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Me & Mickey Mouse

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by

Maria Elena Rossi

on 28 June 2010

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Transcript of Me & Mickey Mouse

MICKEY MOUSE & la SEMIOTICA Studio e analisi
Case History
Steamboat Willie
1928
Analisi Semiotico-visiva Plastica Figurativa Le figure del mondo Perché proprio un topo? ispirazione + Oswald the lucky rabbit Felix the cat 1928 co-testo Crisi '29 Walter Elias Disney Ub Iwerks Linee,
forme e colori. Il corpo del nostro topo è scomponibile e formato da una serie di cerchi.

1. Viso e busto sono cerchi di dimensione uguale, che all’interno ospitano altri cerchi più piccoli.

I cerchi più piccoli (che diventano ovali negli occhi) sono doppi e si tratta rispettivamente degli occhi e dei bottoni. Le orecchie, la forma delle mani, il risvolto dei calzoncini sono altri cerchi doppi.

In considerazione di ciò possiamo riconoscere questa ridondanza come prima rima plastica.
2. Se tracciando una linea immaginaria tra viso e corpo, capovolgiamo la figura, notiamo un certo grado di simmetria tra i due sotto-insiemi.

Sistema semisimbolico Collegamento tra una categoria
dell’espressione e una categoria del contenuto. categoria eidetica categoria cromatica
Le caratteristiche delle linee, curve e tondeggianti, contribuiscono all’effetto di senso complessivo del testo che comunica un “senso di liscio” e di morbidezza, sensazioni gradevoli nell’insieme.

La continua ridondanza di cerchi, e la più generale forma dell’infinito donano al testo un senso di armonicità e di compattezza.

Allo stesso tempo il contrappeso delle forme e la simmetria sono responsabili di un più generale senso di equilibrio e di euforia.

nero vs bianco
Il topo per eccellenza è grigio, Mickey Mouse è nero.
Per evidenti ragioni legate alle tecnologie cinematografiche rudimentali, sono in bianco e nero; la cromaticità del testo è completamente giocata in una sfumatura tra bianco e nero: una scala di grigi. È in questo mondo/contesto che diventa allora pertinente che un topo da grigio diventi nero, in ragione di un suo emergere dalla matassa grigia e omogenea che lo circonda.

allegro: bianco = triste : nero

Mickey Mouse, personaggio sicuramente positivo e ottimista ribalta dunque lo schema culturale socialmente condiviso. Livello figurativo:
uno strano incrocio
tra un gatto e un coniglio. Il nostro bagaglio enciclopedico
ci permette di riconoscerlo tra le figure del mondo,
grazie ad una serie di caratteristiche quali le orecchie tonde,
il naso a punta e la coda lunga. Sull’origine del più famoso personaggio
dei disegni animati e dei fumetti,
si intrecciano più miti di creazione. Walt Disney prima degli esordi
era un ragazzo di umili origini e
viveva in una mansarda dove spesso
e volentieri era in compagnia di
questi simpatici animaletti, e di qui la sua scelta.
Siamo negli anni della Grande Depressione e quindi forse non era così raro dover convivere con questo tipo di animali, diventati quasi “animali domestici”.

Probabilmente Walt Disney lo sceglie allora proprio per sdrammatizzare ed inserire così una nota ironica nel malessere della semplice e povera vita rurale.
Walt disegna un personaggio ispirato a Oswald the lucky rubbit, ma senza orecchie a penzoloni. Egli realizza orecchie più grandi e tonde, simili a quelle di un topo, realizzando così un personaggio più facile da disegnare.
Ub Iwerks in seguito, avrebbe solo leggermente rielaborato il personaggio per giungere al risultato definitivo a tutti ormai noto. Si tratta quindi di un cartone animato rivolto a tutti, ma specialmente ai più grandi e con una importante missione pedagogica:

risollevare gli animi degli americani e insegnare che tutto si può affrontare, anche i periodi più difficili, con un sorriso sulle labbra. Il topolino degli esordi era il prototipo del cittadino americano medio in lotta contro la Depressione.
Il Topolino di oggi non ha niente a che fare con il suo predecessore e non ha più la responsabilità che aveva un tempo, oggi assomiglia più a un “pupazzetto per bambini”.
by Maria Elena Rossi
“Un testo si distingue da altri tipi di espressione per via della sua complessità.

E motivo principale della sua complessità è proprio il fatto che esso è intessuto di ‘non detto’. Non detto significa non manifestato in superficie, a livello di espressione: ma è appunto questo non detto che deve venire attualizzato... “ 2
U. Eco
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