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Epicuro

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by

maria maione

on 6 May 2014

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Transcript of Epicuro

"La morte non è niente per noi. Ciò che si dissolve non ha più sensibilità, e ciò che non ha sensibilità non è niente per noi."
la concezione atomistica
Epicuro
la felicità

"Non è possibile vivere felicemente senza anche vivere saggiamente, bene e giustamente, né saggiamente e bene e giustamente senza anche vivere felicemente. A chi manchi ciò da cui deriva la possibilità di vivere saggiamente, bene, giustamente, manca anche la possibilità di una vita felice."

Alessandro Magno
Dopo aver conquistato l'intera Grecia, privando le poleis dell'indipendenza, Alessandro il Grande si reca da Epicuro per chiedere il modo di aumentare la propria felicità
Perdita della felicità = perdita della fiducia
In seguito alla perdita della propria indipendenza, gli abitanti delle poleis perdono anche la fiducia in chi avrebbe dovuto migliorare la situazione. Per questo motivo non vogliono più sentir parlare di politica. Tale situazione porta la filosofia ad occuparsi dei restanti aspetti della vita.
Filosofia terapeutica:


TETRAFARMACO
Per essere felici dobbiamo scacciar via 4 paure.

La morte:
Epistola a Meneceo, 124-127 1 [...] Abítuati a pensare che nulla è per noi la morte, poiché ogni bene e ogni male è nella sensazione, e la morte è privazione di questa. Per cui la retta conoscenza che niente è per noi la morte rende gioiosa la mortalità della vita; non aggiungendo infinito tempo, ma togliendo il desiderio dell’immortalità. Niente c’è infatti di temibile nella vita per chi è veramente convinto che niente di temibile c’è nel non vivere piú. Perciò stolto è chi dice di temere la morte non perché quando c’è sia dolorosa ma perché addolora l’attenderla; ciò che, infatti, presente non ci turba, stoltamente ci addolora quando è atteso. Il piú terribile dunque dei mali, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte noi non siamo piú. Non è nulla dunque, né per i vivi né per i morti, perché per i vivi non c’è, e i morti non sono piú. Ma i piú, nei confronti della morte, ora la fuggono come il piú grande dei mali, ora come cessazione dei mali della vita la cercano. Il saggio invece né rifiuta la vita né teme la morte; perché né è contrario alla vita, né reputa un male il non vivere. E come dei cibi non cerca certo i piú abbondanti, ma i migliori, cosí del tempo non il piú durevole, ma il piú dolce si gode. Chi esorta il giovane a viver bene e il vecchio a ben morire è stolto, non solo per quel che di dolce c’è nella vita, ma perché uno solo è l’esercizio a ben vivere e ben morire. Peggio ancora chi dice:


ma, nato, passare al piú presto le soglie dell’Ade”
“bello non esser nato,
Il dolore fisico:
Se il male è lieve, il dolore fisico è sopportabile, e non è mai tale da offuscare la gioia dell'animo; se è acuto, passa presto; se è acutissimo, conduce presto alla morte, la quale non è che assoluta insensibiltà
Gli dei
Gli dei sono perfetti,quindi,per non contaminare la loro natura non si interessano delle faccende degli uomini mortali e non impartiscono loro premi o castighi
L'infelicità
L'infelicità degli uomini deriva dal fatto che essi temono le cose che non devono essere temute e desiderano le cose che non è necessario desiderare e che sfuggono loro. Sono dunque privati dell'unico piacere autentico, che è il piacere di essere.
.... e DEMOCRITO
Gli atomi
La conoscenza può avvenire se io conosco gli atomi, anche l'uomo è costituito da atomi. L'unico modo per capire è allora atomistico. Una volta conosciuto un oggetto, rimangono in me gli atomi di cui è costituito, anche in questo caso si conosce perchè si riconosce,ma non perchè si è a conoscenza dell'idea ma perchè in ogni individuo rimane la materia.
Esperienza materiale
Felicità materiale
Il saggio modesto è colui che sa fare la differenza tra i tipi di bisogni e non aspira al successo
Atarassia
E' la capacità del saggio di conoscere dunque i bisogni reali dell'uomo
Il saggio modesto
Bisogni non naturali e non necessari
Bisogni naturali e non necessari
Bisogni naturali e necessari
Filosofia edonistica
Per essere felici dobbbiamo godere di ogni momento della vita presente. Quella epicurea passa per una filosofia edonistica
Piacere catastematico
Questo è un piacere statico, che dura per sempre e dunque comporta un equilibrio interiore
Piacere cinetico
Il piacere cinetico è invece momentaneo. questa distinzione tra i piaceri fa emergere una nuova eigenza: la vita non è condizionata dagli oggetti.
Bisogni di cui la natura umana non può fare a meno
I piaceri e la teoria dei bisogni
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