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Tesina maturità

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by

Valeria Manfredini

on 9 July 2015

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Transcript of Tesina maturità

Interessi extrascolastici
conoscenze di studio
riflessioni personali

La questione sociale e la risposta educativa di don Bosco
Tesina di Valeria Manfredini
Esame di Stato a.s 2014-15
L'industrializzazione e l'inurbamento delle masse nel XIX secolo
L'Inghilterra affronta l'inurbamento delle masse e tutto ciò che ne consegue con cinquant'anni di anticipo rispetto al resto del Continente

L'Italia in particolare sconta un ritardo storico nella fase del decollo industriale

Fanno eccezione poche città proto-industriali come Torino

C'è un 'vestito buono' di Torino, quello con cui la città si presenta di solito nei manuali di storia, popolata dai Cavour, dai Lamarmora, dai D' Azeglio, […]; è il vestito con cui intrattiene rapporti diplomatici con le grandi potenze dell'Europa ottocentesca, combatte le guerre d'Indipendenza, appare la guida dell'Unità italiana alla parte moderata dei patrioti borghesi della penisola. Ma, nell'intimo delle sue mura […] Torino comincia a vestire anche l'abito sdrucito e macchiato del lavoratore delle fabbriche”.
Torino, capitale del Regno sabaudo e successivamente del Regno di Italia, a cavallo dell'unificazione, conosce una rapida crescita demografica raggiungendo i 200.000 abitanti
I piani alti dei palazzi del centro si riempiono di popolani appena inurbati che trovano impiego come garzoni, apprendisti, lavoratori e lavoratrici domestici. Cominciano a sorgere nuovi quartieri popolari a servizio della crescente popolazione operaia impiegata in alcuni settori tradizionali.
Anche il settore di fabbriche d'armi ha una consistente concentrazione di manodopera (nel 1861 impiega fino a 700 operai).
Infine si distingue per impiego di tecnologia, capitali e manodopera il settore meccanico legato alla costruzione della rete ferroviaria della città.
Problemi sanitari e sociali conseguenti all'inurbamento
condizioni di emarginazione e ai limiti della sopravvivenza della nascente classe operaia, alloggiata in quartieri fatiscenti che via via si infittiscono a ridosso delle zone industriali.
disastrose condizioni igienico-ambientali e inquinamento idrico e atmosferico portano alla rapida diffusione di malattie vecchie e nuove tra le quali alcune si possono considerare malattie professionali.


sfruttamento della manodopera femminile e minorile
diffuso analfabetismo
aumento di criminalità, alcolismo, abbandono e accattonaggio




"C'è delle case che non sono case, la casa del povero è una di quelle"
Quali soluzioni per la questione sociale derivata dall'industrializzazione?
1824 concessione del diritto di riunirsi a scopo assistenziale, in libere associazioni (Trade Unions)
1833 riduzione della giornata lavorativa per i bambini tra gli 8 e i 12 anni impiegati nell'industria tessile
1847
Ten Hours Act
limitazione a 10 ore della giornata lavorativa di donne e bambini
In Inghilterra:
Comincia a diffondersi tra alcuni gruppi di intellettuali democratici e radicali, specie in Francia, Inghilterra e in Germania la convinzione che fosse necessario un mutamento profondo della società.

Nasce il pensiero socialista:
socialismo utopistico
socialismo filantropico
socialismo di Stato
socialismo anarchico
socialismo scietifico e rivoluzionario
Le varie amministrazioni statali o cittadine cercano di mettere in campo iniziative che danno risposte di taglio assistenziale.
Si diffondono orfanatrofi, ospedali, dormitori pubblici, ricoveri per varie tipologie di indifesi.
Nasce il sistema carcerario moderno che risponde ad un principio di tipo repressivo e reclusivo. Anzichè proteggere i poveri dallo sviluppo sociale ci si proponeva di proteggere lo sviluppo sociale dall'assedio dei poveri.
La letteratura affronta la questione sociale
A partire dall'Inghilterra una schiera di uomini di lettere, di pensatori e di riformatori insorse contro lo scadimento della vita sociale e constro l'insensibilità della borghesia.
Nasce il romanzo di ambientazione contemporanea a sfondo sociale.
Questo nuovo genere si propone di delineare un quadro realistico della realtà evidenziondone i mali, le ingiustizie e le misere condizioni delle classi più povere
Charles Dickens (1812-70)

Oliver Twist is one of the novel in
which Dickens reflected the cruel experience
of childhood in the Victorian age. Children were often obliged to work in factories and mines or as domestic servants and chimneysweeps.
Dickens writes about the world of workhouses and that part of society which don't care about nothing a part from money and calcluation.
He doesn't forget abut the good part of society, made up by respectable people who show regard for moral values and believe in the principle of human dignity.


He was born in Portsmouth and had an unhappy childhood.
His father was imprisoned for debts and he was forced to work in a factory.
He became a post office boy and started to write.
Most famous works: A Christmas Carol, Nicholas Nickleby, David Copperfield, Little Dorrit, Great Expectations, Hard Times and Oliver Twist.

" Child as he was, he was desperate with hunger, and reckless with misery. He rose from the table; and advancing to the master,basin and spoon in hand, said, somewhat alarmed at his own temerity:
'Please, sir, I want some more.'
The master was a fat, healthy man; but turned very pale. [...]
'What!' said the master at length, in a faint voice.
'Please, sir,' replied Oliver, 'I want some more'.
The master aimed a blow at Oliver's head with the ladle; pinioned him in his arms; and shrieked aloud for the beadle. [...]
'Mr Limbkins, I beg your pardon, sir! Oliver Twist asked for more!' There was a general start. Horror was depicted on every countenance.
'For more!' said Mr Limbkins. 'Do I understand that he asked for more after he had eaten the supper allotted by he dietary?'
'He did, sir' replied Bumble
'The boy will be hung' said the gentleman in the white waistcoat. 'I know that boy will be hung'. Nobody controverted the prophetic gentleman's opinion. Oliver was ordered into instant confinement; and a bill was next morning pasted on the outside gate, offering a reward of five pounds to anybody who would take Oliver Twist off the hands of the parish. "
Oliver wants some more
Anche Torino non sfugge alle dinamiche tipiche di tutte le grandi città europee.
Colui che il sistema o la situazione economica del momeno riduce alla povetà e di marginalità sociale viene categorizzato come "diverso" e deve il più delle volte esserre avviato a un trattamento reclusivo e repressivo. Accanto a questo approccio si fanno strada altre iniziative fondate su tre elementi cardine: istruzione, lavoro e religione o formazione morale.
Si afferma il concetto di
prevenzione.
Don Bosco e il sitema preventivo come risposta ad alcune istanze sociali
Profilo biografico
1815 nasce al Colle dei Becchi
1841 è ordinato sacerdote e apre il primo Oratorio a Valdocco (Torino)
1859 fonda la congregazione dei Salesiani
1872 riconoscimento della congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice
1875 manda il primo gruppo di missionari in Patagonia
1877 scrive
Il sistema preventivo nell'educazione della gioventù
1888 muore a Torino
1934 è canonizzato da papa Pio XI
Dal 1841 sono due i settori in cui concenrerà tutte le sue energie:

- miglioramento delle condizioni dei bambini-lavoratori e lotta ad ogni tipo di sfruttamento

- promozione di un sistema di istruzione scolastico che formi le figure professionali necessarie al mondo del lavoro, attento anche alle innovazioni tecnologiche
Il sistema preventivo nell'educazione della gioventù
“Il sistema repressivo consiste nel far conoscere la legge ai dipendenti, e poi sorvegliarli per individuarne i trasgressori ed infliggere, ove sia necessario, la giusta punizione. Con questo sistema le parole e l’aspetto del superiore devono essere sempre severe, e piuttosto minacciose, ed egli deve evitare ogni familiarità con i dipendenti."
“Diverso e direi opposto è il sistema preventivo. Esso consiste nel far conoscere le prescrizioni e i regolamenti di un istituto e poi sorvegliare in modo che gli allievi abbiano sempre su di loro l’occhio vigile del direttore o degli assistenti, che come padri amorosi parlino, servano di guida ad ogni evento, diano consigli e correggano amorevolmente, che equivale a porre gli allievi nell’impossibilità di commettere mancanze.”
Ragione



Religione


Amorevolezza

La ragione serve ad illuminare la mente dei giovani, far crescere in loro la capacità di riflettere su ciò che li circonda. L'autorità stessa dell'educatore deve presentarsi come incarnazione della ragione. Essa ha il compito di dare delle regole e imporre doveri motivando i divieti e fuggendo le ambiguità senza perdere quell'amorevolezza che sola può permettere di aprire il cuore del giovane.

" In ognugno di questi ragazzi, anche il più digraziato, vi è un punto accessibile al bene.Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare"
La religione è prima di tutto rendere i giovani felici qui, ora e nell'eternità e significa spalancare le nuove generazioni al senso della vita, educare ai valori fondamentali della vita. Non si tratta di una religione speculativa e astratta, ma di una fede viva, radicata nella realtà.
I giovani devono sentire che i loro educatori, i loro animatori, le loro guide e le persone che si prendono cura di loro, li amano. E non solo a parole ma anche e soprattutto coi fatti, dimostrando il loro affetto e il loro interesse. Il vero educatore partecipa alla vita dei giovani, è pronto a intervenire per chiarire problemi, per indicare criteri, per correggere con prudenza e amorevole fermezza valutazioni e comportamenti biasimevoli.
" I giovani non solo siano amati, ma essi stessi conoscano di essere amati"
- Ottiene alla fine degli anni '40 il permesso di istituire un Oratorio a Valdocco, quartiere torinese di circa 20.000 abitanti che vivono in case sparse, umide e malsane.
- Qui sono numerose anche le osterie dove gli operai dei neonati opifici trascorrono i pochi momenti liberi bevendo e spesso abbruttendosi con il vino.
- I figli di questa classe lavoratrice sempre più numerosa vivono spesso in uno stato di semi-abbandono ed è quindi a loro che si rivolge l'opera di don Bosco

- Egli stesso si cimenta come estensore di libri di testo.
Ne sono esempi
La storia d'Italia raccontata alla gioventù da' suoi primi abitatori ai nostri giorni
e
Il sistema metrico decimale, preceduto dalle prime quattro operazione dell'aritmetica ad uso degli artigiani e della gente di campagna
. (1849)
L'azione concreta di don Bosco: un esempio di sussidiarietà
“Quel che colpisce è il rispetto per i deboli, il desiderio di creare per loro uno strumento non dico di emancipazione ma di difesa."
“Quel che colpisce è il rispetto per i deboli, il desiderio di creare per loro uno strumento non dico di emancipazione ma di difesa."
Don Bosco esige per i suoi giovani, dai datori di lavoro, regolari contratti su carta bollata. I piccoli lavoratori non devono essere usati come servitori e sguatteri, deve venir loro insegnato sul serio il lavoro. È vietato che vengano picchiati, si chiedono garanzie per la loro salute, il riposo festivo, le ferie annuali, il tempo necessario per imparare a leggere e a scrivere.

Nell'autunno del 1853 don Bosco fa costruire un nuovo edificio e dà inizio ai laboratori interni che costituiranno un importate tassello per l'avvio di una moderna istruzione professionale nel nostro Paese.
L'atteggiamento di don Bosco oltre che il suo personale carisma, gli valse la simpatia e l'appoggio degli ambienti e di molte personalità governative. Così don Bosco ottenne dal ministro Urbano Rattazzi, l'indicazione di come strutturare da un punto di vista “giuridico” l'Oratorio.
«A mio avviso (...), lei dovrebbe scegliere alcuni tra laici ed ecclesiastici di sua confidenza, formarne una Società sotto certe norme, imbeverli del suo spirito, ammaestrarli nel suo sistema, affinché fossero non solo aiutanti, ma continuatori dell'opera sua dopo la sua dipartita»«Ma il Governo - obietta don Bosco - due anni fa soppresse parecchie società religiose; e forse si sta preparando alla estinzione delle rimanenti. Permetterà che se ne fondi un'altra?».
«La legge di soppressione io la conosco - ribatte Rattazzi - (...) Essa non le recherà nessun incaglio, purché istituisca una Società... in cui ogni membro conservi i diritti civili, si assoggetti alle leggi dello Stato, paghi le imposte e via dicendo. In una parola, la nuova Società in faccia al Governo non sarebbe altro
che un'Associazione di liberi cittadini, i quali si uniscono e vivono insieme ad uno scopo di beneficenza.
Nessun Governo impedirà lo sviluppo di tale Società, come non impedisce, anzi promuove le Società di commercio, d'industria, di cambio... Qualsiasi Associazione di liberi cittadini è permessa»
In un decreto con cui Rattazzi autorizza un'elargizione governativa di fondi (per una lotteria) essa è così motivata: “Ritenuto che è massima consacrata dal governo di sussidiare per quanto in lui sta ogni istituto, che sotto qualsiasi denominazione imprende ad educare il popolo, o facilitargli la via a quella educazione morale che i giovani abbandonati non possono altrimenti procacciarsi, si decreta...”
Principio di sussidiarietà
teorizzata esplicitamente per la prima volta nel mondo moderno con l'enciclica Rerum Novarum del 1891 con cui la Chiesa esprime la propria dottrina sociale rispetto le problematiche del tempo.



La sussidiarietà può essere definita come quel principio regolatore per cui se un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne l'azione, ovvero lo Stato e gli altri enti pubblici dovrebbero offrire sostegno economico, sociale e legislativo alle entità sociali minore fra cui Chiesa, famiglia e associazioni.
L'eredità ancora viva dell'esperienza salesiana
- legge 206/2003: “Disposizioni per il riconoscimento della funzione sociale svolta dagli oratori e dagli enti che svolgono attività similari e per la valorizzazione del loro ruolo”.
Comma 1: Lo Stato riconosce e incentiva la funzione educativa e sociale svolta nella comunità locale, mediante le attività di oratorio o attività similari, dalle parrocchie e dagli enti ecclesiastici della Chiesa cattolica.

Comma 2: Le attività di cui al comma 1 sono finalizzate a favorire lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione dei minori, degli adolescenti e dei giovani di qualsiasi nazionalità residenti nel territorio nazionale. Esse sono volte, in particolare, a promuovere la realizzazione di programmi, azioni e interventi, finalizzati alla diffusione dello sport e della solidarietà, alla promozione sociale e di iniziative culturali nel tempo libero e al contrasto dell’emarginazione sociale e della discriminazione razziale, del disagio e della devianza in ambito minorile, favorendo prioritariamente le attività svolte dai soggetti di cui al comma 1 presenti nelle realtà più disagiate.
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