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Viandante sul mare di nebbia

Analisi dell'opera
by

Alessandro Mercurio

on 21 November 2012

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Transcript of Viandante sul mare di nebbia

Scheda dati dell'opera Titolo : Viandante sul mare di nebbia
Autore : Caspar David Friedrich (1774-1840)
Periodo storico : Romanticismo
Data : 1818
Dimensioni : 95x75 cm
Tecniche e materiali : olio su tela
Luogo attuale : Amburgo, Kunsthalle Soggetto Codice Visivo Viandante sul mare di nebbia C.D. Friedrich Caspar David Friedrich Caspar David Friedrch (1774-1840) è l'artista più rappresentativo del romanticismo tedesco e una figura centrale dell'intero Romanticismo europeo. I suoi quadri affrontano il tema della relazione tra l'uomo e la natura : un rapporto intenso e inquietante, in quanto la natura è vista come immensa, dominante, e per questo incomprensibile. Di fronte a tale grandezza, l'uomo è visto come piccolo e insignificante. Tale pensiero è tipico del "sublime", un metodo di rappresentare tale rapporto adottato da alcuni artisti del Romanticismo. Friedrich fu un uomo profondamente religioso, e le sue opere gli hanno consentito di esprimere questa dimensione interiore : attraverso la grandiosità del creato e il suo profondo mistero, infatti, l'artista ha evocato il divino; solo agli spiriti dotati di una superiore sensibilità è dato percepire ciò che si nasconde dietro alle apparenze; per questo motivo, l'arte svolge un ruolo di meditazione tra l'uomo e il mistero in cui è immerso. Il dipinto raffigura un uomo di spalle elegantemente vestito, probabilmente un borghese o un nobile : indossa un soprabito verde scuro e, con la mano destra, afferra un bastone da passeggio; alcuni pensano inoltre sia un autoritratto di Friedrich. Questo personaggio si trova su uno sperone di roccia, intento a guardare lo sconfinato panorama che gli si apre davanti, formato principalmente da montagne e immense rocce e avvolto da una fitta nebbia.
L’autore ha voluto rappresentare il sentimento dell’uomo verso la natura nella poetica del “sublime”, che la vede come imponente e maestosa; in questo caso la natura rappresentata è importante, ma comunque tranquilla e calma, e nonostante l’uomo nel “sublime” sia considerato inferiore, nel dipinto è comunque il soggetto principale. Legenda Formato
Linee di struttura
Linee di forza
Peso visivo :
- contrasto con lo sfondo;
- figura in primo piano e di conseguenza molto grande;
- si trova sulle linee di struttura (assi di simmetria);
- isolamento dagli altri elementi del dipinto;
- orientamento veritcale
La testa dell'uomo, con i suoi capelli rossi arruffati da un lieve vento, costituisce inoltre un "peso visivo nel peso visivo" : l'attenzione dell'osservatore tende a posarsi maggiormente su questo punto. Legenda - elementi scuri del dipinto
(circa 1/4 del totale) Il formato del quadro è un rettangolo, le cui mediane e diagonali costituiscono le linee di struttura, andando inlotre ad individuare un triangolo che circonda la roccia principale. Il protagonista del dipinto si trova al centro delle linee di costruzione e costituisce anche per questo il peso visivo dell'immagine. Le linee di forza sono individuate dallo sperone di roccia in primo piano, dallo slancio verticale dell'uomo, dall'orientamento verso il centro delle colline sullo sfondo e dal gruppo di nuvole in alto a sinistra.
Nel dipinto compare la prospettiva aerea di Leonardo Da Vinci con la sua diminuzione dei dettagli verso lo sfondo, e si intuisce molto la profondità, che rende i corpi tridimensionali. Indicatori aggiuntivi di profondità sono la sovrapposizione degli elementi e la grandezza relativa, ovvero quella che ci fa percepire un elemento più grande di un altro a seconda di dove si trova nello spazio.
Il protagonista si trova tra noi e la fonte di luce : è quindi in controluce. Questo effetto crea forti contrasti chiaroscurali e ombre. La luce è inoltre diffusa, perchè si propaga in uno spazio aperto.
Il colore è steso uniformemente nel primo piano, in modo preciso e morbido, mentre nel paesaggio è più visibile la pennellata e i dettagli diminuiscono secondo la prospettiva aerea. Nel dipinto predominano i colori chiari, ma una consistente zona scura è costituita dallo sperone principale e dall'uomo. I colori freddi occupano la maggior parte del quadro, ad eccezione del primo piano, reso caldo dal marrone della roccia. Il grigio e il bianco sono invece resi freddi dal blu. Fine Alessandro Mercurio Secondo i romantici, l'infinito genera nell'uomo un senso di terrore e impotenza, definito sublime, che tuttavia l'uomo percepisce in modo armonioso, dove ciò che è spaventoso e incontrollabile diventa bello.
Il sublime si divide in due diversi modi di rappresentazione : quello dinamico, che vede la natura come annientatrice e distruttiva, davanti alla quale l'uomo si arrende alla sua debolezza e impotenza (utilizzato da Turner e maggiormente diffuso), e quello statico o matematico, dove l'uomo contempla una natura immobile e al di fuori del tempo (utilizzato da Friedrich). Al primo tipo appartengono fenomeni spaventosi quali gli uragani o le grandi cascate, al secondo tipo gli spazi a perdita d'occhio del deserto, dell'oceano e del cielo.
Il sublime influenzò tutte le arti del Romanticismo, e molti furono i filosofi, i pittori, i musicisti, i poeti e gli scrittori che si interessarono alla tema del sublime. Tra i molti artisti che, a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento, hanno interpretato l'estetica del sublime, troviamo William Turner, i cui uragani, le cui bufere di neve e le cui battaglie marine rappresentano l'incarnazione pittorica di questa idea; Caspar David Friedrich, con tele in cui l'uomo è raffigurato come un minuscolo e insignificante di fronte alla grandezza della natura; John Constable, con una differente interpretazione del sublime applicata al quotidiano. Il sublime romantico W. Turner - "Ombra e tenebre. La sera del Diluvio" C. D. Friedrich - "Luce del mattino" J. Constable - "Il mulino di Flatford"
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