Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Copy of Copy of Untitled Prezi

No description
by

Rita Tonelli

on 3 April 2013

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Copy of Copy of Untitled Prezi

La Guerra viaggio nel conflitto. I fatti e i filosofi Poesia e Letteratura Primo Levi - Se Questo è Un Uomo Pablo Neruda - Terre Offese Izet Sarajlic - Sorelle Personalità di spicco nella Jugoslavia degli anni '90 Guerre Jugoslave Filosofi Ispiratori del Nazionalsocialismo Seconda Guerra Mondiale Pablo Picasso - La Guerra Marina Abramovic - Balkan Baroque Salvador Dalì- Il Volto della Guerra La reazione degli artisti 1939-1945
Fu un conflitto che vide battersi da un lato Gemania (Terzo Reich), Italia e Giappone, dall'altro Stati Uniti, Gran Bretagia e Unione Sovietica.
Gli elementi essenziali che contraddistinguono la II G.M. sono connessi innanzitutto al carattere ideologico e totale del conflitto. Nel conflitto le alleanze nazionali acquistarono un carattere di scelta politica, civile, etica; inoltre, non solo si estese ai 5 continenti ma penetrò profondamente nella popolazione civile, coinvolgendola sia attraverso le deportazioni, i bombardamenti delle città, gli stermini, sia attraverso le formazioni combattenti volontarie civili.La pratica dell’annientamento del nemico appare centrale nel complesso del conflitto. Il regime nazionalsocialista tedesco l’applicò innanzitutto all’interno ancora in periodo di pace, avviando il pianificato sterminio delle minoranze razziali e politiche. Le guerre jugoslave sono state una serie di conflitti armati, inquadrabili tra una guerra civile e conflitti secessionisti, che hanno coinvolto diversi territori appartenenti alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia tra il 1991 e il 1995, causandone la dissoluzione.Diverse le motivazioni che sono alla base di questi conflitti. La più importante è il nazionalismo imperante nelle diverse repubbliche a cavallo fra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta (in particolare in Serbia, Croazia e Kosovo, ma in misura minore anche in Slovenia e nelle altre regioni della Federazione).
Guerra d'indipendenza slovena (1991)
Guerra in Croazia (1991-1995)
Guerra in Bosnia ed Erzegovina (1992-1995)
Tragiche furono le violenze contro la popolazione di civili. Fichte, Nietzsche e Heidegger.
Mentre Fichte e Nietzsche furono utilizzati come ispiratori del nazionalsocialismo, l'uno per i celebri discorsi d'elogio alla razza tedesca, l'altro per la teoria del Superuomo, Heidegger appoggiò apertamente il regime.
Tuttavia, le teorie di Fichte e Nietzsche furono completamente piegate all'ideologia Nazionalsocialista; anche Heidegger dopo un breve coinvolgimento nel partito di Hitler, si ritirò dall'azione politica. In questo caso non si può parlare di filosofi ispiratori, in quanto l'unica forza ispiratrice fu la Nazione.
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi. Regioni affondate
nell'interminabile martirio, per infinito
silenzio, battiti
d'ape e roccia sterminata,
terra che invece di grano e di trifoglio
hai tracce secche di sangue e delitti:
fertile Galizia, pura come la pioggia,
salata per sempre dalle lacrime:
Estremadura sulla cui riva
di cielo e d'alluminio, scuro come squarcio
di proiettile, tradito e ferito e distrutto,
Badajoz tra i suoi figli morti
giace senza memoria
guardando un cielo che ricorda:
Malaga arata dalla morte Quelle di Esenin
si chiamavano Shura e Katia.
Quelle di Majakowskij
Ludimilla e Olia.
Le mie
Nina e Raza.
E tutte sono morte.
Raza e Nina
a cinquanta giorni di distanza.
Sono morte
o a dire il vero sono state uccise dagli stenti.
Devo cercare da qualche parte
una nuova sorella.
Perché io non posso
non essere fratello. 1952, olio su isorel, 470x1020.
Castello di Vallauris.
Questo dipinto fa parte di un ciclo che comprende anche la tela 'La Pace' che è posta di fronte a questo dipinto.
Pablo Picasso fu fortemente influenzato dalla guerra (si veda Guernica, 1937). In questa tela, egli ripropone il tema, ma non dal punto di vista delle vittime, ma dei carnefici. 1940-41 olio su tela, 64x79, Museum Boijmans Van Beuningen - Rotterdam
E' un'opera che genera angoscia, molto probabilmente frutto del ricordo della guerra civile spagnola. La maschera della morte è posta in un deserto dove le uniche presenze vive sono dei vermi. Le orbite e la bocca della maschera sono riempite con teschi, chiari simboli di morte e distruzione. Performance del 1997 dell'artista montenegrina, con la quale vinse la Biennale di Venezia.
Per quattro giorni l'artista pulì una montagna di ossa animali cantando litanie in lingua slava. L'opera vuole essere una denuncia e un moto di appartenenza a un paese dilaniato dalle guerre. Ratko Mladić, generale nell'Armata Popolare di Jugoslavia durante le guerre che portarono alla disgregazione della Jugoslavia, comandante delle forze armate in Croazia e, durante la guerra in Bosnia, capo di stato maggiore dell'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. Accusato di genocidio, crimini contro l'umanità, violazione delle leggi di guerra durante l'assedio di Sarajevo e per il massacro di Srebrenica dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia, è stato arrestato il 26 maggio 2011 dopo 16 anni di latitanza. Radovan Karadžić, un politico bosniaco, di origini serbe, ex presidente della Repubblica Serba, incriminato per crimini di guerra e genocidio dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia dell'Aja, a suo carico era stato emesso un mandato di cattura internazionale eccezionale. Il governo degli Stati Uniti aveva inoltre offerto un premio di 5 milioni di dollari per la sua cattura e per quella del generale serbo-bosniaco Ratko Mladić. Latitante per molti anni, è stato arrestato il 21 luglio 2008 dalle forze di sicurezza serbe. e perseguitata in mezzo ai precipizifino a che le madri impazzite sferzavano la pietra con i figli appena nati. Furore, ala di lutto,e morte e collera,finoa che le lacrime e il dolore uniti,fino a che le parole, lo smarrimento e l'iranon saranno che un cumulo d'ossa in unastradae una pietra seppellita dalla polvere.Tante, tantetombe, tanto martirio, tantogaloppo di bestie qui sulla stella!Nulla, né la vittoriacancellerà la ferita terribile del sangue:nulla, né il mare, né il passaredella sabbia e del tempo, né il geranio che brucia sulla tomba. 1993, Sarajevo
Full transcript