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Foibe

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by

Alessandra Mazza

on 11 February 2014

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Transcript of Foibe

1.Che cosa sono le FOIBE?

Almeno diecimila persone, negli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate e uccise a Trieste e nell'Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di
Tito
. E, in gran parte, vennero gettate (molte ancora vive) dentro le
voragini naturali
disseminate sull'altipiano del Carso, le
"foibe"
.
2.Le foibe a Trieste
A Trieste,a differenza delle altre città italiane, la liberazione alla fine della seconda guerra mondiale, è coincisa con l'inizio di un incubo: per quaranta giorni le truppe partigiane e comuniste del
maresciallo Tito
hanno imperversato a Trieste
torturando, uccidendo e deportando migliaia di cittadini innocenti
, o talvolta colpevoli solo di essere italiani o anticomunisti.
3.Perché le Foibe?
Gli eccidi delle foibe ed il successivo esodo costituiscono l'epilogo di una secolare lotta per il predominio sull'Adriatico orientale, che fu conteso da popolazioni slave e italiane.
4.Testimonianze
Furono poche le persone che riuscirono a salvarsi risalendo dalle foibe comunque tra questi
Graziano Udovisi, Giovanni Radeticchio e Vittorio Corsi
hanno raccontato la loro tragica esperienza a storici e/o emittenti televisive.
« dopo giorni di dura prigionia, durante i quali fummo spesso selvaggiamente percossi e patimmo la fame, una mattina, prima dell'alba, sentii uno dei nostri aguzzini dire agli altri "facciamo presto, perché si parte subito". Infatti poco dopo fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo di ferro, oltre a quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. Indossavamo i soli pantaloni e ai piedi avevamo solo le calze. Un chilometro di cammino e ci fermammo ai piedi di una collinetta dove, mediante un filo di ferro, ci fu appeso alle mani legate un masso di almeno 20 k. Fummo sospinti verso l'orlo di una foiba, la cui gola si apriva paurosamente nera. Uno di noi, mezzo istupidito per le sevizie subite, si gettò urlando nel vuoto, di propria iniziativa. Un partigiano allora, in piedi col mitra puntato su di una roccia laterale, c'impose di seguirne l'esempio. Poiché non mi muovevo, mi sparò contro. Ma a questo punto accadde il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il filo di ferro che teneva legata la pietra, cosicché, quando mi gettai nella foiba, il masso era rotolato lontano da me. La cavità aveva una larghezza di circa 10 m. e una profondità di 15 sino la superficie dell'acqua che stagnava sul fondo. Cadendo non toccai fondo e tornato a galla potei nascondermi sotto una roccia. Subito dopo vidi precipitare altri quattro compagni colpiti da raffiche di mitra e percepii le parole "un'altra volta li butteremo di qua, è più comodo", pronunciate da uno degli assassini. Poco dopo fu gettata nella cavità una bomba che scoppiò sott'acqua schiacciandomi con la pressione dell'aria contro la roccia. Verso sera riuscii ad arrampicarmi per la parete scoscesa e guadagnare la campagna, dove rimasi per quattro giorni e quattro notti consecutive, celato in una buca. Tornato nascostamente al mio paese, per paura di ricadere nelle grinfie dei miei persecutori, fuggii a Pola. E solo allora potei dire di essere veramente salvo. »

Il racconto di un sopravvissuto alle foibe...
5.Le torture delle vittime delle foibe...
Le vittime dei titini venivano condotte, dopo atroci sevizie nei
Gulag
di Tito, nei pressi della foiba; qui gli aguzzini, non paghi dei maltrattamenti già inflitti, bloccavano i polsi e i piedi tramite filo di ferro ad ogni singola persona con l’ausilio di pinze e, successivamente, legavano gli uni agli altri sempre tramite il

filo di ferro. I massacratori
si divertivano
, nella maggior parte dei casi, a sparare al primo malcapitato del gruppo che ruzzolava rovinosamente nella foiba spingendo con sé gli altri.
6.Chi era Tito?
Si chiamava
Josip Broz
ed era nato a Kumrovec (in Croazia) nel 1892. Divenne noto al mondo con il nome di battaglia di maresciallo Tito, che lo accompagnò nella sua lunga carriera di
presidente della Jugoslavia
. . È il settimo dei quindici figli di Franjo e Marija Broz. Nel 1934 Josip Broz diviene membro del Dipartimento Politico del Comitato Centrale del KPJ, con sede a Vienna. Assume - anche per non essere scoperto - il nome in codice di Tito.

7. Perchè si chiamava Tito?
A partire dagli anni Trenta fu noto con il nome di Tito. L'uso di "nomi di battaglia" era diffuso presso i militanti dell'illegale partito comunista affinché, in caso di arresto, non si potesse risalire alla famiglia dell'arrestato. I referti delle SS lo descrivono come un personaggio di cui si sa poco, salvo vaghe caratteristiche fisiche, lui era
molto pericoloso, astuto e pieno di risorse.
8.Perchè ricordare?
Nel corso degli anni questi martiri sono stati dimenticati. La storiografia, lo Stato italiano, la politica nazionale, la scuola hanno completamente cancellato il ricordo ed ogni riferimento a chi è stato trucidato per il solo motivo di essere italiano o contro il regime comunista di Tito.
"Ora non sarà più consentito alla Storia di smarrire l’altra metà della Memoria. I nostri deportati, infoibati, fucilati, annegati o lasciati morire di stenti e malattie nei campi di concentramento jugoslavi, non sono più morti di serie B."
" Noi vogliamo raccontare, ricordare e capire."
LE FOIBE
Realizzato da:
-Alessandra Mazza,
-Gaia Gelmini,
-Caterina Siclari,
-Ketty Scopelliti,
-Giada Repaci.
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