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Sono ponti del I secolo a.C. in muratura che collegano le sponde del Tevere con l’Isola Tiberina. Il Ponte Fabricio è costruito sotto il curator viarum ed è a due arcate. Il Ponte Cestio ha tre arcate. Entrambi recavano delle finestre di scarico sulle pile, però quella del Ponte Fabricio è affiancata da due lesene.
Ponte Cestio
Ponte Fabricio (del 62 a.C.)
I ponti in muratura si compongono delle seguenti parti: pile, arcate, spalle e carreggiata.
Il ponte della Pietra è a cinque arcate, i cui conci furono posti in opera a secco, cioè senza malta, e con quattro pile in opus quadratum. Subì rifacimenti nel XIII secolo e nel 1520 e anche quest’ultimo ha delle finestre accessorie.
Ponte della Pietra, Verona
Ponte di Augusto e Tiberio, Rimini
LE PILE: strutture verticali con fondazioni entro l'alveo del fiume. Possono essere rinforzate da un contrafforte per l'intera loro altezza e fino ai parapetti, oppure possono essere forate da un occhio di ponte o da una finestra di scarico.
LE ARCATE: sono in conci di pietra e a tutto sesto. L’archivolto spesso è modanato, cioè sagomato a fini decorativi. La superficie posta tra due archivi vicini, la pila e il parapetto è detta timpano.
LE SPALLE: sono le strutture d’appoggio sulle sponde.
LA CARREGGIATA: costituisce la parte percorribile. Essa viene lastricata in pietra ed è affiancata dai parapetti di sicurezza.
Il ponte di Rimini, è uno dei ponti più integri e raffinati dell’antichità. E’ totalmente in bianca pietra d’Istria e con probabile struttura in calcestruzzo. Presenta cinque arcate di ampiezza variabile che poggiano su quattro pile leggermente oblique rispetto all’asse della carreggiata. I conci di chiave di alcuni archi recano delicati bassorilievi allusivi ai titoli ricevuti da Augusto e sia da Tiberio.
A Roma costruire ponti era un'attività resa sacra. Presiedeva il collegio sacerdotale dei pontefici con a capo il pontefice massimo.
D'altra parte l'economia romana si fondava proprio sull'esistenza di un ponte, il Pons Sublicius (Ponte di Legno), che consentiva un agile attraversamento del Tevere. Esso era fonte di reddito, perchè chiunque avesse voluto passarvi, avrebbe dovuto pagare un pedaggio. Il ponte era interamente di legno, senza chiodature e smontabile all'occorenza, crollò per una terribile piena nel 60 a.C.