Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

FRANCESCO PETRARCA

No description
by

Edoardo Lupi

on 9 January 2016

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of FRANCESCO PETRARCA

"Forse ti accadrà di udire qualcosa di me, per quanto sia dubbio che il mio nome piccolo e oscuro possa giungere lontano nello spazio e nel tempo. E forse desidererai conoscere che uomo fossi o quali fossero gli eventi delle mie opere, soprattutto di quelle la cui fama sia giunta sino a te o di cui tu abbia sentito vagamente parlare"
LA VITA DI PETRARCA
L'epistola Posteritati
Il Canzoniere
Una nuova figura di letterato
Chiare, fresche et dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna...

FRANCESCO PETRARCA
Le coordinate storiche
Il Trecento si apre con la
Commedia
di Dante e si chiude con il
Canzoniere
di Petrarca e il
Decameron
di Boccaccio.

In questo secolo la letteratura italiana raggiunge alcune delle sue vette, ma è un'
età di profondissima crisi
che investe il tessuto
politico-sociale
, quello
ideologico
e quello
culturale
.
Guerre, epidemie (1348 peste nera), carestie, rivolte, crisi finanziarie accompagnano un grandioso progetto di trasformazione: sono in difficoltà le istituzioni comunali e quelle sovranazionali, una vera catastrofe investe il pensiero medievale (filosofia scolastica) e si ripercuote su tutte le attività culturali.
Nella storia politica ed intellettuale italiana si individua uno
spartiacque
tra due età profondamente diverse.

Dante

intellettuale

comunale
più vicino al Duecento
Petrarca

intellettuale

cosmopolita
che cerca soluzioni nuove

La grandezza rivoluzionaria di Petrarca e Boccaccio si spiega con gli stimoli che il periodo di crisi porta con sé; si realizzano così nel lavoro letterario straordinarie innovazioni, anche se bisogna ricordare che
questi autori non interrompono completamente il legame con il complesso della tradizione
.
Il risultato fu che i contemporanei amarono molto Petrarca e Boccaccio, ne riconobbero l'alto valore, ma allo stesso tempo la letteratura del Trecento appare di tono minore, non sta al passo alle opere troppo innovative di questi due grandi.
Le dinamiche politiche e sociali
Nel Trecento continua l'espansione degli
strati sociali mercantili
ma con modalità nuove disarticolazione del vecchio ordine sociale e aggregazione in un blocco "aristocratico-borghese"
Nel Trecento si completa il processo di
crisi delle principali istituzioni politiche
(Comuni, Papato, Impero)
L'instaurarsi della
Signoria
è un mutamento istituzionale fondamentale:
1. frena la violenza delle lotte di fazione tipicamente medievali,
2. garantisce espansione commerciale e finanziaria,
3. tende ad ampliamenti territoriali assoggettando i centri cittadini minori fino alla creazione di Signorie a carattere regionale,
4. semplifica il quadro politico della penisola italiana vista la creazione di un vasto
sistema di corti
(centri di elaborazione intellettuale).
La situazione politica della penisola italiana
Nel Trecento Signorie abbastanza solide si sono stabilite nei principali centri del Nord:
Milano (
Visconti
)
Verona (Scaligeri)
Padova (Carraresi)
Mantova (Gonzaga)
Ferrara (Estensi)
Nell'Italia centrale:
La crisi dello Stato della Chiesa crea un pulviscolo di piccole Signorie; il Papato raggiunge il punto più basso del suo prestigio durante la
cattività avignonese
(1308-1376) in cui la sede papale viene spostata da Roma ad Avignone, sotto la tutela dei francesi;
Urbino (Montefeltro)
Firenze (resistenza comunale fino al
tumulto dei Ciompi
(1378), quando un blocco oligarghico, aggregato attorno alla famiglia degli Albizzi, si impone fino alla metà del '400)
Al Sud:
Regno di Napoli (dinastia francese degli Angiò)
Sicilia (dinastia spagnola degli Aragona)
I cambiamenti ideologici
La crisi del Papato e dell'Impero non ha conseguenze solo sulla politica, ma anche sui fondamenti stessi del pensiero medievale.
1. Il venir meno delle ideologie universalistiche comporta la
fine dell'idea dantesca
della complementarietà dei fini tra Chiesa e Impero
2. La riduzione dell'Impero e del Papato solo a
semplici potenze mondane
, simili a tutte le altre Signorie, scardina l'idea di una connessione del potere con il divino
3. La crisi delle istituzioni universali porta con sé la
fine della filosofia scolastica
, un sistema filosofico totalizzante la realtà che ora non riesce più a fornire spiegazioni convincenti. A una concezione unitaria della realtà (cfr. Dante) si oppone ora una
distinzione tra fede e ragione
, tra
conoscenza e volontà
che trova la sua maggiore espressione letteraria in
Petrarca

1. Sulla scia del pensiero agostiniano Petrarca approfondisce il processo di
interiorizzazione dell'esperienza spirituale
: al centro dell'indagine c'è l'uomo con i suoi concreti ed estremamente vari moti dell'animo.
2. Petrarca afferma la distinzione fra
conoscenza dell'uomo e conoscenza della natura
(priorità della prima) e così inaugura la separazione fra scienze umane e scienze naturali che condizionerà la cultura italiana per secoli.
3. Mentre l'universalismo medievale va declinando, sorgono nuove istanze universalistiche non sul piano politico ma culturale: Petrarca concepisce la
tradizione culturale classica
come portatrice di valori assoluti (sostituendo così Papato e Impero come punti di riferimento).
Proprio per tali motivi
il classicismo di Petrarca
verrà recepito all'Umanesimo del '400.
Francesco Petrarca ha scritto a lungo di sé e della sua vita: non c'è esperienza, momento, che non abbia una testimonianza precisa nelle opere e in particolare nelle raccolte epistolari, alle quali egli affidò l'immagine che intendeva trasmettere ai posteri.
A una considerazione complessiva,
la vita di Petrarca appare segnata dal successo
: ottenne fama come poeta e letterato e, nei suoi rapporti con i potenti, nel circolo di amici eletti, nei suoi studi, riuscì a corrispondere alla figura di intellettuale cui tendeva un uomo capace di collocarsi in una prospettiva al di sopra delle parti, che gli deriva dalla coscienza della superiorità delle lettere rispetto alla politica, al potere, alle vicende del presente, in un ideale dialogo di continuità con i grandi del passato.
Tuttavia la sua vita e i suoi studi non gli evitarono l'esperienza dell'
irrequietezza
, dell'
insoddisfazione
, del
conflitto tra tensioni opposte
; questi due modi di sentire e di giudicare se stesso sono anzi i due poli della vita di Petrarca che manifesta anche altri segnali di contrastante volontà, ad esempio la ricerca della solitudine e la frequentazione dei potenti, la scoperta amorosa degli antichi, il lavoro filologico e la trascrizione dei codici lontano dal mondo, e la sollecitazione a pubblici riconoscimenti di gloria.

Entro queste linee va letta la biografia petrarchesca, fittissima di eventi, di incontri, di amicizie, di viaggi, di esperienze eccezionali, in una realtà attraversata da grandi mutamenti.
La tensione verso una vita esemplare
L'infanzia e la gioventù
Francesco Petrarca nasce ad
Arezzo
nel
1304
da ser Petracco, notaio fiorentino guelfo di parte bianca che viene esiliato nel 1302 come Dante.
Nel 1311 e speranze suscitate negli esiliati fiorentini dalla discesa in Italia di Arrigo VII convinsero ser Petracco a spostarsi con la famiglia a Pisa, dove
Petrarca
, ancora bambino,
incontra Dante
.
Nel
1312
ser Petracco abbandona l'Italia e si trasferisce ad
Avignone
per lavorare alla corte papale.
Tra il 1316 e il 1326
Petrarca fu avviato dal padre agli studi giuridici, prima a Montpellier e poi a
Bologna
con il fratello Gherardo.
La sua vera passione però sono i classici latini
: Bologna è un centro vivace di "riscoperta" della latinità classica dopo la buia epoca medioevale. Nell'ambiente universitario inoltre
Petrarca fa amicizia con Giacomo Colonna
, esponente di una delle famiglie romane più influenti ad Avignone.
Nel
1326
a causa della morte del padre Petrarca, giunto a un passo dalla laurea, torna con il fratello ad Avignone e decide di dedicarsi solo ai suoi interessi letterari; tuttavia a causa dei disonesti esecutori testamentari del padre, Petrarca
si ritrova senza l'eredità paterna
e si vede costretto ad abbandonare lo stato laicale per
farsi chierico
presso la curia papale (non può sposarsi, ma guadagna i benefici ecclesiastici, ossia una rendita in denaro) ed entra al servizio del suo amico Giacomo Colonna.
La maturità
Ad Avignone Petrarca trascorre alcuni anni di vita spensierata alla corte mondana del Papa. Secondo la cronologia fornita dallo stesso autore, un evento segnò la vita di Petrarca per sempre:
il
6 aprile 1327
, nella chiesa di Santa Chiara, avvenne l'
incontro con Laura
.
Già i contemporanei dubitarono della reale esistenza della donna, ma Francesco ha sempre smentito. L'identificazione corrente è con
Laura de Noves
, moglie di un de Sade.
Nel 1330 Petrarca prende servizio presso il
cardinale Giovanni Colonna
, fratello del suo amico Giacomo: si apre così un periodo di viaggi che gli procurano nuove amicizie e nuove conquiste letterarie e culturali (scopre
due orazioni di Cicerone
che si pensavano perdute e a Roma cresce l'amore per il mondo classico). Tornato in Francia, Petrarca cerca una residenza che fosse lontana dalla corrotta corte papale e si trasferisce a
Valchiusa
, in campagna, dove si può dedicare ai suoi componimenti poetici.
Nel 1340 Petrarca riceve contemporaneamente la nomina a
poeta laureato
(corona d'alloro) sia dal Senato romano sia dall'Università di Parigi. Petrarca ovviamente accetta la proposta di Roma, ma prima della cerimonia (secondo quello che credeva essere un costume dell'antichità)
chiese al re di Napoli Roberto d'Angiò di sottoporlo a un esame preliminare
, che stabilisse la dignità della sua laurea. L'8 aprile 1341 sul colle del Campidoglio Petrarca fu insignito della cittadinanza romana e della laurea.
Tra il 1341-1342 si apre per Petrarca un
periodo di profonda crisi spirituale
: la sua riflessione si fa sempre più cupa a fronte delle catastrofi politiche e naturali alle quali era costretto ad assistere (insurrezione romana e
peste nera
); maturò inoltre la consapevolezza che gli era
impossibile intraprendere una vita di pura spiritualità
libera dalle passioni: al contrario del fratello Gherardo che si fa monaco, Petrarca non sa rinunciare ai successi mondani e inoltre ha una misteriosa relazione amorosa da cui nacque la figlia Francesca (un altro figlio naturale Giovanni era venuto al mondo nel 1336). Per la peste muore Laura stessa (6 aprile 1348).
Nel 1347 Petrarca sostiene l'
insurrezione romana guidata da Cola di Rienzo
: in essa il poeta credeva di veder realizzato il suo sogno di rinascita dell'antica repubblica romana. Il poeta partì per Roma (prima aveva indirizzato numerose lettere di sostegno a Cola) ma la rivolta viene sedata prima che vi arrivi.
L'insuccesso ebbe delle
conseguenze
: Petrarca deve chiarire le sue posizioni con la curia pontificia e, in conclusione,
rompe definitivamente con Avignone e i Colonna
.
Prestigio e viaggi (1350-1368)
Tra il 1347 e il 1351 Petrarca si spostò alla ricerca di una nuova sede al di qua delle Alpi: Parma, Padova e Verona. Recatosi a Roma in pellegrinaggio (1350 anno del Giubileo) Petrarca sosta alcuni giorni a Firenze, dove conobbe Boccaccio.
Tra il 1351 e il 1353 Petrarca soggiornò nuovamente a Valchiusa, ma l'ormai insanabile rottura ideologica con la corte pontificia lo porta a stabilirsi in Italia, alla
corte dei Visconti a Milano
.
Il periodo milanese è interrotto nel 1361 a causa della peste che costringe Petrarca a fuggire (muore suo figlio Giovanni). Si trasferisce prima a
Padova
e poi a
Venezia
, dove lo raggiunge Boccaccio per una lunga visita e la figlia Francesca. Il Gran Consiglio della Repubblica aveva concesso una casa a Petrarca in cambio che alla sua morte lasciasse in eredità tutti i suoi numerosissimi libri alla Serenissima, con il progetto di costruire una
biblioteca pubblica
(novità assoluta). Tuttavia il progetto naufraga quando nel 1368 il signore di Padova, Francesco da Carrara, regala un terreno a
Petrarca ad Arquà
, sui Colli Euganei.
Nel 1370 intristito dalla salute precaria e dalla morte di molti amici Petrarca va ad abitare con la famiglia della figlia ad Arquà. Compirà pochissimi viaggi. Il poeta si dedica soprattutto agli studi e alla revisione del
Canzoniere
.
Muore nel 1374
.
dall'epistola
Posteritati
una pagina autografa del
Canzoniere
di Petrarca usata dagli studiosi per un'analisi linguistica e stilistica
La scelta di prendere gli
ordini minori
(chierico) per essere libero da impegni professionali e potersi dedicare interamente all'
ozio
letterario costituiva una
grande novità
per la figura di letterato dell'epoca.

Si definisce nuovo anche il rapporto che lega Petrarca alle realtà politiche dell'epoca: al di là di occasionali missioni diplomatiche la "merce" con cui il poeta ripaga l'ospitalità è essenzialmente
il prestigio stesso della sua figura di intellettuale d'avanguardia
.

La sua formazione nell'ambiente avignonese lo ha reso
estraneo a ogni particolarismo municipale
: Petrarca mantiene sempre nei confronti dei potenti italiani ed europei con cui si relaziona un'assoluta autonomia di giudizio e una certa libertà d'azione. Di fronte alle lotte italiane e internazionali Petrarca potè assumere una posizione "super partes".

Petrarca contribuisce alla formazione di un nuovo tipo di intellettuale: uno
specialista della cultura
(tale tendenza sarà pienamente accolta dalla futura civiltà umanistica del '400).

Un confronto tra Dante e Petrarca
Per Dante l'
esilio
è una
conseguenza della propria azione politica
; l'esilio è vissuto come una condanna che produce un doloroso sradicamento dalla propria città che negli anni dell'esilio è percepita come centro geografico e ideale della propria vita. Dante è un intellettuale municipale ancora impegnato nella vita pubblica e nell'attività politica.
Petrarca invece è un esiliato che paga la pena inflitta a suo padre. L'esilio per lui si pone come un
"modo di vivere"
non dolorosamente subito ma
scelto
come condizione
più favorevole all'esercizio del lavoro intellettuale
. Il Comune non è più la sua patria e neppure un centro verso cui tendere. L'esilio si trasforma per Petrarca in una
metafora della condizione universale degli uomini
esilio dal mondo idealizzato della cultura classica, esilio dell'anima dalla sua origine spirituale, bloccata tra le passioni materiali (
esilio come condizione psicologica e sociale
). Intellettuale cosmopolita.

Il centro ideale verso cui Petrarca condensa ogni tensione non è un luogo fisico come per Dante, ma la propria
anima
il compito che Petrarca si pone è l'analisi della propria interiorità (
fondatore della lirica moderna
) segnata dalla complessità, dall'ambivalenza, dal conflitto (cfr.
Canzoniere
ma anche
Epistole
mostrano tale dissidio interiore di un io diviso, frammentato e che, proprio per questo, viene definito
moderno
).
Petrarca rifiuta le ideologie universalistiche medievali in quanto sistemi dal carattere globale assegna la priorità alla conoscenza umana e alla vita interiore rispetto alla conoscenza del mondo fisico esterno;
è finito l'enciclopedismo dantesco
e inizia l'epoca delle
humanae litterae
dell'Umanesimo quattrocentesco.

Petrarca rifiuta le istituzioni sovranazionali medievali
: la missione storico-religiosa del Papato gli appare smarrita dalla corruzione di Avignone; il Sacro Romano Impero gli si presenta come un'istituzione medievale che non può essere paragonata alla missione universale dell'Impero romano. Petrarca ha una consapevolezza tutta moderna della distanza tra passato e presente che manca completamente a Dante, il quale crede fermamente nella
teoria dei due soli
esposta nel
De monarchia
. Petrarca getta le basi per un classicismo nuovo rispetto a quello medievale perché
pensa che non vi sia continuità tra civiltà classica e civiltà moderna
(tuttavia in Petrarca continua a vivere anche la tradizione letteraria in volgare, dai provenzali a Dante).

Tale scissione fra classicità e mondo moderno si riflette in Petrarca nel particolare bilinguismo della sua produzione letteraria: le due lingue appaiono usate come due codici nettamente distinti.
Latino
(usato sia in poesia che in prosa) si conforma a quello classico ed è concepito come lingua pubblica; il
volgare
(usato SOLO in poesia) concepito come lingua privata, dell'interiorità, si distacca da ogni influsso regionale e vi è il
rifiuto
del modello della
Commedia
di Dante del
plurilinguismo
. Petrarca nel
Canzoniere
fa ricorso al monolinguismo, un linguaggio sempre elevato.
Tanto nel caso del latino che del volgare la lingua usata da Petrarca è sempre tesa ad evitare ogni mescolanza con i modi della comunicazione quotidiana il suo pubblico è sempre elevato ed elitario (a differenza di Dante).
Laura ruba il cuore a Petrarca
secondo l'iconografia tradizionale
della lirica amorosa
L'epistolario: un'autobiografia ideale
Alle raccolte epistolari Petrarca affida il ruolo fondamentale di allestire la sua immagine autobiografica
. A raccogliere le proprie lettere il poeta fu spinto dalla
lettura dell'epistolario di Cicerone
da lui riscoperto nel 1345 a Verona. La tradizione classica latina forniva così a Petrarca
il modello di un genere
perfettamente funzionale alla sua aspirazione di dare di sé una
immagine di intellettuale idealizzata
, ma anche radica nella concreta vicenda autobiografica: storia personale, amici, trama di relazioni intellettuali.

Progetta tre raccolte:
Familiares
24 libri, 350 lettere (indirizzate anche ai grandi autori della classicità); la raccolta si presenta come un'opera unitaria, saldamente connessa nelle sue parti che rispondono a un fitto intreccio di richiami interni in virtù di uno studiato montaggio delle lettere (le più giovanili probabilmente sono state pesantemente rimaneggiate dall'autore); argomenti: riflessioni sul valore della poesia, discussione su questioni letterarie, aspirazione a una vita libera da impegni della quotidianità.

Seniles

17 libri, 125 lettere scritte da Petrarca negli anni estremi della sua vecchiaia (il 18° libro nelle intenzioni del poeta doveva essere costituito dalla sola lettera
Posteritati
(Alla posterità) rimasta però incompiuta). La raccolta venne pubblicata postuma a cura degli amici padovani. I temi affrontati sono gli stessi delle Familiares, ma la differenza sta nel tono in cui sono scritte le lettere: più elegiaco, di ripiegamento su se stesso, emerge un rimpianto per gli amici morti e un tentativo di bilancio della propria esistenza.

Sine

nomine

19 lettere di argomento politico; il titolo che significa Senza nome deriva dal fatto che esse, per ragioni di prudenza, non riportano il nome del vero destinatario. Temi principali: 1. degenerazione morale e politica del papato avignonese, con la denuncia dell'influenza francese negli affari della Chiesa; 2. recupero del mito di Roma, "caput mundi" e città santa. Sono palesi i riferimenti all'insurrezione romana di Cola di Rienzo.


L'autoritratto apologetico
Secondo il progetto di Petrarca questa lettera ai posteri avrebbe dovuto concludere le
Seniles
, coronando con una confessione autobiografica quel ritratto di umanista che s'era costruito nel corso dell'intero epistolario.

La redazione definitiva dell'opera risale al 1370-1371, ma l'autore ha apportato solo poche modifiche rispetto al nucleo originario della lettera risalente al 1350, con cui intendeva replicare alle accuse rivoltegli dagli amici fiorentini, fra cui Boccaccio, a causa del suo soggiornare a Milano, presso i Visconti. Nella lettera
Posteritati
è evidente la costante
volontà per Petrarca di affermare la propria indipendenza dai potenti
.

Nella lettera sono altrettanto evidenti le
idealizzazioni
di una vita che l'autore vuole rappresentare tutta dedita alla meditazione intellettuale e priva della brama di onori mondani; una vita priva delle ombre e dei turbamenti (reali) che emergono invece nelle opere scritte in volgare come il
Canzoniere
.

Il messaggio complessivo della lettera è già compiutamente umanistico, fondato sulla conoscienza dell'autonomia del proprio mestiere di scrittore e letterato.
Il ritratto di sé consegnato ai posteri
Petrarca qui prende a modello un'elegia autobiografica di Ovidio
Petrarca ci anticipa gli argomenti trattati nella lettera
altro modello letterario per Petrarca è la
Vita di Augusto
di Svetonio
ecco un esempio di chiara idealizzazione che Petrarca fa della sua vita: "l'adolescenza mi illuse, la giovinezza mi traviò, ma la vecchiaia mi ha corretto" una frase dal sapore stereotipato, poco corrispondente alla realtà.
sappiamo invece che Petrarca ci teneva ai suoi guadagni fin da quando aveva perso l'eredità paterna; il fatto di aver accumulato una delle biblioteche personali più grandi dell'epoca dimostra quanto fosse ricco l'illustre poeta
tale affermazione riguardante il lusso probabilmente è vera: Petrarca preferisce vivere in campagna e non nello sfarzo della vita di corte. Da non confondere il lusso con la ricchezza
L'amore per Laura qui viene ridimensionato e ristretto al periodo in cui lei era in vita ma dalle poesie del
Canzoniere
sappiamo che tale affermazione è falsa e mirata solo a dare ai posteri un'immagine idealizzata dello studioso che non si fa distrarre da passioni terrene. Petrarca non pensava che il Canzoniere divenisse la sua opera più famosa e riponeva le sue speranza di fama nel poema epico Africa in latino.
implicita risposta di Petrarca agli amici fiorentini, tra cui Boccaccio, che lo criticano per la sua scelta di mettersi al servizio dei Visconti a Milano: Petrarca sottolinea il suo amore per la libertà e quindi giustifica la sua scelta affermando che non si è piegato alla volontà di un tiranno ma pur lavorando per i Visconti ha mantenuto la sua indipendenza politica e culturale. Non è un stato servo di nessuno, anzi definisce il rapporto come "amicizia" e quindi si pone sullo stesso piano dei nobili.
Petrarca viene accolto alle corti dei signori per il suo prestigio di letterato. Non è lui che chiede di essere accolto (come accadeva a Dante all'inizio del suo esilio) ma sono i nobili che se lo contendono per il prestigio che conferisce alla corte.
affermazione del classicismo di Petrarca: l'età a lui contemporanea appare negativa, al contrario solo il mondo antico è portatore di valori positivi
falsa modestia, sa di essere un poeta laureato e famoso
non è vero: Petrarca ha tenacemente perseguito la "gloria della lingua" ricercando uno stile classico nel latino e, nel volgare, un registro sempre elevato (cfr. rivedere appunti slide precedenti)
Frontespizio decorato del
Canzoniere
e illustrazione del testo poetico dell'incunabolo del secolo XV conservato in Queriniana: un unicum nell’editoria petrarchesca attribuito al veneto An­tonio Grifo
Un'autobiografia amorosa in versi
Uno schema per ricordare...
prima redazione 1353
(esistono 9 redazioni successive)
ultima e completa redazione 1374
La cronistoria del
Canzoniere
è assai complessa: il poeta lavorò dal 1335 sino alla fine della sua vita alla composizione e strutturazione dell'opera. I
Rerum vulgarium fragmenta
(Frammenti di cose volgari: il titolo autentico, contenuto nel manoscritto autografo della redazione definitiva) costituiscono un organismo unitario che riunisce in una struttura ben organizzata la storia d'amore del poeta.
canzoniere
=
termine generico che significa "raccolta di canzoni" nel senso vasto di "raccolta di poesie"
Accanto alle poesie d'amore compaiono anche poesie che rinviano a diverse fonti d'ispirazione: liriche politiche, religiose, amicizia... e tali rime contribuiscono a rendere più articolato il ritratto spirituale di Petrarca.

Il tentativo di fare della propria autobiografia una lezione esistenziale (proprio di tutte le opere del poeta) è uno dei caratteri di maggior novità del
Canzoniere
rispetto alla lirica precedente: l'opera ebbe un successo vastissimo e divenne un imprescindibile modello di riferimento per tutti i canzonieri successivi.
Per motivi di edificazione morale. Infatti una storia di amore terreno non corrispondeva all'immagine che Petrarca voleva lasciare di sé: intellettuale cristiano che incarnava gli ideali classici, dedito al culto della fede e della classicità
Petrarca affidava alle opere in latino la propria fama futura; riferendosi alle poesie in volgare le definisce
nugae
= inezie, cose da nulla.
Nell'epistola
Posteritati
il
Canzoniere
non viene neppure nominato! Perché?
Nella sua forma finale la raccolta del Canzoniere comprende
366 componimenti
ed è divisa in
due parti
denominate
"in vita" e "in morte" di Laura
. Lo stacco segna una svolta morale fondata sul pentimento dell'autore. Non sembra casuale la coincidenza dei componimenti con i giorni dell'anno (escludendo il sonetto proemiale): metafora che rappresenta la completezza dell'esperienza esistenziale narrata nel libro.
Le poesie sono disposte in modo da narrare una
storia
che però è
fatta più di riflessioni e analisi di sentimenti che non di vicende esterne
: è la storia dell'anima del poeta e delle sue passioni tra le quali l'amore per Laura è la dominante.
L'amore è raccontato attraverso le ripercussioni sull'animo di Petrarca di una passione sempre presente ma inappagata. Le liriche costituiscono
un'autoanalisi del poeta
: non è Laura ma Petrarca stesso il protagonista.
Non bisogna vedere nelle liriche del
Canzoniere
spontaneità e immediatezza espressiva.
La loro musicale fluidità è il risultato di un lunghissimo e severo esercizio di autocontrollo. Le poesie non esprimono l'irruenza della passione ma fanno un'analisi razionale dei sentimenti
La figura di Laura viene ricostruita a partire dall'interiorizzazione della sua immagine da parte di Petrarca attraverso un lavoro di memoria, sogno, recupero di senzazioni ed emozioni.
Ciò implica
due conseguenze
:
1. l'assenza di ogni connotazione realistica di Laura delineata a partire dall'io del poeta
2. l'assenza di motivi simbolici e allegorici che erano stati propri dello Stilnovo


A differenza dello Stilnovismo il sentimento amoroso di Petrarca investe il corpo e l'anima e diventa problematico l'amore è la condizione privilegiata in cui si svela il paradosso della condizione dell'uomo, lacerato tra l'esigenza dell'eterno e la sua dimensione mortale.
Petrarca usa una serie di
senhal
(figura retorica impiegata nella poesia trobadorica, un termine riservato generalmente alla donna amata) per riferirsi a Laura: l'aura (il vento, la brezza), lauro (la pianta dell'alloro), l'auro-l'aureo (oro= simbolo della purezza)
Full transcript