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Demografia Italiana

demografia

italiana

Con 60.599.936 abitanti, l'Italia è il quarto paese dell'Unione europea per popolazione (dopo Germania, Francia e Regno Unito) ed il 23º al mondo. Il Paese ha, inoltre, una densità demografica di 201,32 persone per chilometro quadrato, più alta della media europea.

Statistiche Demografiche

Popolazione Italia 2001-2016

Andamento demografico della popolazione residente in Italia dal 2001 al 2016. Grafici e statistiche su dati ISTAT al 31 dicembre di ogni anno.

Il movimento naturale di una popolazione in un anno è determinato dalla differenza fra le nascite ed i decessi ed è detto anche saldo naturale. Le due linee del grafico in basso riportano l'andamento delle nascite e dei decessi negli ultimi anni. L'andamento del saldo naturale è visualizzato dall'area compresa fra le due linee.

Le variazioni annuali della popolazione italiana espresse in valori percentuali.

Il grafico in basso visualizza le migrazioni, in termini di numero di trasferimenti di residenza, dall'Italia verso l'estero e viceversa. I trasferimenti di residenza sono riportati come iscritti e cancellati dall'Anagrafe dei comuni d'Italia.

Limmigrazione

l'immigrazione

L’immigrazione è un fenomeno che ha talvolta caratterizzato la formazione dei popoli, spesso influenzandone la politica sociale ed economica. Fin dall’antichità si sono verificate immigrazioni, a volte anche di massa, e, ancora oggi, questi spostamenti influenzano il mondo.

L’Italia è tra i paesi europei più interessati dall’immigrazione.

Vari sono i motivi che spingono extracomunitari a stabilirsi nel nostro stato: guerre che coinvolgono gli stati di provenienza, mancanza di lavoro nel proprio stato, sogno di trovare benessere nel paese di destinazione. L’Italia, come sempre tutto il mondo occidentale, è vista come una meta da raggiungere per trovare il benessere; purtroppo, non è veramente questo ciò che spesso trovano un volta qui.

le tre fasi

Le tre fasi dell'immigrazione:

Immediato dopoguerra – prima metà degli anni ‘70

L’immigrazione risponde a una reale domanda di lavoro da parte dei paesi dell’Europa centrosettentrionale (Francia, Gran Bretagna, Belgio)

01.

02.

Seconda metà degli anni ‘70 –fine anni ‘80

La recessione economica conseguente alla crisi petrolifera riduce la domanda di manodopera e determina l’adozione di misure restrittive da parte dei paesi dell’Europa centrosettentrionale.

L’emigrazione di conseguenza si sposta verso i paesi europei meridionali (Italia, Spagna, Grecia) dove si dirigono flussi provenienti soprattutto da Nord Africa e Mediterraneo orientale L’Europa cerca di incrementare i rapporti di scambio economico e gli aiuti allo sviluppo:

Accordi di Lomè (1975 e rinnovati fino al 2000) che prevedono la cooperazione tra Europa, Africa, Caraibi, Pacifico; accordi coi paesi del Mediterraneo e dell’Europa centro-orientale.

Fine anni ‘80 – anni ‘90

L’immigrazione dipende sempre meno dalla domanda di lavoro nei paesi di ingresso e sempre più da forze espulsive presenti nei paesi di esodo.

Diventano sempre più numerosi i richiedenti asilo politico e i rifugiati che fuggono da guerre e carestie,

Dal “liberismo migratorio” i governi passano a politiche sempre più restrittive, si preferisce ancorare le popolazioni là dove sono nate e vivono per trasferirvi alcune attività produttive ad alta intensità di lavoro e a bassa intensità di capitale.

Le aree di inserimento si restringono, è rimasta aperta, fino a poco tempo fa, l’Europa mediterranea, per la sua incapacità di far rispettare norme restrittive.

Immigrazione in buona misura irregolare con scarse possibilità di promozione sociale che dà luogo a problemi, come la disoccupazione, l’emarginazione, la xenofobia.

03.

LA GUERRA

FREDDA

Nel 1949 gli stati uniti sconvolti dalla creazione della bomba atomica sovietica reaggirono con il patto Atlantico, un allenza che riuniva i paesi che accettavano la protezione nucleare americana. I sovietici elaborarono poi un accordo analogo con i paesi dell'europa orientale: il patto di Varsavia. Sempre nel 1949 la Cina divenne un paese comunista sotto la guida di Mao Zedong. Gli stati uniti decisero di riconoscere la Cina, lma la repubblica di Taiwan, dove si erano rifuggiati gli avversari di Mao. L'anno dopo sembrò che scoppiasse una guerra nucleare quando in Corea si fronteggiarono truppe statunitensi e cinesi, ma il presidente americano Truman si rifiutò di usare la bomba e scelse la via della diplomazia.

Si aprì allora il aprì allora il periodo della "guerra fredda", 40 durante i quali Usa e Urss si combatterono con armi politiche e diplomatiche senza mai approdare a una vera e propria guerra. i due paesi iniziarono una corsa agli armamenti e una serie di guerre periferiche scontrandosi indirettamente attraverso i loro alleanti in Asia e in Medio Oriente. Investirono inoltre somme enormi nei loro servizi segreti.

LA GUERRA FREDDA

Alla morte di Stalin sembrò che si aprisse un' epoca i disgelo perché il suo successore, Krusciov, denunciò i crimini dell'epoca Staliniane si accordò con il presidente statunitense Eisenhower per evitare un confronto militare diretto e garantendo la non ingerenza dell'uno nel blocco dell'altro. La speranza che tutto ciò permettesse ai paesi del blocco comunista di cambiare il loro rapporto con l'Urss svanì quando una rivolta popolare scoppiata a Budapest venne soffocata dai carri armati sovietici. In questo contesto divenne presidente degli Usa John Kennedy, che volle lanciare il paese su una Nuova Frontiera: sconfiggere i pregiudizi, inviare l'uomo sulla Luna, aiutare i poveri, collaborare con l'Urss in una coesistenza pacifica.

Tale coesistenza venne però incrinata quando i sovietici, nella notte del 12 agosto 1961, costruirono il muro di Berlino che divise in due la città, bloccando la fuga dei tedeschi dall'Est all'Ovest.

L'anno dopo l'isola di Cuba, che Fidel Castro aveva liberato da un governo dittatoriale e corrotto, nazionalizzò le piantagioni di canne da zucchero danneggiando le multinazionali Usa che le avevano sfruttate fino ad allora. Per proteggersi Castro si alleò con l'Urss e accettò di ospitare dei missili puntati contro gli stati uniti. Di nuovo si rischiò di una guerra atomica che fu evitata all'ultimo momento.

Due anni dopo, nel 1963 Kennedy venne assassinato. Nuovi assassini e una guerra in Oriente (Guerra del Vietnam) provocarono la perdita di prestigio degli Usa.

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