa educazione data ai maschi.

Giacomo Leopardi

film: Giovane Favoloso

Paolina eccelleva soprattutto in francese, lingua che arrivò a possedere perfettamente.

Negli scritti di Paolina si manifesta un vivo affetto nei riguardi del padre, mentre si sottolineano critiche alla poca affettività ricevuta dalla madre. L'amore per il padre la portò a coltivare il comune interesse per le letture, nonché la collaborazione nelle ricerche giornalistiche, infatti Paolina "leggeva libri e giornali francesi, estraendone gli articoli opportuni”.

Fondamentale per la formazione e lo sviluppo della personalità di Paolina resta il rapporto con il fratello Giacomo: finché egli rimase in famiglia, lei gli fu vicina, non solo affettivamente ma a livello pratico, quasi una segretaria e un'assistente, a causa dei problemi di vista del poeta.

Paolina Leopardi come abbiamo visto, è stata solo un'eccezione nell'ambito dell'istruzione delle donne, favorita dalle condizioni economiche della famiglia agiata. Infatti le proteste femminili per ottenere il diritto all'istruzione, e di conseguenza alla possibilità di votare, iniziarono nel 1848, negli Stati Uniti, quando alcune signore appartenenti al ceto borghese fondarono le prime associazioni femministe di donne bianche.

Le prime proteste femministe iniziarono però ancor prima del 1848, già dopo la Seconda rivoluzione industriale infatti, hanno inizio le lotte politiche delle donne, ma ad essere richiesto, non è ancora il suffragio universale, bensì lavori dignitosi , con un aumento salariale e la riduzione degli orari di lavoro.

La conseguenza di queste proteste, inizialmente, riguardò la donna piccolo-borghese attraverso il suo ingresso trionfale nel settore terziario.

La "donna nuova"

Un vero e proprio ”boom” riguardò l’insegnamento nelle scuole elementari che divenne prevalentemente femminile, soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

Pur essendo ancora mal pagata, la professione di maestra fu abbracciata con entusiasmo sia da ragazze di estrazione proletaria e contadina, sia da giovani donne del ceto medio.

Mutò anche il ruolo della donna aristocratica e alto- borghese che, da severa custode delle tradizioni familiari, si trasformò spesso in donna fatale, bella ed elegantissima.

Si agguerrisce anche il drappello delle donne intellettuali: lasciata la veste di scrittrici solitarie, divennero giornaliste, si fecero aprire le porte delle facoltà di medicina, matematica e fisica.

Per quanto riguarda le donne operaie verso la fine del XIX secolo la Germania, l’Inghilterra e la Francia avevano finalmente approvato leggi sociali che cominciavano ad arginare lo sfruttamento disumano del lavoro infantile e femminile.

Emma Strada

Stiratrici, Degas (musée d'Orsay)

Nacquero anche le prime forme di protezione alla maternità (congedi, sussidi ecc.). Tuttavia la manodopera femminile continuò ad essere sottopagata e il suo diritto all'occupazione non garantito.

Sul fronte dell'istruzione, solo nel 1874 venne concesso alle donne italiane l'accesso ai licei e alle università, anche se in realtà continuarono ad essere respinte le iscrizioni femminili e il titolo di studio non garantiva ancora l'accesso a tutte le professioni.

Soltanto agli inizi del XX secolo alcune donne riuscirono ad entrare in ambiti da cui fino ad allora erano state escluse:

-nel 1907 Ernestina Prola fu la prima donna italiana ad ottenere la patente;

-nel 1908 Emma Strada si laureò in ingegneria;

-nel 1912 Teresa Labriola si iscrisse all'Albo degli avvocati, e Argentina Altobelli e Carlotta Chierici vennero elette al Consiglio Superiore del lavoro.

Ernestina Prola

Patente di una donna

Scheda di valutazione scuola fascista

Poi, come ad interrompere questa lenta crescita della donna nella società, il Regime Fascista di Mussolini cercò di eliminare tutte quelle attività che potessero distrarre le donne dallo sposarsi presto all'avere tanti bambini, tra cui appunto la scuola e l'istruzione.

Per ridurre il numero delle iscrizioni femminili alle scuole medie, infatti, fu imposta una tassa doppia rispetto a quella dei bambini.

Inoltre a scuola,le materie scolastiche che le femmine dovevano seguire, erano differenti da quelle dai maschi.

Infatti nei documenti di valutazione finali delle ragazze possiamo notare che, contrariamente ai ragazzi, queste dovevano seguire lezioni di cucito, nozioni di economia domestica e allevamento di bambini, che nella scheda di valutazione finale, corrispondevano ai "lavori donneschi". Al contrario i maschi dovevano seguire corsi di "lavori manuali", fra i quali troviamo: falegnameria, giardinaggio e prestazioni atletiche.

Louise Weiss

Marie Curie

Louise Weiss

Così come in Italia, anche in Francia, alla donna si chiedeva solo di essere una brava donna di casa, una moglie e una madre, e l'istruzione rappresentava un lusso riservato a poche fortunate.

Molte donne però, hanno rialzato la testa, e dimostrato di poter incidere positivamente nello sviluppo della società civile. Un esempio ne sono Marie Curie, Louise Weisse e Coco Chanel.

francese

Coco Chanel

Marie Curie

Coco Chanel

Marie Curie

D'origine polonaise, Marie Curie est une physicienne qui obtient en 1903 le prix Nobel de physique pour ses travaux sur la radioactivitè.

En 1911, elle reçoit son deuxième prix Nobel en chimie pour ses travaux sur le polonium et le radium. Elle est la seule femme à avoir obtenu deux prix Nobel et la première femme lauréate.

Elle est également la première femme à occuper le poste de professeur de physique à la Sorbonne. En 1995, ses cendres ont été transférées au Panthéon. Et c'est de nouveau la première femme à recevoir une telle dinstinction.

Louise Weisse

Louise Weisse devient agrégée de lettres à 21 ans et diplômée d'Oxford.

D'abord journaliste puis infirmière pendant la première guerre mondiale, elle s'engage dans le combat féministe et devient militante en 1934 pour le droit de vote des femmes en France, puis se présente aux élections législatives de 1936.

Elle refuse un poste de ministre offert par Léon Blum et fonde une revue féministe. Le droit de vote est accordé aux femmes en France en 1944.

Gabrielle Chanel apprend la couture trés jeune. Elle ouvre en 1909 une botique de chapeaux à Paris. Très vite le succès de ses chapeaux lui permet d'ouvrir d'autres boutiques en France.

En 1915 elle ouvre à Biarritz sa première vraie maison de couture. Elle invent un style nouveau: elle raccourcit les jupes et propose aux femmes des vêtements simples et pratiques. Elle oppose à la mode de son époque l'image d'une femme dynamique et sportive. De plus elle fait de l'accessoire comme les faux bijoux, un point fort du style Chanel devenu un classique aujourd'hui de la mode française.

Aretha Franklin

Aretha con il padre

musica

Come Coco Chanel, a trasgredire le regole e ad andare contro le convenzionalità fu anche Aretha Franklin, regina del Soul , un'artista che ha saputo diventare un'icona socio-politica solo grazie al suo immenso talento.

Aretha Franklin è stata una cantante inimitabile nella storia della musica mondiale, poche interpreti sono state capaci di emozionare come lei.

Figlia di un predicatore battista molto famoso negli Stati Uniti e di una cantante gospel, soffrì per la separazione dei genitori, avvenuta quando aveva solo 6 anni.

Dopo il divorzio andò a vivere a Detroit, diventando ben presto, con le sorelle, una delle voci della comunità religiosa di cui il padre era ministro.

Respect & Think

film "The Blues Brother"

album Aretha Now

Nel 1967 Aretha trasformò una canzone che Otis Redding aveva scritto due anni prima in un inno dell'emancipazione femminile e del movimento per i diritti civili, si intitolava 'Respect'.

Era una semplice richiesta di qualcosa che non poteva più essere negato, ma Aretha ne aveva ribaltato il significato: nella versione originale era un uomo che chiedeva alla propria donna di rispettarlo, nella versione di Aretha invece era la donna a pretender rispetto.

Per tutta una serie di motivi la sua fama iniziò a declinare. A rilanciare l’immagine della straordinaria artista fu un film uscito nel 1980: The Blues Brothers. Aretha Franklin nella pellicola riproponeva in una nuova versione una straordinaria Think, diventando una sorta di protagonista, che come moglie, si ribella al marito chitarrista

Think è una canzone uscita come singolo nel 1968, apparso nell'album Aretha Now. La canzone è un inno femminile sulla libertà, scritta dalla stessa Aretha e da suo marito Ted White.

film "The Blues Brother"

Rosa Parks

inglese

Sono due gli aspetti della vita e dell'arte di Aretha Franklin che la rendono una donna rivoluzionaria per la sua epoca: il suo impegno per l'affermazione, non solo del suo essere una donna, ma anche un'artista di colore.

Un'altra donna di colore che, come Aretha, ha segnato la storia è Rosa Parks, che con un semplice "no" ha dato inizio ad un cambiamento epocale sulla segregazione razziale.

Rosa Parks was born in Alabama, in the South of the USA, in 1913. She lived at the time when there was a lot of racial discrimination against black people in the USA. For example, the school she attended in Alabama was for African American students only. White children were educated in separate schools.

In 1943 she became a Civil Rights Activist and became actively in the Civil Rights Movement.

On December 1st 1955, she took the bus to go home, as every day. When the bus was full and some white passengers were standing, the driver asked some black passengers to give up their seats to the white passengers.

Rosa refused and was arrested.

The boycott

After her arrest was organised a boycott of Montgomery buses. It ended after 381 days, when the United States Supreme Court declared that racial segregation laws on public transport were uncostitutional.

Rosa died in Detroit in 2005, at the age of 92.

Her entire life was dedicated to Civil Rights and was nominated the 1st Lady of Civil Rights and the mother of the Freedom Movement, too.

Moreover in 1996 President Clinton presented Rosa Parks whit the presidential Medal of Freedom.

geografia

Il "no" di Rosa Parks ha dato inizio alle proteste per il cambiamento delle leggi di segregazione razziale, non solo nel popolo americano, ma anche in quello africano, sottomesso e sfruttato dai popoli europei colonizzatori. Nel secolo scorso l'istruzione africana era infatti riservata quasi esclusivamente alla popolazione bianca colonizzatrice.

Ancora oggi nel continente africano il diritto all’istruzione è precluso a molti bambini: secondo dei dati statistici del 2015 della fondazione Rita Montalcini Onlus il 70% della popolazione è analfabeta e in alcuni paesi lo è quasi il 90%. La situazione poi è ancora più critica per quel che riguarda l’istruzione femminile, in quanto alle bambine è frequentemente negata la possibilità di andare a scuola a causa di veri e propri pregiudizi di genere.

Ci sono diverse associazioni che promuovono progetti umanitari su tutto il continente africano tra cui troviamo anche La Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, nata nel 1992 con lo scopo di favorire l’orientamento allo studio e al lavoro, e che in Africa ha l’obbiettivo di favorire l’istruzione e la formazione professionale femminile, attraverso programmi di alfabetizzazione, formazione professionale e programmi di recupero di bambine e ragazze in situazioni difficili.

L’Associazione inoltre sottolinea come il ruolo della donna nel continente africano sia così importante da poter fare la differenza: infatti se alla donna africana viene dato accesso all’istruzione e alla formazione, si vedranno grandi cambiamenti nella famiglia e anche nell’intera società ed economia africana, e non solo. Essendo il tasso di mortalità infantile, le cui madri hanno ricevuto l'istruzione primaria, la metà di quella dei bambini le cui madri sono analfabeti, anche il tasso di mortalità infantile si ridurrebbe notevolmente.

In Etiopia

Secondo le testimonianze di ragazze che vivono in Etiopia e in Kenya raccolte dalla fondazione Rita Levi Montalcini Onlus, si è capito che queste non hanno vita facile:

In Etiopia, non ci sono molte speranze di avere una vita da adolescente normale. Le ragazze di mattina, come prima cosa devono dare una mano a casa, poi fare colazione quando, con un po’ di fortuna, riescono a procurarsi del cibo. Successivamente invece di andare a scuola, devono camminare per chilometri e chilometri prima di arrivare alla prima fonte d’acqua sicura nelle vicinanze, per poi tornare indietro, sempre a piedi, facendo tardi a scuola, ma presto smetteranno del tutto di andarci.

Qui, la maggior parte delle donne a soli trent'anni anni, ha già 6,7,8 figli. Lavorano come contadine, e devono fare ogni giorno i conti con la discriminazione. In Etiopia solo gli uomini hanno diritto di lavorare, di gestire il denaro, di possedere la terra. Le donne sono solo degli oggetti, a cui spettano unicamente i compiti più degradanti e umilianti.

In Kenya

In Kenya le ragazze concludono la loro vita scolastica perché, la maggior parte delle volte, la famiglia non ha abbastanza soldi per pagare tutto l’occorrente. Spesso subiscono le mutilazioni genitali, si sposano a 13 anni, (spesso perché la famiglia, essendo povera, ha una bocca in meno da sfamare) con un uomo molto più grande di loro, oppure vengono rapite e costrette a subire violenze in baracche. La maggior parte delle volte a causa delle mutilazioni genitali, o delle violenze, il dolore durante il parto delle donne è spaventoso, e non vogliono avere più figli.

religione

Il diritto di proprietà sulla donna da parte dell'uomo, è dovuto la maggior parte delle volte, alle tradizioni tramandate nei singoli Paesi; così come in Africa anche nel Medio-Oriente la donna viene sottomessa secondo i principi dell'Islam.

Ma in realtà, non è il Corano a volere la donna in una condizione di subalternità rispetto all’uomo, bensì le interpretazioni distorte che ne hanno dato nei secoli i giuristi musulmani, ispirate ad un pensiero “patriarcale”, più tradizionale.

A ribadirlo diverse volte è Azizah al-Hibri, docente della University of Richmond che si batte per le donne musulmane e i loro diritti. Al-Hibri spiega: “Quasi 1500 anni fa il Sacro Corano ha affermato che Dio ci ha creati maschio e femmina e ci ha fatto divenire nazioni e tribù diverse in modo che ci conoscessimo l’un l’altro”. “Nel contesto coranico di questo versetto – chiarisce – ‘conoscersi’ significa comunicare, cooperare e celebrare le differenze l’uno dell’altro.

Azizah al-Hibri

il Corano

simbolo religione Islamica

“Il mondo musulmano è frammentato, si è allontanato dalla lingua originaria, l’arabo, e molti musulmani hanno una comprensione superficiale dell’Islam”.

“Oggi molti musulmani fanno fatica a distinguere tra principi coranici e pratiche sociali, pensano che anche queste ultime siano ispirate alla religione, perciò sacrosante”.

Un esempio “ne è la circoncisione femminile, nota come mutilazioni genitali femminili, erroneamente considerate una pratica prescritta dall’Islam ma priva di fondamento giuridico nel Corano”. Si tratta, chiarisce al-Hibri, di una pratica esercitata per “diminuire la possibilità della donna di godere della propria sessualità anche dopo il matrimonio, mentre l’unico limite che l’Islam pone alla sessualità è che essa si svolga nell’ambito della coppia sposata”.

"il Corano- afferma ancora Azizah al-Hibri- “deve essere avvicinato nella sua lingua originale, l’arabo, che va insegnato ai bambini per immunizzarli dalle interpretazioni scorrette e manipolatorie della loro religione. Questa “educazione islamica” alla parità di genere potrà incoraggiare le donne musulmane occidentali a ricoprire ruoli di leadership nelle loro società, come già avviene negli Usa, ma deve essere svolta da docenti musulmane accreditate e credibili”.

Zaha Hadid

arte

Se pur le tradizioni islamiche impediscono alle donne di ricevere un’istruzione e di assumere ruoli importanti nella società, per Zaha Hadid, non fu così, infatti, nata a Baghdad, in Iraq, in una famiglia agiata, è riuscita a studiare matematica a Beruit e architettura a Londra, lavorando per alcuni anni a Rotterdam insieme a due dei suoi ex professori. Nel 1980 fondò a Londra il suo studio di architettura ZAHA HADID ARCHITECTS. Morì il 31 marzo 2016 all’età di 65 anni a causa di un attacco cardiaco in un ospedale di Miami, quando era ricoverata per una bronchite.

Zaha Hadid è considerata una figura simbolica per il XX secolo, infatti nella storia dell’arte sono davvero molto poche le donne, che grazie al loro talento artistico, sono riuscite ad avere successo come lei, o anche solamente a studiare per specializzarsi in una professione.

Decostruttivismo-Daniel Libeskind

Decostruttivismo

Apartment

L’archistar rappresenta anche uno dei principali esponenti della corrente del DECOSTRUTTIVISMO (in opposizione al COSTRUTTIVISMO, il quale si ispirava al progresso tecnologico, alla macchina e all'industria).

Questo movimento, nato nel 1988 in reazione al razionalismo, si proponeva di de-costruire l’architettura, rinunciando alle forme geometriche tradizionali, per abbracciare invece forme complesse, tagliate e deformate, volumi asimmetrici intersecati tra loro in modo apparentemente caotico. Anche se solitamente accostata al decostruttivismo, Zaha aveva un suo stile difficilmente inquadrabile e assolutamente unico, che è stato paragonato anche all’Astrattismo, al Futurismo e all’Espressionismo, proprio in accostamento a diversi movimenti artistici.

Grand Staircase

City University of Honk Kong

I premi

La prima cosa che colpisce delle opere di Zaha Hadid, soprannominata “The Queen of the Curve”, è la fluidità: forme continue che si piegano, si curvano e si trasformano dinamicamente.

Nel 2004 diviene la prima donna a vincere il Pritzker Prize, il Nobel dell’architettura, nonostante la sua giovane età.

Nel 2010 si guadagna invece lo Stirling Prize, grazie alla realizzazione del MAXXI, in Italia.

Architetture

Tra le sue opere ricordiamo:

La stazione dei vigli del fuoco (Vitra Fire Station),che, progettata per il complesso industriale in Germania, è stato uno dei primi progetti di Zaha Hadid ad essere effettivamente realizzati. Una struttura dalle forme quasi astratte, costituita da una serie di piani e volumi che si intersecano fra loro ad angolazioni imprevedibili che esprimono un impressionante dinamismo, consapevolmente ricercato dall’architetto, che infatti afferma:

“L’edificio è movimento congelato. Esprime la tensione allo stato di allarme, può esplodere in azione in ogni movimento”.

MAXXI

MAXXI & Ponte dello Sceicco

MAXXI

In Italia, abbiamo il MAXXI- Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo- che si integra nel quartiere Flaminio con i suoi bassi volumi e ne diventa subito un elemento distintivo. Con le sue forme oblique e la fluidità delle forme, rappresenta una delle poche opere di architettura degne di nota a Roma.

Ad Abu Dhabi invece, Zaha Hadid ha lasciato la sua “impronta” con uno stupefacente ponte ad arco, lungo 842 metri, e completato nel 2010. Il suo design unico si ispira alle dune del deserto ed è stato progettato per resistere a terremoti di grande intensità. Oltre alla struttura ondulata con le arcate che sembrano accavallarsi una sull’altra, il Ponte dello Sceicco è reso ancora più bello dal progetto di illuminazione dinamica che la sera lo colora di luci dai tenui colori per simboleggiare la connessione con la natura e l’energia emanata dalla capitale Abu Dhabi.

Ponte dello Sceicco

Leeza Soho Tower

Infine, uno degli ultimi progetti realizzati dall’archistar prima della sua morte è la Leeza Soho Tower, a Pechino.

Il grattacielo sorge nel quartiere finanziario di Pechino. È un cilindro di vetro e acciaio, leggermente bombato, composto da due distinte sezioni separate che si avvolgono fra loro ruotando fino a 45°. All'interno della struttura c'è un atrio interno, che è una vera piazza pubblica con un record di altezza di 190 metri.

inglese

Nonostante questi “piccoli, grandi“traguardi per la figura della donna in tutto il mondo, le discriminazioni nei suoi confronti continuano a persistere, e non solo in campo educativo, ma anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni. Uno dei mezzi sui quali avvengono queste discriminazioni, sono proprio i social network, che, da una parte costituiscono una grande risorsa, soprattutto in questo periodo di distanza,

En fact people just have to go online, to communicate with their friends, their parents, their relatives, their thachers and sometimes with people that they don't know, too.

People mainly use social networking sites to chat and to share photos and videos whit each other instantly.

Social Networking sites

The most popular social networking site is Facebook followed by Instagram, Snapchat, Twitter and Tumblr, but American teenagers have recently stopped using "conventional " texting and now prefer to use smartphone application like Whatsapp, WeChat and Kik Messanger. Whatsapp is now the most popular way of messanging.

It's very easy go online, in fact for use social Networking sites, people just need only a good internet connection and a monthly contract.

il cyberbullismo

tecnologia

Dall'altra parte invece, le reti internet rappresentano un vero e proprio centro di odio, un circolo di continui insulti e prese in giro, soprattutto tra i più giovani, che spesso, nascondendosi dietro ad un anonimo, prendono di mira altri ragazzi.

É in questo caso che si parla di cyberbullismo.

Il cyberbullismo è il bullismo effettuato virtualmente. Accade quando i cyberbulli prendono di mira altri giovani ritenuti “diversi” utilizzando la rete internet. Ad esempio: vengono fatte circolare foto spiacevoli o diffusi contenuti offensivi come minacce, insulti, oppure vengono raccontate notizie false o effettuati ricatti, ingiurie, molestie e aggressioni verbali.

Il cyberbullismo costituisce una violazione sia del codice civile che del penale. Pertanto, far circolare foto spiacevoli o e-mail contenenti materiali offensivi costituiscono un reato che viola l’articolo 3 della Costituzione Italiana: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di razza, genere, lingua, religione, di condizioni personali e sociali. Per cui, è assolutamente vietato discriminare (offese) o prendere di mira chi, dal bullo, viene ritenuto diverso per, orientamento sessuale, religione, o addirittura per timidezza o abbigliamento.

Bullismo/Cyberbullismo

Bullismo & Cyberbullismo

Mentre il bullismo avviene in un luogo preciso anche con uno scontro fisico e il bullo viene subito identificato, il bullismo online avviene invece ogni volta che la vittima si collega in rete, mediante aggressioni verbali, molestie, ingiurie, ricatti e diffusioni di contenuti offensivi, ed il cyberbullo pensa di mantenere il proprio anonimato, ma è solo illusorio perché sulla rete ogni nostra comunicazione lascia traccia e i nostri comportamenti sono controllati dalla polizia postale.

Soprattutto le donne, le ragazze, spesso sono vittime di una delle tante forme di cyberbullismo: il body shaming.

Body shaming

Il body shaming è una forma di bullismo che consiste nella derisione del corpo o dell’aspetto fisico di una persona. L’espressione inglese è composta da “body”, corpo, e “shaming”, l’atto di far vergognare o deridere qualcuno.

Il fenomeno avviene sui social, dove i commenti sono particolarmente frequenti, ma può avere luogo in qualsiasi tipo di situazione attraverso commenti e giudizi solo apparentemente innocui.

Criticare l’aspetto o il corpo di qualcuno, infatti, può generare veri e propri traumi, non è raro infatti per ragazze sovrappeso ridursi all’anoressia o per qualcun altro pensare al suicidio.

Soprattutto nell’adolescenza, poi, il riconoscimento degli altri, l’approvazione dei coetanei è fondamentale, e venire umiliati in quel modo, sia da un punto di vista psicologico che fisico, significa essere distrutti moralmente.

"Bella Così"

Anche un singolo recente della cantante Chadia Rodriguez, intitolata “Bella Così”, sottolinea la negatività del body shaming.

La canzone rappresenta il cuore di un progetto contro la violenza sulle donne, il cyberbullismo e il body shaming. La giovane artista ha coinvolto donne con storie complesse e diverse tra loro. Il brano lancia un messaggio di forza e orgoglio alle donne, per farle sentire a proprio agio con se stesse e con il proprio corpo, ciascuna nei propri pregi e nei propri difetti.

A spiegare ciò è la cantante che afferma:”Bella così nasce per dare più sicurezza, per essere più consapevoli del proprio corpo. Non bisogna vergognarsene perché alla fine siamo tutte uguali. Certo, il mondo è bello perché è vario, ognuno di noi può avere le sue ideologie, i suoi pensieri, ma alla fine siamo tutti uguali. Bella così spiega proprio questo: non c’è niente di sbagliato in nessuno di noi". Siate sempre voi stesse, credete sempre in voi stesse e circondatevi di persone che fanno altrettanto. Se non avete questa possibilità, io ci sono. Potete parlare o scrivere a me e io cercherò di darvi il supporto di cui avete bisogno".

Mascherina 1522

attualità

Oltre il bodyshaming che avviene virtualmente, una particolare attenzione è da dare anche alle violenze che purtroppo appartengono alla realtà di molte donne, che soprattutto nel periodo di quarantena, dentro casa, si sono ritrovate a vivere situazioni di violenza.

Il lockdown ha infatti incrementato il problema della violenza domestica, come dimostrano gli spaventosi numeri dei contatti ai centri antiviolenza Differenza Donna e Di.Re (Donne in Rete), ai quali durante il lockdown si sono rivolte 2867 donne, il 74,5 per cento in più rispetto alla media mensile.

Telefonare al numero verde per le violenze, sempre in funzione, è impossibile se chi ti perseguita è lì accanto e controlla ogni movimento.

Per questo l’Italia, seguendo l’esempio spagnolo introduce un codice: basterà entrare in farmacia e dire di volere una “Mascherina 1522”, ed il farmacista potrà così aiutare la persona dando informazioni utili e attivando gli aiuti.

educazione

fisica

La violenza dell'uomo sulla donna nasce sempre dalla convinzione che il fisico dell'uomo, muscolarmente più forte, può dominare quello anatomicamente più debole della donna.

É proprio partendo da questa disuguaglianza tra il corpo maschile, più robusto, e quello femminile, più gracile, che sin dall'antichità alla donna sono state precluse diverse attività sportive, riservate esclusivamente all'uomo: la società infatti intendeva relegarla a un ruolo generalmente subordinato, limitato alla sfera dei lavori domestici e alla procreazione.

Quest'idea si ripropone in modo ancor più insistente negli sport più faticosi, basati maggiormente sulla resistenza, primo fra tutti la maratona.

Ancora negli anni Sessanta infatti, era opinione comune e condivisa che le donne non fossero fisicamente in grado di correre una maratona e, addirittura, che la corsa potesse essere nociva per la loro salute.

Kathrine Switzer

A smentire quest'idea di inferiorità fu Kathrine Virginia Switzer, la quale amava correre, ma essendo una donna, nel 1967 era impossibilitata a partecipare ad ogni il tipo di competizione. Tuttavia riuscì a iscriversi alla maratona di Boston, in virtù di uno stratagemma: si iscrisse con le sole iniziali, K.V. Switzer, non specificando il sesso. Ottenne il pettorale numero 261 e iniziò la sua gara, ma quando gli organizzatori si accorsero dell’inganno, tentarono di estrometterla strattonandola e obbligandola ad andarsene, ma non si lasciò fermare e riuscì ugualmente a portare a termine la sua gara.

“SAPEVO CHE SE AVESSI SMESSO, NESSUNO AVREBBE MAI CREDUTO CHE LE DONNE AVEVANO LA CAPACITÀ DI CORRERE PER OLTRE 26 MIGLIA. SE AVESSI ABBANDONATO, TUTTI AVREBBERO DETTO CHE ERA STATA UNA TROVATA PUBBLICITARIA. SE AVESSI RINUNCIATO, GLI SPORT FEMMINILI SAREBBERO TORNATI INDIETRO NEL TEMPO, INVECE CHE IN AVANTI. SE AVESSI SMESSO, NON AVREI MAI PIÙ CORSO A BOSTON. SE AVESSI MOLLATO, JOCK SEMPLE E TUTTI QUELLI COME LUI AVREBBERO VINTO. LA MIA PAURA E LA MIA UMILIAZIONE SI SONO TRASFORMATE IN RABBIA.” - K. Switzer

Dopo gli eventi, la Switzer non soltanto proseguì brillantemente la sua carriera di atleta, correndo oltre 40 maratone e vincendo quella di New York nel 1974, ma divenne un simbolo e un’attivista a favore dell’inclusione femminile nello sport.

Tra le iniziative di Kathrine Switzer ricordiamo l’Avon International Running Circuit, un programma che comprende più di 400 gare dedicate alle donne in 27 Paesi e ne ha coinvolte, nel tempo, oltre un milione, contribuendo a far finalmente includere la maratona femminile nei Giochi olimpici, cosa che è avvenuta soltanto nel 1984.

Il 17 aprile 2017, cinquant'anni dopo la sua impresa all’età di 70 anni, ha preso parte ancora una volta alla mitica maratona di Boston, indossando lo stesso numero di pettorale, il 261.

Ma le attività di Kathrine Switzer non si fermano qui. Nel 2015, insieme ad altri quattro amici, ha dato vita al progetto 261 Fearless, dedicato all’inclusione delle donne nel mondo della corsa e dello sport.

261 Fearless è una rete di club presenti in tutto il mondo e si fonda sui principi di aggregazione, divertimento e condivisione, con l’obiettivo di aiutare le donne ad affrontare le proprie paure e combattere i pregiudizi attraverso la corsa non competitiva e l’attività sportiva.

261 Fearless

Avon International Running Circuit

European College of Neuropsychopharmacology

scienze

Per concludere ho voluto ricercare dal punto di vista scentifico quali fossero effettivamente le differenze tra un corpo maschile ed uno femminile, tanto da giustificare le discriminazioni subite dalla donna nel corso dei secoli, sia dal punto di vista fisico che culturale.

Le differenze fisiche principali tra un uomo e una donna, non sono date tanto dagli organi genitali, bensì dagli ormoni che le ghiandole endocrine producono. Questi ormoni però non vanno ad influire sull’intelligenza dell’individuo, così da dare una spiegazione scientifica alle tradizioni e discriminazioni, le quali affermano che la donna non abbia le stesse capacità per studiare allo stesso modo degli uomini.

Come affermato e dimostrato dallo studio dell’Università di Vienna, presentato presso il congresso annuale della European College of Neuropsychopharmacology (ECNP) di Amsterdam, l'unica differenza nello sviluppo neurologico degli uomini e delle donne è determinato dal testosterone (che è il principale ormone sessuale maschile): infatti maggiore è la produzione di questo ormone e minore sono le capacità verbali e di acquisizione delle informazioni. Essendo che il testosterone è prodotto in maggiori quantità nell'uomo rispetto alla donna, il maschio ha minori capacità di linguaggio e di assimilazione di nuovi concetti.

La ricerca ha analizzato un campione di 18 individui transessuali che hanno cambiato sesso da donna a uomo, ai quali è stato somministrato il testosterone: i soggetti sono stati esaminati prima e dopo il trattamento, e gli scienziati hanno scoperto che l'esposizione all'ormone maschile aveva ridotto il volume della materia grigia in due regioni chiave del cervello: quella del linguaggio, l’area di Broca, e quella della comprensione del linguaggio, area di Wernicke.

Dopo questo studio si è reso noto che il testosterone potrebbe effettivamente influenzare le diverse competenze cerebrali dei generi, nello specifico le abilità verbali, che sono più forti nelle donne.

Nello specifico gli ormoni sono sostanze prodotte da particolari organi, le ghiandole endocrine, che li riversano nel sangue, il quale a sua volta li distribuisce a tutto il corpo, e agiscono in modo specifico in quei tessuti dove ci sono cellule che, riconoscendoli, rispondono al loro messaggio chimico.

Sono fondamentali per lo sviluppo di alcuni caratteri sessuali primari, quindi per la funzionalità dell’apparato riproduttore, ma soprattutto per lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, ossia le differenze tra il corpo maschile e quello femminile non legati agli organi riproduttivi (quali per esempio per i maschi, lo sviluppo della muscolatura, e nelle femmine il maggiore sviluppo delle mammelle).

Il sistema endocrino

Il sistema endocrino è costituito da diversi tipi di ghiandole. Esse sono:

Ipofisi – Ipotalamo – Testicoli – Ovaie – Tiroide – Surreni - Paratiroidi – Pancreas

I TESTICOLI

I testicoli sono le ghiandole riproduttive maschili che producono il principale ormone sessuale maschile, il testosterone. Nel periodo della pubertà determina la crescita del pene, della barba e dei peli corporei, il cambiamento del tono della voce e la crescita e la forza delle masse muscolari. Nella vita adulta il testosterone è indispensabile per la produzione di spermatozoi.

LE OVAIE

Gli ormoni prodotti dalle ovaie sono gli estrogeni ed il progesterone. Essi sono responsabili della comparsa e del mantenimento delle caratteristiche sessuali femminili ed anche della conduzione della gravidanza, ed è uno dei tre ormoni che regolano il ciclo mestruale. Nella menopausa si ha la cessazione della produzione di ormoni ovarici, espressione del normale processo dell’invecchiamento.

Margherita Hack

Greta Thumberg

Quindi scientificamente è dimostrato che la donna ha le stesse capacità intellettive dell'uomo, anzi, ha maggiori capacità nel linguaggio e nell'apprendimento, pertanto la sua istruzione può raggiungere gli stessi livelli dell'uomo, contrariamente a quanto si è pensato nel passato, e ancora oggi molti paesi continuano ad affermare.

Samantha Cristoforetti

Rita Levi Montalcini

Oriana Fallaci

"Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l'ignoranza in cui l'avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi, Signori, davanti ad una Donna." -William Shakespeare

Bebe Vio

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