Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

LA GUERRA IN EX-JUGOSLAVIA

Presentazione orale di Denis Topalovic, 5 classico B, Liceo Gioia, maturità 2015
by

Denis Topalovic

on 25 June 2015

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of LA GUERRA IN EX-JUGOSLAVIA

1.
NESSUNO POTEVA IMMAGINARE

IRRIFLESSIVITA'
Paolo Rumiz
Hannah Arendt
BENE
:
imbecille
MALE
:
banale
ex Jugoslavia
Germania nazista
"Non penso che il male abbia una forza cosmica superiore. Credo che esso prevalga anche perché sa in anticipo che il cosiddetto bene è ingenuo e cieco fino all'imbecillità". - Paolo Rumiz, "Maschere per un massacro"
"[Eichmann] Non era stupido, era semplicemente senza idee. Quella lontananza dalla realtà e quella mancanza di idee, possono essere molto più pericolose di tutti gli istinti malvagi che forse sono innati nell'uomo. Questa fu la lezione di Gerusalemme. Ma era una lezione, non una spiegazione del fenomeno, né una teoria". - Hannah Arendt, "La banalità del male"
"Solo tuo nonno sapeva che tutte quelle case sarebbero rimaste abbandonate. Nessuno di noi sembrava crederci davvero, alla guerra, né potevamo immaginare che il 13 giugno del 1993 avremmo avuto due ore per sgomberare le nostre case e andarcene. Alla fine abbiamo riempito le nostre borse e ce ne siamo andati davvero".

BRATSTVO i JEDINSTVO
1945:
Tito costituisce la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia
2.
UNA GUERRA IN PROVETTA

"
Con l'esplodere della guerra, l'odio etnico apparirà in tutta la sua verità: non causa scatenante naturale, ma grimaldello artificiale
"
Franjo Tuđman
(Croazia)
Alija Izetbegović
(BiH)
Slobodan Milosević
(Serbia)
1. la disgregazione del vecchio mito titoista.
2. la costruzione di un destino storico nuovo.
3. l'invocazione del leader da parte della massa.
4. il risveglio dell'aggressività attraverso la paura.
5. l'accensione dei focolai di scontro.
6. la teoria del tribalismo.
LE DUE BUGIE:
1.
il sangue
:
"
Il comportamento degli individui è predeterminato biologicamente dall'appartenenza a una comunità etno-razziale
" - Biljana Plavsić, 1993

2.
la storia
:
i serbi, popolo celeste
DISINFORMACIJA
"
Quella a cui assistiamo a Belgrado dalla fine degli anni ottanta è disinformazione pre-bellica. Essa rappresenta qualcosa di tremendamente moderno e complesso: non serve a depistare l'avversario, ma a costruire la guerra nella mente della gente, a gonfiare un antagonismo che non c'è o è solo latente, ad attirare gli uni e gli altri nella trappola dello scontro
" - Paolo Rumiz
L'EFFETTO:
"
Io non sapevo nemmeno che nella nostra città vivessero dei serbi. Non lo sapevo perché fino ad allora nessuno mi aveva mai detto che qualcuno fosse serbo. [...] In seguito sui serbi venni a sapere qualcosa di più dai giornali di Zagabria. Quel poco che leggevo mi invitava a diffidare e ad aver timore di questi nuovi, appena scoperti concittadini. [...] Sui giornali di Zagabria si scriveva, e per le strade della città si ripeteva che i serbi sono dei furfanti, che ci tolgono il pane di bocca, che vogliono annientare la nostra semenza, insomma si scriveva e si diceva di tutto, e la gente ovviamente credeva a quello che leggeva e che sentiva dire in giro
".
LA GRANDE SERBIA
3.
THOUGHTPOLICE:
Jugoslavia come Oceania

"In a lucid moment Winston found that he was shouting with the others and kicking his heel violently against the rung of his chair. The horrible thing about the Two Minutes Hate was not that one was obliged to act a part, but, on the contrary, that it was
impossible to avoid joining in
. Within thirty seconds any pretence was always unnecessary. A
hideous ecstasy of fear and vindictiveness
, a desire to kill, to torture, to smash faces in with a sledge-hammer, seemed to flow through the whole group of people like an electric current, turning one even against one’s will into a grimacing,
screaming lunatic
. And yet the
rage
that one felt was an
abstract, undirected emotion
which could be switched from one object to another like the flame of a blowlamp
" - 1984, George Orwell

DISCORSO DI KOSOVO POLJE, 1989
4.
UN'ECUBA MODERNA

"Quando arrivò quel giorno, ricordo solo che tutto dentro di me si gelò, dal sangue nelle vene fino alle lacrime negli occhi. [...] L'uomo che avevo da poco sposato e da cui da qualche settimana aspettavo il primo figlio fu fatto prigioniero in quel rastrellamento. Penso che venne caricato in uno di quei camion con il telone verde per poi essere condotto in un campo di concentramento, o Dio solo sa dove... Sta di fatto che non lo rividi più e che ancora oggi il suo corpo non può essere inumato perché non sono stati ancora ritrovati il cranio e un braccio. Si chiamava Hasan [...] ed è stato ucciso escusivamente per il nome che portava, per l'etnia cui apparteneva. Io e mia madre fummo caricate su una corriera, e non potrò mai dimenticare quel viaggio. Più uomini per volta. [...] Mia madre morì un anno dopo per un cancro all'utero. Io, invece, persi mio figlio e non diverrò mai più madre".
- Aida
"La geme [la strage] anche sulle rive dell'Eurota dalla bella corrente
la figlia di Sparta, in casa versando lacrime,
e la madre di figli caduti
sul capo canuto si mette le mani e si graffia le guance
con le unghie insanguinate per le lacerazioni".
- Euripide, Ecuba, vv. 650-656
5.
IN CUIUS MORIERIS REGNO?

Quolibet tristis miseras procella La triste tempesta ci porti, infelici, dovunque,
mittat et donet cuicumque terrae, ci regali a qualunque terra, purché da noi resti
dum luem tantam Troiae atque Achivis lontana quella città che ha portato tanta
quae tulit, Sparte, procul absit, absit rovina a Troia e agli Achivi, Sparta, e resti
Argos et saevi Pelopis Mycenae, lontana Micene del crudele Pelope,
Neritos parva brevior Zacyntho la piccola Nerito, più stretta di Zacinto,
et nocens saxis Ithace dolosis. e Itaca, pericolosa per i suoi scogli insidiosi.
Quod manet fatum dominusque quis te, Quale fato e quale padrone ti attende
aut quibus terris, Hecabe, videndam o in quali terre, Ecuba, egli ti porterà per
ducet? in cuius moriere regno? mostrarti? Nel regno di chi morirai?

Seneca, Troades, vv. 851-860
novembre 1995: pace di Dayton
97.207 vittime in Bosnia, 30.000 scomparsi (10.000 tutt'ora irreperibili)
2.2 milioni di profughi
1.028.970 ritornanti (al 2010)
AGOSTO 1995, esodo dei Serbi delle Kraijne dalla Croazia a Belgrado:

"Nella polvere della pianura, sotto un sole ardente, camion e trattori, strapieni di vecchie bambini, formano un girone dantesco di dannati. [...] Trentotto gradi all'ombra, una fila infinita a senso unico di camion e automobili rimasti a secco. L'ingorgo è inestricabile. Donne e bambini muti, sotto gli alberi, attendono che gli uomini trovino la benzina necessaria per partire. Hanno lo sguardo assente di chi ha obbedito a un richiamo antico come la storia dei Balcani: raccogliere la roba e andare, senza chiedersi perché. Bestemmie, risse, sete da morire. E alla frontiera con la Serbia, nuova umiliazione, nuovi controlli, nessun benvenuto, nessun soccorso, neanche un bicchier d'acqua. Si guardano attorno i serbi delle Krajine e dicono: mio dio, che cosa abbiamo fatto".

- Paolo Rumiz, "Maschere per un massacro"
25-26 agosto
1992
2000
10 luglio
2006
6.
TESLA:
un nuovo corso

incendio della Vijecnica, biblioteca nazionale di Sarajevo
150 anniversario della nascita di Nikola Tesla
"Sono fiero della mia origine serba e della mia patria croata"
Nikola Tesla
primo motore a corrente alternata
TESLA (T):
u.d.m.
corrente fredda:
trasferimento di energia senza fili (free energy)
1891, Tesla's Stout Bar
Grazie per l'attenzione,

Denis Topalović
BIBLIOGRAFIA:
Paolo Rumiz, Maschere per un massacro, Feltrinelli, Milano, 1996
Hannah Arendt, La banalità del male, Feltrinelli, Milano, 1964
George Orwell, Nineteen Eighty-Four, Secker & Warburg, London, 1949
Euripide, Ecuba, Zanichelli, Bologna, 2009
Seneca, Tragedie, UTET, Milano, 2009

SITOGRAFIA:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-70f5df78-64e9-48c9-8308-629f9ee1400c.html#p=
http://www.unive.it/media/allegato/dep/n11-2011/Finestra/12_Finestra_2_Chiodi-Rossini.pd

http://www.varesenews.it/2012/08/vent-anni-fa-l-incendio-della-biblioteca-di-sarajevo/81609
http://www.balcanicaucaso.org/aree/Croazia/Nikola-Tesla-riconcilia-serbi-e-croati-33986
Full transcript