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tesina di terza 2

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andy bozzolyno

on 19 June 2013

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Transcript of tesina di terza 2

Elettricità
seconda rivoluzione
industriale
sfruttamento
minorile
Nel mondo
In Italia con
Rosso Malpelo
e
Giovanni Verga
Centrale
idroelettrica
Tennis tavolo
Il ponte sul fiume Kwai
Storia
Nella seconda metà dell'Ottocento l'Europa occidentale estese e consolidò la propria presenza nel mondo. Il suo prestigio si fondava sulla superiorità nel campo scientifico e tecnologico e sulla potenza industriale e capitalistica, rafforzato in seguito alla scoperta di nuove fonti di energia, come il petrolio e l'elettricità, e all'utilizzo di nuovi sistemi di comunicazione e di trasporto.
Intanto le grandi potenze europee portavano a termine le conquiste coloniali, soprattutto in Africa, spinte dal desiderio di procurarsi nuovi mercati di vendita per i prodotti nazionali e di accaparrarsi materie prime e risorse energetiche a basso costo.
Questo periodo di grande sviluppo si può far terminare con l'inizio della Prima guerra mondiale, nel 1914.
La svolta
dell'elettricità
Gli effetti più sensazionali di questa nuova fase dell’industrializzazione furono prodotti dall’utilizzo dell’elettricità. Era stata scoperta alla fine del Settecento, quando Alessandro Volta aveva inventato una pila che produceva corrente elettrica, ma poté essere applicata all’industria solo a partire dal 1860, l’anno in cui Antonio Pacinotti inventò la dinamo.
pila di Volta
dinamo di Pacinotti
Altre invenzioni molto importanti sempre derivanti dalla scoperta dell'elettricità sono state:
- il telefono, ideato nel 1871 dall'italiano Antonio Meucci (al quale però l’americano Graham Bell rubò il brevetto)
il fonografo (apparecchio per registrare e riprodurre un suono), inventato negli Stati Uniti da Thomas Alva Edison nel 1876
Nel 1880 Edison inventò anche la lampadina, però l’invenzione di maggior importanza di Edison fu la costruzione, nel 1882, della prima centrale elettrica (centrale idroelettrica) che sfruttava l’energia creata dalle cascate del Niagara. Questo tipo di centrali poteva rivelarsi davvero utili per la produzione di energia nei paesi poveri di carbone; nel nostro Paese si diffusero soprattutto nel centro Italia, poi in Piemonte e in Lombardia. Esse fornivano energia alle macchine industriali e rivoluzionarono i mezzi di trasporto elettrificando prima le tranvie urbane, poi le linee ferroviarie. Inoltre con l’arrivo della luce elettrica comparvero anche le prime pubblicità luminose.
lo scopo della catena di montaggio era quello di guadagnare tempo, non dovendo compiere lavori tra loro troppo diversi come saldare, tagliare, avvitare un bullone o nel muoversi per tutta la fabbrica in cerca del pezzo da montare.
Però l’introduzione della catena di montaggio aprì molte polemiche. Infatti nelle fabbriche dove era presente, tutti i lavori erano monotoni, bisognava sempre compiere la stessa azione, ma soprattutto, dove era presente la catena di montaggio la propria istruzione non contava più nulla, anzi era meglio tacerla perché sarebbe stata d’intralcio al proprio padrone. L’unico compito dell’operaio era diventato quello di seguire ciò che gli veniva detto, ci sarebbe stato qualcun’ altro che avrebbe pensato per lui.
Le innovazione della seconda rivoluzione industriale:
Con questa rivoluzione non ci sono state solo grandi scoperte e grandi invenzioni, ma anche molti cambiamenti.
Il modo stesso di produrre mutò a fondo: accanto a macchine sempre più evolute, in grado di prendere il posto dell’operaio, comparve la catena di montaggio, che suddivideva in varie parti molto semplici da fare, lavori come la costruzione di un auto.
Venne inventata alla fine dell’Ottocento dall’americano Fred Manville Taylor ma fu il primo a metterla in pratica fu Henry Ford, il fondatore della casa automobilistica omonima.
Altre curiosità:
Fu soprattutto nel periodo della seconda rivoluzione industriale, più che nella prima, che vennero fatte numerose e importantissime scoperte e innovazioni in campo meccanico, chimico, medico ma anche alimentare e igienico.
Oltre all’elettricità, viene scoperto il petrolio:
una nuova fonte di energia per l’industria
Intorno al 1880, negli Stati Uniti e in Russia, iniziò su larga scala l’estrazione del petrolio, il combustibile destinato a sostituire il carbone come fonte di energia. Un suo derivato, la benzina, permise lo sviluppo del motore a scoppio che nel 1885 azionò la prima automobile costruita in Germania da Paul Friedrich Benz.
Grazie al motore a scoppio, negli Stati Uniti i fratelli Wright riuscirono nel 1903 a far decollare il primo aeroplano, cioè il primo veicolo capace di volare pur essendo più pesante dell’aria.
Dopodiché venne creato l’acciaio,
il metallo perfetto
Fra le industrie “giovani” cioè nate nella seconda metà dell’Ottocento, una della più vivaci fu l’industria dell’acciaio.
L’acciaio era una nuova lega di ferro e carbonio con tali doti di leggerezza, elasticità e robustezza da essere chiamato “il metallo perfetto”. Poiché le nuove tecniche di produzione lo rendevano anche molto economico, esso fu impiegato subito su vastissima scala per la sua economicità e divenne anch’esso un simbolo della Seconda rivoluzione industriale che fu definita anche “età dell’acciaio”.
L'acciaio fu subito utilizzato per vari scopi come per le rotaie delle ferrovie, per le fiancate corazzate delle navi da guerra; per gli utensili domestici e, soprattutto, per le macchine industriali che divennero più leggere, precise e potenti. Inoltre esso permise un nuovo poderoso sviluppo dell’edilizia civile, perché forni strutture sufficientemente leggere per sostenere edifici e ponti giganteschi.

Nelle grandi metropoli del mondo sorsero così costruzione che sono diventate un simbolo: basti pensare alla torre Eiffel, eretta tra il 1887 e il 1889, o al ponte di Brooklyn completato nel 1883, che è un elemento imprescindibile del panorama di New York.
Un’altra innovazione viene data dall’introduzione
della chimica nei vari settori
- Inoltre la chimica venne utilizzata anche nei coloranti con l'utilizzo dell'anilina, un derivante del catrame.
I coloranti chimici rivoluzionarono l’industria tessile contribuendo a mutare profondamente la moda, che passò dagli abiti bianche o scuri in tinta unita a vesti dai colori brillanti, a strisce e fiori.
Contemporaneamente essi furono usati anche per le vernici e si passò a colorare tutto: carte, stoffe, tappeti, vetri e molto altro.
Un capitolo a sé nella storia della Seconda rivoluzione industriale è rappresentato dalla chimica, una scienze nata alla fine del ‘600 che segnò la fortuna della Germania, il Paese che fu all’avanguardia in questo campo, nel quale in seguito primeggiò anche l’Italia.
- Nella metallurgia un nuovo procedimento chimico diede corso alla produzione dell’alluminio, un metallo leggerissimo che ebbe infinite applicazioni soprattutto in campo aeronautico.
- Nel settore degli esplosivi il chimico svedese Alfred Nobel inventò la dinamite, terrificante come arma, ma utilissima nelle costruzioni stradali e in molte altre applicazioni. Con i proventi di quell’invenzione, Nobel lasciò un patrimonio enorme al suo governo perché premiasse ogni anno i migliori uomini di cultura del mondo.
Grazie alla chimica, inoltre, nasce la medicina moderna
Nello stesso anno, la scoperta del Ddt, un potente insetticida, consentì progressi decisi nella lotta contro le zanzare portatrici di malaria. Solo verso la metà del ‘900 si scoprì che esso era a sua volta altamente tossico per l’uomo e ne fu’ proibita la produzione.
Risultati strabilianti furono ottenuti dalla chimica nel campo della ricerca biologica e quindi della medicina. Da tempo, per “isolare” i microrganismi portatori di malattie allo scopo di vederli meglio al microscopio, i biologi usavano i coloranti naturali (in mancanza d’altro si accontentavano addirittura del vino rosso). Con l’invenzione dell’anilina, invece, essi ebbero finalmente a portata di mano un colorante molto più efficace con il quale, tra il 1882 e il 1884, il tedesco Robert Koch individuò i bacilli della tubercolosi e del colera.
Nel 1885 il medico francese Louis Pasteur scoprì a sua volta il vaccino contro la rabbia provocata dai morsi dei cani e delle volpi. Il successo di queste vaccinazioni favorì anche la diffusione del vaccino contro il vaiolo scoperto agli inizi dell'800 dal medico inglese Edward Jenner, visto fino a quel momento con diffidenza. Ugualmente importanti al fine di alleviare le sofferenze umane furono le scoperte della chimica nel campo dei farmaci.
Durante tutta la storia dell’uomo chiunque avesse subito un’operazione chirurgica l’aveva dovuta affrontare da sveglio, provando dolori inimmaginabili oggi. Alla fine del ‘800, si iniziò ad applicare gli effetti calmanti dell’etere sul sistema nervoso all’anestesia chirurgica. Contemporaneamente fu sintetizzato il bromuro, una sostanza impiegata come calmante in una serie di malattie nervose. La scoperta ebbe un altissimo valore sociale perché consenti dì tenere in casa molti malati che, fino a quel momento, venivano internati in ospedali simili a carceri.
Sul fronte della cura di altri disturbi, come il mal di testa e l’influenza, nel 1875 si incominciò a utilizzare l’aspirina in funzione antifebbrile. Quindi furono scoperte sostanze per curare alcune gravi malattie di cuore.
La chimica da una svolta anche all’alimentazione,
la quale ebbe un notevole miglioramento
I progressi della chimica permisero di sviluppare anche l’industria alimentare.
Pasteur, lo scopritore del vaccino contro la rabbia, dimostrò che la fermentazione di molte sostanze avviene a causa di alcuni germi e mise a punto un procedimento per conservare prodotti alimentari (come per esempio il latte) che, dal suo nome, fu chiamato pastorizzazione.
Altre ricerche furono estese ai processi di congelamento che vennero applicati su larga scala alle carni bovine e alle verdure.
Da ultimo seguì l’inscatolamento dei prodotti alimentari in scatole di latta a chiusura ermetica, utilissime per la carne, ma anche per molte varietà di verdura e frutta.
Dall’antichità fino alle soglie del ‘900, solo i cereali, l’olio, il vino e le spezie avevano potuto affrontare viaggi lunghi qualche mese. Adesso, anche i cibi più reperibili potevano essere trasportati a grande distanza dai luoghi di produzione. Ciò significò:
- La salvezza per le popolazioni colpite da carestie
- L’apertura di nuovi mercati con conseguenti grandi guadagni per i produttori
- Maggiori possibilità di vita per i bambini, spesso denutriti perché nella loro zona scarseggiava il latte, o intossicati perché infetto
- Una maggiore varietà di alimentazione. Frutta e verdura mediterranee, per esempio, entrarono allora per la prima volta nei ristoranti e nelle case borghesi di Inghilterra, Russia e Paesi scandinavi
Inoltre si scoprì l’importanza dell’igiene sulla nostra salute e grazie alle varie scoperte in campo medico,
diminuirono le morti durante il parto
Il nuovo spirito scientifico e la grande fiducia nel progresso alimentata da tanti successi indussero medici e ricercatori a ripensare l’intero atteggiamento nei confronti della salute e a liberarsi da quel miscuglio di tradizioni popolari, esperienza pratica e superstizione che l’avevano caratterizzato fino a quel momento.

Si affermarono allora le teorie degli igienisti, che analizzavano le condizioni alimentari in cui si diffondevano più frequentemente le malattie e che applicarono alle loro indagini la statistica: si trattava di una scienze nuova che studia con metodo matematico i fenomeni che interessano le grandi masse di individui.
Essi dimostrarono, per esempio, che il numero degli ammalati di colera e di tubercolosi aumentava vertiginosamente dove le acque di scarico scorrevano a cielo aperto per le strade e i luoghi abitati e che le malattie si concentravano nei quartieri operai, sovraffollati e privi di servizi igienici.
Ottennero così da diversi governi che si costruissero fogne e si portasse l’acqua corrente anche nelle abitazioni più povera.
Nello stesso periodo un medico ungherese sconfisse la febbre puerperale, un’infezione che causava la morte di un’altissima percentuale di partorienti.
Egli si era accorto che nel suo ospedale gli ostetrici si recavano direttamente dalla sala di anatomia, dove dissezionavano i cadaveri, alla sala-parto, dove assistevano le puerpere, e quindi trasmettevano loro tutti i germi della putrefazione. Si limitò quindi a collocare una bacinella contenente acqua clorata (un disinfettante) nel corridoio che collegava le due sale e a obbligare i suoi colleghi a lavarsi accuratamente le mani. Questa imposizione suscitò molte proteste ma, statistiche alla mano, si poté dimostrare che, con questa semplice norma igienica, la percentuale di decessi in ospedale veniva quasi totalmente abbattuta. La lotta proseguì poi nelle case, dove i parti erano affidati a donne ostetriche che non avevano altro che l’esperienza come preparazione. Un contributo alla diminuzione della mortalità infantile invece, fu fornito dall’invenzione dell’incubatrice, la culla riscaldata per i bambini nati prematuri.
Italiano
La Seconda rivoluzione industriale ha portato squilibrio anche in Italia, tra il Nord e il Sud. In Sicilia infatti, era aumentato anche lo sfruttamento minorile e delle classi disagiate.
È questo il caso di Rosso Malpelo, il personaggio principale di una delle otto novella di Giovanni Verga raccolte in “Vita dei campi”.
Questa novella si basa sullo sfruttamento minorile in Sicilia proprio negli anni della Seconda rivoluzione industriale. Malpelo era un "caruso". I carusi, in Sicilia, erano i ragazzi sia maschi che femmine da 6 a 18 anni che venivano mandati a lavorare in miniera.

Siccome in passato, a causa delle disagiate condizioni economiche, le famiglie mandavano a lavorare i ragazzi molto presto, sia per ottenere un magro guadagno sia per dare loro un mestiere, con l'occupazione essi assumevano la configurazione di "garzoni" o "apprendisti".
Il lavoro e l'apprendistato dei ragazzi avvenivano da contadini, muratori, fabbri, falegnami, scarpari, barbieri, minatori, ecc.: dovunque ci fosse da poter svolgere un'attività remunerativa.

Purtroppo, come racconta Verga, le condizioni di lavoro erano dure e inaccettabili secondo i criteri odierni di sicurezza; e il rispetto dei diritti umani, dell'infanzia e dei lavoratori era minimo, se non nullo. L'orario di lavoro poteva arrivare a sedici ore giornaliere e i poveri sfruttati potevano subire maltrattamenti e punizioni corporali se accusati di furto (il più delle volte la colpevolezza era inesistente), o di scarso rendimento.
Malpelo è un ragazzo umiliato e maltrattato da tutti, anche per il fatto diavere i capelli rossi, segno di malizia. Non trova affetto nemmeno dalla madre che non accetta la sua scelta di vita di lavorare in cava e che non si fida di lui a tal punto da sospettare che egli rubi soldi dallo stipendio che porta alla famiglia. Inoltre la sorella lo "accoglie" sempre picchiandolo.

Malpelo lavora con il padre, Mastro Misciu, in una cava di rena rossa (al quale è stato dato il soprannome di Bestia per il modo sovraumano in cui lavora). È molto legato col padre infatti è l'unico ad avergli mai dato affetto, e Malpelo, appena gli altri operai provano a prendere in giro il povero padre, lo difende.
Un giorno Misciu accetta di lavorare in una cava molto pericolosa in un disperato bisogno di soldi.
Di sera, mentre Misciu lavorava, gli cadde addosso il pilastro. Malpelo, preso dalla disperazione e dal panico, inizia ad urlare e a chiedere aiuto ma, quando anche gli altri accorrono, ormai è troppo tardi e Mastro Misciu è già morto. Dopo la morte del padre, Malpelo diventa ancora più scorbutico agli occhi degli altri e riprende a lavorare nella galleria dov'era morto il padre.

Qualche tempo dopo alla cava viene a lavorare un ragazzino lussatosi il femore. Il ragazzo, soprannominato Ranocchio per il modo di camminare e di atteggiarsi, viene subito preso di mira da Malpelo che cerca di stimolare il suo spirito di reazione picchiandolo e insultandolo. Più Ranocchio non si difende, più lui continua: vuole che impari a reagire e ad affrontare la vita che non è sempre facile, e che secondo lui è una continua sfida.
Malpelo fa tutto ciò solo perchè si ritrova nel ragazzo, e vuole insegnarli come difendersi. Cotinuano gli scavi e in cava, viene ritrovato il corpo di Mastro Misciu, così Malpelo riceve gli indumenti del padre.

Intanto però, Ranocchio si ammala di tisi, e poco dopo il ritrovamento del padre di Malpelo, muore improvvisamente.
Malpelo, rimasto solo (la madre, ormai rimaritata, e la sorella che era andata a vivere in un altro quartiere) scompare nella cava: gli era stato affidato il compito di esplorare una galleria ancora sconosciuta. Nessuno si sarebbe assunto un compito così pericoloso ma lui, sapendo che ormai non gli è rimasto più niente, accetta e parte: preso del pane, del vino, gli attrezzi e i vestiti di suo padre, si addentra in quella galleria e non ne uscirà mai più. Morto anche lui, ha come vendetta il potere di far paura ai lavoratori della cava che ancora temono di vederselo spuntare da un momento all'altro con i suoi "occhiacci grigi e i capelli rossi".
Trama
Giovanni Verga nacque a Catania nel 1840. Di famiglia aristocratica, frequentò la facoltà di legge presso l’ Università di Catania, ma abbandonò gli studi per dedicarsi alla composizione di romanzi.
Dopo alcuni scritti composti in Sicilia, a 32 anni andò a Milano dove visse circa 20 anni. Qui scrisse la maggior parte della sua produzione letteraria come Vita dei campi e Novelle rusticane (che comprendono alcune dei più celebri racconti di Verga come Rosso Malpelo e La roba che abbiamo approfondito in classe ma anche Jeli il pastore e Libertà). Qui scrisse anche romanzi dove il tema verista che racconta soprattutto le realtà sociali dell'Italia centrale, meridionale e insulare veniva ampliato e approfondito.

Considerato l’autore più rappresentativo del Verismo, Verga rappresentò nei suoi capolavori le condizioni di vita dei pastori, dei contadini e dei pescatori siciliani a fine ‘800, gente povera e ignorata, rimasta per secoli ai margini della società. I personaggi di Verga sono uomini semplici, dominati da passioni forti e autentiche, nel bene come nel male, e oppressi quasi sempre da un oscuro destino di dolore.
Nelle sue poesie Verga accentua il “principio dell’impersonalità”, tecnica che consente all'autore di porsi in un'ottica di distacco nei confronti dei personaggi e dell'intreccio del racconto. L'impersonalità narrativa è propria di una narrazione distaccata, rigorosamente in terza persona e, ovviamente, in chiave oggettiva, priva, cioè, di commenti o intrusioni d'autore che potrebbero, in qualche maniera, influenzare il pensiero che il lettore si crea a proposito di un determinato personaggio o di una determinata situazione. Il verismo, come si vede in Verga, si interessa molto delle questioni socio-culturali dell'epoca in cui vive e si sviluppa. In Giovanni Verga, per esempio, ritroviamo in molte opere la questione della situazione meridionale, dei costumi e delle usanze, del modo di vivere assai diverso rispetto a quelli del nord Italia.
Giovanni Verga
La Diga delle Tre Gole:
la più grande del mondo

Quest'immensa diga idroelettrica costruita sul Fiume Azzurro si tratta di una delle più grandi e contestate opere architettoniche del mondo, definita con orgoglio dai cinesi la “Grande Muraglia” del terzo millennio.
La costruzione prende il nome dalle tre gole attraversate dal fiume: la Gola di Qutang, la Gola di Wuxia e la Gola di Xiling.
Secondo le dichiarazioni ufficiali del governo di Pechino, la realizzazione della diga sarebbe stata necessaria per il contenimento dal rischio di inondazioni nella parte meridionale del Paese, per rendere navigabile l’alto corso dello Yangtze attraverso un complesso sistema di chiuse ed ascensori e per produrre energia elettrica “pulita” al fine di soddisfare il crescente fabbisogno del Paese asiatico
Ma il progetto avveniristico è stato contestato fin dal principio per l’elevato impatto ambientale e per l’alto numero di persone sfollate, oltre che per i forti rischi idrogeologici e sismici della zona. Per costruire il bacino della Diga delle Tre Gole è stato infatti necessario tagliare in due un fiume, sommergere numerosi siti archeologici, molti villaggi e centri urbani, comportando il trasferimento di circa 1,4 milioni di abitanti.
Molte specie animali e vegetali sono scomparse o scompariranno a causa della distruzione degli habitat in cui vivono a causa dell'inquinamento provocato dalle industrie locali e dall'eccessivo traffico navale.
Tra gli aspetti positivi della Diga, che al di là delle polemiche resta un’imponente infrastruttura ai limiti dell’ingegneria, è opportuno ricordare che la sua produzione di energia elettrica risparmierà al pianeta circa 50 milioni di tonnellate di anidride carbonica annue e oltre 140 barili di petrolio, riducendo inoltre la produzione di altri gas e polveri inquinanti.
Il Fiume Azzurro:
il più lungo dell'Asia

Il Chang Jiang, noto in Paesi di lingua inglese come Yangtze ma Fiume azzurro in italiano, è il fiume più lungo dell’Asia e il quarto del mondo.
Nasce nell’altopiano tibetano, dal Qinghai, per poi scorrere fino al Mar Cinese Orientale bagnando in ultimo la città di Shanghai. La sua ricca portata d’acqua è fondamentale per la fertilità delle pianure che attraversa.
Il fiume è un’importante linea di divisione fisica e culturale tra Nord e Sud della Cina. I cinesi che vivono a nord dello Yangtze parlano diversi dialetti del mandarino. La maggior parte delle province a sud del fiume hanno proprio linguaggi che sono incomprensibili per I parlanti del mandarino.
Agli inizi di settembre questo fiume ha lasciato stupefatti moltissimi cittadini cinesi diventando misteriosamente di colore rosso alla confluenza del Jialin nella città di Chongquing.
Le inondazioni sono da sempre un grave problema di questo fiume, le più devastanti hanno portato centinaia di migliaia di morti. Per controllare i flussi massicci di acqua e per proteggere le popolazioni a valle, sono stati messi a punto progetti di ingeneria proprio come la diga delle Tre Gole. Un altro grave problema è quello dell’inquinamento, infatti il Chang Jiang è uno dei fiumi più inquinati al mondo, per via del numero eccessivo di navi che solcano le sue acque e dagli scarichi effettuati dalle industrie locali. Il fiume è da sempre un’importante via commerciale.
L'insolita colorazione naturalmente ha attratto l'attenzione di numerosi curiosi che ne hanno prelevato alcuni campioni conservandoli in bottigliette. Secondo un quotidiano britannico la comunita' sembra che abbia continuato la quotidiana attivita' normalmente compresa quella dei pescatori.
Tecnologia
Con la scoperta dell’elettricità come nuova fonte di energia, abbiamo cercato varie fonti alternative per crearla, anche utilizzando le forze naturali: aria, acqua, sole, calore. E così si sono create delle centrali che sfruttavano queste forze per creare energia elettrica, una di queste è la centrale idroelettrica.
Il bacino è un invaso d’acqua ottenuto mediante lo sbarramento del corso di un fiume. Può essere o naturale (lago) o artificiale, con forme diverse a seconda delle caratteristiche del territorio. Altre caratteristiche da tener presenti nella formazione di un bacino idrografico sono la densità dei corsi d’acqua minori, le precipitazioni annuali e stagionali, il tipo di terreno e di vegetazione, oltre che le opere umane.
- a gravita, con un asse rettilineo e sezione a forma rettangolare.
- ad arco, aventi una forma convessa distribuiscono la spinta dell’acqua alle pareti laterali della struttura. Questo tipo di diga può essere costruito solo per sbarrare valli non molto larghe.
La diga è lo sbarramento del corso d’acqua, in cemento armato, che serve a formare il bacino idrico ed è dotata di galleria o canali per il controllo dell’ acqua. Esistono due tipi di dighe:
Una condotta è costituita essenzialmente da tubazioni che possono essere realizzate in lamiera d’acciaio o in cemento armato. Queste, generalmente, sono costruite all’interno della montagna (in galleria) o possono scorrere anche all’esterno sul crinale della stessa. All’imbocco, sono munite di organi di chiusura e di sicurezza che servono a regolare la portata dell’acqua secondo la richiesta di energia, e alla base, le paratoie di intercettazione delle acque che garantiscono il funzionamento delle turbine filtrando o rallentando la spinta dell’acqua.
La turbina è la macchina che converte l’energia cinetica (energia potenziale) dell' acqua in energia meccanica. La turbina è presenta anche nel mulino ad acqua, e qui l'energia potenziale trasformata in energia meccanica serve a far funzionare la macina.
L'acqua poi, viene immessa nelle opere di restituzione costituiti da canali o gallerie, che attraverso uno sbocco, restituiscono le portate utilizzate al corso d’acqua.
L’alternatore e’ un generatore di corrente elettrica. È costituito da due parti fondamentali, una fissa, lo statore, su cui sono disposti avvolgimenti di rame isolati, e l’altra rotante, il rotore: una calamita. Normalmente l’alternatore lo ritroviamo in tutti i tipi di centrali per la produzione di energia elettrica perché riesce a trasformare l’energia meccanica di una turbina (idraulica, eolica, a vapore, ecc.) in energia elettrica. L'alternatore non è altro che un elettromagnete, infatti produce energia elettrica grazie all'induzione elettromagnetica.
statore
rotore
culo
La corrente elettrica alternata prodotta nel alternatore arriva al trasformatore che ne diminuisce la tensione.
Dopo quest'ultimo passaggio la corrente elettrica entra nella rete di distribuzione che la trasporterà alle nostre case.
(o alternatore)
Vantaggi
I vantaggi dell'idroelettrica sono che utilizza una fonte rinnovabile e gratuita, non è inquinante. Inoltre produce una buona quantità di energia.
Svantaggi
Gli svantaggi invece sono che si può costruire solo dove ci sono condizioni ambientali adeguata, inoltre il costo di realizzazione dell’impianto è elevato come pure l’impatto ambientale.
Scienze
Da quando abbiamo scoperto l'origine dei fenomeni elettrici abbiamo iniziato ad usare questa nuova fonte di energia nei vari campi della tecnologia e da lì tutti i modi di lavorare, di vivere, di affrontare una giornata sono cambiati.
L'elettricità nasce dall' esistenza delle cariche elettriche.
Queste cariche si trovano nella struttura dell'atomo e si presentano come cariche elettriche positive (+) e negative (-). Due cariche di segno opposto, dette elementari, presentano la stessa intensità.
Inoltre cariche di segno opposto si attraggono, mentre due di segno uguale si respingono.
mentre quelle negative negli elettroni;
Nell'atomo le cariche positive si trovano nei protoni;
i neutroni invece, (che insieme ai protoni formano il nucleo dell'atomo) non presentano alcuna carica elettrica: sono elettricamente neutri.
Normalmente in un atomo, è presente lo stesso numero di protoni ed elettroni e quindi le due cariche elettriche si egualiano, rendendolo neutro.
Però, in certe occasioni, gli elettroni si spostano da un atomo all'altro, formando due ioni, uno con carica elettrica negativa (anione): quello che riceverà gli elettroni; e l'altro con carica positiva (catione): quello che invece gli perderà.
L'anione ha carica negativi perchè gli elettroni sono di più dei protoni presenti nel nucleo, percui la loro carica negativa è maggiore di quello positiva.
Il catione invece, perdendo elettroni, avrà un numero maggiore di protoni rispetto agli elettroni rimasti, percui sarà maggiore la carica elettrica negativa.
Questa attrazione e questa repulsione che c'è tra le cariche elettriche è detta forza elettrica, misurata in coulomb (C). Questa forza esercitata su due corpi appunto dotati di una certa carica elettrica dipende sia dalla quantità di carica che dalla distanza dei due corpi.

Più precisamente la forza elettrica è direttamente proporzionabile al prodotto delle due quantità di cariche e inversamente proporzionale al quadrato della distanza dei due corpi per una costante elettrica.
Il trasferimento di elettroni è quello che sta all'origine dei fenomeni elettrici. Quando un corpo assume un eccesso di cariche elettriche positive o negative, si dice che il corpo è elettrizzato.
Un corpo può elettrizzarsi in 3 modi:
per strofinio, per contatto (toccando un corpo neutro con un corpo carico) o per induzione (dove si avvicina un corpo carico ad uno neutro. A causa dell'induzione elettrostatica le cariche del corpo neutro si separano, quelle con lo stesso segno del corpo carico si allontanano, mentre quello di segno opposto si avvinano attirando tutto il corpo all' oggetto carico.
Ma la vera ragione per cui i vari elettroni sono portati a passare da un atomo all'altro va ricercata nel modo in cui sono disposti gli elettroni attorno al nucleo.
Il nucleo dell'atomo è circondato da varie fasce sferiche di elettroni (dette strati o gusci). Uno strato può contenere un numero massimo di 8 elettroni, il nono dovrà passare allo strato successivo; l'unica eccezzione è il primo strato, infatti esso può contenere solo due elettroni.
In alcuni elementi (sostanze composte dallo stesso atomo) per il numero di elettroni da cui sono composti, si ritrovano con l'ultimo strato con pochi elettroni e altri invece che ne hanno molti, ma meno di 8. Questo e il caso del sodio e del cloro.
In questo modo il sodio avendo perso un elettrone, diventa positivamente carico, mentre il cloro in maggioranza di elettroni, diventa negativamente carico e i due atomi, essendo di cariche opposte, tendono ad avvicinarsi.
In questo caso l'elettrone dell'ultimo strato del sodio, poco unito al nucleo tende ad aggregarsi all'ultimo strato del cloro in modo da formare un ottetto, cioè uno strato completo formato quindi da 8 elettroni. In questo modo entrambi gli atomi si troverebbero in uno stato molto favorevole, infatti, ogni atomo cerca di raggiungere questo stato di completezza dell'ultimo strato: il cloro lo fa donando il suo elettrone e il cloro lo fa prendendolo.
Dopo le cariche elettrostatiche, che restano sostanzialmente ferme sulla superficie di un corpo, un'altro ramo dell'energia elettrica sono le cariche elettriche in movimento, che generano corrente elettrica.
La corrente elettrica è un flusso di particelle cariche elettricamente che si muovono all'interno di un conduttore, che in questo caso sono gli elettroni.
Alcuni materiali riescono a far passare più facilmente le cariche elettriche rispetto ad altri: questi sono i conduttori (acqua, rame, alluminio e altri metalli). Quelli in cui invece le cariche passano con maggior difficoltà sono gli isolanti (legno, gomma e plastica, vetro). La ragione per cui nei conduttori le cariche elettriche passano più facilmente è che in essi gli elettroni più esterni sono poco legati ai propri nuclei rispetto agli isolanti, e quindi sono liberi di muoversi.
Nella corrente elettrica ci sono tre principali forze in relazione: l'intensità di corrente (i), la differenza di potenziale (ddp) e la resistenza elettrica del materiale in cui passa la corrente (R).
L’intensità di corrente indica la quantità di elettroni che attraversano un conduttore in un secondo, quindi maggiori elettroni si spostano, maggiore sarà la quantità di energia elettrica prodotta, la quale unità di misura è l’ampère (a).
Gli elettroni si muovono spontaneamente da un punto in cui sono in eccesso ad uno in cui sono in difetto, ovvero da un polo negativo ad uno positivo. Quindi la differenza di potenziale indica la forza con cui gli elettroni vengono spinti da un polo all’altro e si misura in volt (v).
Quando la corrente passa all’interno di un materiale, le particelle di esso ostacolano il passaggio degli elettroni. La resistenza elettrica indica proprio la maggiore o minore difficoltà con cui gli elettroni attraversano il conduttore, e viene indicata con l’ohm (Ω).
La resistenza elettrica è ovviamente maggiore nei materiali isolanti rispetto ai conduttori.
Queste 3 forze sono tra loro collegate, come spiega la prima legge di Ohm (fisico tedesco del XIX secolo):
In un conduttore, l’intensità di corrente (i) è direttamente proporzionale alla differenza di potenziale (V), e inversamente proporzionale alla resistenza (R).
Quindi maggiore è la differenza di potenziale fra polo negativo e polo positivo, maggiore sarà la velocità con cui gli elettroni si sposteranno e quindi maggiore sarà l’intensità, mentre, maggiore sarà la resistenza del circuito, minore sarà la facilità e quindi la velocità con cui gli elettroni viaggeranno attraverso il circuito.
da questa formula si ricavano due formule inverse
I = V / R
V = R · I
R = V / I
La resistenza indica con quanta difficoltà gli elettroni passano in un materiale. Questa difficoltà può dipendere da più fattori e di questo si occupa la seconda legge di Ohm:
La resistenza (R) di un filo conduttore è direttamente proporzionale alla sua lunghezza (l), e inversamente proporzionale alla sua sezione (s), e dipende dalla grandezza p (cioè il materiale del conduttore).
R = p x l / s
la resistenza di un conduttore aumenta all’aumentare della lunghezza e diminuisce con l’aumento della sezione, ovvero dello spessore del filo.
da questa formula si ricavano 3 formule inverse
s = p x l / R
p = R x s / l
l = (R x s) / p
Per poter sfruttare la corrente elettrica, per esempio nelle nostre case per far funzionare le nostre apparecchiature, è necessario costruire dei circuiti elettrici. Un circuito elettrico è un percorso chiuso in cui circola la corrente, perché tra le due estremità è presente un differenza di potenziale. Un circuito elettrico è formato essenzialmente da 4 parti:
Un generatore di corrente che tiene costante la differenza di potenziale tra i due poli;
Un utilizzatore (l’apparecchio che sfrutta l’energia elettrica presente nel circuito);
Un filo conduttore dove passano gli elettroni e che collega i due poli del generatore;
Un interruttore (di metallo) che apre e chiude il circuito.
Quando l’interruttore è sollevato il circuito è aperto e quindi gli elettroni partiti dal polo negativo non riescono a raggiungere il polo positivo e quindi non si crea nessun flusso elettrico. Quando invece l’interruttore è abbassato il polo negativo e quello positivo sono collegati e l’utilizzatore riceve la corrente.
Esistono principalmente due tipi di circuiti elettrici: quelli in serie e quelli in parallelo.
Nei circuiti in serie gli utilizzatori sono collegati tra loro e sono posti uno di seguito all’altro, perciò se una fila di lampadine è collegata in serie e una di esse si rompe, tutte le altre smetteranno di funzionare perché gli elettroni si fermeranno alla lampadina guasta;
invece, nei circuiti in parallelo gli utilizzatori sono tutti collegati direttamente al generatore e il funzionamento di ognuno non è influenzato da quello degli altri, perciò, se una lampadine si rompe gli altre continueranno a funzionare.
La resistenza di un conduttore, in alcuni casi, si può rivelare anche utile, infatti la resistenza può essere simile all'attrito e, come conseguenza del passaggio di elettroni, si sviluppa una certa quantità di calore nel conduttore, cioè lo riscalda.
Questo fenomeno è chiamato effetto termico o effetto Joule (dal fisico inglese che lo scoprì).
Questo fenomeno è utilizzato in molti elettrodomestici come l'asciugacapelli, il ferro da stiro, la stufa elettrica ma anche nelle lampadine, infatti il riscaldamento del conduttore genera energia sia sottoforma di calore sia di luce.
L'elettromagnetismo
L'elettromagnetismo è la scienza che studia le relazioni che ci sono tra elettricità e magnetismo. Le prime scoperte di come come questi due rami della fisica fossero legati avvennero agli inizi del '900. Si scoprì che l'ago di una bussola, posto vicino ad un circuito elettrico percorso da corrente, si metteva in movimento.
Questo dimostrava che delle cariche in movimento generano un campo magnetico.
L'elettricità nell'atomo
L'elettrizzazione
La corrente elettrica
conduttori e isolanti
Prima legge di Ohm
Circuiti elettrici
Seconda legge di Ohm
Effetto Joule
Dopo questa nuova scoperta legata all'elettricità, si provò ad avvolgere una sbarra di ferro con un filo conduttore;
Al passaggio di corrente il ferro si comportava come una calamita. Inoltre, maggiore era il numero di avvolgimenti (spire), maggiore era l'intensità dell'azione magnetica. Questo nuovo dispositivo prende il nome di elettrocalamita, mentre il filo conduttore è chiamato solenoide o bobina.
Il magnetismo è la proprietà che alcuni corpi possiedono di attirare oggetti di natura ferrosa, simile all'attrazione che c'è tra polo + e - tra le cariche elettriche. I corpi che possiedono questa capacità sono detti calamite o magneti. In una calamita/magnete i due poli, invece di essere + e -, sono polo nord (N) e polo sud (S).
Dopodichè, si provò a fare l'esperimento opposto, cioè in che modo una calamita riusciva a generare una corrente elettrica.
Nel 1831 si scoprì che muovendo una calamita tra le spire di un circuito, non percorso dalla corrente, nel circuito si genera una corrente elettrica e appena la calamita si ferma, si ferma anche il flusso di elettroni.
Questo fenomeno è chiamato induzione elettromagnetica.
Una particolarità di questo tipo di induzione elettromagnetica è che crea corrente elettrica alternata, cioè che il verso con cui si muovono gli elettroni cambia a seconda del verso in cui si muove la calamita.
Un dispositivo che crea questo tipo di corrente è l'alternatore, presente in ogni centrale elettrica.
Un altro strumento elettromagnetico è la dinamo, che però produce corrente elettrica continua, cioè che scorre sempre nello stesso verso.
Educazione civica
Nel periodo della Seconda rivoluzione industriale aumentò lo squilibrio sociale tra la classe ricca e quella povera, così quest'ultima era costretta a mandare anche i ragazzi a lavorare in cerca di denaro. Ma, nonostante la relazione fra povertà e lavoro minorile, non bisogna concludere che lo sfruttamento minorile sia un frutto inevitabile della povertà, perché ci sono nazioni con un reddito pro capite basso che hanno pochi bambini al lavoro e viceversa. Il lavoro minorile si sviluppa quando la gente deve affrontare da sola la propria povertà, trovandosi senza scuola e sanità gratuita, senza quella solidarietà sociale che consente di soddisfare almeno i bisogni di base.
Lo sfruttamento minorile, raggruppa tutti quei casi in cui i bambini o ragazzi sotto i 18 anni (anche se questa età varia, anche se di poco, in alcuni Paesi) che sono costretti a dover lavorare duramente come un adulto.
Nella maggior parte dei Paesi del mondo la legge definisce che un individuo diventa maggiorenne dopo il diciottesimo compleanno, e a questa età oramai si ritiene che l'individuo abbia ottenuto la capacità di assumersi le proprie decisioni e responsabilità che la vita adulta sottopone. Comunque i bambini di qualunque età, devono avere gli stessi diritti degli adulti, riconosciuti a livello internazionale.
Lo strumento più completo che si allarga in ogni campo della tutela dei minori è la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia dell' ONU. L'importanza di questa convenzione è che essa è il primo vero trattato a stabilire diritti universalmente riconosciuti a minori. Infatti prima di ciò, si erano sempre fermate solo delle dichiarazioni, dove questi principi venivano solamente enunciati; invece con questa convenzione ogni Stato che ne fa parte è vincolato giuridicamente nel mettere in pratica tutte le norme stabilite.
I diritti attribuiti a tutti i bambini e agli adolescenti, indipendentemente dal colore della pelle, dalla loro religione o dal loro sesso si possono classificare in 5 gruppi:
i diritti di "base" come il diritto alla vita, ad avere un nome e una nazionalità e di essere protetti dai genitori;
i diritti che garantiscono lo sviluppo della persona, e quindi il diritto allo studio e all'apprendimento, ma anche il diritto al gioco e allo svago di cui ogni bambino dovrebbe avere, e anche quello di essere tenuto in sicurezza e in salute;
i diritti che gli assicurano protezione contro ogni abuso e maltrattamento, anche familiare e anche dallo sfruttamento nei rapporti di lavoro;
i diritti all'assistenza ai portatori di handicap, ai rifugiati, alle vittime di violenza ma anche a quelle di guerra e di tortura;
il diritto delle libertà fondamentali: libertà di informarsi, di esprimere le proprie opinioni sulle questioni che li coinvolgono, la libertà religiosa e di associarsi a qualsiasi gruppo con altri minori o con maggiorenni.
Per proteggere questi diritti sono state formate varie organizzazioni internazionali; tra queste la più grande e la più importante è sicuramente l'UNICEF.
L'UNICEF è un'Agenzia delle Nazioni Unite, fondata nel 1946 per aiutare le piccole vittime della Seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra riuscì a fornire ben 800.000 paia di scarpe e 700.000 mq di stoffa per confezionare abiti ; inoltre contribuì alla ricostruzione di scuole e all'istituzione di corsi di educazione popolare e collaborò nell'allestimento di reparti pediatrici negli ospedali. Quando ormai i Paesi europei si stavano rimprendendo economicamente, l'UNICEF decise di spostare l'attenzione ai bambini in Africa, in Asia e in America latina.
Un altra funzione dell'UNICEF è quella di tenerci informati sulla situazione dell'infanzia nelle varie parti del pianeta, situazioni che purtroppo non sono molto confortanti. Infatti, ogni anno al mondo muoiono 11 milioni di bambini per colpa di malattie che si potrebbere evitare. l'AIDS poi, rende orfani 14 milioni di minori e almeno 100 milioni sono quelli che vivono per strada.
Un'altra cifra sconvolgente sono i 50 milioni di bambini che non vengono registrati alla nascita e come conseguenza si ritrovano senza nome, senza nazionalità e senza un'identità.
Il problema più grave è che se una persona non viene registrata all'anagrafe non può essere curata in ospedale, non può essere ammessa a scuola e non
può neanche essere adotta legalmente perchè non esiste. Però purtroppo, questi poveri bambini vengono facilmente presi dai trafficanti umani che li vendono per essere sfruttati in lavori domestici e agricoli. Questa situazione è molto comune nei Paesi dell'Africa subshariana e dell'America latina ma anche nell'Asia meridionale dove i genitori scelgono di non registrare i loro figli. Questa decisione deriva dal fatto che può risultare troppo costosa per le famiglie, oppure c'è chi la ritiene inutile; in alcuni Paesi islamici i bambini nati al di fuori dal matrimonio, la madre non può trasmetterli il cognome e la cittadinanza.
Questo ci fa capire che le norme, da sole, non bastano a tutelare determinati diritti, ma sono gli Stati, le istituzioni e ogni individuo che devono contribuire alla loro realizzazione.
I diritti della
Convenzione internazionale
L'UNICEF
Nel mondo circa 250 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni sono costretti a lavorare numerose ore al giorno.
La maggior parte di essi vive in Asia dove si verificano le forme peggiore di sfruttamento del lavoro infantile.
Qui sono impiegati nelle piantagioni, nelle cave, nelle miniere, nei laboratori tessili e dei giocattoli, nel lavoro domestico e nella selezione dei rifiuti.
In Africa invece, i giovani vengono usati soprattutto nel settore dell'agricoltura.
Altri ragazzi vivono nell'America latina e lavora nelle imprese agricole, nelle miniere ma anche nella fabbriche di abbigliamento.
In ogni caso, il 70% di questi lavoratori è impiegato in attività pericolose.
Una cosa importante da tener conto, è che in tutti i Paesi del mondo il lavoro infantile è ritenuto illegale. Inoltre il lavoro minorile non riguarda solo i Paesi in via di sviluppo, dove si cerca in tutti i modi di ricavare del denaro, ma riguarda anche i Paesi ormai industrializzati come gli Stati Uniti e l'Europa, in particolare l'Italia, il Portogallo, la Gran Bretagna e i Paesi ex socialisti.
Il lavoro minorile è molto vantaggioso per i datori di lavoro in quanto permette di abbassare i costi di produzione, infatti i bambini vengono pagati molto di meno rispetto agli adulti e poi questa manodopera non si ribella, non si organizza per rivendicare un trattamento migliore.
Inoltre i bambini per la loro agilità e la loro corporatura, rendono meglio rispetto ad un adulto in determinate mansioni. Per fare un esempio, molte delle essenze con cui sono fatti i nostri profumi sono prodotte sfruttando il lavoro minorile: alcuni fiori, come i gelsomini, sono raccolti di notte dai bambini la cui altezza è uguale a quella delle piante e le cui piccole mani non rischiano di danneggiare i boccioli.
Il lavoro minorile
I bambini-soldato
Tra 1985 e il 1995, secondo le stime dell'UNICEF, oltre 2 milione di bambini sono stati uccisi in conflitti armati, 6 milioni quelli feriti in modo grave o resi invalidi, 12 milioni sono rimasti senza casa, 10 milioni hanno invece riportati gravi traumi psicologici. Le guerre, inoltre, agnentano i sistemi sanitari e quelli di assistenza sociale, esponendo i bambini a rischio di malattie e contaggi mortali.
I bambini che non esistono
Questo problema persiste anche negli Stati più ricchi. Gli USA arruolano nei marines anche diciassettenni, mentre la Gran Bretagna e la Francia accettano sedicenni nelle scuole militari. In Italia, con un'apposita legge, ha cancellato le norme che permettevano ai minori di 18 anni l'arruolamento nell'esercito.
Attualmente nel mondo sono più di 30 i Paesi in guerra, in cui sono impegnati almeno 300 mila bambini e bambine di età inferiore ai 18 anni. Generalmente i minori sono costretti a combattere nelle guerriglie e negli eserciti irregolari. Si arruolano in genere bambini poveri, separati dalle loro famiglie e, spesso, senza alternative per sopravvivere.
L'istruzione negata
I bambini che lavorano, che combattono o che vengono sfruttati sessualmente non hanno la possibiltà di studiare e, di conseguenza, non acquisiscono strumenti utili a migliorare la loro vita. Nel mondo sono 130 milioni i bambini che non frequentano la scuola, di cui i 2/3 sono femmine. Insieme agli adulti analfabeti formano un miliardo di persone, 1/6 della popolazione mondiale non è in grado di leggere un libro o di scrivere il proprio nome.
Una buona istruzione di base è indispensabile per diventare cittadini consapevoli dei propri diritti e partecipi della vita politica del proprio Paese. Tra mancanza di istruzione e alta percentuale di mortalità infantile, diffusione di malattie contagiose, sfruttamento del lavoro minorile e, in generale, ogni forma di abuso dei minori c'è sicuramente un legame strettissimo.
Il diritto all'istruzione è stato proclamato più di 50 anni fa con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 ed è stato poi ribadito dalla Convenzione sui diritti dell'infanzia del 1989.
Il diritto all'istruzione è molto importante perchè svolge un ruolo primario nella lotta contro la povertà e la violazione dei diritti umani.
Impressionismo
Arte
L'arte e la società nella seconda metà dell'800
I mutamenti economici e sociali verificatisi in Europa nella seconda metà dell'800 hanno determinato una profonda trasformazione del volto delle città, sottoposte a un rapido aumento della popolazione in cerca di un posto di lavoro nelle industrie appena formatesi e in cerca di manodopera. I luoghi centrali di molte città europee esibiscono la ricchezza della borghesia, con ampi viali, nuovi edifici, negozi e luci; la periferia, spesso degradata, ingloba porzioni sempre maggiori di campagna.
Così, se i Realisti avevano descritto le condizioni delle classi povere, a partire dagli anni 60 gli Impressionisti descrivono la vita quotidiana, senza però condividere l’impegno ideologico o politico, infatti si occupava solo dei lati gradevoli della società del tempo con boulevards affollati di gente, e città che si stavano caratterizzando con fabbriche, strade e tutto ciò che la Seconda rivoluzione industriale aveva portato.
A partire dalla metà degli anni 60 dell'800, alcuni artisti francesi sperimentarono un nuovo modo di osservare e rappresentare la realtà. La loro ricerca si sviluppò nello studio del vero, di paesaggi o di soggetti di vita contemporanea ricevendo però aspre critiche dal pubblico.
Eppure essi riuscirono ad avviare un nuovo corso per l'arte, aprendo la strada ai nuovi linguaggi del '900.
I principi della pittura impressionista
Gli Impressionisti studiarono le leggi dell'ottica ed in particolare i fenomeni fisici e percettivi della luce e, poichè è dalla luce che sono originati tutti i colori, essi preferivano lavorare all'aperto (en plein air) con la luce naturale del giorno.
La prospettiva geometrica lasciò il posto ad una rappresentazione di impianto bidimensionale, in cui la percezione dello spazio veniva affidata alla disribuzione dei pesi cromatici e al rapporto tra luce e ombra.
Le ombre
Le ombre non sono nere, ma corrispondo semplicemente a zone meno luminose e vengono ottenute, ad esempio, sovrapponendo sulla tela colori complementari.
Il segno
La linea è generalmente assente e manca un disegno preparatorio. Le forme derivano direttamente dal colore, steso con segno rapido e sicuro, a tratti separati, senza cura per i contorni e per i particolari delle figure, che appaiono, in questo modo, vibranti e mutevoli.
Il movimento
Le immagini del mondo esterno non sono mai immobili, ma sottoposte a cambiamento o a variazioni atmosferiche. Nei dipinti, dunque, le forme hanno contorni indefiniti, spesso sfuggevoli.
Il colore
Ogni colore che vediamo è influenzato da quello che gli sta accanto o dallo sfondo in cui è inserisce. Non esiste, dunque, il colore locale, cioè relativo ad un singolo oggetto o ad una sua parte, considerata isolatamente.
Inoltre dalla tavolozza, scompaiono i grigi, i neri e i bruni, (che derivano dalla sovrapposizione di più colori) per cogliere maggiormente la luce.
Claude Monet
Monet fu il più rigoroso dei pittori impressionisti, egli si è applicato a partire dal 1866, allo studio sistematico en plein air dei soggetti naturali, dando avvio all'Impressionismo.
Egli ha studiato gli effetti derivati dall'accostamento di colori puri separati, per ottenere un'accentuazione di luminosità: ha sfruttato il principio ottico secondo il quale un colore caldo su un sfondo freddo viene percepito dilatato.
Essi cercavano, osservando la natura, di coglierne la prima impressione visiva, quella che l'occhio riceve senza soffermarsi sui particolari. I colori venivano accostati sulla tela senza essere mescolati; i pittori consideravano, infatti, che è il nostro occhio a sintetizzare le singole parti di una veduta, percependo poi l'effetto completo.
Le origini della pittura Impressionista
Impression, soleil levant
Egli, tuttavia, è attento a registrare con immediatezza e verità solo l’impressione visiva che si coglie guardando una immagine del genere. Nella sua pittura esiste solo la realtà sensibile, ossia solo ciò che l’occhio coglie d’istinto: la luce e il colore. Alle forme e allo spazio egli è del tutto indifferente tanto è vero che il soggetto dell'opera è del tutto casuale.
Questo perchè la registrazione che dà il quadro della percezione riguarda un attimo fuggente. Un istante dopo la visione può essere già diversa con una nuova posizione del soggetto ma anche una luce cambiata e, con sé, anche la tonalità di colore che essa diffonde nell’atmosfera.
Da notare che, in questo quadro, benché poco evidente un ruolo essenziale lo svolge lo specchio d’acqua del porto. In moltissima parte della pittura impressionista, e di Monet in particolare, l’acqua svolge sempre un ruolo fondamentale. Essa riflette le immagini distorcendole. E il riflesso varia in continuazione. Questa visione tremolante che si coglie di riflesso nell’acqua è già una immagine impressionista per eccellenza. E permetteva ai pittori di rappresentare le immagini con una libertà di tocco, fatto in genere a tratteggi e virgole, che sintetizzano immediatamente la loro poetica dell’attimo fuggente.
In questo quadro ci sono molti degli elementi caratteristici della pittura impressionista: la luce che svolge il ruolo da protagonista, il colore steso a tocchi e macchie, la sensazione visiva che fa a meno della definizione degli oggetti e delle forme. Il quadro rappresenta uno scorcio del porto di Le Havre, una città situata a destra della foce della Senna nella Manica, mentre il sole sorge filtrando attraverso la nebbia mattutina. Monet è del tutto indifferente a ciò che ha innanzi. Non ne cerca la riconoscibilità ma abbozza forme indistinte. Due barche sono solo due ombre scure, il cerchio del sole rimanda alcuni riflessi nell’acqua, un insieme di gru e ciminiere fumose si intravedono offuscate in lontananza.
Per gli Impressionisti nulla è fermo, nulla può essere fissato definitivamente sulla tela: l'esperienza della realtà non avviene attraverso immagini cristallizzate, ma attraverso impressioni che si succedono e si accavallano nella nostra memoria.
E' proprio ad un suo dipinto del 1872 dal titolo Impression, soleil levant, che il gruppo deve il proprio nome, quando, nel 1874 a Parigi, ci fu la prima mostra impressionista, e qui un critico, riferendosi al titolo del quadro di Monet parlò con tono dispregiativo di pittura impressionista.
Segni caratteristici
Geografia
Educazione fisica
Il tennis tavolo, è uno degli sport di maggior diffusione nel mondo ed è una specialità olimpica.
Questo sport è più conosciuto come ping pong però, questo termine, si intende questo sport praticato come passatempo, mentre tennistavolo indica la specialità olimpica.
La federazione sportiva internazionale del tennis tavolo è l’ ITTF ( International Table Tennis Federation), con sede a Losanna in Svizzera.
Le origini del tennis tavolo sono ancora incerte infatti esistono due principali ipotesi:
•La prima è che sia nato in cina, nei palazzi imperiali.
•La seconda invece, ipotizza che sia nato dal tennis, in Inghilterra. Questa ipotesi afferma che, mentre alcuni signori dell’alta società giocavano a tennis, iniziò a piovere, così decisero di spostare la partita all’interno, in un campo più ristretto: quello da ping pong.
Il tennis tavolo si può giocare in due giocatori che gareggiano tra loro (singolo), oppure in due squadre di due giocatori ciascuna (doppio). Per giocare è necessaria una racchetta per ogni giocatore, una pallina e un tavolo idoneo, nonché una zona di gioco adeguatamente larga (per un incontro regolamentare si deve disporre di un'area di gioco di 12 metri di lunghezza, 6 metri di larghezza e 4 metri di altezza nelle competizioni internazionali, mentre in quelle nazionali diminuisce di 2 metri in lunghezza e 1 in larghezza.
Al centro dell'area di gioco è posto il tavolo in legno le cui dimensioni sono: 274 cm in lunghezza, 152,5 cm in larghezza e 76 cm altezza. Il tavolo è suddiviso in due metà (dette campo) da una rete in nylon alta 15,25 cm e lunga 184 cm, la rete e i supporti sporgono su due lati lunghi per 15,25 cm ognuno.
La pallina è vuota e sferica ed è fatta generalmente di celluloide, ma si può giocare con palline di materiali plastici diversi, purché pesino precisamente 2,7 grammi e abbiano un diametro di 40 mm. La pallina può essere indifferentemente bianca o arancione.
I giocatori possono utilizzare racchette di qualsiasi dimensione, forma e peso, ma il telaio, ovvero la parte dove si colpisce la pallina e la parte centrale dell’impugnatura deve essere piatto e rigido. Esso deve inoltre essere composto almeno all'85% di legno ma può anche avere dei rinforzi interni. Le facce della racchetta usate per colpire la pallina devono essere ricoperte o da un foglio di gomma uniformemente coperta al suo esterno da puntini sporgenti oppure da uno strato di gommapiuma su cui è posto il foglio di gomma che può stavolta, o avere la puntinatura esterna, o rivolta verso la gommapiuma (questo tipo di gomma è definito “sandwich”).
La racchetta deve essere di due colori: rosso e nero per permettere all’avversario di capire che effetto darà il colpo alla pallina, infatti i due colori differiscono per tipo della gomma (puntinata o liscia) e il materiale utilizzato. Per questo prima della partita entrambi i giocatori osservano e toccano la racchetta dell’avversario per capire come sono fatti i due rivestimenti.
Una volta che la palla è stata servita, l'altro giocatore deve effettuare un "rinvio" (o "risposta"). Per compiere un rinvio il giocatore deve colpire, con la racchetta o con la mano (fino al polso) che tiene la racchetta, la pallina dopo che essa ha colpito una volta il proprio campo e prima che colpisca il tavolo una seconda volta. Dopo che il giocatore ha colpito la pallina, questa deve arrivare a colpire il campo avversario senza prima toccare altro se non la rete. I giocatori devono effettuare una risposta a testa finché uno dei giocatori non manca una risposta o non commette fallo.
La pallina è considerata "in gioco" quando lascia la mano del giocatore che effettua il servizio.
Si ottiene un punto nei seguenti casi:
•l'avversario effettua un servizio sbagliato o manca di effettuarlo dopo che ha messo in gioco la pallina.
•l'avversario manca o sbaglia un rinvio
•l'avversario commette un fallo per cui non è prevista la ripetizione dello scambio.

-Un fallo è commesso nei seguenti casi:
•la pallina rimbalza due o più volte nel proprio campo
•la pallina è colpita senza che essa abbia rimbalzato una volta nel proprio campo (colpo al volo)
•la pallina viene colpita o toccata con qualcosa di diverso della racchetta di gioco o dalla mano che la tiene
•la pallina è colpita due volte consecutivamente (doppio tocco, racchetta-racchetta, mano-racchetta)
-Inoltre un fallo è commesso anche se:
•il giocatore (racchetta compresa) tocca la rete
•il giocatore tocca il tavolo con la mano libera
•il giocatore sposta il tavolo di gioco
•il giocatore parla durante lo scambio
Un normale incontro di ping pong si disputa in 5 partite e vince chi si aggiudica per primo tre partite, mentre, nei tornei internazionali, campionati del mondo, olimpiadi ed in altre competizioni gli incontri si disputano in 7 partite e vince chi se ne aggiudica 4. Molto più comunemente si usa (anche se è un errore) disputare le partite a 21 punti per la vittoria, quelle persone che ritengono il tennistavolo un hobby, commettono quest'errore.
Un giocatore vince un set quando raggiunge 11 punti mentre l'avversario ne ha realizzati meno di 10. Se nella partita i giocatori raggiungono entrambi 10 punti vince chi riesce per primo a conquistare 2 punti in più sull'avversario.
All'inizio di un incontro si sorteggia chi batterà il primo servizio.
Il servizio consiste nel colpire la pallina con la racchetta per farla rimbalzare una volta nel proprio campo e, superando la rete, farla ricadere nel campo avversario. Se durante il servizio la palla tocca la rete (supporti compresi) prima che tocchi il campo avversario si commette un fallo, senza penalità, e il servizio deve essere ripetuto.
Questo fallo è chiamato “let” dall’inglese “let’s play again” cioè “rigiochiame” e non “net” come la maggior parte delle persone pensa. Infatti il termine “net” deriva dalla parola inglese “network”, ovvero rete.
Comunemente si effettua uno scambio per la palla, chi vince lo scambio ottiene il servizio. Chi inizia a battere effettua 2 servizi consecutivi, poi toccherà all'avversario, la sequenza di due battute si alterna sino alla fine della partita. In caso di parità sul punteggio di 10 punti la sequenza delle battute è limitata ad un solo servizio a testa.
Il gioco ha inizio quando la pallina lascia la mano del giocatore che effettua il servizio, quindi se il battitore non colpisce la pallina dopo averla lanciata è punto dell'avversario.
Per essere ritenuto valido il servizio bisogna ripettare alcune regole: all'inizio del servizio, la pallina dev'essere liberamente posta sul palmo aperto della mano libera ed immobile in modo da essere visibile dall'avversario. Il battitore deve quindi lanciare la pallina verso l'alto senza imprimere effetto così che si sollevi dal palmo della mano libera di un minimo di 16,5 cm e ricadere senza che abbia toccato nulla; la pallina deve essere colpita oltre e al di sopra della linea di fondo del tavolo.
Se una delle regole del servizio non viene rispettata, l'arbitro dopo un primo ammonimento, ad ogni successivo errore chiamerà il fallo al battitore e conseguente punto per l'avversario. Inoltre, se prima del servizio del battitore l'avversario alza la mano per ragioni valide e non tocca la pallina facendola cadere sul pavimento, il battitore dovrà effettuare un nuovo servizio senza sanzioni per l'avversario.
In caso di disabilità fisica l'arbitro può permettere al battitore di servire senza rispettare pienamente il regolamento sul servizio. Questo è valido solo per i giocatori che hanno perso l'uso di un braccio o di una mano.
Attrezzature
Il tennis tavolo
Partita
Punti e set
Regole del servizio
Servizio
Rinvio e falli
Nel tennistavolo è di fondamentale importanza saper imprimere giro alla pallina, e saper rispondere ottimamente a una palla girata. Questo perché, sebbene le racchette possano essere molto diverse tra loro, sono tutte molto sensibili al giro della pallina, che può arrivare ad avere rotazioni molto considerevoli durante uno scambio. Esistono diversi tipi di giro (o di effetto) che vengono distinti in base alla sua direzione rispetto all'asse del tavolo. I suoi effetti sono diversi e possono essere notati debolmente quando la pallina è in aria, meglio quando essa tocca il tavolo, quindi in misura varia quando tocca la racchetta di un giocatore, questo in base al tipo di gomma che questi utilizza.
Tecniche di gioco
•Inferiore, o taglio o backspin: si ottiene colpendo la pallina strusciandola dal basso, in modo da darle una rotazione contraria al moto. La pallina con giro inferiore tende ad abbassarsi lentamente mentre è in aria, e a lievitare leggermente. Quando la pallina tocca il tavolo rallenta bruscamente e rimbalza verso l'alto.
Quando poi tocca la racchetta del giocatore ricevente si muove verso il basso, quindi andrà sulla rete se il giocatore non ha opportunamente aperto la racchetta, ovvero inclinato verso l'alto.
•Superiore, o topspin: è il giro inverso all'inferiore, quindi si ottiene colpendo la pallina dall'alto. In questo caso la pallina si abbassa velocemente, quindi accelera al contatto con il tavolo, con un rimbalzo schiacciato. Quando tocca la racchetta del ricevente tende a rimbalzare verso l'alto. Il colpo di risposta al topspin è il blocco, che si effettua chiudendo la racchetta, inclinandola, cioè, verso il tavolo.
Il topspin è il colpo che imprime alla pallina il giro omonimo. È un colpo di attacco, in quanto accelera lo scambio ed è difficile da ricevere. Il blocco, infatti, è un colpo passivo, che permette all'avversario di piazzare colpi sempre migliori; d'altronde non c'è un altro modo facile per rispondere a un topspin.
•Laterale, o sidespin: è un giro utilizzato soprattutto in battuta. La pallina ha una rotazione sullo stesso piano del tavolo. Quando è stato impresso alla pallina questa tende a cambiare il proprio moto verso destra o verso sinistra, rispettivamente nel caso che la pallina sia stata strusciata da sinistra o da destra. A meno che una pallina "laterale" non abbia anche un altro tipo di spin (ad esempio superiore o inferiore, com'è nella maggioranza dei casi) toccando il tavolo avrà un rimbalzo normale, ma sulla racchetta del giocatore ricevente scarterà brucamente verso destra o sinistra a seconda della rotazione.
•Corkspin, o cavatappi o giro a vite: è il tipo di spin in assoluto meno utilizzato, solo in alcune battute. La pallina assume una rotazione intorno all'asse del moto. La pallina con giro a vite non ha evidenti variazioni di movimento mentre è in aria, invece si sposta velocemente verso sinistra o verso destra — a seconda di come era stato dato il giro — nel momento in cui tocca il tavolo. Considerando che la direzione del moto della pallina battuta con corkspin cambia notevolmente dopo che ha toccato il tavolo due volte, arriva al giocatore ricevente con giro superiore.
I tipi di giro "semplici" usati nel tennistavolo sono:
Lo "stile occidentale" consiste nel tenere il manico della racchetta con 3 dita, l'indice sulla gomma di un lato della racchetta, il pollice sulla gomma dell'altro lato della racchetta. Questa impugnatura consente di colpire la pallina sia col dritto che col rovescio.
Impugnatura
Esistono due differenti modi di impugnare la racchetta e quindi due diversi stili.
Lo "stile cinese”, o "a penna", consiste invece nel tenere il manico della racchetta nell'incavo della mano tra pollice e indice. In questo caso vi sono due varianti che appartengono a due diverse scuole.
•L' "impugnatura cinese" costringe ad un maggior movimento per colpire sempre col dritto, ma consente più forza nel colpo e servizi più efficaci, grazie alla maggior mobilità del polso.
•L' "impugnatura giapponese" somiglia a quella cinese, ma le dita dietro alla racchetta non sono contratte, bensì distese e questo limita il movimento del polso. Inoltre le racchette giapponesi sono tradizionalmente più grandi, di forma quadrata e col manico più lungo di quelle cinesi.
Nel tennis tavolo si disputano anche incontri di doppio. Le regole sono le stesse previste per il singolare, tranne:
•Il campo è diviso in due parti da una linea lungo il lato lungo del tavolo. La suddivisione è utile solo in occasione del servizio di battuta;
•È obbligatorio battere il servizio dalla parte destra del proprio campo inviando la pallina nella parte destra del campo avversario;
•I giocatori di una coppia devono alternarsi in uno scambio ribattendo la pallina una volta per uno;
Il doppio
In un incontro di doppio assumono un diverso rilievo alcune considerazioni generali sulla forza dei singoli giocatori. Infatti non sempre due giocatori con miglior classifica individuale vincono contro una coppia che è considerata complessivamente più debole. È infatti importante in questa specialità che i due siano allenati e affiatati. Nel doppio risulta essenziale il movimento sincronizzato dei giocatori ed essere sempre nella posizione migliore per colpire senza ostacolarsi a vicenda.
La composizione ideale del doppio è considerata quella formata da un giocatore mancino e da un destro, in quanto in questo modo è necessario un minor movimento per raggiungere la posizione ideale per colpire la pallina.
Francese
Francese
La storia del museo, dell'edificio che lo ospita è alquanto singolare. Situato nel cuore di Parigi, lungo la Senna, di fronte ai giardini delle Tuileries, il museo è posto all'interno della vecchia stazione d'Orsay, un edificio costruito per l'esposizione universale del 1900. Possiamo dunque affermare che questo edificio rappresenta la prima "opera" delle collezioni del museo d'Orsay nelle cui sale è esposta l'arte prodotta nei decenni compresi tra il 1848 ed il 1914.
L'histoire du musée, du bâtiment qui le reçoit est très singulier. Situé au le coeur de Paris, le long de la Seine, le musée est mis à l'intérieur de la vieille gare d'Orsay: un' édifice construit pour l'exposition universelle de 1900. Nous pouvons donc affirmer que ce bâtiment représente la première "oeuvre" des collections du musée d'Orsay où, dans le ses salles est exposée l'art produit dans les décennies entre le 1848 et le 1914.
La costruzione della stazione iniziò nel 1898 su disegno dell'architetto Victor Laloux e terminò nel 1900 dopo aver costruito anche un albergo di lusso. Per rendere la stazione più confortabile si pensò di ricoprire la gigantesca strutturaa metallica con un rivestimento in pietra di stile eclettico. Quest'opera è un vera opera molto moderna per quel tempo: disponeva di un montacarichi per i bagagli, ascensori per i viaggiatori, sedici attraversamenti sotterranei e i servizi di accoglienza al pianterreno. Dal 1900 al 1939, la stazione d'Orsay svolse un ruolo guida della linea ferroviaria sud-occidentale francese. L'albergo della stazione d'Orsay era in grado di accogliere un numero sempre maggiore di viaggiatori, di associazioni e di partiti politici che, proprio in questo edificio, organizzavano assemblee e ricevimenti. Tuttavia, a partire dal 1939, la stazione era solo in grado di garantire i collegamenti nelle zone periferiche. I suoi binari, infatti, non riuscivano più a coprire l'intero tragitto a causa dell'elettrificazione progressiva delle linee ferroviarie e dell'allungamento dei treni.
La construction de la gare a commencée en 1898, par de l'architecte Victor Laloux et elle est terminée en 1900 après la construction d'un hotel de luxe. Pour rendre la gare plus confortable on a recouvert la structure métallique avec une façade en pierre de style éclectique. Ce travail est une véritable oeuvre très moderne pour l'époque: il disposait d'un monte-charges pour les bagages, ascenseurs pour les voyageurs, seize voies souterraines et les services d'accueil au rez-de-chaussée. De 1900 à 1939, la gare d'Orsay déroulé un rôle guide de la ligne ferroviaire de la Françe sud-occidental . L'hotel de la gare d'Orsay était capable d' accueillir un nombre toujours majeur de voyageurs, d'associations et de partis politiques que, dans ce bâtiment, ils organisaient assemblées et banquets.
Mais à partir de le 1939, la gare était seulement capable de garantir les liaisons dans les zones périphériques. Ses binaire, en effet, ne réussissaient plus à couvrir l'entier trajet à cause de l'électrification progressive des lignes ferroviaires et de l'allongement des trains.
In seguito la stazione è stata utilizzata per vari usi, in particolare è stato utilizzato come centro di accoglienza dei prigionieri nel periodo della Liberazione ed è stato scelto come sede stabile di una compagnia teatrale.
L'albergo ha chiuso il primo gennaio 1973, dopo aver svolto un ruolo storico di primo piano, infatti qui, il generale De Gaulle ha tenuto la conferenza stampa in cui annunciava il suo ritorno al potere.
Sempre in quell' anno, si era deciso di costruire un museo all'interno della stazione, e nel 1986 il museo ha aperto le porte al pubblico.
Il Museo d'Orsay è nato per raccogliere le collezioni dal 1848 al 1914, quelle che non trovavano spazio né al Louvre, né negli altri musei parigini. Questo museo contiene soprattutto opere impressioniste e post-impressioniste di autori come Monet, Manet, Degas e Renoir ma anche dipinti di Van Gogh e Gauguin.
En suite la gare a été utilisée pour des fins usages, en particulier elle a été utilisée comme centre d'accueil des prisonniers dans la période de la Libération et a été choisi comme siège stable d'une compagnie théâtrale.
L'hotel a fermé le premier Janvier 1973, après avoir déroulé un rôle historique de premier plan, en effet ici, le général De Gaulle a tenu la conférence de presse dans laquelle il annonçait son retour au pouvoir.
Aussi dans cette année, il a été décidé de construire un musée à l'intérieur de la station, et en 1986 le musée a ouvert les portes au public.
Le Musée d'Orsay est né pour recueillir les collections depuis 1848 à 1914, ceux qui ne trouvaient pas espace né à la Louvre, né dans les autres musées parisiens. Ce musée contient surtout des oeuvres impressionnistes et post-impressionnistes d'auteurs comme Monet, Manet, Degas et Renoir mais aussi peints de Van Gogh et de Gauguin.
Ballo al moulin de la galette
colazione sull'erba
notte stellata
Renoir
Manet
Van Gogh
Esame di Stato conclusivo del primo ciclo d'istruzione
Bozzola Andrea
Diga delle Tre Gole
e Fiume Azzurro
A.s 2012 / 2013
Classe 3E
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