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Le tecniche di Lojze Spacal

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by

Alice Pischiutta

on 18 December 2015

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Transcript of Le tecniche di Lojze Spacal

Procedimenti
Litografia
La fase figurativa
Le tecniche di Lojze Spacal
xilografia lignea;
litografia;
serigrafia;
acquaforte;
puntasecca;
acquatinta.
Serigrafia
La
serigrafia
è una tecnica di stampa che utilizza come
matrice
un
tessuto di poliestere
teso su un riquadro in legno o metallo definito come
telaio serigrafico
.

Lo
spessore
dell'
inchiostro
come anche la sua
composizione
è fondamentale per la riuscita dell'opera e per la sua integrazione.
Xilografia lignea
La
matrice
è una
pietra calcarea “litografica”
dalla
struttura granulare
.

La pietra è composta da carbonato di calcio e viene
squadrata a parallelepipedo
con le
facce perfettamente parallele
fra loro.

Lo
spessore
non deve essere inferiore ai
6cm
, altrimenti la pietra rischierebbe di rompersi.

Gli
strumenti
che l'artista utilizza sono atti soltanto a lasciare impresso in superficie
segno grafico.
viene passato del talco;
un velo sottile di mordente: acido nitrico + gomma arabica;
grazie ad una reazione chimica l'inchiostro (grasso) viene trattenuto dal carbonato di calcio nella pietra;
con un rullo in caucciù si passa l'inchiostro assorbito solo dalle aree disegnate;
sull'inchiostro viene passato uno strato sottile di acqua pura;
viene ripassato il rullo per togliere l'inchiostro in eccesso;
con la litofina e trementina si prepara finalmente la pietra per la stampa;
per un ultima volta verrà inchiostrato;
si posiziona un foglio che verrà pressato sulla pietra facendo apparire il disegno.
Appartiene a un
territorio
geografico d’
incontro
tra
culture

occidentali
e
orientali
I
soggetti
da lui preferiti sono il
Carso
e
Trieste
Case carsiche

, 1938
monotipo; 23 x 25 cm
Barche a riva
, 1950
pastelli colorati a cera;
29 x 42 cm
Il
Carso
è la sua
fonte
principale d’
ispirazione
raffigurazione
paesaggio architettonico
(villaggi, case, cortili, ballatoi, fienili, scale a pioli)
Cortile carsico,
1952
xilografia; 39,5 x 30 cm
Fienili (realizzazione: Atelje 61 Novi Sad),
cca. 1980
arazzo - lana; 152 x 212 cm

Anni Trenta e Quaranta
- opere che rivivono l’infanzia.

Fuga in un mondo irreale per opporsi al presente.
Ricordo d’infanzia,
1936
matrice grafica colorata; 14 x 16 cm
Negli anni tra le due guerre e nel periodo post bellico fa uso di
parallele
, di
verticali
e di
diagonali prominenti
.
I colori dominanti sono il
nero
luttuoso, e il
rosso
del sangue.

Realizza opere di diretto
impegno politico.
I martiri di Basovizza
, 1944
matrice grafica colorata; 13,4 x 19 cm

Rifornimento ai partigiani
, 1944
xilografia; 17,6 x 9,6 cm
Incisioni
con laceranti
elementi simbolici
:
ad esempio
galli
,
IHS
,
biciclette
,
croci

La
xilografia
è un'
incisione in rilievo.

La
matrice
è una
tavola in legno.


Il legno è detto di
"filo":

la tavola è tagliata
longitudinalmente;
la tecinca è
meno precisa






Il legno è detto di
"testa":

se la tavola è tagliata
trasversalmente;
i tratti sono sottili e precisi








Rovine sul Carso
, 1946
matrice grafica colorata;
25 x 18 cm
Macerie sul Carso
, 1946
xilografia; 25 x 18 cm
Seguirono rappresentazioni di
carattere narrativo
.
Si denota l'interesse dell'artista per il mondo dell'
uomo qualunque
(es. la lavandaia con le mani grandi gli ricordava sua madre)
Spacal inizia a dedicare un'attenzione centrale al
paesaggio urbano costiero
Barche
, cca. 1952
tempera su carta; 30 x 22,5 cm
Motivo di Capodistria
, 1957
olio su tela; 73 x 60 cm
Svolta nel lavoro di Spacal alla metà degli anni cinquanta, a seguito del viaggio in Macedonia: i piani si organizzano secondo le forme del
quadrato
e del
rettangolo
, le linee si incrociano spesso ad
angolo retto.
Oriente
, 1951
xilografia;
16,5 x 11 cm
Hise v Makedoniji
,
1955
xilografia 9 colori;
435 x 535mm

Uso di colori smorti che ricordano il carso;
Colori caldi o freddi in base allo stato d’animo dell’artista;
Dominio del biancore delle pietraie carsiche.
La sua simbologia:
1. La
luna
nel cielo fa riferimento simbolico al
ciclo cosmico
e alle
tre età della vita
2. segni
domestici
e
urbani
ci dicono, con il loro
stare
quasi
sospesi
, che la vita dell’uomo dev’essere un salire verso il cielo delle proprie aspirazioni e che, tuttavia, può anche trasformarsi in un precipitare verso l’abisso della delusione
3. Le
biciclette abbandonate
, sono i simboli dell’
essere umano
e del suo
andare

incessante
per il mondo
4. il
gatto tigrato
, prigioniero curioso dei suoi giochi
5.
uccelli
, simboli di
libertà
La vita di Lojze Spacal
Lojze Spacal
nacque a
Trieste
nel
1907
: rimasto orfano di padre già all'età di dieci anni, è costretto a lavorare per sostenere la propria famiglia.

Acquaforte
Tecnica già nota fin dai tempi antichi per incidere
decorazioni sulle armi
, che consiste nel
corrodere
una lastra di metallo con un
acido
(solitamente di zinco o rame per grandi tirature), per ricavarne immagini da trasporre su un supporto (solitamente carta) per mezzo di colori.
Procedimento
La lastra viene:
ripulita
e
smussata
con carta smeriglio;
sgrassata
nella parte lucida con ovatta intrisa con carbonato di calcio sciolto in acqua;
cosparsa uniformemente con un
coprente
a protezione dall'acido (cera, asfalto, gomma, mastice...);

affumicata
con un mazzo di candele;

Quindi
si
incide
il disegno nel materiale protettivo con una
punta sottile
per mettere a nudo il metallo in corrispondenza dei segni che appariranno sulla carta grazie all'inchiostro;
s'immerge la lastra in
acido
iniziando la
morsura
(cioè il tempo di permanenza in acido) che può essere fatta a più riprese scoprendo man mano le parti da incidere per ottenere
scavi diversamente profondi
(ovviamente l'acido incide il metallo solo dove non protetto);
la lastra viene
lavata con benzina
od acquaragia ed
asciugata
.
La
stampa
avviene al t
orchio calcografico
su carte inumidite prima,
cospargendo di
inchiostro grasso
con un tampone di pelle la lastra
scaldandola
un poco per favorire la
penetrazione
della
tinta
nei solchi e la sua cessione alla carta

La
tiratura
, per ragioni tecniche di valore, deve essere costituita da un
numero limitato
di esemplari.
La
firma autografa
e la
numerazione
degli esemplari sono apposte dall'autore, abitualmente
a matita
e talvolta insieme con il titolo dell'opera e l'indicazione dell'anno di esecuzione, sotto lo schiaccio della matrice sul foglio stampato (quando si tratta di stampe calcografiche).

La
numerazione
è espressa con
due numeri separati da una sbarretta
(posti di solito a sinistra dell'opera):
il primo
(numeratore) indica il
numero ordinale
del singolo esemplare;
il
secondo
(denominatore) indica il
numero totale
degli esemplari stampati o che si intende stampare; ad esempio 13/40 significa "esemplare numero 13 dei 40 esemplari stampati in totale" dalla stessa matrice.

La casa di Luca
, 1969
acquaforte a colori; 60 x 85 cm
Acquatinta
E' una tecnica
complementare
dell'
acquaforte
, ma più complessa, che consiste nell'
arricchire
una
matrice
(stampa) di
toni chiaroscuri
tramite un'
incisione indiretta
su metallo (rame o zinco) per ottenere un effetto simile a quello dell'
acquerello
.
Procedimento
Cospargere la lastra con
polvere di bitume
;

Scaldare leggermente in modo da ottenere la
cristallizzazione
della polvere e produrre una
superficie

ruvida
(procedimento detto "granitura") che tratterrà l'inchiostro a seconda del tipo di morsura che è stata fatta. In una stessa matrice è possibile ottenere
graniture differenti
usando polveri di
diversa grossezza
e con
ripetute morsure
;

Ottenuta la granitura si disegnerà in
negativo
, mentre le parti che si vogliono
bianche
vanno ricoperte di
vernice antiacido
;

Il resto del procedimento dell'acquatinta è uguale a quello dell'acquaforte.
Sassi
, 1992
acquatinta
Puntasecca
E' una tecnica
incisoria
in cui il metallo viene inciso direttamente,
senza
l'uso di
acidi
. Lo
strumento
utilizzato è una
punta affilata di acciaio
oppure una punta di
diamante
.
La
punta
, scalfendo il metallo, crea un
solco
sui bordi del quale rialza dei
filamenti metallici
, detti
barbe
, che
trattengono
ulteriormente l'
inchiostro
conferendo un caratteristico segno vellutato alla stampa, che risulta uno degli aspetti più caratteristici di questa tecnica.

La
pressione
, che si esercita sulla punta, determina la
profondità
e quindi di larghezza del
solco
, che in fase di stampa, darà un
segno più o meno intenso
.

Viene usata
graffiando
,
rigando
o
raspando
.
In origine veniva usata a complemento di incisioni a bulino (
scalpello
).
Le
matrici
possono essere di
rame
o
zinco
: in tempi recenti si è usato anche il
plexiglas
, che, oltre ad essere più tenero rispetto alle lastre di metallo, per la sua caratteristica
trasparenza
, permette di vedere il risultato dell'incisione anche senza procedere a una stampa di prova.
La
forza di stampa
, per le caratteristiche sopra descritte,
diminuisce
dopo poche stampe per cui la puntasecca non viene solitamente usata come tecnica riproduttiva.
Fin dal
XV secolo
venne usata anche
autonomamente
, soprattutto in ambiente nordico. Notevoli risultati vennero ottenuti dagli i
ncisori olandesi
, primo fra tutti ed esponente di spicco,
Rembrandt.
dopo aver tracciato il disegno che si vuole riprodurre su un
film di acetato
(una pellicola plastica robusta e trasparente);

si pone questo foglio sulla
matrice
costituita da una
tela di seta sintetica
;

tesa su un
telaio
, nel complesso denominato "
quadro da stampa
";

spalmata con uno strato di
gelatina fotosensibile
, con uno strumento apposito.

Questa azione di stampa può venire ripetuta in modo ciclico a mano o tramite apposite macchine da stampa serigrafiche raggiungendo una elevata velocità di produzione in grado di soddisfare a seconda delle attrezzature disponibili l'industria o l'artigiano.
Procedimenti
Si introduce poi il tutto in un
sacco "a vuoto"
per garantire la
massima aderenza
tra i due elementi.
A questo punto si illumina con una
sorgente luminosa
fortemente attinica (5000W.)
Il
telaio
che contiene la matrice viene
lavato
con un energico getto d'
acqua tiepida
La
gelatina
stesa sulle parti che non hanno ricevuto luce perché soggiacenti alle parti colorate del disegno, viene
sciolta
e libera la trama del tessuto del quadro serigrafico.

Serigrafie a
più colori
prevedono l'uso d
i più matrici
(una per colore) ed una grande
precisione
nella sovrapposizione delle immagini: la
stampa
in questo caso rimane leggermente
in rilievo
.

Normalmente le immagini serigrafiche hanno contorni ben definiti, ma è possibile ottenere anche delle
sfumature
usando tecniche sofisticate.
Spazio poetico
, 1982
serigrafia a colori
Sitografia

spacal.net
http://www.spacal.net/
http://www.calion.com/artisti/fpiazza/acquait.htm
http://www.frammentiarte.it/colori/acquatinta.htm
http://www.acquaforte.it/acquatinta.html
http://www.acquaforte.it/puntasecca.html
http://www.seri-art.it/serigrafia.html
Il Carso diventa universale
Anni ’
60
;
Eccezionale
conoscenza tecnica
e
artistica
;
Purificazione
del
linguaggio
artistico;
Intreccio di
motivi tradizionali
.
Vigna archeologica,
1969.
Xilografia a colori
60 x 85cm
28 esemplari stampati a mano dall’autore.
Sublimazione della realtà
Sintetizza il
Carso
in
pochi elementi
che diventano
archetipi
e
simboli
della sua cultura;
Attraverso questo simbolismo la sua
arte
diventa
universale
. Pur fondandosi su una piccolissima parte del mondo, la più prossima e più cara all’artista, egli riesce a
raggiungere
tutti gli
uomini
e tutti i
gruppi sociali
.
Fienile Carsico
, 1971
xilografia a colori
28 x 20 cm
Artista “senza confini”
La sua arte rappresenta il
superamento
di ogni
separazione
, un punto di saldatura tra
gruppi
e
culture
politicamente
divise

Trieste e Lubiana
divennero due punti tra i quali l’artista costruì un
ponte
come simbolo del
desiderio
di un luogo
senza confini
in cui si sarebbe creato “un mondo migliore di conoscenza reciproca e convivenza attiva”. Agli occhi di molti egli fu “l’interprete artistico-politico” della terra e del tempo in cui visse.
Finestra sul Carso
, 1967.
Tecniche diverse; 85 x 60
Esemplare n. 21 (di 35). Stampato a mano dall’autore.
Mondo della libertà immaginativa
Specchio
: gioco reciproco in cui le
immagini
di rimando risultano
irriconoscibili
. Si aprono
possibilità impreviste
e
interpretazioni
che rovesciano la
banale realtà
dove tutto nasce e muore. Si aprono
orizzonti magici
e
inaspettati
, in una sospensione di duraturi e forse eterni valori.
Spazio poetico
, 1978
xilografia a colori; 282 x 200 mm
Avanzamento tecnico e linguistico
Esperienza
profondamente
personale
, una conquista non direttamente trasferibile
Segno
molto
personale
Vena sperimentale
dovuta a un bisogno interiore di
conoscenza
.
Affronta le tecniche più disparate, rimanendo sempre se stesso e riconoscibile.
È riuscito a trovare una
corrispondenza
tra il
lavoro
dell’arte e i suoi
mezzi
per poter raggiungere chiunque.
Stalla carsica
, 1964
xilografia a colori; 520 x 400 mm
50 esemplari stampati a mano dall’autore
Nel
1930
venne
arrestato
a causa della sua
attività antifascista
e venne portato a
Matera
: qui, dopo aver dipinto la bara di una bimba di 4 anni con particolare impegno, scoprì la sua
vocazione artistica
.
Nel
1934
riuscì a conseguire il
diploma
da privatista presso il
Liceo Artistico
di Venezia: tornò a
Trieste
e cominciò a
insegnare
.

Nel
1936
si spostò a
Monza
e cominciò gli studi all'
Accademia di Brera
, dove entrò in contatto con la
corrente astrattista
.
Fu nel
1937
in occasione della
Mostra del Sindacato Fascita
, allestita nel Castello di San Giusto a Trieste, che Spacal espose per la prima volta una sua opera,
“Natura Morta”
.

Allo
scoppio della guerra
venne inviato prima in
Abruzzo
, poi in
Toscana
: in questo modo non ebbe possibilità di
dipingere
, ma continuò ad
esporre
le proprie
opere
alla mostra permanente di Milano
“Sette artisti triestini”
.

Nel
1948
partecipò alla prima
Biennale di Venezia
del dopoguerra, esponendo
4 xilografie
che raccontavano la
vita dei poveri del Carso
, appartenenti ad un
ciclo
che lo stesso Spacal definì di
“realismo sociale”
.
Dopo un periodo durante il quale si concentrò sull'
Istria
e le sue coste, dove la
barche
facevano da
principali soggetti
Nel
1954
espose per la seconda volta alla
Biennale di Venezia
, con
soggetti
diversi, ispirati ai
cambiamenti delle abitudini
della città di
Trieste
(“
Periferia di città
”, “L
a TV in provincia
”, “
Città allo specchio
”, “
Luna Park
”).

Nel
1955
vinse il premio
“Città di Roma
” e allo stesso tempo esordì in territorio sloveno con la sua prima
mostra personale
a
Lubiana
. Ma la fama internazionale dell'artista fu confermata grazi al
Gran premio internazionale
per il
disegno
e la
grafica
alla
XXIX Biennale di Venezia.
Nel
1958
: in quest'occasione quesi tutte le opere esposte rendono omaggio al
territorio del Carso
e alla sua gente (“
Corale del carso
”, “
Chiesa carsica
”, “
La casa dello spaccapietre”).

Dal
1970
Spacal è sempre più richiesto e partecipa a molte
mostre
, sia
personali
che
collettive
: continua a lavorare sui
temi
del Carso e risiede a Trieste.
Nel
1974
riceve il
Premio Prešeren
, il più importante in Slovenia
Nel
1977
gli viene conferito il
Premio di San Giusto
d'oro a Trieste.

Periferia di città
, 1953;
xilografia colorata;
33 x 45 cm
Il
disegno
sulla tavola è realizzato
in rilievo
.

Le
parti scavate
con un particolare strumento detto
sgorbia
risulteranno alla stampa
bianche
mentre quelle
in rilievo
risulteranno
nere
.

La valle delle tre lune
, 1943; xilografia; 12,2 x 16,2 cm.
Negli
anni Ottanta
si ritira nella sua terra d'origine, a
Skrbina
Studia il
Carso
in una casetta in pietra ricostruita secondo la tradizione, senza fermare la sua produzione.

Nel
1988
nacque il
museo Spacal
nel
castello di San Daniele del Carso
, dove viene esposta l'intera panoramica della sua produzione.


Muore a
Trieste
nel maggio del
2000
.
Cortile carsico
, 1969
Xilografia su legno di testa a colori; 40 x 30 cm
http://www.raiscuola.rai.it/articoli/litografia-dalla-pietra-alla-carta/4798/default.aspx
Omaggio ai Martiri della Risiera di Trieste
, 1973
litografia; 28 x 21 cm
Rembrandt,
Le Tre Croci
, 1652-53
puntasecca; 55 x 45 cm
Predica
, 1946;
olio su tela.

Natura Morta
, 1937
china su carta; 30 x 40 cm
Città allo specchio
, 1953, xilografia
48 x 60 cm
Luna park,

1953
xilografia
La casa dello spaccapietre
, 1958; xilografia; 40 x 52 cm.
Civiltà al neon
, 1961
xilografia colorata; 51,5 x 40 cm.
Lojze Spacal
Bibliografia
"Luigi Spacal - opere 1935-1998" di Enzo Sianese


Cataloghi di mostre
"Spacal - artista senza confini"
"Spacal - le forme d'arte"
Astrattismo?
Vasilij Kandiskij
Giallo, rosso, blu - 1925
olio su tela
Luigi Spacal
1972
La danza di mezzanotte
Le caratteristiche pittoriche di Spacal:
Full transcript