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Metodo narrativo 1. Entrare nel mondo del racconto. Narratore e Lettore.

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Gesuiti Bari Presentazioni

on 16 March 2013

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Transcript of Metodo narrativo 1. Entrare nel mondo del racconto. Narratore e Lettore.

Entrare nel mondo del racconto...
...e' composto per esercitare un effetto sul lettore

Si tratta di individuare, nel testo stesso, i segnali che indirizzano e orientano il percorso della lettura L'analisi narrativa (a.n.) e' un metodo di lettura del testo che esplora e analizza, in questo testo, la narrativita'.

In concreto, l'a.n. si domandera' quale funzione assumano i "dettagli" del testo, in quale ordine appaiono, quale informazione diano al lettore, ecc... Contesto


Destinatore Messaggio Destinatario


Codice Analisi storico-critica Cosa realmente accaduto? Attenzione alla storia del testo e quella riferita dal testo. Una particolare tradizione come e' pervenuta a questo autore sacro? Quale interpretazione ne ha dato questo autore per la comunita' del suo tempo a cui destina il suo scritto? Scopo
ricostruire, da una parte, la REALTA' alla quale rimanda il racconto e, dall'altra, l'INTENZIONE dell'autore che lo ha redatto Analisi strutturale (o semiotica) Come fa il testo a produrre senso? Scopo
Capire il funzionamento del linguaggio secondo il principio di "immanenza": nulla fuori dal testo, nulla se non il testo e tutto il testo. Analisi narrativa L'autore COME comunica il proprio messaggio al lettore? Tramite quale STRATEGIA l'autore organizza il deciframento del senso da parte del lettore? Scopo
Capire la strutturazione che permette al messaggio di raggiungere l'effetto ricercato da chi lo emette. Destinatore (autore) Messaggio Destinatario A. storico-critica A. semiotica A. narrativa Affronta il testo come un processo di comunicazione tra l'autore e il lettore.

Fa parte delle letture cosiddette PRAGMATICHE (ricercano l'effetto del testo sul lettore). Taglia il legame tra l'autore e il suo testo e si rifiuta di parlare di un'intezione dell'autore sul senso Assioma: solo la genesi dei testi da' accesso all'intenzione dei loro autori A. semiotica e narrativa Tre postulati comuni... 1. Il testo non e' letto come un documento che rimanda a un mondo storico al di fuori di esso; non e' ricevuto come un documento, ma come un monumento che ha valore in se stesso, come un'opera autonoma che dispiega un preciso mondo narrativo.

2. Il testo e' letto nella sua forma conclusa e la comprensione del suo funzionamento non si fa guidare dalla sua genealogia.
La domanda passa dal "perche'" al "come": come fa senso la narrazione? Come e tramite quali tappe si costruisce?

3. La persona dell'autore storico e' irraggiungibile, cosi' come l'identita' dei destinatari originali dello scritto. Dunque, l'opera deve essere letta indipendentemente da un'ipotesi sul contesto di comunicazione originale dello scritto. Perche'? Come? 1 Poiche' molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, 2 come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, 3 cosi' anch'io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teofilo, 4 in modo che tu possa renderti conto della solidita' degli insegnamenti che hai ricevuto. Narratore e Narratario Esplicitamente presente
"Questa mattina io ho incontrato un uomo che..." Assente
La maggior parte dei romanzi Narrazioni bibliche
e' raro che il narratore si mette avanti Un'eccezione... In modo indiretto...

Chi ha visto ne da' testimonianza e la sua testimonianza vera; egli sa che dice il vero, perche' anche voi crediate. (Gv 19,35) "Noi"...

14 E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verita'.
15 Giovanni gli da' testimonianza e proclama:
"Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
avanti a me,
perche' era prima di me".
16 Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.

Gv 1,14-16 10 Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.
[...] (Lc 16,10) Un patto (implicito)...

6 Ora, un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore e anche Satana and in mezzo a loro. 7 Il Signore chiese a Satana: "Da dove vieni?". Satana rispose al Signore: "Dalla terra, che ho percorso in lungo e in largo". 8 Il Signore disse a Satana: "Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male". 9 Satana rispose al Signore: "Forse che Giobbe teme Dio per nulla? 10 Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. 11 Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledir apertamente!". 12 Il Signore disse a Satana: "Ecco, quanto possiede in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui". Satana si ritiro' dalla presenza del Signore.

Gb 1,6-12 I dettagli del patto...

Il narratore e' riconosciuto...
...onnisciente
(e non deve rendere conto dell'origine del suo sapere)

...affidabile
Il lettore aderisce al racconto del narratore, al suo sistema di valori La collaborazione del lettore...

- Interazione

- Cooperazione

- Esperienza della lettura Autore reale
La personalita' (o il gruppo) che redige il testo

Lettore reale
E' l'individuo o la collettivita' al quale il testo era inizialmente destinato Autore implicito (un modo di essere nel testo)

E' quello che viene fuori dalle tracce che lascia nella scrittura del testo... dalle scelte narrative che sono state fatte. E' il soggetto della strategia narrativa. Narratore
Colui che racconta la storia... E' la voce che guida il lettore nel racconto

Narratario
Colui che ne viene a conoscenza tramite la lettura Dunque...

'Narratore'... e' la voce che guida il lettore nel racconto.

'Autore implicito'... e' il soggetto della strategia narrativa. "L'autore viene detto "implicito" perche' e' ricostruito dal lettore per mezzo della narrazione. Non e' il narratore, ma piuttosto il principio che ha inventato il narratore insieme a tutto il resto della narrazione, che ha sistemato le carte in un certo modo, ha fatto succedere queste cose a questi personaggi, in queste parole o in queste immagini"

(Seymour Chatman, "Storia e discorso") Questi e' il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza vera. (Gv 21,24) Se ci si interessa all'autore del primo vangelo, si parlera' del narratore Matteo, per descrivere la regia narrativa che mette in atto.
Si parlera' dell'autore implicito Matteo per farsi un'immagine dello scrittore, sintetizzando le competenze (letterarie, teologiche, storiche) che egli investe nel suo testo Lettore reale
Lettore a cui pensa l'autore reale quanro scrive (i lettori primi); ogni lettore davanti al testo (anche noi!).

Lettore implicito
E' un immagine letteraria. E' il destinatario potenziale dell'autore implicito. Il posto del 'narratario' e' occupato dal destinatario del racconto, simmetricamente al narratore.

Il narratario puo' figurare esplicitamente nel testo...

"Chi legge comprenda!" (Mc 13,14)

In questo caso, e' un narratario invocato.

Nella maggior parte dei casi della letteratura biblica e' un narratario cancellato; si confonde con il lettore implicito, poiche' non e' menzionato, ma si ritrova implicitamente presente attraverso il sapere e i valori che il narratore presuppone nel destinatario del testo. Che cosa e' un racconto?

I tratti necessari

1. "Intendo che per raccontare bisogna anzitutto costruirsi un mondo, il piu' possibile ammobiliato, sino agli ultimi particolari" (U. Eco).

2. Raccontare consiste nel collegare tre esse delle azioni all'interno di un rapporto di causalita' (consequenzialita').

3. Temporalita'.
"Tutto ci che si racconta accade nel tempo, prende del tempo, si svolge nel tempo; e cio' che si svolge nel tempo puo' essere raccontato nel tempo" (Paul Ricoeur)

Se la causalita' separa il racconto dalla descrizione, la sua temporalita' lo distingue dal discorso. Quando l'autore reale scrive, egli non crea semplicemente un "uomo in generale", impersonale e ideale, ma una versione implicita di se stesso, diversa dagli autori impliciti che incontriamo nelle opere scritte da qualcun altro. A prescindere dal fatto che si definisca l'autore implicito "scriba ufficiale" o che si adotti un termine recentemente rimesso in circolazione da Kathleen Tillotson, - "l'ater ego" dell'autore - e' chiaro che l'immagine che il lettore si fa di questa presenza e' uno degli effetti piu' importanti che l'autore possa ottenere. Per quanto quest'ultimo si sforzi di essere impersonale, il lettore finisce inevitabilmente per formarsi un'immagine dell' "scriba ufficiale" attraverso la sua scrittura".

Booth, Retorica narrativa. Autore reale Autore implicito (narratore) (narratario) lettore implicito lettore reale Testo narrativo "Il testo termina la sua corsa fuori da se stesso nell'atto della lettura", il testo "diventa figlio adottivo della comunita' dei lettori"

P. Ricoeur Ricordiamo che...

L'a.n. intende evidenziare gli effetti di senso del testo sul lettore o sulla comunita' di lettori Non si deve mai confondere e sovrapporre l'autore reale con il narratore...
Anche quando coincidono (come per es. in un racconto autobiografico), rimangono sempre due istanze distinte. Livelli narrativi

Quando un narratore di I grado (diegetico) fa parlare un altro narratore, quest’ultimo diventa un narratore di II grado (metadiegetico)

Extradiegetico: esterno alla storia narrata (o diegesi), il narratore di I grado (per esempio, Omero nell’Odissea);

Intradiegetico: interno alla diegesi, un narratore di II grado che racconta i fatti all’interno di fatti narrati da un altro narratore. Rapporto tra narratore e la storia


eterodiegetico, quando il narratore assente dalla storia raccontata (per esempio Omero o Manzoni nei Promessi Sposi)

omodiegetico, quando il narratore presente come un personaggio nella storia raccontata


Quest’ultimo puo' presentarsi come

autodiegetico, quando il narratore e' anche il protagonista della storia (per esempio, Mattia Pascal)

allodiegetico, quando il narratore si limita ad essere un testimone-osservatore. Narratore palese
La narrazione tipica e' la tecnica del telling, con la quale il narratore espone i fatti senza lasciar parlare i personaggi e senza descrivere.


Narratore nascosto
La narrazione tipica e' quella mimetica (showing), una tecnica narrativa con la quale egli “mostra” i fatti lasciando parlare i personaggi e descrivendo le loro azioni, quasi che il lettore possa assistervi in presa diretta.

Ess.
"Paolo disse che sarebbe venuto" (narratore palese)
"Paolo disse: 'Verro''" (narratore nascosto) La maggior parte dei narratori
biblici sono anonimi.
Bisognera' attendere scritti piu' tardi per vedere un narratore non anonimo
(cfr. in particolare Esdra e Neemia)


Il narratore biblico e' per sua natura
anonimo, plurale e voce collettiva
Tale autorialita' non intacca affatto l'autorevolezza della narrazione.
Nella maggior parte dei casi e' inafferrabile perche', in un certo senso, si dissolve nella narrazione. Con delle eccezioni (Lc 1,1-4) I livelli narrativi e il rapporto con la storia

Nella maggior parte dei casi il narratore biblico e' extradiegetico (narratore di I grado) ed eterodiegetico (assente dalla storia). Il caso piu' evidente quello degli evangelisti che raccontano la storia di Gesu' Che tipo di narratore?

Dalla Vocazione di Neemia
Nel mese di Chisleu dell’anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Anni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Io li interrogai riguardo ai Giudei, i superstiti che erano scampati alla deportazione, e riguardo a Gerusalemme. (Ne 1,1-2) Narratore extradiegetico (narratore di I grado) e omodiegetico (presente nella storia) si trova in tutto il libro di Neemia. Il ricco epulone e il povero Lazzaro
19C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. 20Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, 21bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. 22Un giorno il povero mor e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Mor anche il ricco e fu sepolto. 23Stando negli inferi fra i tormenti, alz gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. 24Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi piet di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perch soffro terribilmente in questa fiamma". 25Ma Abramo rispose: "Figlio, ricrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. 26Per di pi, tra noi e voi stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, n di l possono giungere fino a noi". 27E quello replic: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, 28perch ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perch non vengano anch'essi in questo luogo di tormento". 29Ma Abramo rispose: "Hanno Mos e i Profeti; ascoltino loro". 30E lui replic: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andr da loro, si convertiranno". 31Abramo rispose: "Se non ascoltano Mos e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti"". (Lc 16,19-31) Narratore intradiegetico (di II grado interno alla storia) e eterodiegetico (assente dalla storia) Che tipo di narratore?

Discorso di Paolo ai Giudei
3 "Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilicia, ma educato in questa citt, formato alla scuola di Gamaliele nell’osservanza scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. 4 Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne, 5 come puo' darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre prigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno la', perche' fossero puniti. 6 Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco,[...]

(At 22,3-6) Narratore intradiegetico (di II grado interno alla storia) e omodiegetico (presente nella storia) Riassumendo... Livello narrativo / rapporto con la storia

extradiegetico / eterodiegetico

extradiegetico / omodiegetico

intradiegetico / eterodiegetico

intradiegetico / omodiegetico Esempi

Buona parte della Bibbia ebraica; Vangeli

Neemia; Esd 7,27–9,15; Is 6; Ger 1; Ez 1–3

Parabole

At 22,2-22 Il narratore onnisciente caratterizza buona parte della Bibbia ebraica (specialmente dal libro della Genesi al libro dei Re... ma anche in Giobbe, Giona e Ester.
Ma presente anche nei racconti evangelici: per esempio, quando riferisce di un fatto del tutto privato e intimo come il sogno di Giuseppe (Mt 2,19-20) oppure la preghiera di Gesu' nel Getsemani. Il narratore biblico intende suscitare la "risposta" del lettore e dunque gli fornisce "cio' che e' necessario al suo atto di lettura, ne' piu' ne' meno, quando serve e per quel tanto che serve"

(Jean-Pierre Sonnet) Il coinvolgimento del lettore

Un buon racconto deve sollecitare l’interesse del lettore in tre direzioni:

piano intellettuale (i fatti e la loro interpretazione: livello cognitivo),
piano estetico (le caratteristiche narrative del racconto: livello qualitativo)
piano umano (successo o insuccesso dei personaggi: livello pratico) Ogni racconto... Postulato di immanenza! Uno schema non ridigo... Le due analisi si trovano d'accordo sul postulato dell'autonomia riconosciuta all'opera d'arte per fare senso

('autonomia' in relazione all'ambiente storico che l'ha prodotta: io non ho bisogno di conoscere l'evangelista Giovanni per leggerne e comprenderne il vangelo) Come personaggio... Tuttavia, anche se non figura esplicitamente (tramite in "io") nella storia raccontata, il narratore resta presente sullo sfondo; in quanto colui che regge il racconto, che occupa il posto del regista nella realizzazione di un film Esercizi... Il peccato degli essere umani
1Il serpente era il pi astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: " vero che Dio ha detto: "Non dovete mangiare di alcun albero del giardino"?". 2Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete"". (Gen 3,1-3) Narratore extradiegetico (di I grado esterno alla storia) e eterodiegetico (assente nella storia) Narratore extradiegetico

Le vendette di Gedeone
13 Poi Gedeone, figlio di Ioas, torn dalla battaglia per la salita di Cheres.
14 Cattur un giovane tra gli uomini di Succot e lo interrog; quello gli mise per iscritto i nomi dei capi e degli anziani di Succot: settantasette uomini...
(Gdc 8,13-14) Narratore intradiegetico

7 Ma Iotam, informato della cosa, and a porsi sulla sommit del monte Garizim e, alzando la voce, grido': «Ascoltatemi, signori di Sichem, e Dio ascolter voi!
8 Si misero in cammino gli alberi per ungere un re su di essi. Dissero all'ulivo: Regna su di noi.
9 Rispose loro l'ulivo: Rinuncer al mio olio, grazie al quale si onorano dei e uomini, e andr ad agitarmi sugli alberi?
10 Dissero gli alberi al fico: Vieni tu, regna su di noi.
11 Rispose loro il fico: Rinuncer alla mia dolcezza e al mio frutto squisito, e andr ad agitarmi sugli alberi?
12 Dissero gli alberi alla vite: Vieni tu, regna su di noi.
13 Rispose loro la vite: Rinuncer al mio mosto che allieta dei e uomini, e andr ad agitarmi sugli alberi?
14 Dissero tutti gli alberi al rovo: Vieni tu, regna su di noi.
15 Rispose il rovo agli alberi: Se in verit ungete me re su di voi, venite, rifugiatevi alla mia ombra; se no, esca un fuoco dal rovo e divori i cedri del Libano.
16 Ora voi non avete agito con lealt e onest proclamando re Abimlech, non avete operato bene verso Ierub-Baal e la sua casa, non lo avete trattato secondo il merito delle sue azioni...

(Gdc 9,7-16) Solo un assaggio di 'autore implicito'...

Puro ed impuro...

1 Allora si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. 2 Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cio non lavate - 3 i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi, 4 e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame - 5 quei farisei e scribi lo interrogarono: "Perche' i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?".

(Mc 7,1-5) Solo un assaggio di 'lettore implicito'...


I primi discepoli

35 Il giorno dopo Giovanni stava ancora l con due dei suoi discepoli 36 e, fissando lo sguardo su Gesu' che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». 37 E i due discepoli, sentendolo parlare cos, seguirono Gesu'. 38 Gesu' allora si volt e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbi' (che significa maestro), dove abiti?». 39 Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. 40 Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41 Egli incontro' per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» 42 e lo condusse da Gesu'. Gesu', fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)». (Gv 1,35-42) Il metodo narrativo Una introduzione
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