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La mia idea di scuola digitale

La mia idea di scuola digitale è molto semplice e deriva dall'esperienza e dall'osservazione dei miei studenti
by

Jenny Poletti

on 23 April 2014

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Transcript of La mia idea di scuola digitale

Perchè una scuola digitale?
La mia idea di scuola digitale
La scuola di oggi è obsoleta e spesso invece di sviluppare e far emergere le potenzialità dei ragazzi le soffoca
Alla base dell'apprendimento c'è fondamentalmente un solo fattore:
Facciamo un passo indietro
La mia idea di scuola digitale è molto semplice e deriva dall'esperienza e dall'osservazione dei miei studenti.
Una class digital library per la classe 2.0
Cosa ho realizzato finora
I lavori dei ragazzi
Cosa vorrei realizzare (tra le altre cose)
per accendere una scintilla!
Dunque...
Nel tempo mi sono resa conto che:
Il reciproco amore fra chi apprende e chi insegna è il primo e più importante gradino verso la conoscenza.

Erasmo da Rotterdam
The dogmas of the quiet past are inadequate to the stormy present. The occasion is piled high with difficulty, and we must rise with the occasion. As our case is new, so we must think anew and act anew. We must disenthrall ourselves, and then we shall save our country.

Abraham Lincoln
Le comunità umane si reggono sulla diversità dei talenti, non su una singola concezione di abilità. E al cuore delle nostre sfide c'è la ricostituzione dell'idea di abilità e di intelligenza. […] La ragione per la quale così tante persone rinunciano all’istruzione è perché non nutre il loro spirito, non alimenta la loro energia o la loro passione.

Sir Ken Robinson (Ted Talks)
la motivazione
L'insegnante è fondamentale soprattutto se crea rapporti affettivi con gli studenti e se trasmette passione: questa è un'altra molla dell'apprendimento
Gli studenti si appassionano se:

lavorano in gruppo in clima di collaborazione
sentono che il lavoro ha un significato per la loro vita
sentono di poter dare davvero un contributo
la proposta rappresenta una giusta sfida per le loro capacità
non si dà loro in anticipo la soluzione
possono usare le tecnologie e la creatività
Ecco dunque i punti base della mia idea pratica di scuola e di scuola digitale in particolare:
Partire dai ragazzi, dai loro punti di forza, da ciò che li motiva e li incuriosisce
Puntare sulle relazioni: prediligere il più possibile una modalità di lavoro di gruppo secondo principi del cooperative learning
Usare anche le tecnologie per favorire e migliorare le relazioni stesse
Le esigenze didattiche determinano quali modalità utilizzare (tipo di device, tipo di strumento: apps, web app o analogico)
La figura dell'insegnante come facilitatore: studia i percorsi, pensa agli obiettivi, crea il contesto e la situazione di apprendimento, prima di valutare consiglia e coopera nella fase operativa, fornisce sempre nuovi stimoli, suggerisce scenari e strumenti ma poi si mette da parte e permette agli studenti di ragionare e fare scelte autonome
I ragazzi sono attivi e creativi: l'insegnante fornisce una situazione-problema o un quesito e gli studenti lavorano insieme. La procedura è ben strutturata, gli obiettivi sono chiari e la proposta deve essere stimolante ma le modalità di rappresentazione delle conclusioni sono scelte dagli studenti (entro una gamma di proposte stabilita dal docente)
Approccio misto: affiancare alle tecnologie la manualità per non rischiare di perdere contatto con il corporeo e per favorire ragazzi con diverse abilità
Variare spesso ritmi, tipologie di attività e strumenti
Le tecnologie usate spesso, non in modo meccanico ma sempre creativo e come strumenti per sviluppare critical thinking
Utilizzare il più spesso possibile la modalità della flipped classroom perché permette di implementare quanto esposto nei punti precedenti: la disponibilità costante dei contenuti anche a casa permette agli studenti di utilizzare il tempo in classe per rielaborare e creare con il supporto del docente che non deve dedicare la maggior parte del tempo ad illustrare e trasmettere contenuti, lasciando passivi i ragazzi
Cambiare l'organizzazione dell'ambiente d'apprendimento: l'aula con le file di banchi non è più funzionale. Ci vorrebbe uno spazio più fluido che si modifica a seconda della situazione e dell'esigenza di lavoro. Inoltre dovrebbe essere più accogliente e invitare alla collaborazione (aula 3.0)
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Illustro nel dettaglio un progetto particolare per esemplificare la modalità di lavoro
Carpi, anno 2012-2013
Classe II media, 26 alunni

Progetto di Partenariato multilaterale Comenius
(Italia-Portogallo-Turchia)

“Different cultures same rights”
I parte
I diritti dei bambini
Di concerto con gli altri colleghi, in particolare di lingue, abbiamo prima di tutto letto e analizzato la Convenzione sui diritti dell'infanzia, anche attraverso video, semplificazioni, mappe alla LIM.
Poi ho proposto un'attività di gruppo intitolata “Le carte dei diritti”, mettendo in atto la pratica del BYOD.

L'unità si è conclusa con la realizzazione di prodotti quali cartelloni, power point, mappe, glogs.
Nel II quadrimestre, al termine della lettura collettiva del Distopian Novel “Hunger Games” i ragazzi hanno notato che molti erano i diritti negati ai bambini e ragazzi protagonisti della vicenda, quindi ci siamo riallacciati di nuovo al progetto Comenius con un'attività di gruppo.
In gruppo hanno ricercato nel libro le frasi o citazioni più significative su alcuni temi quali famiglia e relazioni, conflitto di classe, il potere di un governo, ecc; ne hanno spiegato il contesto e hanno articolato un commento scritto.
II parte
In seguito hanno cercato i diritti negati nella società del romanzo riferiti a ciascun tema per poi discutere e confrontare la situazione di Panem con quella del nostro mondo. Infine hanno discusso e deciso la modalità con cui presentare le conclusioni tratte.
Per il prodotto finale potevano scegliere tra varie proposte ed ecco cosa hanno realizzato:
Cosa mi ha colpito?
L'uso creativo della tecnologia, la facilità e l'entusiasmo con cui i ragazzi apprendono ed utilizzano nuovi strumenti, la mescolanza di manualità e mondo virtuale, il coinvolgimento delle famiglie ma soprattutto la passione nella realizzazione e nella condivisione dei loro lavori.
Qual è stato il mio ruolo?
Ho fornito uno scenario ben chiaro negli obiettivi e nelle modalità di lavoro a partire da ciò che li aveva appassionati e da una loro riflessione interdisciplinare.
Li ho aiutati nel lavoro fornendo suggerimenti relativi a nuovi strumenti anche digitali e nell'organizzazione;
Ho dato loro spazio per ragionare e creare;
Ho offerto lo spazio, il tempo e un clima adatto alla condivisione dei loro risultati, dando poi il mio feedback e la mia valutazione (non solo numerica).
L'idea è quella di implementare una class library e sperimentarne l'utilizzo sulla classe 2.0. Con il tempo si potrebbe estendere l'iniziativa all'istituto ampliando il numero dei reader e il numero di e-book a disposizione.
Perché una digital library?
Maggiore accessibilità dei libri: non è facile trovare ebook gratuiti on line e soprattutto già suddivisi per fascia d'età e genere
Minori costi degli ebook rispetto ai librie presenza di ebook gratuiti
Possibilità di annotare, evidenziare, mettere segnalibri, condividere frasi o paragrafi con altri lettori
Possibilità di ingrandire il testo e text to speech per studenti ipovedenti o DSA
Disponibilità di testi in altre lingue per studenti migranti
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