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Le donne nella rivoluzione francese

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Giulia Brugnetti

on 16 April 2015

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Transcript of Le donne nella rivoluzione francese

LE DONNE NELLA RIVOLUZIONE FRANCESE
Jean Antoine de Condorcet: Pubblica un articolo intitolato "Sull'ammissione delle donne nella cittadinanza"
Rousseau nell'Emilio e nella nuova Eloisa presenta un modello di donna relegata nello spazio domestico, non particolarmente colta né intelligente.
Inizialmente la rivoluzione non sembra porre barriere di genere, offrendo spazi al protagonismo femminile....
Le parigine parteciparono alle giornate più concitate!
- Presa della Bastiglia
- Marcia su Versailles
- Eccidio di Campo Marte
L'ILLUMINISMO
Nascono i club femminili!
Associazioni e circoli politici di donne che nascono ad opera di singole attiviste
I giacobini nel 9 brumaio 1793 decretano la fine dei club femminili, approvata dalla convenzione per gli argomenti portati dal relatore (deputato Andrè Amar), ossia l’inferiorità morale e fisica delle donne e la naturale predisposizione alla vita domestica.
“Da quando è permesso alle donne di abiurare il proprio sesso e farsi uomini? La natura ha detto all’uomo: sii uomo! Le corse, la caccia, il lavoro dell’aratro, le cure della politica, le fatiche di tutti i tipi, ecco le tue prerogative. Dalla donna, invece, sii donna! Le tenere cure dell’infanzia, le faccende domestiche, le dolci inquietudini della maternità, ecco i tuoi compiti.”
DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA
La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina è un testo giuridico francese della scrittrice Olympe de Gouges sul modello della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789.
Alcuni articoli nella dichiarazione dei diritti della donna ricalcano, nel contenuto e nella struttura, gli articoli nella dichiarazione dei diritti dell'uomo.
Gli articoli I, II, III, IX, XII e XV ripropongono infatti letteralmente la Dichiarazione dell’89, limitandosi a sostituire la parola «donna» a quella di «uomo» o ad aggiungerla.
Esiti della dichiarazione della donna e della cittadina
L'iniziativa di Olympe non ebbe successo. Nella mentalità dei rivoluzionari prevaleva l'idea che un limite o un'inferiorità naturale caratterizzassero il genere femminile, riservandogli un ruolo sociale di cura e di riproduzione, che escludeva la sua partecipazione all'attività nobile della politica. La legislazione rivoluzionaria fece ALCUNI PASSI AVANTI nell'EMANCIPAZIONE FEMMINILE, sancendo i DIRITTI CIVILI della donna e parificando su molti punti (come il divorzio) la posizione del marito e quella della moglie. Ma in tema di diritti politici, NEMMENO la DEMOCRATICA COSTITUZIONE GIACOBINA del '93 RICONOBBE la CITTADINANZA FEMMINILE: il suffragio universale introdotto da quella Costituzione era infatti solo maschile.
LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E DEL CITTADINO
<<I RAPPRESENTANTI del POPOLO FRANCESE costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l’IGNORANZA, l’OBLIO o il DISPREZZO di DIRITTI dell'UOMO sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne dichiarazione, i DIRITTI NATURALI, INALIENABILI e SACRI dell'UOMO, affinché questa dichiarazione costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, rammenti loro incessantemente i loro diritti e i loro doveri; affinché maggior rispetto ritraggano gli atti del Potere legislativo e quelli del Potere esecutivo dal poter essere in ogni istante paragonati con il fine di ogni istituzione politica; affinché i reclami dei cittadini, fondati d’ora innanzi su dei principi semplici ed incontestabili, abbiano sempre per risultato il mantenimento della Costituzione e la felicità di tutti. Di conseguenza, l’Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’Essere Supremo, i seguenti diritti dell’uomo e del cittadino>>
LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA
<<Le madri, le figlie, le sorelle, RAPPRESENTANTI della NAZIONE, domandano di costituirsi in assemblea nazionale. Considerando che l'IGNORANZA ,l'OBLIO o il DISPREZZO dei DIRITTI della DONNA sono le sole cause delle sventure pubbliche della corruzione dei governi, esse si sono risolte a esporre in una solenne dichiarazione i DIRITTI NATURALI INALIENABILI e SACRI della DONNA ,affinché questa dichiarazione costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi incessantemente i loro diritti e i loro doveri, affinché gli atti del potere delle donne e quelli del potere degli uomini, potendo in ogni istante essere confrontati con il fine di ogni istituzione politica, ne siano più rispettati, affinché i reclami delle cittadine fondati ormai su principi semplici e incontestabili, siano sempre rivolti al mantenimento della costituzione, dei buoni costumi e alla felicità di tutti. Di conseguenza, il SESSO SUPERIORE in BELLEZZA e CORAGGIO ,nelle sofferenze materne riconosce e dichiara in presenza e con gli auspici dell'Essere supremo, i Diritti seguenti della Donna e della Cittadina>>
"le donne sono creature dotate di cervello, capaci di far proprie le idee morali e di valutarle con ragionevolezza"
Già a partire dalla Costituzione del 1791 le donne vennero escluse dalla partecipazione politica.
I CAUSA
Giacobini e sanculotti ritirarono il loro appoggio (numerose donne giustiziate)
II CAUSA
I girondini, legati all'idea della sottomissione femminile, le ostacolarono
III CAUSA
Tutti i rivoluzionari ritenevano le donne ed il potere da esse conquistato un simbolo dell'ancien regime e la causa della sua corruzione (idea roussoviana)
CAUSE
“Ma io preferirei cento volte di più una fanciulla semplice educata in modo grossolano a una fanciulla intelligente e colta che venisse a istituire in casa mia un tribunale letterario di cui lei fosse la presidentessa. Una donna di spirito è un disastro per il marito, per i figli, per i suoi lacché, per tutti quanti. Dalle sublimi vette del suo bell’ingegno, costei disdegna tutti i suoi doveri di donna, e comincia sempre per trasformarsi in un uomo come Mademoiselle de l’Enclos. Fuori è sempre ridicola e molto giustamente criticata, perché non si può evitare di esserlo appena si esce dalla propria condizione e quando non si è fatti per quella che si vuole assumere”
UNO SGUARDO ALL'ITALIA: LA REPUBBLICA PARTENOPEA
Eleonora de Fonseca Pimentel
Monarchica convinta, inizialmente esaltò i sovrani napoletani, ma quando i reali, in seguito alla rivoluzione francese, da riformisti si trasformarono in reazionari, abbracciò le idee repubblicane francesi e divenne giacobina.
Il 20 gennaio 1798 insieme ad altre donne entrò nel castello di S.Elmo dove proclamò la Repubblica Napoletana.
Nel maggio 1799 le truppe del Cardinale Ruffo, inviate dai Borbone a riconquistare Napoli, arrivarono alle porte della città.
Con la fine della Repubblica venne arrestata e il 20 agosto venne impiccata.
Olympes de Gouges
Charlotte Corday
Charlotte Corday d'Armont è stata una rivoluzionaria francese nota soprattutto per aver ucciso Jean-Paul Marat. Ammiratrice di Rousseau e degli eroi di Plutarco e di Pierre Corneille (di cui era pronipote), si appassionò alle idee repubblicane dei girondini. Gli eccessi rivoluzionari e la proscrizione dei deputati girondini (31 maggio e 2 giugno 1793) la convinsero di dover uccidere Jean-Paul Marat, che, secondo lei, era il principale sobillatore della guerra civile. Giunta apposta da Caen a Parigi, il 13 luglio 1793 riuscì a farsi ricevere in casa dallo stesso Marat e lo pugnalò mentre era nel bagno. Condannata a morte dal tribunale rivoluzionario, fu messa alla ghigliottina quattro giorni dopo.
Maria Antonietta
Figlia di Maria Teresa d'Austria e di Francesco Stefano di Lorena, alla nascita era stata insignita del titolo di arciduchessa d'Austria. Per suggellare l'alleanza tra l'Austria e la Francia venne data in sposa, quattordicenne, al futuro Luigi XVI. Trasferitasi a corte, nella reggia di Versailles, per sopperire alla solitudine, alla noia e a un matrimonio deludente e tormentato, cominciò a vivere nelle frivolezze, dedicandosi a costosi diversivi. Ciò provocò l'ostilità francese che, condannandola per alto tradimento, decretò la sua morte sulla ghigliottina
Madame Roland
La viscontessa Marie-Jeanne Roland de la Platière, nata Manon Philipon, chiamata spesso Madame Roland o Manon Roland, fu moglie e consigliera di Jean Marie Roland visconte de la Platière, ministro degli Interni di Luigi XVI. Animatrice culturale dei salotti girondini (era nota come "La Musa dei Girondini"), dopo la caduta di tale partito venne arrestata e condannata a morte sulla ghigliottina.
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