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Georg Wilhelm Friedrich Hegel

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Niccolò Pinzauti

on 19 January 2015

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Transcript of Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Georg Wilhelm Friedrich Hegel
1770
Nasce a Stoccarda, dove frequenta il liceo.
1788
Frequenta l'università a Tubinga, dove studia l'Illuminismo e Kant e si appassiona alla Rivoluzione Francese. Dalla laurea fino al 1800 lavora come precettore a Berna e a Francoforte.
1799
Grazie all'eredità del padre si trasferisce a Jena dove, dopo qualche anno, otterrà l'abilitazione all'insegnamento universitario. Nel 1807 pubblica la
Fenomenologia dello Spirito
.
1816
Dopo essere passato da Bamberga e Norimberga a causa della guerra, ottiene la cattedra all'università di Heidelberg. Nel 1817 pubblica l'
Enciclopedia delle Scienze Filosofiche
(edizioni successive nel 1827 e 1830).
1831
Muore a Berlino, dove si era trasferito nel 1818. La sua ultima opera,
Lineamenti di filosofia del diritto
, esce nel 1821.
La sintesi dell'Idealismo
L'Idealismo caratterizza i primi 30 anni dell'800 e coincide con la vita di Hegel. Esso si contrappone all'Illuminismo e al Criticismo di Kant. La dicotomia tra fenomeno e noumeno, libertà e natura, individuo e collettività, viene superata attraverso un principio originario e sovraindividuale: il
Geist
(Spirito, Idea, Ragione). Esso ingloba ogni punto di vista, ogni aspetto, e cancella dunque le opposizioni. Compito della filosofia è comprendere razionalmente la scissione per poterla superare.
I cardini del pensiero di Hegel
La Ragione e la realtà coincidono.
La Ragione non è astratta, ma appartiene al genere umano: si manifesta nella nostra realtà. Viceversa, la realtà è strutturata secondo un sistema rigido; è quindi incarnazione della Ragione. La Ragione comprende tutta la realtà valutando tuttavia ogni sua singola articolazione, senza confonderla in sé.
Il finito si risolve nell'infinito.
L'infinito (Assoluto) caratterizza tutta la nostra realtà. Le cose finiscono, ma solo in apparenza: esse sono solo una manifestazione dell'infinito, come un'onda è manifestazione dell'oceano.
Compito della filosofia.
La filosofia deve prendere atto della realtà, ovvero comprendere la struttura razionale che la costituisce per giustificarla. Essa è "il proprio tempo appreso nel pensiero": prende atto del momento storico.
La dialettica
Il Geist è un'entità dinamica in eterno divenire: la legge che lo regola è la dialettica. Il
logos
è l'elemento che regola l'eterno dualismo della realtà, formata da coppie di contrari.
Essa ha due valori:
Valore ontologico
: spiega l'essere della realtà.
Valore logico-gnoseologico
: riguarda il nostro modo di conoscere e comprendere la realtà.

La dialettica hegeliana si struttura in tre momenti:
Tesi
E' il momento in cui la realtà si pone (affermazione, posizione). Ogni cosa è semplicemente ciò che è, in assoluta autocoincidenza, integra. La tesi è come un seme che deve ancora germogliare.
Antitesi
L'essere precedente della cosa è negato: la tesi diventa il suo opposto, è contraddizione, contrapposizione. La cosa attraversa una crisi (dal greco
krisis
= cambiamento) che concentra una grande quantità di energia dello spirito (potenza trasformativa). E' la fase cruciale nella crescita dove lo spirito è al massimo delle sue forze: la pianta che germoglia nega il seme che era in passato.
Sintesi
E' il momento che supera la coppia di opposti conciliandoli: è superamento e allo stesso tempo unione dei termini in contraddizione. La sintesi mantiene i due momenti passati: è
Aufhebung
(superamento e conservazione) che conserva la loro ricchezza. Un frutto mantiene in sé il suo essere seme e pianta allo stesso tempo. La sintesi non si esaurisce in sé ma è tesi per un nuovo processo dialettico, fino all'infinito.
Intelletto
E' una facoltà limitata, che coglie solamente la realtà nel suo porsi, nella sua astrazione (tesi) e le sue opposizioni (antitesi). Non permette conciliazione.
Ragione
E' una facoltà superiore che riesce a cogliere la relazione fra la tesi e l'antitesi, e ne genera la sintesi. Permette di comprendere il superamento delle contraddizioni elevandosi al di sopra della reciproca esclusione degli opposti.
Fenomenologia dello Spirito
E' lo studio delle manifestazioni dello Spirito nel corso della storia del genere umano, ovvero del suo percorso di esperienze attraverso tutti i modi di essere. In questo modo si evolve dai gradi più semplici all'essere Sapere vero e assoluto. Di tappa in tappa lo Spirito comprende che l'oggetto estraneo che ha di fronte a sé altro non è che se stesso e deve imparare ad assimilarlo (farlo parte di sé e non annullarlo).
Di quale Spirito si tratta?
Spirito
sovraindividuale
: la Fenomenologia è la storia dell'umanità, quindi lo Spirito protagonista è quello comune a tutti gli uomini.
Spirito
individuale
: la storia dell'umanità comprende anche le storie dei singoli uomini, quindi il percorso dello Spirito è il percorso del singolo individuo.
Spirito della
coscienza filosofica
: il percorso potrebbe anche rappresentare l'evoluzione del pensiero occidentale.
Non è certo quale di questi valori abbia lo Spirito nella Fenomenologia, ma probabilmente esso deve essere considerato sotto tutti questi aspetti.
Non è un'introduzione, è un percorso necessario
La Fenomenologia non cerca di racchiudere ed introdurre tutta la conoscenza (come le Critiche di Kant): secondo Hegel è impossibile definire le condizioni del pensiero prima ancora che se ne sia fatta esperienza. Sarebbe come imparare a nuotare prima di entrare in acqua. Solo dopo che lo Spirito si è manifestato si può comprendere la sua natura e, a quel punto, un'introduzione sarebbe inutile. Neanche il pensiero conosce se stesso prima di aver compiuto il percorso: non dobbiamo essere insofferenti e avere pazienza, perché l'itinerario dello Spirito è
necessario
nella sua interezza. "In filosofia non esistono scorciatoie".
L'itinerario dello Spirito
Dato che il cammino dello Spirito lo porta a realizzare la sua perfetta coincidenza con la realtà intera, il soggetto e l'oggetto della riflessione coincidono. Tuttavia, lo Spirito ne è inconsapevole all'inizio del percorso: allo stesso tempo esso è se stesso e non lo è. Questo lo rende
coscienza infelice
, il protagonista di una versione filosofica del romanzo di formazione (
Bildungsroman
).
L'infelicità dello Spirito
Ogni passaggio da una tappa (
figura
) più semplice a una più complessa è segnato da una crisi (antitesi), che porta cambiamento e crescita. Questo progredire è una morte continua, perché ogni volta la figura è distrutta per lasciare posto a un'altra: lo Spirito deve "morire" nel senso che deve abbandonare tutte le certezze preesistenti per trovarne di nuovi. La potenza dello Spirito sta nel suo sopportare la distruzione senza schivarla; si sofferma sul negativo. La sua verità sta nell'"
assoluta dilacerazione
" e la sua magia consiste nel trasformare i dualismi tesi/antitesi (negativi) in una sintesi (positiva).
I. COSCIENZA
T.
Sensazione
Sono le informazioni ricevute attraverso i sensi. E' caratterizzata da un'infinità di particolari empirici.
A.
Percezione
E' ciò che si ottiene dalla selezione delle percezioni. Nessuna esperienza particolare è tale ma è intessuta di caratteri generali.
S.
Intelletto
Produce linguaggio e pensiero sulla base delle percezioni. Fornisce nozioni generali per classificare la realtà.
Si riferisce agli oggetti della realtà esterna.
II. AUTOCOSCIENZA
La coscienza ha conosciuto se stessa con successo, e adesso cerca di conoscere un'altra coscienza che ha superato questo passo. Adesso l'oggetto è un'altra coscienza: noi cerchiamo il riconoscimento dell'altra persona e viceversa, perché questo ci dà senso di esistenza. Tuttavia, il rapporto tra due coscienze è impari e genera le figure di
signoria
e
servitù
.
Signoria e Servitù
Il riconoscimento tra coscienze esige un momento di conflitto: la relazione pacifica tramite l'amore non è possibile perché l'amore non tiene conto del carattere drammatico di separazione tra coscienze, è "un'unità attinta a buon mercato" (travaglio del negativo).
Il signore è colui che ha lottato con tutte le sue forze senza avere paura, e ha quindi ottenuto una posizione di indipendenza. Al contrario, il servo ha avuto paura, si è arreso e si è piegato di fronte al signore.
Ciononostante, il rapporto è destinato a ribaltarsi attraverso il lavoro. Il servo ha atteggiamento umile (da
humus
= terra) ed è il suo essere vicino alla terra che capovolge la situazione: è il lavoro che forma e trasforma. Il lavoro ci permette di dare forma alle cose e di creare un'opera permanente nella cui anatomia ci riflettiamo.
Il servo attraversa tre momenti: servizio, lavoro e paura della morte. Tramite questi ha preso coscienza del proprio essere per sviluppare forza e potenza e per trovare una strada per evolversi.
Il signore è in una posizione di dominio ma è dipendente del lavoro del servo, perché vive di ciò che egli produce. Senza di lui non può vivere, e la signoria si rivela presto un'illusione (un gioco) fallimentare di onnipotenza. Progressivamente il signore perde in potenza mentre il servo ne acquisisce, fino a ribaltare il rapporto.
Dipendenza e indipendenza
Nell'Autocoscienza Hegel cerca i momenti del pensiero occidentale dove c'è stata ricerca di indipendenza, e ne identifica 4:
Filosofie ellenistiche
Religioni rivelate
Liberazione dell'autocoscienza
1. Stoicismo
2. Scetticismo
3. Ebraismo
4. Cristianesimo
Scetticismo
Il saggio scettico mette tutto in dubbio. Nega ogni dato: è l'apice della potenza del soggetto, pura negatività, che nega anche l'evidenza. Nullificando la realtà rimane un'energia distruttrice del tutto vuota. Sospendendo il giudizio sulla realtà fino all'afasia crede di liberarsi dalla realtà, ma anche stavolta è un'illusione, perché la realtà continua ad esistere.
Ebraismo
Superando lo scetticismo la coscienza rimane
scissa
: essa è consapevole di sé ma riconosce che l'Assoluto è lontano, esterno e irraggiungibile. Nella religione ebraica Dio è distante e inaccessibile, puramente trascendente in confronto al mondo che è puramente immanente. La coscienza cerca di raggiungere l'Assoluto, ma invano.
Il saggio stoico si svincola dai condizionamenti per non lasciarsi coinvolgere dalle passioni. E' una liberazione interiore, in astratto: la realtà continua ad esistere.
Stoicismo
Cristianesimo
Cristo rappresenta la manifestazione di Dio fra gli uomini, la trascendenza che si fa immanenza: l'Assoluto non è più "totalmente altro" ma si identifica con la coscienza. Il Cristianesimo è la religione della conciliazione e della mediazione. Ciò non basta però a liberare le coscienze, che restano
infelici
.
III. RAGIONE
Supera l'infelicità della coscienza scissa: essa rinucia a cercarsi nell'aldilà (mondo trascendente) e comincia a cercarsi nell'aldiquà (concreto, sensibile, Terra, Natura, mondo immanente). Basandosi sull'esperienza si dedica all'osservazione dei fenomeni naturali. Si manifesta come periodo storico nel Rinascimento, nell'Empirismo, nella rivoluzione scientifica e nell'Illuminismo.
Con la Ragione si conclude la prima triade della Fenomenologia.
IV. SPIRITO
V. RELIGIONE
VI. SAPERE ASSOLUTO
La Ragione (puramente individuale) si realizza nella collettività; è solo una piccola parte del grande Spirito collettivo. Il Geist è lo Spirito sovraindividuale, di una nazione. La Ragione, per evolvere, deve capire di appartenere a un'entità più vasta: l'umanità. Attraverso lo Spirito la ragione e la realtà coincidono e il finito si risolve nell'infinito. Lo Spirito di un popolo si manifesta nelle sue tradizioni e nella...
In relazione all'Autocoscienza, lo Spirito assume la piena consapevolezza di sé.
T.
Religioni naturalistiche
A.

Religioni dell'arte
S.

Religione rivelata (Cristianesimo)
Lo Spirito ha raggiunto la piena trasparenza di se stesso e ha un punto di vista onnicomprensivo, supremo e perfetto. La Religione da sola, ancora vincolata alle rappresentazioni, non è in grado di darci la globalità dell'Assoluto: essa è veicolata invece dal
concetto
. Il Sapere assoluto è la
Filosofia
: il filosofo deve avere la pazienza del concetto, perché esso ingloba tutta la realtà. Alla fine di questo percorso, ogni scissione è superata e la coscienza fa tesoro di tutte le esperienze passate: la realtà è una e con infinite manifestazioni.
Enciclopedia delle Scienze Filosofiche
A differenza della Fenomenologia, che aveva carattere processuale, l'Enciclopedia ha carattere sistematico: si costituisce un sistema, ovvero un insieme rigidamente ordinato di teorie e concetti che ambisce a comprendere tutte le strutture della realtà. Il sistema è definito dallo Spirito, o Idea, che diviene, e da ogni suo divenire si origina una parte del sapere.
T. LOGICA
E' l'Idea in sé e per sé, quando non si è ancora calata (incarnata) in una forma reale. Resta in ambito astratto e si configura come riflessione sul
logos
; è metafisica e ontologia. In essa l'Assoluto è tale e non si distingue tra pensiero e realtà.
T. Essere
A. Essenza
S. Concetto
A. FILOSOFIA DELLA NATURA
L'Idea si "aliena" da sé e abbandona la pura astrazione per manifestarsi e incarnarsi nella realtà concreta: la Natura, caratterizzata da dinamicità complessa e organizzata. L'alienazione dell'Idea è un'estraneazione da sé, ovvero diventa estranea da se stessa.
Questa è la parte meno sviluppata del sistema, dove Hegel si limita a riprendere i risultati delle scienze del tempo.
T. Fisica
A. Meccanica
S. Organica
S. FILOSOFIA DELLO SPIRITO
L'Idea torna in sé conservando le ricchezze delle esperienze passate. Lo Spirito è alla massima consapevolezza di sé e corrisponde all'uomo, dove esso è inequivocabilmente se stesso.
T. Spirito soggettivo
E' la soggettività individuale in quanto tale. Comprende scienze che si occupano dell'individuo.
T. Antropologia
Si occupa dell'anima/della psiche nei suoi tratti primordiali e naturali, legati all'istinto, all'abitudine e al carattere.
A. Fenomenologia
E' una ripresa statica della Fenomenologia dello Spirito, limitandosi a descrivere lo sviluppo delle facoltà conoscitive e morali.
S. Psicologia
Descrive la struttura dell'animo umano (la psiche) da un punto di vista universale.
A. Spirito oggettivo
E' la libertà dello spirito oggettivato di manifestarsi in istituzioni sociali concrete.
T. Diritto
Sono le istituzioni giuridiche e le norme che regolano i comportamenti tra le persone. E' astratto e ignora l'adesione interiore degli individui alle norme. Affronta le questioni individuali come la proprietà privata, i contratti, le violazioni, le pene, etc.
A. Moralità
Considera la dimensione interiore della libertà; è il momento dove gli individui fanno proprie le norme per diventare valori morali. Si occupa dei comportamenti umani, come l'autodeterminazione e la facoltà di scegliere il bene o il male. Contrariamente a Kant, l'agire - culmine della morale umana - è realizzabile nell'...
S. Eticità
Sono le azioni realizzate nella vita comunitaria, ovvero le forme istituzionali. In essa, i valori morali vengono condivisi da una comunità e si manifestano concretamente nelle istituzioni. Solo nell'eticità si avverte la responsabilità di fronte agli altri.
T. Famiglia
E' la prima istituzione in cui si entra a far parte: è l'unione di due persone di sesso diverso, fondata sull'amore e sancita dal matrimonio, che amministra il patrimonio e trasmette valori ai figli tramite l'educazione. Una volta adulti, i figli si allontaneranno per formare nuove famiglie.
A. Società civile
E' una coesistenza di individui e famiglie. E' sostenuta da un insieme di relazioni economiche e interpersonali e, a causa degli interessi divergenti, è teatro di conflitti. Per tutelare gli interessi delle classi lavorative nascono le corporazioni, dove si sviluppa una coscienza di gruppo. Il conflitto di base resta quello fra la libertà formale (considerata con i valori della Rivoluzione Francese) e quella sostanziale (relativa all'esistenza e ai bisogni di ognuno).
L'argomento del lavoro ci dà una fotografia molto moderna della società capitalitico-borghese fondata sulla divisione delle mansioni. E' un sistema di produzione dove il lavoro non è uguale per tutti (c'è quindi disuguaglianza), perché c'è chi svolge un lavoro puramente manuale e chi uno puramente intellettuale (come già introdotto dalla figura della Signoria e della Servitù). Per descrivere la società civile serve una nuova scienza: l'
economia

politica
.
S. Stato
E' la massima incarnazione dello Spirito in ambito sociale e risolve la libertà etica con una mediazione razionale. Lo Stato è un insieme di parti (gli individui, le famiglie, le società civili) ma è loro superiore: dà loro senso in quanto permette loro di superare l'egoismo e particolarismo individuale per sentirsi parte di una comunità più ampia. Nello Stato gli individui si realizzano al massimo grado, perché sono partecipi di una razionalità complessa e si compenetrano con la collettività: si tratta di un regime
organicistico
e
antiliberale
. Lo Stato non deriva da un contratto tra individui o dalle loro scelte, ma li precede: è oggettivazione dello Spirito dove si realizzano le vere libertà. Pur non democratico, garantisce le libertà basandosi sul diritto (la legge razionale), che si manifesta nelle Costituzioni, massima espressione della Ragione. E' giustificazione dello Stato Prussiano (monarchia costituzionale), dove si riconosce lo
status quo
senza trasformarlo, ma anche critica e anticipazione dei regimi totalitari del XX secolo.
La
Storia
è il culmine dello Spirito oggettivo: è in essa che si realizza lo Stato e si compie il divenire dello Spirito. In essa si incarnano tutte le manifestazioni individuali esposte nel pensiero hegeliano. E' ragione, perché è animata da una dialettica interna che la fa procedere senza direzioni discordanti verso un fine: l'emancipazione dello Spirito dai vincoli esterni. Lo Spirito è perfettamente libero quando supera ogni dualismo, in particolare quello fra interiorità soggettiva ed esteriorità oggettiva, per diventare Spirito assoluto: in questo modo Hegel riconosce un senso ad ogni evento. La Ragione, per seguire i propri disegni superiori, solo in apparenza consente agli individui di agire secondo la loro volontà personale: la Ragione, il "grande burattinaio", è
astuta
. Lo scopo individuale dei singoli, nel quale sono poste tutte le loro forze, è manipolato dalla Ragione per servire uno scopo generale (il cammino dello Spirito), facendo sì che ognuno di essi vi contribuisca. Eccezionali strumenti della Storia sono gli
individui cosmico-storici
, ovvero quegli uomini che, convinti di dominare il corso degli eventi, si sono dedicati interamente a un punto di vista particolare incarnando lo spirito di un'epoca. Nel percorso storico si distinguono tre tappe:
T. Mondo orientale
A. Mondo greco-romano
S. Mondo germanico
Nel mondo orientale un solo individuo è libero: l'imperatore, il re, etc.
Nel mondo greco-romano solo alcuni individui sono liberi: i cittadini, i patrizi, etc.
Nel mondo germanico tutti gli individui sono liberi: la forma perfetta di Stato è la monarchia costituzionale, che abolisce i privilegi dei nobili e pareggia i diritti.
In conclusione, per "Stato etico" Hegel intende uno Stato fondato su un'etica razionale dove l'individuo si risolve nella comunità e dove si realizzano le libertà. Non è uno stato liberale, in cui libertà corrisponde al libero arbitrio del singolo: la vera libertà prevede sempre una risoluzione nel collettivo, cioè nel tutto (risoluzione del finito nell'infinito). Lo Stato è espressione della volontà della Ragione, ovvero volontà divina; esso viene divinizzato come ingresso di Dio nel mondo.
S. Spirito assoluto
E' il culmine assoluto della dialettica: lo Spirito ha perfetta coincidenza con se stesso e conosce tutto. Comprende i modi più alti per un popolo di esprimere lo Spirito.
T. Arte
A. Religione
S. Filosofia
Si rapporta allo Spirito tramite l'intuizione. Ha funzione conoscitiva, e non di intrattenimento. Hegel afferma che al suo tempo l'Arte ha ormai perso il suo potere di far conoscere l'Assoluto ed è rimasta una cosa del passato: è
morta
. In base alla costituzione dell'opera d'arte, ovvero secondo l'aspetto materiale (la
forma
) e il contenuto (l'
idea
) si distinguono tre epoche dell'arte.
T. Arte simbolica
A. Arte classica
S. Arte romantica
L'Idea non è capace di esprimersi in una forma sensibile adeguata e utilizza i simboli: la materia eccede sul contenuto. La sua forma tipica è l'
architettura
.
La forma e l'idea sono in perfetto equilibrio e si identificano, infatti il genere più rappresentativo è la
scultura
.
Comprende tutta l'arte post-classica, quindi anche quella cristiana. In forme come la
poesia
e la
musica
il contenuto prevale nettamente sulla materia, rendendola inadeguata a veicolarlo e portando quindi l'Arte alla morte.
Si rapporta all'Assoluto attraverso la rappresentazione (
Vorstellung
). Rappresenta la realtà divina dello Spirito attraverso immagini e visioni: la Religione è
rivelata
.
T. Religioni antiche (naturali)
A. Religioni dell'individualità spirituale
S. Religione assoluta
In esse tutta la Natura è popolata da spiriti. Sono le religioni delle tribù asiatiche e africane.
Sono religioni come quella greco-romana ed ebraica, dove il divino è diviso in individualità e ha fattezze umane.
E' la religione cristiana, dove Dio non è altro che puro spirito.
Si rapporta all'Assoluto tramite il concetto, e in esso lo Spirito raggiunge la piena
autotrasparenza
. La meta del percorso, la filosofia definitiva è la stessa filosofia di Hegel: l'
Idealismo
.
Dopo Hegel
Con Hegel finisce la Filosofia intesa come Grande Sistema e nascono le tante filosofie senza pretese di totalità.
Nella seconda metà dell'800 si svolge la seconda Rivoluzione Industriale: il ciclo di produzione e consumo sconvolge la vita e il rapporto degli individui con il lavoro. La borghesia e la scienza dell'economia sono in rapida ascesa. Se fino ad ora la filosofia era in ambito puramente idealista, adesso non può più ignorare i mutamenti sociali. I sistemi che non tengono conto della realtà sono improponibili: si procede verso il
Realismo
.
Alla morte di Hegel (1831) i suoi discepoli, che pubblicano le lezioni, si spaccano in due gruppi. I più fedeli e anziani saranno chiamati
Destra Hegeliana
, mentre i più giovani e critici
Sinistra Hegeliana
. Si dividono su due questioni di fondo; la Destra riprende quasi inalterate le tesi del maestro, ma alla fine sarà la Sinistra a prevalere. Sul lato politico, la Destra sostiene il conservatorismo e la giustificazione dell'esistente (tutta la realtà dev'essere accettata com'è), mentre la Sinistra il dinamismo, l'impulso alla rivoluzione, il desiderio di cambiamento.
1. Rapporto tra filosofia e religione
Sinistra
: la religione è solo un mito e ha valore puramente etico; la filosofia la deve superare. Critica della religione.
Destra
: la filosofia deve giustificare razionalmente le verità religiose, come la Trinità.
2. Rapporto tra realtà e ragione
Sinistra
: si rifiuta di considerare la realtà come espressione della razionalità. La realtà è un momento di un processo che sarà superato. La Sinistra insiste sul concetto di
Aufhebung
. La razionalità deve criticare la realtà esistente per superarla.
Destra
: sostiene l'assoluta e totale coincidenza di realtà e ragione. "Ciò che è reale è razionale, ciò che è razionale è reale".
L'allievo più rivoluzionario della Sinistra Hegeliana è
Ludwig Feuerbach
, che influenzerà Marx. Sostiene una realtà in continuo divenire, che non si risolve più in qualcosa di astratto (come l'Idea) ma si porta su di un piano concreto. Non coincide con la razionalità. Il motore della storia non è più l'Idea bensì l'
Economia
, e la filosofia può catturare solo attimi di questo divenire.
Ludwig Feuerbach
(1804-1872)
Si dedica a studi di teologia prima di passare alla filosofia. Le sue opere di carattere antireligioso lo allontaneranno irrimediabilmente dall'ambiente universitario.
Il punto principale della filosofia di Feuerbach è lo stravolgimento del rapporto di predicazione di Hegel. Se per il maestro è l'Idea, il Geist alla base di tutto, che pone l'essere, per l'allievo è l'esatto contrario.
Essere/Concreto: Causa
Idea/Astratto: Causa
Essere/Concreto: Effetto
Idea/Astratto: Effetto
Hegel
Feuerbach
Lo spazio dove questo rovesciamento si manifesta più radicalmente è quello della
religione
: l'uomo (essere) ha creato Dio (idea) e non il contrario. Per Feuerbach la filosofia ha bisogno di concretezza, quindi deve fondarsi sull'essere; è una forma di ateismo.
Dio altro non è che una proiezione mentale dell'uomo: egli trasferisce le sue caratteristiche migliori (Ragione, Volontà, Amore...) in forma perfetta in un essere superiore. L'essenza divina e quella umana coincidono, perché l'esistenza della religione deriva da un processo di
alienazione
inconsapevole, attraverso il quale l'uomo si rende estraneo a se stesso. Alla base della religione c'è l'
antropologia
.
Feuerbach individua tre motivi per l'esistenza di un'idea di Dio:
1. L'uomo ha una coscienza di sé come individuo come essere debole, mentre la sua specie gli appare onnipotente. Questo scarto proietta su Dio le capacità migliori della specie umana.
2. Il volere, irrisolvibile nel potere umano nella vita concreta, trova uno sbocco nella dimensione divina. Dio può tutto e soddisfa i desideri degli uomini.
3. La dipendenza dalla natura si traduce in una dipendenza dalla divinità.
Unica soluzione alla "menzogna" della religione è l'ateismo, visto come riappropriazione delle proprie qualità alienate da parte dell'uomo. E' una presa di coscienza di sé che porta alla libertà e alla solidarietà.
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