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Medea

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by

camilla wimmer

on 2 May 2013

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Transcript of Medea

La Medea di Euripide La Medea di Euripide rappresenta una delle
tragedie più famose della Grecia antica e forse
anche quella che è stata maggiormente riproposta nel corso dei secoli e sempre con differenti interpretazioni.
La tragedia Euripidea andò in scena per la prima volta nel 431 a.C. ad Atene, in occasione delle
Grandi Dionisie. La trama La vicenda si svolge a Corinto, dove Medea vive con il marito Giasone e i suoi due figli. Medea ha origini straniere, proviene da Colchide e grazie all'aiuto che aveva dato a Giasone per recuperare il Vello d'Oro, ha vissuto per quasi dieci anni in Grecia. La sua esistenza è però sconvolta dall'abbandono da parte del marito, il quale accetta di sposarsi con la figlia del Re di Corinto, Creonte.
La vicenda si apre con la descrizione della disperazione di Medea, donna ferita e tradita dal suo amato, verso il quale prova odio e desiderio di vendetta. Fingendosi rassegnata ad andarsene da Corinto, offre in dono alla figlia di Creonte un mantello pieno di veleno. La giovane donna, ignara del pericolo, indossa il mantello e muore in pochi minuti tra strazianti dolori. Il padre Creonte cerca di soccorrerla, ma il contatto con il mantello risulta fatale anche per lui.
La vicenda ha come esito una tragedia ancora più grande: Medea, non soddisfatta della propria vendetta, decide di uccidere anche i due figli, affinché Giasone possa restare completamente solo. La psicologia di Medea e il
problema dell'infanticidio MEDEA Maria Callas nelle vesti di Medea - 1970 La figura di Medea può essere ritenuta una della più controverse in tutto il panorama della tragedia classica. Infatti, data la sua multipla personalità, molti furono gli studiosi che consideravano Medea come l'emblema della donna sofferente e vittima di un crudele destino, che l'ha resa folle a tal punto da farle uccidere i suoi stessi figli; altri studosi consideravano la protagonista della tragedia euripidea come un'assassina risoluta nelle sue azioni. Medea presenta
un duplice volto: è una donna innamorata che, vedendosi tradita e ferita, finisce per perdere ogni
buon senso è una maga crudele e spietata, che non esita a commettere un infanticidio pur di portar a compimento la propria vendetta contro Giasone L'INNOVAZIONE DI EURIPIDE La grandezza del personaggio è proprio nell'essere complesso, in una continua lotta tra razionalità e passioni. E' la prima volta che, nel teatro greco, ad essere protagonista è la passione di una donna, una passione violenta e feroce che rende Medea debole e forte allo stesso tempo. Forte perché padrona della sua vita e non disposta a sottoporsi davanti a nessuno; debole perché sola nel suo dolore, "costretta" a distruggere tutto ciò che appartiene al suo passato. Il nome di Meda La personalità di Medea può essere dedotta, oltre che dalle azioni svolte dalla protagonista, anche dall'etimologia del suo nome, che ne indica numerose caratteristiche.
proprio per questo motivo, il termine che ne indica il nome, può essere definito un "nome parlante".
Il nome Medea può far riferimento al verbo greco "medomai", dal significato di "architetto, rifletto", da intendere come rimando all'intelligenza astuta che caratterizza la protagonista, alle sue doti magiche e dunque alla "metis". Partendo dalla tragedia di Euripide, Lucio Anneo Seneca compose, tra il 62 e il 64 a.C., una nuova Medea la quale, tuttavia, risulta avere nuove e diverse caratteristiche rispetto alla tragedia di Euripide.
Nonostante la trama generale venga rispettata, vengono riportate delle modifiche innovative:
- l'uccisione dei figli da parte della protagonista non viene simulata attraverso rumori ma avviene direttamente sulla scena, davanti agli occhi degli spettatori;
- già nel prologo la figura è delineata, non come una donna tradita, abbandonata dallo sposo, ma come una una maga dal carattere demoniaco. Euripide la descrive come una donna disperata nel suo dolore, inoltre, mentre in Euripide Giasone è convinto delle sue azioni e disprezza Medea supplichevole, in Sineca invece, l'eroe è in preda all'angoscia e si dichiara costretto a prendere questa decisione per l'amore dei figli. La tragedia di Seneca si può definire ethocentrica, sia perché il contenuto è di ordine morale, sia perché la struttura stessa dell'opera si basa sui valori etici che caratterizzano i personaggi. Mentre il teatro greco presentava una dimensione spazio-temporale ben definita, essa non è resente nella tragedia di Seneca.
Con la mancanza della contestualizzazione si perdono anche molte delle annotazioni antropologiche centrali nella "Medea" di Euripide, in cui Medea è donna, maga, barbara, inferiore a Giasone, maschio, greco, sul punto di salire al trono per sposare la figlia del re di Corinto. Una tragedia "ethocentrica" SCULTURA MARMOREA RAPPRESENTANTE

LUCIO ANNEO SENECA
Le fonti:
Wikipedia
Ellenikà (letteratura, testi, cultura greca)
Youtube (video) Camilla Wimmer
realizzato da:
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