Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Hegel

No description
by

Giovanni Santonocito

on 14 May 2015

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Hegel

La realtà come assoluto dinamico
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
La vita
La fenomenologia dello spirito
L'enciclopedia
il pensiero
Nato a Stoccarda il
27 agosto 1770 e morto a Berlino il 14 novembre 1832.

Studia teologia presso l'università di Tubinga.

Condivide la stanza da studente con Schelling e con lui piantò l'albero della libertà in onore della rivoluzione francese.
Dopo alterne vicende, con la raccomandazione di Schelling, ottiene la cattedra di filosofia a Berlino il 24 ottobre 1818.
Mentre Kant analizza un mondo statico, Hegel è cosciente di vivere in un mondo in rapido cambiamento.

La formazione di Hegel è teologica. Usa il pensiero di Lutero contro la stessa chiesa luterana in quanto ha abbandonato la legge dell'amore.

In contrapposizione con Kant e l'illuminismo sviluppa una metafisica razionale.
Analizza in logica luterana anche la confessione ebraica.

Scrive sulla scissione tra il popolo ebraico e la natura; mentre i greci si riconciliano dopo l’esperienza del diluvio con la natura, per gli ebrei questa resterà una matrigna da tenere separata dalla divinità.
Il pensiero Hegeliano si presenta come una costruzione in sé compiuta ed armonica.

Questa costruzione segue un modello di sviluppo unitario, il cui assunto di base è la risoluzione del finito nell’infinito.

Hegel considera la realtà come un tutto organico, le cui singole manifestazioni sono parti di un’unica entità assoluta e infinita: lo spirito dell’Assoluto che si realizza nel divenire del mondo.
L’identità tra ciò che è reale e ciò che razionale è un altro caposaldo del sistema.

La razionalità deve essere la forma stessa della realtà.

“Ciò che è razionale è reale, ciò che è reale è razionale.”

Quindi si afferma l'identità tra essere e dover essere.
Nel 1807 scrive la fenomenologia dello spirito.
Il termine fenomenologia per Hegel ha un valore pieno e positivo, in quanto l'essenza del reale consiste nel manifestarsi dello spirito, che si riversa nel fenomeno, dietro il quale non c'è più il noumene kantiano.
Quindi punta decisamente ad una religione basata sulla legge dell’amore che invita al superamento di ogni ostilità.

Bisogna, per Hegel, riconoscere questa unione che lega tutta l’umanità.

In sintonia con questa legge dell’amore e di armonia c’è lo spirito di bellezza greco.

La bella eticità coincide con una perfetta armonia che la modernità ha smarrito.
L’espressione “risoluzione del finito nell’infinito” allude al fatto che per Hegel la realtà non è un insieme di sostanze autonome, ma un organismo unitario di cui tutto ciò che esiste è parte o manifestazione.

Tale organismo coincide con l’Assoluto e con l’infinito, mentre i vari enti del mondo, essendo manifestazioni di esso, coincidono con il finito.
Questo finito, in quanto reale, è lo stesso dell’infinito.

Quindi l’hegelismo si configura come una forma di monismo panteistico.
Affermare che la realtà non è sostanza, ma soggetto, significa dire, che esso non è qualcosa di immutabile e di già dato, ma un processo di auto-produzione che soltanto alla fine, cioé con l’uomo (lo spirito) e le sue attività più alte (arte, religione e filosofia), giunge a rivelarsi per quello che è veramente.

“Il vero è l’intero. Ma l’intero è soltanto l’essenza che si completa mediante lo sviluppo. Dell’Assoluto devesi dire che esso è essenzialmente Risultato, che solo alla fine è ciò che è in verità.”
La filosofia per Hegel è come la nottola di Minerva che si leva in volo solo al crepuscolo, la filosofia arriva quando la ragione ha compiuto il suo processo di razionalizzazione della realtà.
Come per Fichte, la triade hegeliana prevede la conciliazione dell’inconciliabile grazie allo Streben, questo quando prende coscienza della non separazione tra lui e ciò che lo nega dialetticamente.
L’idea in sé e per sé, o idea pura, è l’idea considerata in se stessa, a prescindere dalla sua concreta realizzazione nel mondo.
Per Hegel, l’idea è assimilabile a Dio prima della creazione della natura e di uno spirito finito.
L’idea fuori di sé, o idea nel suo esser altro, è la natura, l’alienazione dell’idea nelle realtà spazio-temporali del mondo.

L’idea che ritorna in sé è lo spirito, cioè l’idea che, dopo essersi fatta natura, torna presso di sé nell’uomo, acquista coscienza di sé.
Hegel fa corrispondere a tre momenti strutturali dell’Assoluto le tre sezioni del sapere filosofico:
la logica;
la filosofia della natura;
la filosofia dello spirito.
La logica, che è la scienza dell’idea in sé e per sé, cioè l’idea considerata nel suo essere implicito (in sé) e nel suo esplicarsi (per sé), ma a prescindere della sua concreta realizzazione nella natura e nello spirito.

La logica a sua volta si divide in
dottrina dell’essere
dottrina dell’essenza
dottrina dei concetti
La filosofia della natura, che è la scienza dell’idea nel suo alienarsi da sé, studia l’idea fuori di sé.
Si divide a sua volta in
meccanica
fisica
fisica organica
La filosofia dello spirito, che è la scienza dell’idea, che dal suo alienamento ritorna in sé.
L’Assoluto, per Hegel, è fondamentalmente divenire.
La legge che regola tale divenire è la dialettica, che rappresenta, al tempo stesso, la legge (ontologica) di sviluppo della realtà e la legge (logica) di comprensione della realtà.
Hegel distingue tre momenti o aspetti del pensiero:
l’astratto o intellettuale
il dialettico o negativo-razionale
lo speculativo o positivo-razionale
Aufhebung è il prendere qualcosa, inizialmente molteplice e contraddittorio, e dargli una nuova collocazione, il superamento conservativo di qualcosa che rischiava di essere annullato.
Hegel cerca una comprensione integrale e sistematica della realtà.

L'assoluto realizza se stesso nel divenire dialettico; non solo l'assoluto si rivela, ma la sua essenza consiste nel rivelarsi.

Critica Fichte per il suo eccessivamente rapido passaggio dall'io finito all'infinito.

Mentre Spinoza propone un infinito statico, Hegel ne propone uno in continuo divenire.
Come Platone, Hegel pensa che bisogna uscire dalla caverna del puro intellettualismo (Kant) e seguire l'idealismo che cerca dietro ogni cosa tracce dell'assoluto.

Fichte aveva già letto il Kant della Critica della facoltà di giudizio in chiave idealistica, dove il poeta o l'artista è romanticamente il produttore della realtà.
La fenomenologia dello spirito è quindi il processo visto dal punto di vista dello spirito di conciliazione dell'inconciliabile alla fine del processo dialettico (Aufhebung) di riconciliazione del tutto.
L'idea di Hegel è quella per cui nella storia gli eventi successivi inglobano, integrandoli e superandoli, gli eventi precedenti.
La fenomenologia intende calarsi nella profonda frattura tra soggetto ed oggetto del pensare, come essa si è articolata e sviluppata nella storia della coscienza individuale e collettiva, attraverso i concreti contenuti culturali conservati nella memoria dello spirito, che è sostanza etica ed insieme soggetto, parte ed intero, finito ed assoluto.
Il pensiero di Hegel deve muoversi da un aspetto all'altro del reale per renderne la complessità:
il primo momento (positivo) deve cogliere la differenza di un determinato aspetto, isolandone e fissandone la peculiarità;
il secondo momento (negativo) deve confrontare tale determinazione con ciò che ad ogni definizione si oppone, negando che essa sia tutta la realtà;
il terzo momento (positivo) permette di giungere ad una nuova forma di comprensione del reale rendendo conto della tensione che oppone un aspetto all'altro, legando il positivo al negativo in un rapporto che colloca, i due termini divenuti uno, all'interno di una nuova classificazione.
Le chiavi di lettura per comprendere la dialettica hegeliana poste nell'introduzione della fenomenologia sono: il vero è l'intero - l'assoluto va pensato come soggetto.
Nella prima frase, l'intero va inteso come qualcosa di individuale solo alla fine del processo, un qualcosa al quale la ragione tende senza mai raggiungerlo durante la vita.
Nel rapporto servo padrone, Hegel descrive la sua idea di relazione tra soggetti.
Due individualità entrano in conflitto e si minacciano reciprocamente di morte. Di fronte a questa prospettiva una, per paura della morte, cede e diviene il servo; l'altra essendosi messa in gioco senza paura della morte, diviene il padrone dell'altro. In questo esempio Hegel descrive l'epoca medioevale.
Il servo agisce in maniera sistematica e razionale, educando se stesso metodicamente; ma il servo può prendere coscienza che il suo lavoro lo ha reso indispensabile a quello che si definisce padrone. Dopo questa presa di coscienza il rapporto può ribaltarsi come è avvenuto nella Rivoluzione francese.
Questo modo di ragionare ci dimostra come Hegel sia l'ideologo della borghesia in quanto pone al centro di tutto il lavoro e come egli condivida l'idea romantica che l'uomo deve prendere coscienza del suo ruolo sociale.
Nella Fenomenologia dello spirito Hegel critica Schelling in quanto ha giustamente individuato l’identità tra oggetto e soggetto, ma egli arriva subito a questa conclusione.
Hegel vuole pervenire ad una concezione dell’Assoluto in cui si riconosca l’identità ultima della contrapposizione tra oggetto e soggetto, ma deve essere un’identità alla quale si giunge alla fine.
Per Hegel non si deve negare sin dall’inizio la distinzione tra oggetto e soggetto, bensì bisogna passare per tale contrapposizione e riconoscerne l’identità solo alla fine.
Per Hegel la verità più profonda si trova nel superamento delle differenze, con l’idea di un Assoluto che non è né oggetto né soggetto.
Sorge quindi la necessità di avere dentro l’Assoluto, ovvero all’interno della realtà unitaria, le differenze non debbano essere perse, ma debbono essere mantenute e riconosciute.
Nella seconda frase, non c'é più una sostanza aristotelica alla base di tutto, ma un soggetto, inteso come coscienza individuale. La coscienza viene percepita come certezza sensibile. Già in Fichte l'io prende coscienza di sé solo nel contatto/scontro con gli altri io.
La storia romanzata della coscienza
La fenomenologia si divide in due parti:
La seconda parte comprende tre sezioni:
La coscienza si articola in:
L'autocoscienza è incentrata su servitù e signoria
La coscienza infelice derivante dallo scetticismo può assumere la forma di separazione tra l'uomo e la sua divinità.
Avendo tradito per Hegel il messaggio d'amore del Cristo, l'ebraismo è il tipico esempio di questa lacerazione che crea infelicità. L'idea di un Dio sfuggente ed irraggiungibile causa questa infelicità.
Lo spirito, la religione e il sapere assoluto.
La paura della morte, il servizio e la presa do coscienza dell'importanza del lavoro possono portare alla liberazione dell'autocoscienza.
Ma la liberazione dell'autocoscienza passa per lo stoicismo e lo scetticismo, di cui la coscienza infelice rappresenta la sintesi
La ragione può essere:
All'interno dello Spirito oggettivo, partendo dal diritto astratto, basato borghesemente sulla proprietà privata, per Hegel l'antitesi è la moralità e la sintesi l'eticità.
All'interno dell'eticità la suddivisione è tra famglia, dove il giovane viene indirizzato ad una vita morale, l'antitesi è la società civile che concretamente nega la moralità familiare, per giungere alla sintesi dello Stato, dove si ha la conciliazione dell'inconciliabile tra la morale familiare ed il possibile della società civile.
Lo Stato è quindi la materializzazione dell'Assoluto. Di fronte allo Stato il singolo ha sempre torto.
La filosofia della storia è l'idea secondo la quale gli eventi storici del pensiero che guida la razionalizzazione del mondo siano sempre gli stessi, come la provvidenza.
Chi insegna storia della filosofia invece ha un'idea più complessa dello sviluppo del pensiero filosofico: ogni pensatore si inserisce in un filone di pensiero già esistente oppure originale.
Hegel, come già ha affermato nell'idea dell'astuzia della ragione, ritiene che l'uomo, anche il più storicamente grande, è nanipolato dalla necessità della Ragione di estendere il suo potere sulla vita sociale, così nella filosofia della storia l'uomo si adegua suo malgrado ad una volontà superiore che lo governa e conduce.
La filosofia della natura è quella considerazione teoretica, e cioé pensante, della natura che ha come oggetto di studio l'idea nella sua estrinsecazione di spazio e tempo.
Si divide in: meccanica, fisica e fisica organica.
E' la negazione necessaria per giungere al passaggio successivo.
All'apice di questo ragionamento Hegel pone lo Spirito assoluto dove l'idea è giunta alla piena coscienza della propria infinità ed assolutezza.

Espressione di questo Spirito assoluto è l'arte, come intuizione sensibile, nella religione, come rappresentazione, ed infine nella filosofia come acquisizione del concetto puro.
Nella triade dell'arte abbiamo l'unica eccezione all'interno del pensiero hegeliano, dove il secondo termine è quello positivo.
L'arte simbolica.
L'arte classica.
L'arte romantica.
Nell'arte simbolica esiste un evidente squilibrio tra contenuto e forma.
Nell'arte classica invece si trova l'armonia e quell'equilibrio tra contenuto spirituale e la forma sensibile.
Nell'arte romantica Hegel vede la morte dell'arte in quanto essa non riesce più a rappresentare il contenuto spirituale in modo equilibrato.
Nella religione Hegel vede un passaggio necessario ma intermedio verso quell'Assoluto che cerca.
Si parte da una religione naturale per passare poi a religioni della libertà, a quelle individuali per poi finire in una religione dell'assoluto.
Tutte queste però si basano sul sentimento e su intuizioni di Dio.
Per Hegel solo la filosofia può portare all'idea piena e concettuale dello spirito assoluto.
Per lui tutta la storia tende verso questa inevitabile conclusione.
Full transcript