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TF-APRA (4)

Capitolo 4, Completo
by

Padre David Koonce

on 10 January 2017

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Transcript of TF-APRA (4)

fides qua creditur
FEDE
RAGIONE
RIVELAZIONE
CREDIBILITA'
Teologia Fondamentale
fides quae creditur
LA QUESTIONE DELLE AUTORITA'
S
C
R
I
T
T
U
R
A

A
L
T
R
E

Perché l'atto di fede è ragionevole?
Perché la rivelazione
è credibile?

Capitolo 4.
Tema 2. La nozione teologica della Tradizione
2. Nuovo Testamento
3. I Padri della Chiesa
4. Il Medioevo
5. I Riformatori
6. Il Concilio di Trento
7. Da Trento a Vaticano II
1. La parola "tradizione"
Quattro funzioni
2. Conservativa
Gv 20,21-23
2 Tessalonicesi 2,15
Marco 7,5-8
2 Pt 2,21
Giuda 1,3
Lc 1,1-4 // Lc 24,48
Matteo 10,5-8
1 Corinzi 15,1-8
1 Corinzi 11,23-25
Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi,
come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni
fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch' io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai rice-vuto.
Lc 1,1-4
Allora aprì loro la mente all' intelligenza delle Scritture e disse: "Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno pre-dicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.
Di que-sto voi siete testimoni.
Lc 24,45-48
Non c'era opposizione tra Scrittura e Tradizione
Senso letterale, senso spirituale
"Auctoritates"
"Omne verum a quocumque dicatur
a Spiritu Sancto est"
Sententia dicta
Dio, "Prima Veritas"
Enrico di Gand
Guglielmo di Ockham
John Wyclif in Inghilterra
Jan Hus in Boemia
I Pre-Riformatori
tutte le tradizioni sono equivalente alle "humanae traditiones" condannate da Gesù.
Lutero
primato della Scrittura
monopolio o priorità?
sempre più estremo
Mc 7, 8
Quarta sessione
(8 aprile 1546)
Obiettivo: conservare purezza del Vangelo
La Scrittura e La Tradizione devono essere ricevute
"pari pietatis affectu."
"et"
... e non
"partim...partim"
"in scriptis
et
sine scripto traditionibus"
Trasmissione:
Principio di base: Il Vangelo
Intepretazione come "partim...partim"
La Scrittura?
materialmente sufficiente,
ma formalmente insufficiente?
ovvero, materialmente insufficiente?
Tradizione = Magistero
Scuola di Tubinga, Johann Adam Möhler, "Tradizione viva"
Tema 3. La risposta del Vaticano II
al problema della Tradizione
Soggetto
Attività
Contenuto
"regula fidei"
Dio
Apostoli
Magistero
I Padri
Scritture e
Tradizione
Tradizione e tradizioni
Quali attività?
La regola della fede
Symbolo apostolico
Traditio symboli
1) Contesto liturgico e battesimale
(cf. Lumen Fidei 41-43)
Struttura della Dei Verbum
Proemio
I. La Rivelazione
II. La Trasmissione della Rivelazione Divina
III. L'Ispirazione Divina e
L'Interpretazione della Sacra Scrittura
IV. Il Vecchio Testamento
V. Il Nuovo Testamento
VI. La Sacra Scrittura nella Vita
della Chiesa
7. Dio, con somma benignità, dispose che quanto egli aveva rivelato per la salvezza di tutte le genti, rimanesse per sempre integro e venisse trasmesso a tutte le generazioni. Perciò Cristo Signore, nel quale trova compimento tutta intera la Rivelazione di Dio altissimo, ordinò agli apostoli che l'Evangelo, prima promesso per mezzo dei profeti e da lui adempiuto e promulgato di persona venisse da loro predicato a tutti come la fonte di ogni verità salutare e di ogni regola morale (8), comunicando così ad essi i doni divini. Ciò venne fedelmente eseguito, tanto dagli apostoli, i quali nella predicazione orale, con gli esempi e le istituzioni trasmisero sia ciò che avevano ricevuto dalla bocca del Cristo vivendo con lui e guardandolo agire, sia ciò che avevano imparato dai suggerimenti dello spirito Santo, quanto da quegli apostoli e da uomini a loro cerchia, i quali, per ispirazione dello Spirito Santo, misero per scritto il messaggio della salvezza (9).

Gli apostoli poi, affinché l'Evangelo si conservasse sempre integro e vivo nella Chiesa, lasciarono come loro successori i vescovi, ad essi « affidando il loro proprio posto di maestri » (10). Questa sacra Tradizione e la Scrittura sacra dell'uno e dell'altro Testamento sono dunque come uno specchio nel quale la Chiesa pellegrina in terra contempla Dio, dal quale tutto riceve, finché giunga a vederlo faccia a faccia, com'egli è (cfr. 1 Gv 3,2).
DV 7
Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l'assistenza dello Spirito Santo (12): cresce infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, sia con la contemplazione e lo studio dei credenti che le meditano in cuor loro (cfr. Lc 2,19 e 51), sia con la intelligenza data da una più profonda esperienza delle cose spirituali, sia per la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma sicuro di verità. Così la Chiesa nel corso dei secoli tende incessantemente alla pienezza della verità divina, finché in essa vengano a compimento le parole di Dio.
Le asserzioni dei santi Padri attestano la vivificante presenza di questa Tradizione
, le cui ricchezze sono trasfuse nella pratica e nella vita della Chiesa che crede e che prega. È questa Tradizione che fa conoscere alla Chiesa l'intero canone dei libri sacri e nella Chiesa fa più profondamente comprendere e rende ininterrottamente operanti le stesse sacre Scritture. Così Dio, il quale ha parlato in passato non cessa di parlare con la sposa del suo Figlio diletto, e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce dell'Evangelo risuona nella Chiesa e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti alla verità intera e in essi fa risiedere la parola di Cristo in tutta la sua ricchezza (cfr. Col 3,16).
DV 8
DV 8
8. Pertanto la predicazione apostolica, che è espressa in modo speciale nei libri ispirati, doveva esser conservata con una successione ininterrotta fino alla fine dei tempi. Gli apostoli perciò, trasmettendo ciò che essi stessi avevano ricevuto, ammoniscono i fedeli ad attenersi alle tradizioni che avevano appreso sia a voce che per iscritto, e di combattere per quella fede che era stata ad essi trasmessa una volta per sempre. Ciò che fu trasmesso dagli apostoli, poi, comprende tutto quanto contribuisce alla condotta santa del popolo di Dio e all'incremento della fede; così la Chiesa
nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede.
9. La sacra Tradizione dunque e la sacra Scrittura sono strettamente congiunte e comunicanti tra loro. Poiché
ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente,

esse formano in certo qual modo un tutto e tendono allo stesso fine.
ne risulta così che la Chiesa attinge la certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Scrittura e che di conseguenza l'una e l'altra devono essere accettate e venerate con pari sentimento di pietà e riverenza (13).
quanto alla sacra Tradizione, essa
trasmette integralmente
la parola di Dio - affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli apostoli - ai loro successori, affinché, illuminati dallo Spirito di verità, con la loro predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la diffondano;
Infatti la sacra Scrittura
è

la parola di Dio
in quanto

consegnata per
iscritto

per
ispirazione

dello Spirito divino;
DV 9
Le norme della Tradizione
1. Tradizione come norma della fede
DV 9-10
DV 24
2. Tradizione come "norma normata"
3. Criteri per valutare le tradizioni
Tre posizioni
1. Minimalista
2. Massimalista
3. Moderata
Quattro Criteri
1. Conoscenza storica
2. Trascendenza salvifica
3. Gerarchia delle verità
(Unitatis Redintegratio 11)
4. I segni dei tempi
(Gaudium et Spes 4 e 11)
Benedetto XVI
DISCORSO AI PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
27 gennaio 2012
Il problema cruciale,

che segna in modo trasversale i dialoghi ecumenici, è perciò
la questione della struttura della rivelazione

– la relazione tra Sacra Scrittura, la Tradizione viva nella Santa Chiesa e il Ministero dei successori degli Apostoli come testimone della vera fede. E qui è implicita la problematica dell’ecclesiologia che fa parte di questo problema:
come arriva la verità di Dio a noi.

Fondamentale, tra l’altro, è qui il discernimento
tra la Tradizione con maiuscola, e le tradizioni.
Come sappiamo, in vaste zone della terra la fede corre il pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più alimento. Siamo davanti ad una profonda crisi di fede, ad una perdita del senso religioso che costituisce la più grande sfida per la Chiesa di oggi. Il rinnovamento della fede deve quindi essere la priorità nell’impegno della Chiesa intera ai nostri giorni. [...] Il tema dell’unità dei cristiani è strettamente collegato con questo compito. Vorrei quindi soffermarmi su alcuni aspetti dottrinali riguardanti il cammino ecumenico della Chiesa...
Tema 4. Il Magistero e il problema dell'autorità dottrinale
1. Introduzione al problema
2. Diversi tipi di competenza dottrinale
3. L'importanza dell'insegnamento gerarchico
4. La parola "magistero"
5. Tre elementi:
insegnamento
1 Corinzi 12, 27-31
LG 12
GS 43
GS 62
1. Latino classico
2. Medioevo
3. Moderno
L'autorità di un esperto
magistero cathedrae pastoralis
= professori universitari
= magistero della gerarchia
magistero cathedrae magistralis
1. La funzione d'insegnare
3. Gli insegnamenti stessi
(+ documenti)
2. Chi esercita la funzione
Insegnare con autorità
Autorità d'insegnare
ha anche ricevuto l'autorità di insegnare (un mandato e un fatto )
ha la missione di insegnare con autorità (ideale da raggiungere)
Tema 5. Le origini neotestamentarie
del Magistero ecclesiastico
Gesù insegna con autorità
“maestro”, (didáskalos)
51 volte
2 = San Paolo
1 = Gamaliele
1 = Nicodemo
5 = qualsiasi maestro
42 = Gesù
Rabbì
13/16 volte
Gesù insegnando
61 occasioni
con autorità
Mc 1,22
Mt 21,23
Lc 4,32
Mc 1,27
Gli apostoli
insegnano con autorità
durante il ministero pubblico di Gesù
Mc 3,14-15
Mc 6,30
Lc 12,12
La promessa dello Spirito Santo
Gv 14,26
La missione d’insegnare
Mt 28,18-20
Atti 2,42
Gli apostoli come maestri
Atti 4,1-2.18
Atti 5,42
Paulo come maestro.
Atti (otto volte)
11,26
13,1.12
15,35
17,19
18,11
20,20
21,21.28
28,31
2 Tim 1,9-11
2 Cor 10,8
1 Cor 4,17
Col 1,28
1 Tim 2,7
Cf. Ger 1,9-10
2 Cor 13,10
La successione apostolica e la
commissione d’insegnare con autorità.
Timoteo e Tito, collaboratori di Paolo
I vescovi come successori degli apostoli
2 Tim 2,2
Nominare altri ministri
1 Tim 1,3
Tito 2,15
2 Tim 4,2-5
1 Tim 4,11
1 Tim 3,2
Le Lettere Pastorali
La Presenza di altri maestri
nel tempo neotestamentario
Maestri autentici
Maestri falsi
Atti 13,1
1 Tim 1,6-7
Cf. 1 Gv 4,5
2 Gv 1,9
2 Pt 2,1
Tito 1,10-11
Efesini 4,11
1 Cor 12,28-30
1. Limiti
Tema 6. Natura e limiti del Magistero
2. Natura
un servizio sottoposto al magistero supremo di Cristo.
autorità subordinata al messaggio
Gal 1, 8
Una commissione ricevuta
Sacro
Pastorale
Contrasto tra Apollo (Atti 18,24-26) e San Paolo (2 Corinzi 10,10)
1 Pietro 5,2-4
Giovanni 10,11-13
Matteo 7,15
Atti 20,28-30
gerarchico (hieros - archia)
3. Natura e limiti del Magistero secondo il Concilio Vaticano II
DV 10
LG 24
LG 12
Tema 7. Le forme dell'esercizio del Magistero
Funzione
Soggetti
Insegnamenti
Obblighi
Il Papa
Il collegio episcopale
Ciascunvescovo
Modo straordinario
Modo ordinario
definizione "ex cathedra"
Riunito in un concilio ecumenico
Dispersi per il mondo,
Tutto il resto
"araldi della fede e dottori autentici"
(cf LG 25)
Il Pontefice Romano adempie la sua missione universale con l’aiuto degli organismi della Curia Romana ed in particolare della Congregazione per la Dottrina della Fede per ciò che riguarda la dottrina sulla fede e sulla morale. Ne consegue che i documenti di questa Congregazione approvati espressamente dal Papa partecipano al magistero ordinario del successore di Pietro. [CIC 360-361]
Gli atti d'insegnare
Atto definitorio
Atto non definitorio
viene insegnata
infallibilmente
una dottrina dal
magistero ordinario e universale
dei Vescovi, sparsi per il mondo in comunione con il Successore di Pietro.
una verità viene
definita
solennemente
dottrina confermata o riaffermata
dal Romano Pontefice,
anche senza una definizione solenne
, dichiarando esplicitamente che essa appartiene all'insegnamento del magistero ordinario e universale come verità divinamente rivelata o come verità della dottrina cattolica.
(Oggetto)
dottrina da credere come
divinamente rivelata
insegnamenti
— in materia di fede o morale
— presentati come veri
o almeno come sicuri
l’assenso di
fede teologale
assenso
fermo e definitivo

dottrina da ritenere
in maniera definitiva
1. Modello classico
-basato in diverse gradi di certezza
“Pertanto
tutte e singole
le prave opinioni e dottrine ad una ad una in questa lettera ricordate con la Nostra Autorità Apostolica
riproviamo, proscriviamo e condanniamo
; e vogliamo e comandiamo, che da tutti i figli della Chiesa cattolica s'abbiano affatto come riprovate, proscritte e condannate.”
Pio IX, l’enciclica "Quanta cura", e il "Syllabus" (1864)
80. Il Romano Pontefice può e deve col progresso, col liberalismo e con la moderna civiltà venire a patti e conciliazione.
78. Quindi lodevolmente in parecchie regioni cattoliche fu stabilito per legge, esser lecito a tutti gli uomini ivi convenuti il pubblico esercizio del proprio qualsiasi culto.
77. Ai tempi nostri non giova più tenere la religione cattolica per unica religione dello Stato, escluso qualunque sia altro culto.
Pregi e limiti
2. Modello della CDF (1990)
nell’istruzione
Donum Veritatis
, nn. 15-19, 24
3) Insegnamenti, non proposti in un “modo definitivo”, che conducono ad una migliore comprensione della Rivelazione in materia di fede e di costumi, e le direttive morali derivanti da questi insegnamenti.
Basato sulle forme d'esercizo del Magistero

CDF: nuova versione della « Professione di Fede e del Giuramento di fedeltà nell'assumere un ufficio da esercitare a nome della Chiesa » (9 gennaio 1989)
Credo Niceno-Costantinopolitano + tre proposizioni o commi
3. Modello della CDF (1998)
nella nota dottrinale illustrative della formula conclusive
della
Professio fidei
.
Credo pure con ferma fede
tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio scritta o trasmessa e che la Chiesa, sia con giudizio solenne sia con magistero ordinario e universale, propone a credere come divinamente rivelato.
Contesto:
Giovanni Paolo II, lettera apostolica in forma motu proprio, "Ad Tuendam Fidem" (1998) [CIC Can 750]
quale supremo pastore e dottore di tutti i fedeli...
CDF, «Nota dottrinale illustrativa della formula conclusiva della Professione di Fede», (1998)
1. l’assenso di fede teologale
2. assenso fermo e definitivo, fondato sulla fede nell'assistenza dello Spirito Santo al magistero della Chiesa
3. l'ossequio religioso della volontà e dell'intelletto.
Tema 8. L'autorità dei teologi
L'autorità di teologi come quesito e problema
Conclusione.
Il giusto rapporto tra teologia e del Magistero.
Le origini remote del «magistero parallelo»
Il problema della cosiddetta "magistero parallelo"
Aspetto disciplinare
Domanda speculativa
Esiste una tale autorità?
Quali sono i suoi limiti?
Contestazione
Polemica
Donum Veritatis 34
Opposizione e concorrenza con il magistero autentico.
2) pluralismo teologico:
interventi magisteriali,
una
teologia fra molte
nessuna teologia particolare può imporsi universalmente.
1) ermeneutico: documenti del Magistero sono
il riflesso di una teologia opinabile.
Graduale chiarimento della
distinzione funzionale tra
il magistero gerarchico e la teologia
Molti dei primi grandi teologi erano vescovi
Teologia episcopale
Il Medioevo
Nuovo contesto: la teologia universitaria
• magistero cathedrae pastoralis = magistero della gerarchia
• magistero cathedrae magistralis = professori universitari
Teoria e prassi
l' « ordo doctorum » come un esempio di autorità gerarchica.
Concilio di Firenze, "Exsultate Deo" DH 1328
Concilio di Costanza (1414-18) dottori di sacra teologia, lo stesso diritto di voto come i vescovi
Decreti del Concilio di Vienne (1311-1312)
Concilio di Trento: La Bibbia e la
Summa Theologiae
Melchior Cano, « De Locis Theologicis »
B) Loci theologici proprii
revelationis interpretationem continentes
:
3) ecclesia catholica
4) concilia
5) ecclesia romana (= papa)
6) patres
7) scholastici teologi
Scopo comune: crescere nella fede
Funzioni complementari
Il Magistero è aiutato dalla teologia
Il teologo ha bisogno del Magistero
Diversi obiettivi
Magistero: trasmissione integrale di ciò che la Chiesa crede
Teologia: indagare su ciò che crediamo.
Tema 9. Il Sensus Fidei Fidelium
Introduzione
il senso della fede nell’età della democrazia
Il sensus fidei e l'autorità dei santi
Il discernimento del sensus fidei
La nozione di sensus fidei fidelium
LG 31
Donum Veritatis 35
GS 62
Due aspetti:
2) Sensus fidelium = oggettivamente osservabile
1) Sensus fidei = qualità del soggetto credente
Concilio di Trento:
• Consensus fidelium
• Universus ecclesia sensus (DS 1637)
Lumen Gentium: "in credendo falli nequi".
manuali di teologia: «infallibilitas in credendo»
pars maior
pars sanior
Tema 1. Fede, Rivelazione e il problema dell'autorità
Fenomeno contemporaneo:
connotazione negativa dell'autorità
La Tradizione
(Sacra Scrittura)
Altre autorità
Teologi
Santi
Fideli
Nasce come un messaggio specifico
Da proclamare e credere
Via di salvezza.
2) La Torah, la Legge.
Senso originale positivo
"auctor" = creatore
"auctio" = crescita
Distinzione
Potere
Autorità
1) Persone
2) Leggi, libri, istituzione
142
Con la sua Rivelazione “Dio invisibile nel suo immenso amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi per invitarli ed ammetterli alla comunione con sé” [DV 2].

La risposta adeguata a questo invito è la fede.

Catechismo della Chiesa Cattolica
Vaticano I
Vaticano II
Fede come obbedienza
Carattere libero e morale
Distinto dalla coercizione
CCC 160
“Dio chiama certo gli uomini a servire lui in spirito e verità, per cui essi sono

vincolati in coscienza ma non coartati
... Ciò è apparso in sommo grado in Cristo Gesù”

[Dignitatis humanae, 11].
Antico Testamento
Nuovo Testamento
Infatti,

Cristo ha invitato

alla fede e alla conversione, ma a ciò

non ha affatto costretto.

Ha reso testimonianza alla verità”, ma non ha voluto “imporla con la forza a coloro che la respingevano. Il suo regno ... cresce in virtù dell'amore, con il quale Cristo, esaltato in croce, trae a sé gli uomini”

[Dignitatis humanae, 11].
Per essere umana,
la risposta della fede

data dall'uomo a Dio
deve essere volontaria;

“nessuno quindi può essere costretto ad abbracciare la fede contro la sua volontà.
Infatti
l'atto di fede è volontario per sua stessa natura

[Dignitatis humanae, 10; cf Codice di Diritto Canonico, 748, 2].
143
Con la fede l'uomo sottomette pienamente a Dio la propria intelligenza e la propria volontà. Con tutto il suo essere l'uomo dà il proprio assenso a Dio rivelatore [Cf DV 5]. La Sacra Scrittura chiama

“obbedienza della fede”
questa risposta dell'uomo a Dio che rivela [Cf Rm 1,5; Rm 16,26 ].
1. La fede e l'autorità di Dio
2. Libertà e autorità
3. Il Cristianesimo come
religione di autorità
4. La questione delle autorità secondarie
Il Magistero
4) I profeti
3) L’interpretazione sacerdotale della legge.
1) Dio stesso.
Dove non sono accettati... (Mt 10,14)
Gesù addestra discepoli e li invia a predicare.
San Basilio il Grande,
De Spiritu Sancto (375 dC)
«Gli insegnamenti e le definizioni che la chiesa custodisce noi li abbiamo ricevuti
in parte (tà mén)
dall’istruzione scritta,
in parte (tà dé)
dalla tradizione apostolica misteriosamente tramandata.
Entrambi hanno il medesimo vigore per la pietà
»
[De Spiritu Sancto 27,66 ]
San Clemente Romano,
Lettera ai Corinzi, 42 (ca. 95 d.C.)
S. Ignazio di Antiochia,
Ad Magnesios, 13 (ca. 115 d.C.)
Tertulliano,
De Praescriptione Haereticorum (ca. 200 d.C.)
Non vorrei entrare in dettagli, solo un’osservazione. Un importante passo di tale discernimento è stato compiuto nella preparazione e nell’applicazione dei provvedimenti per gruppi di fedeli provenienti dall’Anglicanesimo, che
desiderano entrare nella piena comunione della Chiesa, nell’unità della comune ed essenziale Tradizione divina, conservando le proprie tradizioni spirituali, liturgiche e pastorali, che sono conformi alla fede cattolica

(cfr Cost. Anglicanorum coetibus, art. III). Esiste, infatti, una ricchezza spirituale nelle diverse Confessioni cristiane, che è espressione dell’unica fede e dono da condividere e da trovare insieme nella Tradizione della Chiesa.
2) Contesto ecclesiale e conciliare
Redditio symboli
EXCURSUS: La Catechesi come trasmissione della fede
1. Principali interventi della Chiesa
2. Due concetti principali:
evangelizzazione e catechesi
3. Temi de teologia fondamentale nel "Direttorio Generale per la Catechesi"
1965 Vaticano II (CD 44)
1974 Sinodo sull’evangelizzazione nel mondo contemporaneo
1977 Sinodo sulla catechesi
1985 Sinodo straordinario sul tema “Il ventesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II”
2007
1998 Congregazione per il Clero,
“Direttorio Generale per la Catechesi”
2012 Sinodo dei vescovi:
“La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede”
1972 Rituale per l’Iniziazione
cristiana degli adulti
1971 Congregazione per il Clero,
“Direttorio Catechistico Generale”
1975 Paulo VI, Esortazione apostolica post-sinodale
Evangelii Nuntiandi
1979 Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica
Catechesi Tradendae
1992 Catechismo della Chiesa Cattolica
2013 Papa Francesco,
Esortazione apostolica
Evangelii Gaudium
(163-168)

2. Evangelizzazione e catechesi
“il processo attraverso il quale la Chiesa, mossa dallo Spirito, annuncia e diffonde il Vangelo in tutto il mondo.” (DGC 48),
• l'azione catechistico-iniziatica
Tappe o « momenti essenziali »
(da KATA + ECHOS)
"
un'educazione della fede

dei fanciulli, dei giovani e degli adulti,
la quale comprende in special modo
un insegnamento
della dottrina cristiana, generalmente dato in modo
organico
e
sistematico
, al fine di
iniziarli
alla pienezza della vita cristiana.
Giovanni Paolo II,
Catechesi Tradendae
18
La missione ad gentes è il modello esemplare dell'insieme dell'azione missionaria della Chiesa.
La catechesi degli adulti =
la forma principale della catechesi
Il modello di ogni catechesi
è il Catecumenato battesimale
3) Temi di teologia fondamentale
nel
Direttorio Generale per la Catechesi
(1998)
Esposizione Introduttiva
Cinque Parti
Conclusione
Struttura
Tradizione
PRIMA PARTE
Rapporto con
Dei Verbum
Rivelazione in parole e opere
Parola di Dio
Fede: rapporto tra
FIDES QUA e FIDES QUAE
due modalità (n.128)
narrazione della Storia della Salvezza
esplicitazione del Simbolo della fede.
Ministero della Parola:
Funzioni e forme
fondato sulla fede nell'assistenza dello Spirito Santo al magistero della Chiesa
con l'intervento di un concilio ecumenico.
con un pronunciamento « ex cathedra » da parte del Romano Pontefice
-basato su diversi tipi di assenso
ma conservando il vincolo della comunione tra di loro e col successore di Pietro
Il romano Pontefice è infallibile quando,
Donum Veritatis 18.
C) Loci theologici
alieni vel adscriptii
8) ratio humana
9) philosophi
10) historia humana.
A) Loci theologici proprii
revelationem constituens:
1) Scriptura
2) Traditio
παράδοσις
paradosis

(greco)

traditio

(latino)
1. Tradimento
3. Donazione
2. Tradizione
ὁ παραδιδούς
il traditore
Senso attivo: «tradere»
Senso passivo: «traditum»
«tradendum»
4. Escatologica
3. Interpretativa
1. Costitutiva
• l'azione pastorale.
• l'azione missionaria
Chiesa
autorità
una dottrina riguardante la fede e la morale
sancisce con atto definitivo
4) Interventi prudenziali su questioni dibattute. (n. 24)
1) Definizioni solenne del contenuto della Rivelazione.
2) Dichiarazioni definitive riguardanti le verità connesse alla Rivelazione.
Aderisco inoltre con religioso ossequio

della volontà e dell’intelletto agli insegnamenti che il Romano Pontefice o il Collegio dei Vescovi propongono quando esercitano il loro magistero autentico, sebbene non intendano proclamarli con atto definitivo.
Fermamente accolgo e ritengo

anche tutte e singole le verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi proposte dalla Chiesa in modo definitivo.
T
R
A
D
I
Z
I
O
N
E

M
A
G
I
S
T
E
R
O

Gesù
Apostoli
Vescovi
Analogia con il canone della Scrittura
(Ma non ogni intervento di un concilio è un atto definitorio!)
l'ossequio religioso
della
volontà e dell'intelletto.
1) La partecipazione alla vita della Chiesa
2) L’ascolto della parola di Dio
3) L’apertura alla ragione
4) L’adesione al magistero
5) La santità: l’umiltà, la libertà e la gioia
6) La ricerca dell’edificazione della Chiesa
IL SENSUS FIDEI
NELLA VITA DELLA CHIESA (2014)
CTI (COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE)
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