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Malinconia e Male di vivere

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Francesco Maria Binni

on 25 June 2015

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Transcript of Malinconia e Male di vivere

Malinconia e Male di vivere

Medea di Euripide rappresentata per la prima volta ad Atene nel 431 a.C.
All'interno della letteratura classica, Malinconia e Male di vivere affrontati principalmente da latini
Manifesta nella poesia una speranzosa attesa della morte in quanto unico rimedio alla noia
"Tedium Vitae" molto rilievo nell'opera di Lucrezio "De Rerum Natura"
Malinconia in Leopardi causata dall'ambiente in cui crebbe.
Le rimembranze
Lessico vago ed indefinito suscita nel poeta il ricordo di sensazioni della sua fanciullezza. Confronto del passato e del presente.
Termine appare per la prima volta nel "
De Natura Hominis
" di Probio.
Analisi della malinconia non dal punto medico-psichiatrico o psicologico.

Malinconia
Teoria umorale: bile nera è l'umore da cui si genera il sentimento della malinconia.
Analisi di come viene descritta e/o affrontata all'interno delle letterature del "mondo occidentale" tramite alcuni esempi significativi.
Breve analisi della Malinconia e del Male di vivere: dai tempi antichi all'ottocento.
Anche in Orazio presente il "Tedium Vitae".
Seneca
Testimone di come il "Tedium Vitae" giunga ad avere la meglio sulla classe patrizia.
Riprende Lucrezio nel trattato "De tranquilitate animi", dedicata all'amico Serenus, amico che non riesce mai a star fermo o ad essere soddisfatto di alcun luogo.
Male di vivere è diventato molto comune.
Medea è un personaggio disperato, pieno di rimpianti e la cui vita ha senso solo in virtù della vendetta che progetta.
Malinconica a causa delle scelte che ha commesso in passato. La sua vita nel presente non è altro che sofferenza e delusione.
Medea uccide i figli e compie gli atti scellerati che fanno parte della sua vendetta solo perché è una maga barbara, soprattutto donna.
In "Le Argonautiche" di Apollonio Rodio, Medea giovane è una figura estremamente malinconica che vive in un esistenza cupa in cui l'esplosione improvvisa dell'amore scatena una serie di eventi che la porteranno alla follia.
Età ellenistica. Asclepiade di Samo.

Parte integrante della poetica è l'amore, il quale è motivo di malinconia: una volta terminato al poeta rimane un sapore amaro in bocca e la visione della morte negli occhi.
La vita lo ha stancato, si annoia. Il canto si fa più triste e reale. Tuttavia, non cerca la morte.
Assume l'aspetto del "
Tedium Vitae
"
Il "Tedium Vitae" è un macigno malefico che affligge l'uomo.
Egli tenta di evitare la noia, ma questa è interna a lui.
Rimedio: indagine razionale della natura.
L'insoddisfazione diviene "Commutatio Loci"

Lucrezio è testimone del mal di vivere che si diffonde a Roma nel I sec. a.C.
Guerre civili
Corruzione causata dalle conquiste in Oriente
Vita d'ozio e dissolutezza
Romani, già scoraggiati, per sfuggire dalla realtà aspra e difficile, si rifugiano in una noia ed un'accidia dai caratteri ansiosi
Lucrezio tenta di offrire una soluzione a ciò
Orazio
Lucrezio
Egli sembra ispirarsi più volte a Lucrezio.
Di Orazio l'idea dell'indolenza che opprime gli uomini, del torpore che gli impedisce di portare a termine le attività e li riempie di inquietudine
Inquietudine porta l'uomo a viaggiare, senza che però sia mai appagato.
Farmaco a questo stato è il recedere in sé, ritirarsi nella solitudine e nel proprio animo.
Vita noiosa, ma si ha paura di perderla. Si teme la vecchiaia e si rifiuta la morte e, tramite il rifiuto della morte, si rifiuta la vita stessa.
Una delle principali componenti del male di vivere: la presa di coscienza del tempo che passa.
Madre fervente cristiana, quasi a livelli patogici, instilla nel figlio l'idea che morire da bambini sia un bene in quanto garantisce il Paradiso.
Nasce in Leopardi la convinzione che vivere sia una colpa. La vita deve essere virtuosa ma Leopardi pensa di non valere niente. Si rafforza la malinconia
Dopo aver conosciuto Giordani identificherà Recanati come luogo della Malinconia e della mancanza del bello e della letteratura, mentre il fuori come il luogo della salute, della fama, della gloria letteraria.
Tenta di fuggire da Recanati, ma fallisce. In Giacomo la Malinconia aumenta ulteriormente e si tramuta in disistima di sé. Inizia la fase del "Pessimismo Storico" e compone l'Infinito.
Infinito
Idea dell'infinito ha a che fare con la malinconia. In Leopardi la malinconia è una condizione esistenziale. Leopardi manca del piacere.
Piacere raggiungibile con l'utilizzo di sensazioni visive o uditive che portano l'uomo a ricreare con la sua immaginazione l'infinito.
Realizzazione in versi della "teoria del piacere": realtà offre piaceri limitati e finiti, deludenti. Uomo insoddisfatto della vita terrena.
Infinito non è oggettivo, varia da persona a persona, a seconda di chi lo immagina.
Leopardi filosofo analizza più accuratamente la malinconia, intendendola come noia, come mancanza del piacere e distrazione dal desiderio.
Sogni giovanili perduti, il ricordo è acerbo.
Nerina incarna la gioventù e la speranza
Nerina muore prematuramente e assieme a lei la speranza giovanile
Il ricordo è dolce-amaro a causa dell'impossibilità di raggiungere il passato.
Schopenhauer
Vita umana non è altro che un'ternanza tra noia e dolore, una lotta per l'esistenza, lotta animata dalla volontà di vivere, che si concluderà in una disfatta finale: il trionfo della morte.
La noia è il falgello della borghesia ed è un male non evitabile, costante.
Seguendo un circolo vizioso, l'uomo tenta di sfuggire alla noia, ma cade nel dolore e, quando tenta di sfuggire al dolore, cade nella noia.
Sofferenza accresciuta dalla consapevolezza dell'uomo in quanto oltre a soffrire per mali reali e tangibili, soffre anche per le domande che si pone
trololol
Mondo non è fatto per la felicità dell'uomo e questo fatto non è giustificabile. Il mondo, in sostanza, non dovrebbe esistere.
Le religioni hanno inventato i miti che, tuttavia, non fanno altro che aumentare l'inquietudine dell'uomo. L'essere umano non può essere sereno sapendo che un giorno dovrà rendere conto di tutto ciò che ha fatto in vita sua.
Ci sono, tuttavia, dei modi per sfuggire alla vita, Schopenhauer ne identifica tre
Arte
Etica
Ascesi
Eveline e conclusione
È quasi come un suicidio spirituale quello che Eveline mette in atto nella novella di Joyce.
La sua vita era triste, permeata dall'angoscia e dal ricordo doloroso e malinconico del passato felice.
Eveline cerca una soluzione in Frank, nel ragazzo che ha promesso di sposarla e portarla in Argentina.
La ragazza cerca una rinascita della vita, l'amore di Frank è un qualcosa di più, di non necessario.
Tuttavia non riesce nel suo intento. L'attaccamento è troppo forte e a sua natura di Dublinese le impedisce di cambiare.
Eveline rimpiange, come Leopardi, la gioventù felice, ma, al contrario di Lucrezio, Orazio e Seneca è incapace di trovare una soluzione al suo male di vivere, al contrario di Medea è incapace di agire.
Eveline è passiva, sottomessa, prigioniera. È la vittoria della disperazione sull'uomo.
Leopardi
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