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Informazione Liquida

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on 22 November 2016

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Transcript of Informazione Liquida

Il primo giornale a trasmettere online la
versione cartacea
, attraverso una locale BBS (Bulletin Board System), sia stato The Fort Worth Star Telegram, piccola testata texana.

Nel 1992 solo
tredici
quotidiani offrivano una qualche forma di edizione online. Già nel 1994 l’edicola di
Aol
offriva 35 tra quotidiani e riviste, tra cui Time, Usa Today, The New York Times e Wired. Da lì a poco i maggiori quotidiani internazionali avevano già organizzato i primi cospicui investimenti.
INFO
MILEY
CYRUS
Miley Ray Cyrus
, all'anagrafe Destiny Hope Cyrus (Nashville, 23 novembre 1992), è un'attrice e cantautrice statunitense.

Diventa famosa grazie al ruolo di Miley Stewart/
Hannah Montana
nella hit TV series di Disney Channel Hannah Montana.
Nel 2007 la Cyrus ha guadagnato 18 milioni di dollari, mentre nel 2008 è arrivata alla somma di 25 milioni. È entrata quindi nella classifica di Forbes "
Celebrity 100
".

Alla fine del 2009,
Billboard
la inserisce al quarto posto nella classifica delle artiste più remunerative e al quinto posto tra le
artiste dell'anno.

Il magazine
Parade
l'ha definita la più ricca delle celebrità adolescenti e il suo franchising era stimato per circa un milione di dollari.
Voglio che la gente si ricordi di me per delle cose più grandi, più grandi delle commedie che faccio ora, ma soprattutto per cose che riguardano la musica che scrivo e le canzoni che uno spera di lasciare al mondo perché ci pensi su
MILEY CYRUS
26AUG13
FAKE
DERIVA DI CONTENUTO
A DISCAPITO DELLA QUALITA' NELLE DECISIONI REALI DI CNN
DERIVA VIRALE
NELLA DIFFUSIONE DI INFORMAZIONI FALSE E NON VERIFICATE CHE LA RETE ASSURGE A REALTA'
Secondo le teorie della cospirazione sul Web, tutto quello che crediamo di sapere è falso. Nessun ebreo è morto alle Torri Gemelle, Clinton ha ucciso 60 rivali, Obama è un musulmano di al Qaeda, Lady Diana è morta perché non rivelasse i piani segreti di extraterresti di invasione del pianeta, la guerra in Afganistan è scoppiata per costruire un oleodotto
GIANNI RIOTTA
Un’idea che va per la maggiore negli ambienti alla moda in fatto di tecnologia è che la quantità non soltanto si trasforma in qualità a un qualche estremo della scala, ma lo fa anche secondo principi che siamo già in grado di comprendere. Alcuni dei miei colleghi pensano che un milione, o magari un miliardo, di insulti frammentari produrranno più saggezza di quanta potrà mai consegnarcene un saggio ben ragionato. Non sono d’accordo. Mi torna in mente un detto dei primordi dell’informatica: se ci butti spazzatura, esce spazzatura.
JARON LANIER
2015
Entra nel Web con un progetto consistente di 75 redattori elettronici e 225 collaboratori esterni che prevede
informazione a pagamento
, ma è costretto ad una marcia indietro (nei primi tre mesi di attività riesce a raccogliere soltanto 1000 abbonamenti).

A pagamento è anche
The Wall Street Journal
, il cui modello di business, forte dell’originalità del prodotto, rimane un’
eccezione
positiva nel panorama online con uno zoccolo duro di abbonati più che soddisfacente (350mila alla fine del 2009)
usa today
I primi quotidiani a interessarsi di Internet sono, nel
1995
L’Unione Sarda e l’Unità. Fra i grandi, La
Repubblica
è il quotidiano che fin dall’inizio investe di più: esce per la prima volta in occasioni delle
elezioni
politiche dell’aprile 1996, registrando in venti giorni 350mila contatti.
Italia
E' l'estate del 1998 e il
procuratore
speciale Kenneth Starr, che indaga sullo scandalo
Clinton-Lewinsky
, mette in rete le 445 pagine del suo rapporto finale, invece di passarlo ai giornali, rafforzando una linea di condotta avviata dal
Drudge

Report
a cui si deve lo scoop che è all'origine del caso. Si conferma l'ingresso a pieno titolo di internet nell'orbita dei mass media.
sexgate
Gli americani preferirono collegarsi ad internet per seguire il crollo delle Torri Gemelle, preferendo la
rete
agli altri
media
: le notizie erano più dettagliate, inedite, aggiornate e accessibili anche dal posto di lavoro. I fatti seguiti dall'attentato misero in evidenza come i quotidiani online potevano di fatto superare i vincoli dell'edizione ogni 24 ore. E furono un tangibile segno del peso giocato dalla
blogosfera
nell'informazione globale.
11 settembre
CRISI
1992
GIORNALISMO
ONLINE
star telegram
2001
Il giornalismo online salverà la carta stampata?
Si consideri la fine ingloriosa di un colosso dell’informazione che ancora dieci anni fa vendeva
4 milioni di copie
in tutto il mondo, Newsweek.
Newsweek, una delle testate giornalistiche più famose al mondo, aveva cessato di esistere su carta il 31 dicembre
2012
, diventando parte del sito web
The Daily Beast.


Tuttavia, questa cura drammatica non è bastata da sola a salvare il magazine che in poco tempo è stato venduto a
IBT Media
, una società semisconosciuta che non sembra esattamente un incubatore di grande giornalismo. Dietro la società si vocifera che si nasconda il
predicatore asiatico David Jang
, un controverso leader evangelico che parla di sé come la reincarnazione di Gesù.
Le spoglie di Newsweek finirebbero così per trovarsi in una situazione analoga a quella della celebre agenzia di stampa
United Press International
, fondata nel
1907
e ora semiscomparsa nell’irrilevanza dopo essere stata acquistata dalla Chiesa dell’Unificazione del reverendo coreano
Sun Myung Moon
(lo stesso delle nozze del vescovo Milingo).
newsweek
La lezione che Newsweek non ha capito è la stessa che negli Usa ha fatto il successo di
The Atlantic
, un magazine con 150 anni di storia che sta diventando un modello da studiare per tutto il settore. The Atlantic oggi raccoglie una
miriade di piccoli ricavi
che insieme formano un cospicuo profitto.

La regola di fondo è che il problema non è scegliere

tra
carta
o
digitale
, ma imparare a realizzare su ogni
piattaforma
il tipo di giornalismo che i lettori si aspettano di trovare collegato a quel
brand
.
IL CASO
CITIZEN
JOURNALISM
Janis Krums è un ex atleta 24enne di origine lettone.
Il
10 gennaio 2009
scrive sul suo blog cinque propositi per l’anno nuovo, l’ultimo dei quali è raggiungere almeno 1000 contatti su Twitter.

Cinque giorni più tardi si reca a New York per lavoro. Alle tre e mezza sta attraversando il fiume Hudson a bordo di un ferry boat semideserto quando poco lontano dal ponte George Washington il comandante del battello vede la sagoma di un aeroplano galleggiare sull’acqua.

E’ il volo
US Airways 1549
, decollato pochi minuti prima dall’aeroporto La Guardia con destinazione Charlotte in North Carolina. Mentre il veicolo stava prendendo quota, l’impatto con uno stormo di volatili aveva compromesso entrambi i motori. L’unica possibilità per il capitano Chesley Sullenberger era stata quella di tentare l’
ammaraggio
, riuscito alla perfezione.
JANIS KRUMS
Quando l’aliscafo Thomas Jefferson si avvicina a pochi metri dall’aeroplano Janis Krums tira fuori il suo iPhone e scatta una fotografia che spedisce immediatamente in Rete su
Twitter
.

Sono passati
sette
minuti dall’ammaraggio e prima ancora che si diffonda la notizia c’è già un’immagine che diventa di dominio pubblico. Trentaquattro minuti dopo la pubblicazione della foto, Krums è già in diretta telefonica con
MSNBC
, intervistato come testimone oculare. Nei giorni successivi la foto gli vale una consistente esposizione sui giornali e in televisione, nonché una duratura popolarità in rete.

Quest’episodio viene spesso indicato come una
pietra miliare
nell’evoluzione dei media sociali. Le redazioni di tutto il mondo hanno avuto un inviato speciale in primissima fila e non l’hanno nemmeno dovuto pagare. Voleva 1000 contatti su Twitter, alla fine dell’anno aveva superato i
6000
.
LIQUIDA
DR MARIO MOSCA
Ma è in occasioni particolari che il citizen journalism mostra tutta la sua efficacia: le
sciagure (accidental news)
.

Sohaib Athar è un programmatore informatico pachistano di 33 anni. E’ la notte del
1 maggio 2011
e Sohaib non sa che a 250 metri da casa sua si nasconde
Osama bin Laden
, il principe del terrore sulla cui testa pendeva una taglia di 27 milioni di dollari.

“Un elicottero si è levato su Abbottabad all’una: è un evento raro” , scrive Sohaib su
Twitter
. Ignaro di tutto, il programmatore ha continuato ad aggiornare il suo account in un’escalation di messaggi. “E’ andata in frantumi un’enorme vetrata spero che non sia l’inizio di qualcosa di brutto” e poi “I talebani non hanno elicotteri e qua dicono che non sono i nostri mezzi pachistani”.
Poco dopo le cose cominciano a chiarirsi, “Osama bin Laden è stato ucciso a Abbottabad, in Pakistan. Potrebbe essere qui nel vicinato”. Ma Sohaib non ha ancora collegato gli elicotteri sulla sua testa alla notizia che farà il giro del mondo.

Solo la mattina dopo, appena sveglio, comprende di essere
inciampato nella storia
: “Oh caspita, sono io il tipo che ha raccontato in diretta il raid contro Osama senza saperlo”. Da lì in poi va in scena il trionfo. I media di tutto il mondo lo chiamano e i suoi follower passano da alcune centinaia a 65mila in poche ore
SOHAIB ATHAR
Oggi una fascia consistente di popolazione possiede
dispositivi
che consentono di accedere senza mediazioni a uno spazio collettivo di espressione e condivisione.

La separazione tra
professionismo
e
amatorialità
, scevra della difficoltà d’accesso agli strumenti, arriva in molti casi ad annullarsi.

Le
fonti
possono saltare la
mediazione giornalistica
e rivolgersi direttamente ai consumatori finali delle loro informazioni

In una configurazione del genere tutti hanno accesso e tutti possono produrre contenuti. Non è solo la creazione di un esercito di
aspiranti giornalisti
a cui la tecnologia ha dato la possibilità che il mercato aveva loro negato, ma l’idea stessa di
una cittadinanza che evolve verso una nuova dimensione.

LIQUIDA
"
"
"
Il problema è che quel fluido per la maggior parte delle persone si chiama
acqua
e l’acqua è un principio vitale difficile da far pagare, soprattutto se lasciata libera di scorrere in tutti i rubinetti. A meno che non si trovi in modo di imbottigliarla e di farla pagare come
acqua minerale
SERGIO MAISTRELLO
"
https://prezi.com/ypxe4xz0b9lo/informazione-liquida/
VIRAL
A Trieste, durante State of the Net sono circolati numeri preoccupanti sui
referral
, ovvero sulla fonte del traffico in arrivo sui grandi mainstream.

Si parla di quote di quasi il
30% dei click
che arrivano dai
social
(anche se ufficialmente se ne dichiara un più tranquillizzante 10%).

Così, nelle redazioni online, circolano sempre più insistentemente concetti come
virale
e
condivisione
. Concetti che stanno entrando nel
set di criteri
utilizzati dai giornalisti per valutare cosa sia o meno una notizia.

Insomma, fra i criteri di
notiziabilità
è ormai consolidata anche la
viralità potenziale
di un dato contenuto. Si tende cioè a dare spazio ad un fatto, sulla base della sua presunta capacità di diventare virale, ovvero di essere condiviso e commentato sui social e quindi di attirare traffico verso il sito del quotidiano.
referral
Si pubblica così il video del gatto pianista e la galleria fotografica della starlette poco vestita, scegliendo con occhio nuovo quali notizie dare e come darle (per esempio spezzando l’articolo in decine di sottocontenuti facili da condividere e infarcendoli di video e immagini).

In un post datato luglio 2012 Gianluca Neri, aka
Macchianera
, ha misurato gli ingombri occupati da contenuti
viral-oriented
sui principali mainstream informativi italiani (La Repubblica e Corriere della Sera).

Tutto un fiorire di video di gatti teneroni, cani cantanti, incidenti bizzarri, scollature provocanti, vacanze vip, flirt e amori finiti.

L’
ingombro
totale di questi contenuti? Circa il
30% dello spazio
, pixel più, pixel meno. Un valore considerevole basato in molti casi sull’uso massivo degli analytics, veri e propri vangeli contemporanei per giornalista online.
La domanda da porsi, a questo punto è: quel che è
virale
è anche di
qualità
, oppure la grande diffusione si ottiene sfruttando la pancia profonda dei lettori, le emozioni istintive, le pruderie, le morbosità da buco della serratura e la tendenza al disimpegno?

Non che sia una cosa nuova e nata con Internet. Tuttavia, i giornalisti online - e anche i lettori - dovrebbero chiedersi se questa
deriva della Rete verso una dimensione da sterminato medium di infotainment
a forte caratterizzazione commerciale sia o meno un problema, se sia un concetto sul quale interrogarsi.
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