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Osservazione Al Microscopio Dei Parameci

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Gerardo Cappa

on 15 February 2014

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Transcript of Osservazione Al Microscopio Dei Parameci

Materiali E Strumenti
Infuso: Terriccio, Acqua, Fieno;
Microscopio;
Vetrini coprioggetto;
Vetrini portaoggetto;
Pipetta Pasteur;
Obiettivi
Imparare a preparare un terreno di coltura.
Imparare ad utilizzare la strumentazione di laboratorio ai fini dell 'osservazione al microscopio (Microscopio, vetrini portaoggetto, vetrini coprioggetto).
Imparare a riconoscere dei microrganismi e farne un'analisi.
Richiami Teorici
Procedimento

Dopo qualche giorno si nota, oltre al caratteristico odore, che sulla superficie dell'acqua dell'infuso di fieno si è sviluppata una patina ben definita. Preparato un primo campione del miscuglio, si osserva al microscopio (obiettivo 4x) la presenza di alcuni microrganismi. Questi sono di colore nero e vibrano sulla loro posizione, senza compiere grandi spostamenti. Durante una seconda osservazione, avvenuta dopo una settimana con un altro campione dello stesso infuso, è possibile riconoscere altri microrganismi. A differenza dei primi questi sono trasparenti e si muovono in modo frenetico e casuale.
Conclusioni
Osservazione Al Microscopio Dei Parameci
Mettere un po' di fieno in un barattolo insieme ad acqua e terriccio.
Far maturare il miscuglio per alcuni giorni;
Con una pipetta Pasteur, prelevare dai bordi o dal fondo del recipiente un campione dell'infuso;
Depositare il campione su un vetrino portaoggetto e coprire con un vetrino coprioggetto;
Osservare al microscopio ottico;
Ripetere il procedimento con lo stesso miscuglio dopo una settimana.
Il Microscopio
Il microscopio ottico è una tipologia di microscopio che sfrutta la luce con lunghezza d'onda dal vicino infrarosso all'ultravioletto, coprendo tutto lo spettro visibile. I microscopi ottici sono storicamente quelli più vecchi e sono anche tra i più semplici. Il microscopio ottico a scansione in campo prossimo è un microscopio a scansione di sonda che consente di superare il limite risolutivo legato alla diffrazione (circa 0,2 µm con luce visibile).
Osservazioni
Si è appreso come creare un ambiente ideale alla formazione di microrganismi.
Si è appreso come utilizzare la strumentazione di laboratorio relativa all'utilizzo e all'osservazione con il microscopio ottico.
Durante la maturazione dell'infuso si nota la formazione di una patina lucida sulla superficie dell'acqua. A seguito della prima osservazione riscontriamo che all'interno di essa sono presenti batteri, alghe e alcuni protozoi appartenenti alla classe dei ciliati. Durante la seconda osservazione, avvenuta una settimana dopo, tali microrganismi non sono più presenti nell'infuso e al loro postosi sono sviluppati dei parameci, anch'essi protozoi appartenenti alla classe dei ciliati.

Le cellule procariote sono cellule prive di un nucleo ben definito e delimitate dalla membrana cellulare, le cellule procariote rispetto a quelle eucariote non possiedono organuli, fatta eccezione per i ribosomi, e hanno una struttura interna molto semplice. Non avendo il nucleo il loro DNA è sparso nel citoplasma. Negli organismi procarioti la riproduzione cellulare avviene per scissione binaria.
PROTISTI
I protisti sono un gruppo eterogeneo di organismi, che comprendono quegli eucarioti che non sono considerati né animali né piante o funghi. Haeckel propose di inserire questi organismi nel regno Protoctista o Protista, un raggruppamento che oggi appare come parafiletico: gli organismi classificati come tali non hanno infatti molto in comune a parte un'organizzazione abbastanza semplice (unicellulare o multicellulare senza tessuti altamente specializzati). Quindi il regno dei protisti è una categoria residuale, artificiosa, sorta di contenitore per tutti gli organismi non inseribili in altri regni. Attualmente, anche alla luce di recenti studi di filogenesi molecolare, si sta cercando di abbandonare tale categoria per seguire criteri più oggettivi.
PARAMECIO
Il Paramecium Müller, 1773 è un genere di protisti infusori (così chiamati perché viventi in acque un tempo ricche di fiori o fieno in infusione). Nella classificazione tradizionale vengono considerati protozoi appartenenti alla classe dei ciliati, di cui sono i rappresentanti più tipici. Si caratterizza per la sua forma ovale, la cui superficie è ricoperta da ciglia che permettono lo spostamento. Date le sue dimensioni, per poterlo osservare è necessario l'utilizzo di un microscopio.
I parameci vivono in acqua dolce, stagnante, quindi in un ambiente con concentrazione di soluti molto più bassa di quella interna alla cellula. Per contrastare l'ingresso di acqua per osmosi, il paramecio ha sviluppato una rete di collettori, che portano acqua a una riserva centrale, chiamata vacuolo contrattile, da cui l'acqua è pompata nuovamente nell'ambiente circostante.
PROTOZOI
I protozoi sono un raggruppamento di protisti, organismi prevalentemente unicellulari, eucarioti, eterotrofi. Sono provvisti di tutti gli organuli cellulari, a volte di vacuoli pulsanti (1 o 2), e di organi fotosensibili. Si muovono tramite flagelli, ciglia o pseudopodi. Si conoscono oltre 35.000 specie di protozoi. Si tratta di un gruppo tradizionalmente utilizzato nella classificazione scientifica, ma considerato attualmente privo di valore sistematico filogenetico in quanto polifiletici.
BATTERI
Il regno dei batteri comprende microrganismi unicellulari, procarioti, di dimensioni solitamente dell'ordine di pochi micrometri, ma che possono variare da circa 0,2 µm fino a 30 µm. Sono microrganismi unicellulari precedentemente inclusi nel regno Procarioti, ma attualmente considerati un dominio a sé stante, quello dei Bacteria.
Numerose attività metaboliche dei batteri condizionano le possibilità di vita degli altri organismi. Un certo numero esplica azione patogena, altri partecipano ai processi di degradazione enzimatica delle spoglie di animali e piante e ai cicli del carbonio, dell’ossigeno, dell’idrogeno, dell’azoto, dello zolfo, del ferro, del manganese ecc.
Altrettanto necessari sono i processi di sintesi e di trasformazione nei quali si hanno la produzione di antibiotici e vitamine e la fermentazione di varie sostanze (come latte, vino, orzo). Inoltre, la scoperta, avvenuta agli inizi degli anni 1970, degli enzimi batterici di restrizione-modificazione ha consentito l’utilizzazione dei batteri nella tecnologia del DNA ricombinante, che ha aperto un vastissimo campo di ricerca di base e applicata.
LE CELLULE PROCARIOTE:
Relazione elaborata da:
PAOLO FRANZESE
SAMUELE PIGNOLI
GERARDO CAPPA
ANTONIO ESPOSITO

Con la gentile partecipazione degli
U2 per la colonna sonora
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