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La seconda guerra mondiale

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Martina Dalbeni

on 7 April 2014

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Transcript of La seconda guerra mondiale

La Seconda Guerra Mondiale
Le nazioni più importanti
Le nazioni più importanti che parteciparono alla seconda guerra mondiale e che fecero parte parte delle Potenze dell'Asse furono quattro: Germania, Italia, Giappone e Spagna. Nonostante questa guerra coinvolse quasi tutta la Terra sono ricordate maggiormente solo le quattro nazioni citate prima.
I campi di concentramento
La seconda guerra mondiale iniziò nel 1939 e finì nel 1945. Viene definita «mondiale» come per la Grande Guerra, perchè vi parteciparono nazioni di tutti i continenti e le operazioni belliche interessarono gran parte del pianeta. La data precisa dell'inizio fu il 1º settembre 1939 con l'invasione tedesco-russa a danno della Polonia. Questo attacco ebbe lo scopo di spartirsi il territorio polacco tra Germania e Russia al termine delle operazioni.
L'inizio
I maggiori esponenti della seconda guerra mondiale in Italia e Germania furono: Benito Mussolini e Adolf Hitler.

Adolf Hitler
Fu il capo del partito tedesco Nazionalsocialista o Nazista.Responsabile della morte di milioni di persone, Hitler fu autore di una politica di discriminazione e sterminio che colpì etnie romanì, popolazioni slave, testimoni di Geova, omosessuali, prigionieri di guerra, comunisti, oppositori politici, disabili fisici e mentali e in particolar modo gli ebrei. Segregat dal 1933 dalla vita sociale ed economica del Paese, gli ebrei e le altre minoranze furono oggetto dal 1941 di un piano d'internamento ed eliminazione totale noto con il nome di "Soluzione finale". Hitler morì suicida il 30 aprile 1945.
Benito Mussolini
Fu il fondatore del fascismo e presidente del consiglio del Regno d' Italia dal 1922 al 1943. Fu esponente del Partito Socialista Italiano. Si avvicinò alla Germania Nazista di Adolf Hitler, con il quale stabilì un legame che suggellò con il Patto d'Acciaio nel 1939. È in questo periodo che furono approvate in Italia le leggi razziali. Dopo la definitiva sconfitta delle truppe italotedesche abbandonò Milano la sera del 25 aprile 1945 ma la sua fuga terminò pochi giorni dopo, il 27 aprile 1945 e lo stesso giorno fu fucilato.
I maggiori esponenti
L'Italia
L'Italia (1939-1945) divenne in breve tempo un'alleata minore della Germania nazista, dipendente militarmente dal sostegno tedesco, finchè nel 1943 il dittatore Benito Mussolini fu arrestato per ordine del Re Vittorio Emanuele III.
Dopo l'Armistizio dell'8 settembre lo stato italiano crollò: la parte settentrionale del paese venne occupata dai tedeschi che vi crearono uno stato in collaborazione con i nazisti; mentre il sud venne governato dalle forze monarchiche e liberali. Nell'Italia settentrionale e centrale le forze della Resistenza, formate da circa 350.000 partigiani operarono in autonomia un'efficace azione di guerriglia contro le truppe tedesche occupanti e le forze fasciste della Repubblica Sociale Italiana.
La guerra di liberazione fu Il fenomeno della Resistenza italiana che si sviluppò in contemporanea con l'occupazione tedesca dell'Italia. La guerriglia partigiana nacque in maniera spontanea e disordinata, ma in seguito la Resistenza fu coordinata dal Comitato di Liberazione Nazionale. Al Nord nacque il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia che coordinò la lotta armata nell'Italia occupata, condotta da formazioni denominate brigate e divisioni.
La Spagna
La Spagna reduce da una guerra civile, nella seconda guerra mondiale mantenne un atteggiamento ambivalente: ideologicamente legato ai regimi nazifascisti di Germania e Italia, allo scoppio delle ostilità nel settembre del 1939 il paese si dichiarò neutrale ma dopo la caduta della Francia nel giugno del 1940 si mantenne fuori dalle ostilità ma parteggiando esplicitamente per le Potenze dell'Asse e fornendo loro assistenza militare indiretta ed appoggio economico; sebbene si svilupparono trattative per far entrare in guerra la Spagna a fianco dell'Asse, non si optò mai per questa soluzione.
Benché la Spagna non fosse formalmente coinvolta nelle operazioni belliche, volontari di nazionalità spagnola presero parte al conflitto militando in entrambi gli schieramenti: una divisione di volontari spagnoli "División Azul" fu inserita all'interno della Wehrmacht tedesca e combatté sul fronte orientale contro l'Unione Sovietica, mentre piccoli gruppi di cittadini spagnoli, tra cui molti espatriati della Seconda repubblica spagnola veterani della guerra civile, militarono nel campo degli Alleati (Regno Unito, Cina, Unione Sovietica, Stati Uniti e Francia) in particolare all'interno delle formazioni (regolari e partigiane) della Francia libera e dell'Unione Sovietica.
Il Giappone
Il Giappone aveva firmato nel 1940 il patto tripartito e nel 1941 il patto di non aggressione con l'Unione Sovietica. Per proseguire la guerra con la Cina però il Giappone riteneva di avere necessità delle risorse dell'Asia sudorientale, zona sulla quale gli USA non erano disposti a ridurre la propria influenza. Proprio in questo clima maturò l'attacco alla base navale americana di Pearl Harbor che si rivelò però un fallimento.
Gli Stati Uniti seppero riprendere in mano il controllo della situazione, affiancati dall'Inghilterra che era scesa in campo con loro. Il 6 agosto 1945 gli Stati Uniti dopo che il Giappone non si arrendeva decise di lanciare la prima bomba atomica che esplose su Hiròshima. La città fu rasa al suolo e la popolazione fu devastata: morirono 90000 persone e in più altre 80000 furono contaminate dalle radiazioni. Tre giorni dopo esplose la seconda bomba atomica su Nagasàki. Il 2 settembre 1945 solo dopo quattro mesi dalla resa della Germania anche l'Impero giapponese firmò la resa.
La Germania
La Germania nazista guidata da Adolf Hitler scatenò, con l'invasione della Polonia, il secondo conflitto mondiale e nel periodo 1940-1941 estese progressivamente il suo dominio su gran parte dell'Europa continentale. La Wehrmacht dimostrò ripetutamente la sua schiacciante superiorità militare: la campagna di Norvegia, la campagna di Francia e la campagna dei Balcani terminarono in poche settimane con la vittoria totale dell'esercito tedesco. Terminò invece con un insuccesso il tentativo di vincere la resistenza della Gran Bretagna mediante una massiccia offensiva aerea con la battaglia d'Inghilterra dell'agosto-settembre 1940. Nel marzo 1945 dopo che gli USA libeararono il Belgio e l'Olanda entrarono in Germania anche con l'aiuto dell'URSS. In quel periodo Hitler si era trasferito in un bunker. Dopodichè ordinò la leva dei ragazzi di 16 anni mandandoli verso morte certa. In seguito a questo atto di ferocia il decreto "Ordine Nerone" prevedeva l'evacuazione della popolazione e la distruzione di fabbriche per impedire al nemico di appropriarsene. Hitler disse questa frase a un suo collaboratore:"Se la guerra è perduta, anche la nazione lo è. Non c'è assolutamente da preoccuparsi per la sopravvivenza del popolo tedesco." Il 30 aprile del 1945 i sovietici entrarono a Berlino e il 7 maggio 1945 la Germania firmò la "resa senza condizioni." Il 25 aprile 1945 gli Alleati avevano liberato l'Italia. La guerra in Europa era finita.
La resa tedesca
Nel 1933 Hitler varò le prime leggi razziali che avevano il compito di conservare "la purezza della razza ariana". A questo scopo nel 1933 poco dopo le leggi furono costruiti i primi lager chiamati anche campi di concentramento o campi di sterminio. All'interno del lager nazista, la baracca era, generalmente, l'edificio adibito a dormitorio dei deportati. Vi erano diverse tipologie di baracche, sia per dimensioni e per materiali con cui erano state costruite, sia per lo scopo cui venivano adibite.
Fra le varie tipologie di baracca si ricordano: ricoveri per i deportati, baracche di quarantena, infermeria, infermeria speciale (chiamata anche blocco della morte, era riservata ai deportati destinati ad essere soppressi entro breve tempo), lavanderia, cucina, edificio del carcere, camere a gas, forni crematori, locali adibiti alle esecuzioni capitali ed alle torture, locali adibiti agli esperimenti su esseri umani, officine, baracche dei sorveglianti, edifici degli uffici interni.Nei campi di concentramento e di sterminio venivano usati dei simboli, appuntati sui vestiti in corrispondenza della parte sinistra del torace, per l'identificazione degli internati. Per gli internati di tipo politico veniva usato il triangolo rosso, per gli "anti-sociali" veniva usato il triangolo nero, per gli omosessuali il triangolo rosa, per i testimoni di Geova veniva usato il triangolo viola, per Rom e Sinti il triangolo nero, per gli immigrati il triangolo blu, e per i criminali comuni il triangolo verde.La stella di Davide, di colore giallo-oro e con la scritta jude, identificava invece gli ebrei. Il più conosciuto è il campo di Auschwitz.
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