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Gli errori della religio: il sacrificio di Ifigenia

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by

Francesca A

on 29 March 2014

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Transcript of Gli errori della religio: il sacrificio di Ifigenia

Gli errori della religio: il sacrificio di Ifigenia
Illud in his rebus vereor, ne forte rearis
impia te rationis inire elementa viamque
indugredi sceleris. Quod contra saepius illa
religio peperit scelerosa atque impia facta.
Aulide quo pacto Triviai virginis aram
Iphianassai turparunt sanguine foede
ductores Danaum delecti, prima virorum.
Cui simul infula virgineos circum data comptus
ex utraque pari malarum parte profusast,
et maestum simul ante aras adstare parentem
sensit et hunc propter ferrum celare ministros
aspectuque suo lacrimas effundere civis,
muta metu terram genibus summissa petebat.
Nec miserae prodesse in tali tempore quibat,
quod patrio princeps donarat nomine regem.
Nam sublata virum manibus tremibundaque ad aras
deductast, non ut sollemni more sacrorum
perfecto posset claro comitari Hymenaeo,
sed casta inceste nubendi tempore in ipso
hostia concideret mactatu maesta parentis,
exitus ut classi felix faustusque daretur.
Tantum religio potuit suadere malorum.
Illud in his rebus vereor, ne forte rearis


impia
te rationis inire
elementa
viamque


indugredi
sceleris
. Quod contra saepius illa


religio peperit
scelerosa
atque impia facta.


Aulide quo pacto Triviai virginis aram



Il mito di Ifigenia
In Eschilo, Euripide e Lucrezio

Religio romana
vs
epicureismo
Una cosa io temo in questi argomenti, (cioè) che tu (= Memmio) per caso creda di iniziarti agli elementi di una dottrina empia e di incamminarti per la strada del male. Al contrario: più spesso (proprio) quella (famosa) religione ha partorito delitti ed infamie. Come (quando), in Aulide, i condottieri dei Dànai, (uomini) scelti, fior fiore d'eroi, vergognosamente contaminarono col sangue di Ifianassa l'altare della vergine Trivia (= Artemide).
Quando la benda che le circondava le chiome verginali su entrambe le guance ricadde ad eguale altezza, ed appena ella si accorse che il padre stava triste davanti agli altari, e che presso di lui i sacerdoti cercavano di nascondere il ferro, e che alla sua vista i cittadini scoppiavano in pianto, muta per il terrore, piegandosi sulle ginocchia, cadde a terra. Né in tale occasione poteva essere d'aiuto all'infelice, il fatto che per prima avesse fatto dono al re del nome di padre. Infatti, sollevata dalle mani degli uomini e tutta tremante, fu condotta agli altari, non per poter essere accompagnata dallo splendido Imeneo, una volta compiuto il solenne rito delle cerimonie, ma pura, impuramente cadesse, proprio nel tempo delle nozze, triste vittima, per ordine del padre, perché fosse concessa una partenza felice e fortunata alla flotta.
A così grandi mali la religione poté spingere.
Origine dei fatti
scellerati è spesso proprio
la religio (vv. 80-84)
Enjambement
Iperbato
Anafora
Poliptoto
Il sacrificio di Ifigenia (vv. 85-100)
Iphianassai turparunt sanguine foe
d
e

d
uctores
D
anaum
d
electi, prima virorum.

Cui simul infula virgineos
c
ir
c
um data
c
omptus

ex utraque
par
i malarum
par
te profusast,

et
maestum simul
a
nte
a
ras
a
dstare
parentem

sensit
et
hu
nc

propter

ferrum
celare ministros

aspectu
que
suo lacrimas effundere civis,

muta

metu
terram genibus summissa petebat.

Nec miserae prodesse
in

t
ali

t
empore
quibat,

quod
p
atrio

p
rince
p
s donarat
nomine

regem
.

Nam sublata virum manibus tremibundaque ad aras

deductast, non ut sollemni more sacrorum

perfecto posset claro comitari Hymenaeo,

sed
casta inceste
nubendi
tempore

in ipso

hostia concideret mactatu maesta parentis,

exitus ut classi
f
elix
f
austusque daretur.
Ritorna il discorso sulla religio (v. 101)
Tantum
religio potuit suadere
malorum
.
Allitterazione
Anastrofe
Iperbato
Polisindeto
Paronomasia
Chiasmo
Omoteleuto
Ossimoro
Anafora
Tra le molte istituzioni che gli dèi, o pontefici, hanno ispirato ai nostri antenati, non ce n’è una che sia più bella della loro volontà di affidare agli stessi uomini sia i culti degli dèi immortali (religiones deorum immortalium) sia i supremi interessi della repubblica, affinché i più autorevoli e illustri cittadini assicurassero col loro buon governo la conservazione dei culti e con una saggia interpretazione della religio la prosperità della repubblica.
-De Domo Sua
Cicerone
Anzitutto devi giudicare la divinità un essere immortale e beato, come viene indicato dall'opinione comune sugli dei, e non attribuirle nulla che sia estraneo alla sua incorruttibilità e sconveniente alla sua beatitudine [...] Gli dei esistono: di essi infatti abbiamo una conoscenza evidente. Ma essi non esistono nelle forme in cui li immaginano i più, che snaturano gli esseri nei quali credono. Empio non è chi nega l'esistenza degli dei del popolo, ma chi applica agli dei le opinioni dei più; infatti i giudizi dei pi sugli dei non sono prenozioni, ma falsi pregiudizi. Perciò si attribuiscono agli dei le più grandi sciagure e i più grandi benefici.
-Epistola a Meceneo
Epicuro
La figura di Ifigenia si trova anzitutto in Omero (Il. IX, 141-148), dove Agamennone si dice disposto a dare in sposa una delle sue tre figlie (tra cui Ifigenia) ad Achille, pur di placare la sua ira.
E' assente l'allusione al sacrificio della fanciulla
Eschilo
"Agamennone"
Viene posto l'accento sulla passività di Ifigenia,
vittima della violenza del padre e degli esecutori del sacrificio.
Ara di Kleomenes, I a. C., Galleria degli Uffizi (Firenze)
Euripide
"Ifigenia in Aulide"
Inganno delle nozze

Ifigenia prega il padre per la sua salvezza

Contrasto tra tra le nozze promesse e il sacrificio di cui è vittima
Vengono sottolineati:
il suo essere ancora vergine
il suo ruolo passivo
Ifigenia, essendosi resa conto che non c'è più speranza, decide di immolarsi per la patria, consapevole della gloria che riceverà dai posteri per questo atto
Nell'esodo un messaggero comunica al pubblico che Ifigenia è stata salvata da Artemide, la quale l'ha sostituita con una cerva.
Sacrificio di Ifigenia, 45-49 d.C., casa del poeta tragico (Pompei), intonaco dipinto
Lucrezio
"De Rerum Natura" (vv. 80-101)
La figura di Ifigenia è modellata su quella Eschilea ma è arricchita da alcuni particolari ripresi da Euripide
Scopo: far assumere al mito la funzione di exemplum finalizzato a dimostrare la cieca assurdità della religio e i suoi nefasti effetti sull'esistenza umana
universo politico e morale
Dal terrore, dalla paure e dalla religio all'illuminazione intellettuale
Hunc igitur terrorem animi tenebrasque necessest
non radii solis neque lucida tela diei
discutiant, sed nuturae species ratioque. (I, 146-148)
Questo terrore dell'animo, dunque, e queste tenebre devono dissparle non i raggi del sole né i fulgidi dardi del giorno, ma la contemplazione e la scienza della natura
terrore e paura onnipresenti nella loro società
religione e politica strettamente intrecciate
Lucrezio testimonia la fenomenologia del terrore e della paura nell'epoca tardo-repubblicana
Intenzione
: liberare i romani dall'abuso della paura, del terrore e della religione, offrendo una visione sublime dell'universo e degli dei
Approccio laico e critico verso i fenomeni ideologici e religiosi
Attacco all'alleanza non santa di politica e terrore religioso
Sottolineata l'assenza di contrarietà alla pietas da parte di Lucrezio
Affermata la responsabilità della superstizione, del timore esagerato dei demoni come causa frequente di atti oltraggiosi (persino sacrifici umani)
Terror
Generalmente originato da qualcosa di esterno
Terror animi
Effetto di un influsso esterno
Sotto il suo influsso, Ifigenia è vittima di timor e metus
Pavor
Ciò che fa perdere coraggio, per cui l'animo si fa umile come se si contraesse
Da qui la reazione di Ifigenia , la quale si mette ginocchioni (v.92)
Provocato dall'ignoranza delle cause
Nascono nell'animo dall'incertezza, da un ragionamento imperfetto o sbagliato
"Muta metu" (v.92): l'incapacità di parlare è uno dei sintomi tipici di questo sentimento
Religio
Latinizzazione di lucrezio della "deisidaimonia" (paura dei demoni), collegata alla "formido" (paura e assenza di libertà)
Etimologia
Lucrezio
: da "re-ligare", verbo contrario all'idea della liberazione.
Cicerone
: da "re-ligere" (leggere ripetutamente).
Petersmann
: pensa al greco "aleghein" (occuparsi, curarsi di).
Il significato etimologico di religio sarebbe "riguardo, rispetto, scrupolosità"
Legata a nozioni del potere: importanza politica del termine
Liberazione per mezzo del ragionamento filosofico
vs

Paura tradizionale di divinità pagane
Divinizzazione di un maestro, che non riduce in schiavitù, ma libera
vs

Deificazione dei condottieri
Idea sublime del divino, libero e lontanissimo dai nostri dolori e timori
vs
Dei troppo umani e troppo disumani del paganesimo, oggetto di paura permanente
Antifarmaco contro gli abusi dell'epoca, non idolatria
Mondo dei Romani
Iperbato
ABBAGNANO N., Storia della filosofia, vol.1, UTET, Torino, 1966
AMBROSETTI G:, Ifigenia, in Enciclopedia dell'Arte antica, Treccani
ESCHILO, Agamennone, in Orestea, BUR, 2013
EURIPIDE, Ifigenia in Aulide, BUR, 1988
LUCREZIO, De rerum natura, UTET, Novara, 2013
PETERSMANN H., Lingua et Religio, ed. B. Hessen, Gottingen, 2002
REALE G., Storia della filosofia antica. I sistemi dell'età ellenistica, laFeltrinelli, 1992
SINI F., Religione e sistema giuridico in Roma repubblicana, in Diritto e Storia, n. 3 Maggio, 2004


www.filosofico.net/lucrezio.htm
Bibliografia e Sitografia
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