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Un "viaggio" dal telegrafo al telefono

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by

alessia claudio

on 13 June 2013

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Transcript of Un "viaggio" dal telegrafo al telefono

Samuel Morse
Il telefono
Goal :)
Il telegrafo elettrico inventato da Morse si basa su un principio abbastanza semplice. E’ formato da un tasto (interruttore), un apparecchio ricevente, i fili di collegamento e una pila. Premendo un pulsante si chiude il circuito, a questo punto si usa l’alfabeto Morse: premendo il tasto a lungo si ottiene una linea, premendolo per un breve tempo si ottiene un punto. Dall’altro capo del filo c’era un ricevitore composto di un’elettrocalamita che magnetizzandosi attira una lamina, la punta scrivente poi si appoggia sulla carta ripetendo le linee e i punti stabiliti.
Come funziona?
Quando si effettua una chiamata, il telefono cellulare emette radioonde (conosciute anche come radiofrequenza o energia ‘RF’). Queste onde radio sono ricevute dall’antenna della più vicina stazione base.
Una stazione base consiste in uno o più radiotrasmettitori e ricevitori, e in antenne per la comunicazione con singoli telefoni cellulari nella zona. Solitamente queste stazioni vengono situate su degli edifici, torri o tetti; al contrario di ciò che vorrebbero gli abitanti delle città che spesso protestano a causa dell'inquinamento elettromagnetico.
Dal telegrafo al telefono
By Claudio and Alessia
Chi era?
Come funziona?
Il telefono è composto di un diaframma che vibra e un magnete elettrizzato da un filo che lo avvolge o che gli è posto a fianco. Il diaframma vibra a causa della nostra voce e così la vibrazione del diaframma altera la corrente elettrica che attraversa il filo raggiungendo il diaframma del telefono del destinatario che trasformerà la corrente in vibrazioni e suoni. L’idea del telefono a Meucci era venuta per caso: nel 1849 lavorava in un ospedale ed era impegnato a curare un paziente con l’elettroterapia, il paziente era collegato a una pila tramite un filo che arrivava fino a due stanze più distante, dove si trovava appunto Meucci. Dopo aver inserito una pila di 114V Meucci sentì il paziente urlare per il dolore provocatogli dalla scossa della pila, la sua voce gli arrivò attraverso il filo ben distintamente e così capì che quest’idea lo avrebbe portato ad un importante invenzione: il telegrafo parlante o come è chiamato ora, il telefono.

Alcune importanti evoluzioni sia nella tecnologia, sia nei metodi di trasmissione hanno permesso di procedere nell’evoluzione del telefono di Meucci fino ad arrivare ai moderni smartphone. Ma facciamo un passo alla volta e cerchiamo di capire in cosa il cellulare differisce dal telefono che tuttora esiste, anche se è stato ovviamente perfezionato e migliorato.
Altri tipi di telegrafo:
Furono inventati anche altri tipi di telegrafo, come ad esempio il telegrafo ottico di Chappe che consisteva in una torre con un braccio rotante che in base al manovratore assumevano configurazioni corrispondenti alle lettere dell’alfabeto. Sono da ricordare anche:
Il telegrafo di Cooke e Wheatstone;
Il sistema a tastiera di Hughes;
Il sistema Meyer;
Il telegrafo Baudot.
Il telegrafo
Let's go!

Fin dall’antichità c’è stato il bisogno di comunicare, all’inizio si usavano mezzi rudimentali come ad esempio strumenti a fiato o in seguito i segnali di fumo. Con l’avvento delle rivoluzioni industriali si svilupparono le tecniche di comunicazione, in particolare durante la seconda rivoluzione industriale, con la scoperta dell’elettricità si capì che probabilmente sarebbe stato il mezzo che avrebbe permesso l’evoluzione dei mezzi di comunicazione.


Seguiteci all'interno del nostro viaggio nella storia per capire cosa è cambiato dal primo telegrafo ai moderni smartphone!
Il primo a progettare un mezzo di comunicazione che funzionasse per mezzo dell’elettricità fu Samuel Morse che inventò il telegrafo e di conseguenza l’alfabeto Morse che serviva a comunicare con un linguaggio formato da linee e punti.
Samuel Morse nasce a Charlestown Massachusetts il 27 Aprile 1791 e morì ottant’anni dopo a New York. Fu un uomo molto ingegnoso, non fu solo l’inventore della telegrafia ma anche un pittore molto interessato a ogni forma di arte. Laureatosi a Yale nel 1810 si trasferì l’anno seguente a Londra per intraprendere più seriamente lo studio della pittura, il suo interesse per la scienza però non era stato abbandonato ed era soprattutto dedicato al campo dell’elettricità e dell’elettromagnetismo; fu il pensiero di una comunicazione anche in ambiti difficili a spingerlo ad intraprendere la ricerca che lo porterà all’invenzione del telegrafo, perfezionato fino a ottenere un telegrafo rudimentale ma prova del grande cambiamento che di lì a qualche secolo sarebbe avvenuto nella comunicazione e nella società.
Il telefono o telegrafo parlante, come veniva chiamato, è stato inventato da Alexander Bell e da Antonio Meucci, solo un po’ di anni fa l’invenzione è stata però definitivamente attribuita ad Antonio Meucci. Antonio Meucci nasce a Firenze il 13 aprile 1808 e muore a Staten Island il 18 ottobre 1889, è stato un inventore italiano il quale non si limitò ad inventare il primo telefono, ma propose alcune altre innovazioni: le candele steariche, oli per vernici e pitture, bevande frizzanti, condimenti per pasta. L’intuizione dello scienziato per la creazione del telefono arrivò nel 1849.
Il cellulare
...ma ATTENZIONE all'


inquinamento elettromagnetico!
E' opportuno ampliare il discorso sull'argomento dell'inquinamento elettromagnetico. Forse non tutti sanno che ogni giorno ognuno è esposto a inquinamento elettromagnetico, chiamato anche elettrosmog. La maggior parte di questa esposizione deriva dai nostri cellulari; quasi ognuno di noi ne possiede almeno uno e probabilmente qualcuno ci passa anche molte ore, chi per lavoro, chi per svago. Il fenomeno dell'elettromagnetismo non può essere ignorato perchè è molto pericoloso; nel corso della storia molti scienziati hanno dedicato parte della loro vita a studiare le onde eletteromagnetiche, ecco alcuni dei più importanti risultati nella storia:
-1963 il dott. R.O. Becker inizia una raccolta di tutti i lavori (ricerche e relazioni) fatti riguardanti gli effetti biologici dei campi magnetici;
-1985 il professore polacco H. Mikolajczyck dimostra che su 100 donne gravide che lavorano su terminali (esposti ai segnali delle antenne) si presentano 36 aborti spontanei contro il 16% delle donne non esposte;
-1985 l'Organizzazione mondiale per la Sanità (WHO) pubblica raccomandazioni riguardo alla protezione a radiazioni non ionizzati;
-1988 il prof. Modan pubblica nel mese di giugno su American Journal of Industrial Medicine un articolo in cui ipotizza che l'esposizione a campi magnetici possa far emergere tumori cerebrali;
-1978 la rivista Environment pubblica il risultato di 45 lavori di ricerca di varie università ed istituti di ricerca: tutti dimostrano che le radiazioni delle linee dell'alta tensione sono dannose e hanno effetti negativi su uomini ed animali.
Inoltre studi recenti hanno determinato con certezza che l'esposizione alle onde elettromagnetiche possono provocare cancro e tumore al cervello. A questo punto ci si pone una domanda:
Cosa fare?
Dal momento che la nostra vita ormai ruota attorno a questi apparecchi e che bene o male ognuno trascorre del tempo a contatto con questo dispositivo si cerca di trovare delle soluzioni che, pur non potendo eliminare il problema riescono a ridurlo. Da precisare il fatto che l'inquinamento elettromagnetico non deriva soltanto al cellulare ma da tutti gli elettrodomestici. Ecco alcuni rimedi nel caso del cellulare:
-è consigliabile utilizzare il vivavoce o l'auricolare per evitare di esporre la testa direttamente alle onde elettromagnetiche;
-non mettere in tasca il dispositivo o comunque tenerlo per lungo tempo vicino a contatto con il corpo;
-non utilizzare il dispositivo se non c'è molto campo perchè in questo caso il dispositivo emana più radiazioni.
Anche l'uso degli elettrodomestici deve essere limitato perchè è più difficile trovare dei rimedi contro le onde emanate.
Per dimostrare l'effettiva veriticità degli studi abbiamo una reale testimonianza di qualcuno che ha provato sulla sua pelle cosa significa convivere con questo problema e a subirne le conseguenze.
Beh, ora vi salutiamo, grazie per l'attenzione!
... e finalmente:
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