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Perché continuare a studiare e iscriversi a una Laurea Magistrale?

Orientamento del Corso di Laurea in Informatica, Università di Torino
by

Rosa Meo

on 11 May 2016

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Transcript of Perché continuare a studiare e iscriversi a una Laurea Magistrale?

Perché iscriversi alla Magistrale?
La disoccupazione di lungo periodo
- scrive l'OECD -
è considerevolmente aumentata
tra i giovani dal 2007,
dato che oltre un giovane su cinque
tra 15 e 24 anni oggi è senza lavoro
da almeno un anno
La disoccupazione dei laureati:

c'è un consistente aumento (+43%) del numero dei laureati in cerca di lavoro.

Il numero dei laureati ha cominciato a crescere a ritmo sostenuto, registrando una vera impennata nell'ultima generazione dovuta anche all'introduzione della laurea triennale, che ha stimolato le immatricolazioni

(Istituto Cattaneo di Bologna da dati ISTAT).
Non e' vero che in Europa non c'e' lavoro. Non per i draghi del computer.

AAA cercasi 700 mila informatici. Per un futuro assicurato, studia informatica!
Esistono marcati squilibri tra corsi di laurea

un drammatico esubero di laureati nei casi di scienze politiche, lingue e conservazione dei beni culturali,

mentre per ingegneria e informatica c'è una carenza di laureati rispetto alla domanda.

L'esito paradossale:
la disoccupazione intellettuale di massa coesiste con la difficoltà dei datori di lavoro a reclutare alcuni profili.

(Istituto Cattaneo di Bologna,
articolo da La Repubblica, del 26 marzo 2013)
L'invito arriva dall'Università della Svizzera italiana (sedi a Lugano e Mendrisio).
Si tratta di 700 mila posti di lavoro (36 mila in Svizzera, gli altri 664 mila distribuiti in tutta Europa) (da La Repubblica - 28 maggio 2013)

Altri annunci arrivano da aziende in Italia come Capgemini, Kpmg e Page Group. Si cercano informatici per la consulenza nei contesti più diversi, come i servizi, l'industria, l'health-care, l'energia e il settore bancario
L'Italia ha il più basso numero
di laureati in Europa (in %):

il 23% dei giovani tra i 25 e i 34 anni contro il 38% della media OCSE
e il 42% degli Stati Uniti.

Questi dati confermano, non che
la laurea non serve, ma che l'Italia,
proprio perché ha pochi laureati,
resta un paese arretrato in tutti
i settori economico-produttivi.
Nel mondo globale serve più
istruzione e competenza per
governare la complessità.

L'accelerazione del progresso
tecnico ha determinato la
nascita della società della
conoscenza, dove l'istruzione e
le risorse umane sono diventate
il motore dello sviluppo
(da l'Unità del 27 marzo 2013)
La laurea dà molti benefici

Ad esempio il tasso di disoccupazione tra i laureati è inferiore che tra i non laureati (4.7% contro il 7.6% dei diplomati e il 12.5% dei non diplomati, in media in Europa).

Inoltre, acquisire una laurea magistrale dà maggiore sicurezza di un impiego stabile.

Dai dati ISTAT (condizione occupazionale del 2007), i laureati nei corsi magistrali sono
più frequentemente impegnati in un lavoro continuativo dopo la laurea:
56,1% contro il 48,5% dei laureati triennali.
da Education at a glance (OECD, 2013)
La coerenza tra il titolo posseduto e
quello richiesto per lavorare è, seppur
in lieve misura, più elevata tra i laureati
in corsi lunghi piuttosto che tra quanti
hanno concluso corsi di durata triennale.

Infatti, i laureati in corsi lunghi dichiarano
di svolgere un lavoro per il quale è
richiesto il titolo posseduto nel 69% dei casi mentre tra i laureati triennali ciò avviene nel 65,8% dei casi.
(Dati ISTAT, 2011)
In merito alla soddisfazione per il lavoro svolto:

gli elementi più appaganti sono il grado di autonomia e le mansioni svolte:

la quota dei "molto o abbastanza soddisfatti" supera l'85% per tutte le tipologie di corsi di laurea.

I laureati magistrali accedono a lavori di tipo qualificato più facilmente (18.8% di lavoratori autonomi, contro il 9.3% dei corsi triennali)

(Dati ISTAT, 2011)
In Italia il reddito nel 2011
di un laureato
nelle discipline scientifiche
(laureato nel 2007):
1407 euro mensili
del laureato magistrale
contro i
1307 euro mensili
del laureato triennale.
Incentivi economici a laurearsi

In media, si stima che in Europa, il ritorno totale netto, sia del singolo che dello Stato, verso un uomo che ha completato la laurea magistrale sia pari a 270 mila dollari (2009).

Il ritorno dello Stato è oltre 100 mila dollari:
3 volte quanto ha investito.

Il ritorno (netto) del singolo è quasi 170 mila dollari (in più rispetto ai diplomati sull'intera vita lavorativa).

Il ritorno economico della laurea magistrale rispetto al diploma di scuola superiore è quasi il doppio

(Education at a glance, 2013)
Proporzione degli adulti soddisfatti della propria vita per livello di istruzione
Guadagni relativi ai guadagni con il diploma di scuola secondaria (Education at a glance, 2011)
Perché iscriversi alla Magistrale?
Perché conviene al singolo e al Paese.
Nel 2012 le imprese non hanno trovato 45900 laureati nei settori del made in Italy tradizionale (alimentare, moda e meccanica) e nell'ICT.
(Rapporto AlmaLaurea 2012)

Nell'ICT, in Italia, ad esempio in aziende come Capgemini, Kpmg e Page Group si cercano informatici per la consulenza nei contesti più diversi:
i servizi, l'industria, l'health-care, l'energia e il settore bancario


Il disallineamento tra domanda e offerta
di laureati dipende non solo dalla formazione
ma anche dal grado di avanzamento tecnologico-organizzativo della struttura imprenditoriale italiana (piccola dimensione con prevalenza
della gestione familiare non manageriale).

Ma la formazione universitaria non deve
necessariamente allinearsi alla domanda espressa.

Se così fosse, si rafforzerebbe solo la formazione professionalizzante a discapito di quella “generalista" che dà maggiori flessibilità e capacità di apprendimento lungo l’arco della vita lavorativa.
Questa inspiegabile, scarsa remunerazione delle competenze dei laureati magistrali, si può spiegare con il ritardo nei livelli di scolarizzazione degli occupati in Italia che si riflette sui livelli di istruzione della classe manageriale.

I dati Eurostat segnalano, ad esempio, che nel 2010 ben il 37% degli occupati italiani classificati come manager aveva completato tutt’al più la scuola dell’obbligo, contro il 19% della media europea a 15 paesi e il 7% della Germania.

Dalle statistiche italiane risulta che solo 1 manager su 10 è laureato...
Nel 2011,
in media nei paesi europei,
un uomo con la laurea,
si aspettava di
guadagnare il 58% in più della
controparte senza laurea
(in Italia il 50% in più).

(dal Rapporto OECD 2013)
Fare Informatica non è solo conveniente.

È anche stimolante intellettualmente, divertente, creativo e multidisciplinare.

Sono necessarie le conoscenze più avanzate (che si acquisiscono con la Laurea Magistrale) e maggiore maturità per saper gestire le più recenti tecnologie, saper innovare e proporre nuove soluzioni ai problemi più complessi
Alcuni spunti:
Alcuni spunti:

ideare e realizzare architetture software complesse, che nascondano la complessità all'utente

comprendere le necessità dei processi aziendali e tradurle in soluzioni informatiche adatte

rendere le applicazioni software efficienti, adattative, scalabili, robuste a fronte di crescenti volumi dei dati e nuove sorgenti informative (es. WEB 2.0)
rendere semplici, intuitive e accattivanti le interfacce grafiche e al tempo stesso robuste, efficienti ed efficaci

rispettare la privacy degli utenti e i loro dati e implementare le regolamentazioni legislative circa la protezione dei dati e la messa in sicurezza delle applicazioni

rendere le applicazioni sicure e affidabili a fronte del verificarsi di errori, guasti, intrusioni, virus, ecc...
Occorre e conviene fare informatica perché:

1. la collettività necessita di informatici al livello più avanzato possibile
(si veda One Hour Of Code)

2. il singolo può trovare in una robusta istruzione la via per affermare le proprie aspirazioni (anche economiche)

3. è un'attività ludica e creativa che
dà soddisfazioni
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