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TALK SHOW E PROSSEMICA

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by

Domenico Tribuzio

on 23 July 2014

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Transcript of TALK SHOW E PROSSEMICA

Talk show
«
Primo divertire, poi informare, sempre meno istruire
»
(cfr. Beccaria, p. 103);

- Letteralmente
spettacolo di parola
il talk show consiste nel “fare spettacolo” con uno o più
ospiti
noti o ignoti che intervengono in studio su diversi argomenti.

- Il talk show fa il suo ingresso in Italia nel periodo che decreta la fine del monopolio, con tre programmi condotti da
Maurizio Costanzo
: Bontà loro, Acquario, Grand’Italia. Nel 1983 nasce il Maurizio Costanzo Show.

- Il
conduttore
è l’elemento di stimolo della conversazione ed ha il compito di condurre, arbitrare, animare, assortire la conversazione intrattenuta nel
salotto
smussando le polemiche che talvolta egli scatena, giocando sull’alternanza di tempi di
riflessione
a tempi di
divertissement
.

- Vi possono essere
inserti
filmati e la possibile presenza del
pubblico
.
La Televisione
"La televisione è derivata da un complesso di invenzioni e sviluppi dell'elettricità, fotografia, cinematografia e radiofonia."
(Raymond Williams, 1974.)

“i mezzi di comunicazione inducono una relazione di
dipendenza
nei cittadini comuni non solo per quanto riguarda le opinioni, ma anche per l’identità e la
coscienza del sè
"
(McQuail, 1989, 101).
Talk show e prossemica
La TV in Italia: da Paleo a Neo
Porta a Porta
- Conduttore e ospiti sono al centro dello studio, questi ultimi sono posti su due file di poltrone contrapposte ed aperte.

- Il plasma sullo sfondo è diviso in tre porzioni: in quello centrale viene inserita la grafica con l’argomento del dibattito, nelle due porzioni laterali sono inserite altre persone in collegamento.

- La luce in studio è piena e la scenografia ha la dominanza dell’azzurro accoppiata al bianco.

- Il pubblico è solo un ascoltatore, quindi la comunicazione è unidirezionale dallo schermo allo spettatore.


Le Invasioni
Barbariche
- La conduttrice e l’ospite sono il punto a fuoco della scenografia, che vede due poltrone contrapposte divise da un lungo tavolo che sembra essere una lingua di mare.

- Sullo sfondo tre pannelli led: uno centrale più grande dove vengono trasmesse le immagini degli ospiti in collegamento e i contributi, due più stretti dove appaiono immagini di supporto ed il nome del programma. Lo sfondo che abbraccia la scenografia è composto da sagome di galeoni a vele ritratte come in un porto.

- Il pubblico, illuminato da spot blu e situato su tre file di gradoni
che hanno un andamento ad onda, è posto in due
schieramenti distinti ai lati della scenografia che
nel complesso ascrive due circonferenze.
Servizio Pubblico
Prossemica
- Il conduttore è al centro dello studio, ha una scrivania come piano di lavoro e due maxi schermi sullo sfondo. Sono presenti due file di poltrone contrapposte ed aperte

- Nei led panel appaiono immagini degli ospiti, grafiche e collegamenti. La luce sottolinea principalmente il conduttore e gli ospiti, il resto della scenografia compreso il pubblico, è sottotono.

- Il pubblico posto su gradinate delimita i quattro lati di un rombo. Gli ospiti noti sono posti sotto il pubblico ai lati del conduttore, mentre gli ospiti non noti intervengono dall’impalcatura sottolineando la precarietà della loro situazione sociale.

- La scenografia con la presenza di impalcature
richiama i cantieri edilizi.




- All’inizio degli anni sessanta
Edward Twitchell Hall
, antropologo statunitense,
è stato il primo a introdurre e coniare il concetto di
prossemica
per indicare lo studio delle
relazioni di vicinanza
nella comunicazione.

- Ogni violazione dello spazio vitale, che nella nostra cultura si estende in ogni direzione per circa 70 cm. – 1 metro, porta ad un aumento dello
stato di tensione
che viene avvertita come fastidiosa o sgradevole.

- La prossemica è applicabile alla televisione in primo luogo osservando come viene
gestito lo spazio
all’interno dei programmi. Un programma televisivo con un dato tipo di contenuti e di intenzioni narrative può essere ad esempio travisato da una regia incoerente e da una scenografia incompatibile.
1954
1961
Dagli anni
Sessanta
, quando nacque il Secondo programma, si cominciò ad utilizzare la programmazione per
massimizzare l'ascolto
con una logica aziendale, cioè
alternando
tra i due canali
intrattenimento
ed
informazione
.
1974
A
metà
degli anni
Settanta
, con la nascita delle televisioni commerciali nazionali, la
pubblicità
entrò definitivamente a far parte del palinsesto televisivo, replicando gli
spot
nelle diverse fasce orarie, fino ad arrivare poi alle attuali forme di sponsorizzazione e telepromozione.

A seguito della competitività tra le reti pubbliche e le tv commerciali, si affermò la tendenza allo studio della collocazione "
strategica
" dei programmi, una delle caratteristiche che più fortemente hanno marcato la neotelevisione.
1980
Tra la fine degli anni
Settanta
e l'inizio degli
Ottanta
scomparvero i generi tradizionali e nacquero i primi
contenitori
, l'informazione si spettacolarizzò. La televisione abbandona la sua impronta pedagogica per creare un differente
rapporto
con il pubblico, diremmo più
colloquiale
.
Nel
1954
la televisione cominciò a programmare un determinato
genere
sempre nello stesso spazio per
creare un'abitudine di ascolto
: il quiz andava in onda il giovedì, la prosa il venerdì, il varietà il sabato. Era l'ascoltatore ad adattarsi a ciò che la televisione proponeva.

La logica pedagogica della televisione del tempo imponeva di non togliere spazio alla vita tradizionale familiare, tant'è vero che i programmi chiudevano rigorosamente alle 23.30 per evitare stravizi notturni.
1957
Nel
1957
la pubblicità entrava nella programmazione televisiva, seppure in contenitori specifici come
Carosello
, seguito poi da Tic Tac o Arcobaleno.
Dispense
Esercitazione
Autore: Domenico Tribuzio
I set
dei TS possono avere le forme più svariate, tra le quali:

Un esempio eclatante può essere quello del
teatro
come nel caso del MCS o comunque dell’anfiteatro.

Oppure
due serie di poltrone contrapposte
con ai lati due gradinate per il “pubblico” e la postazione del conduttore al centro frontale alla ripresa, più arretrata rispetto alle poltrone in modo che possa tenere sotto controllo la situazione (Porta a porta).

Quello più tipico è costituito da
due sedie contrapposte
con sullo sfondo un grande fondale su cui possono essere proiettate immagini di vario tipo (il “Faccia a faccia” In ½ h di Lucia Annunziata)
I SET
1. Il
conduttore
è più di un mediatore. Spesso ascoltatore (per questo tanti PP). Spesso (soprattutto nei dibatti politici) manifesta una forte personalità.

2. Gli
ospiti
, i commenti, le espressioni facciali, i gesti, accrescono la tensione. Gli
ospiti multiloquenti
cioè quelli che intervengono su ogni argomento, parlano, sproloquiano, vengono fatti intervenire dal conduttore ogni volta che si abbassa la soglia di attenzione. L'
ospite singolo
che viene intervistato dal conduttore, spesso con domande rapide e concise.

3. In TV esistono tre tipi di
pubblico
:
Quello
coinvolto
in molte fasi della trasmissione sia a livello verbale che fattuale (es. Maurizio Costanzo Show)
Quello
passivo
che vuole assistere a uno spettacolo (es. Porta a porta)
Quello che è
pagato
, scelto, che va a riempire la scenografia, e gli viene richiesto solo qualche applauso ogni tanto.

I PROTAGONISTI
1.
CM e PM
sono le costanti di impostazione di ripresa (ufficialità del discorso )

2. Per mettere in risalto momenti di particolare intensità e per aumentare il livello di partecipazione si usano i
PP
,
PPP
e i
dettagli
.

3. I
totali
servono a rendere noto dove ci troviamo e quanti siamo e aiutano lo spettatore a familiarizzare con il contesto.

4. Spesso, nel caso del faccia a faccia, chi racconta la storia carica di emotività è in PP, l’interlocutore in PA e di profilo.
SCELTE REGISTICHE - GRAMMATICALI
Il grado di illuminazione può aggiungere con la luce un
elemento psicologico
in più.
Di un ospite si può accentuare il volto (per es. occhi) o attenuare la bruttezza di un tratto somatico. Con le luci può “mettere in buona o in cattiva luce” chi si desidera.

Il direttore della fotografia può disporre anche l’uso di
pellicole colorate
(gelatine) davanti ai corpi illuminanti le quali creano effetti molto diversi:
l’arancio per creare ambienti caldi, familiari
il verde rende gli ambienti molto rilassanti
il viola è l’intrigo
il rosso la conflittualità
il giallo il mistero
il blu la tranquillità
LE LUCI
http://cinescuola.it/produzione/regiatvtalkshow.pdf
http://cinescuola.it/produzione/regiatalkcompito.pdf
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